Pronto il calendario 2019 delle Migu Run Skyrunner World
Appena chiusa la stagione delle Migu Run Skyrunner World alle finali di Limone, con la vittoria nella classifica overall di Kilian Jornet e Ragna Debats, ecco già il calendario 2019: 15 gare in 11 paesi, due asiatiche all'inizio e poi tanta Europa. In Italia oltre alla Livigno SkyMarathon, rientra la Royal Ultra SkyMarathon e debutto per la ZacUp. La stagione inizia il 21 aprile in Giappone, ancora da definire la sede delle finali ad ottobre, prova che sarà definita Sky Masters. Ecco allora come sarà il 2019 della Migu Run Skyrunner World.
21 aprile Mt Awa SkyRace (31 km - 2,000 m D+) Sanjō, Giappone
1 maggio Yading Skyrun (29 km - 2,354 m D+) Yading, Cina
11 maggio Transvulcania Ultramaraton (74 km - 4,350 m D+) La Palma, Spagna
19 maggio SkyRace des Matheysins (27 km - 1,980 m D+) Saint-Honoré, Francia
1 giugno Madeira SkyRace (55 km - 4,100 m D+) Santana, Portogallo
15 giugno Livigno SkyMarathon (34 km - 2,700 m D+) Livigno, Italia
29 giugno Olympus Marathon (44 km - 3,200 m D+) Litochoro, Grecia
14 luglio Buff Epic Trail 42K (42 km - 3,325 m D+) Barruera, Spagna
21 luglio Royal Ultra SkyMarathon (52 km - 4,000 m D+) Ceresole Reale, Italia
28 luglio SkyRace Comapedrosa (21 km - 2,280 m D+) Arinsal, Andorra
3 agosto Tromsø SkyRace (57 km - 4,700 m D+) Tromsø, Norvegia
23 agosto Matterhorn Ultraks Extreme (24 km - 2,800 m D+) Zermatt, Svizzera
15 settembre ZacUp SkyRace (27 km - 2,650 m D+) Pasturo, Italia
22 settembre Pirin Ultra SkyRace (66 km - 4,400 m D+) Bansko, Bulgaria
5 ottobre Sky Pirineu (37 km - 2,575 m D+) Bagà, Spagna
Ottobre Sky Masters da definire
Trofeo Vanoni, ci siamo
Marco Filosi, che quest’anno campeggia sui manifesti del 61° Trofeo Vanoni, purtroppo non sarà al via della gara causa infortunio, ma gli amici dell’SA Valchiese saranno comunque presenti con quattro squadre e l’allenatore Ennio Colò che ha fatto sapere agli organizzatori del CSI Morbegno: “Marco e altri mi chiedono qualche manifesto, andranno a ruba, uno andrà dritto in sede bell'esposto tra le cose che contano!”. E sono queste le frasi che contano per i diavoli rossi capeggiati da Giovani Ruffoni, belle parole che danno la misura di cosa significhi il Trofeo Vanoni per chi corre in montagna. Sono attesi complessivamente quasi 2000 atleti: 150 staffette, 100 donne e 450 ragazzi al Minivanoni.
TROFEO VANONI - Ultimi giorni per iscriversi. Se le squadre italiane aspettano il venerdì per scegliere i terzetti e l’ordine di partenza, gli stranieri invece sono stati i primi a mandare le conferme. Torna la Scozia, grande terza lo scorso anno, con il forte Andrew Douglas (quinti quest’anno agli Europei), Ross Gollan e James Espie, presente anche la Francia, unica squadra straniera ad aver vinto definitivamente il Trofeo messo in palio dal Comune di Morbegno, con una squadra giovane e agguerrita composta da Alexandre Fine, Sylvain Cachard e Thibault Imbert, non mancherà la Repubblica Ceca capitanata dal forte Jan Janu (miglior tempo individuale nel 2016) con Tomas Macecek e Jachym Kovar; la Slovenia schiera una squadra di atleti esperti come l’attuale campione mondiale master di corsa in montagna Miran Cvet, il campione mondiale master dello scorso anno Simon Stranad, insieme a Jost Lapajne, la Gran Bretagna mette in campo i migliori della Snowdon Race: Zak Hana, Chris Smith e Chris Holdsworth, poi altre due squadre inglesi al via: la prima con Chris Arthur (quest’anno undicesimo agli Europei) insieme a Sam Stead e Jack Wood, la seconda sponsorizzata Inov-8 schiera il detentore del record della discesa Ian Holmes (al suo 18° Vanoni che vinse a squadre nel 2005) con Ben Mounsey (5° ai Mondiali master nel 2017 e 2018) e Joe Baxter, attenzione anche al Galles (Matthew Roberts, Gareth Hughes, Tom Roberts), all’Irlanda (Toma Hogan, Des Kennedy e Ian Conroy), all’Eryri Team (società gemellata con il G.S. CSI Morbegno dal 1983) e alla Spagna, quest’ultima in gara con due terzetti. Per quanto riguarda le squadre italiane, hanno già confermato la loro presenza il detentore del record del percorso Alex Baldaccini con i compagni di squadra dell’Atletica Valle Brembana (secondi lo scorso anno), La Recastello Radici Group con Francesco Della Torre, Luca Magri e Fabio Ruga, il GS Orobie che schiera Mirko Bertolini, Paolo Gallo, Vincenzo Milesi, i Falchi Lecco che puntano su Eros Radaelli, Danilo Brambilla e Paolo Bonanomi e l’US Malonno con il capitano Emanuele Manzi (miglior tempo al Vanoni nel 2001 e 2003, vincitore a squadre con il CS Forestale per ben 6 volte). E gli organizzatori del CSI Morbegno? La prima squadra dei diavoli rossi, che come da tradizione indosserà il pettorale numero 6, si affida ai campioni italiani master a staffetta Guido Rovedatti e Alessandro Gusmeroli che daranno il tutto per tutto con il capitano Marco Leoni.
VANONI ROSA - Il 35° Vanoni femminile si preannuncia di livello ancora più alto: al via la campionessa del mondo di lunghe distanze Charlotte Morgan (Scozia), la campionessa europea a squadre di corsa in montagna Clémentine Geoffray (Francia), la vincitrice di due Vanoni a livello individuale (2012 e 2014) e uno a staffetta (2017 con Kamila Gregorova) Pavla Schorna (Repubblica Ceca), la vincitrice del Challenge Stellina 2018 e di due edizioni della Snowdon Race (2015 e 2016) Sara McCormack (Irlanda – Inov8), le protagoniste della Snowdon Race 2018 Miranda Grant e Caitlin Rice (Gran Bretagna), l’argento mondiale master 2017 Kirsty Hall e ultime, ma per questo meno favorite, anzi, per un posto sul podio, la campionessa italiana di chilometro verticale Elisa Sortini (Atletica Alta Valtellina), 12ª e migliore delle azzurre ai Mondiali 2018, e la giovane Paola Varano (ASD Bognanco), 9ª junior e bronzo a squadre ai Mondiali di Premana 2017 e la locale Roberta Ciappini (La Recastello Radici Group).
MINIVANONI - Nel Minivanoni riservato alle categorie giovanili sono attesi circa 450 atleti dai 10 ai 17 anni che affronteranno percorsi man mano crescenti per distanza e dislivello. Per cadetti e allievi l’emozione di ricalcare parte del percorso iniziale della main race. Nel Minivanoni quella che conta è la classifica di società che vede in palio la Targa Mons. Danieli a.m., triennale non consecutivo, offerta dall’ANA Morbegno. I patroni di casa se la sono aggiudicata lo scorso anno, pertanto quest’anno è in palio una Targa tutta nuova. A contendersela diverse società: G.S Valgerola in primis, con grandi avversarie come Polisportiva Albosaggia, G.S. CSI Morbegno, A.S. Premana.
NOVITA’ - Tante le novità previste per l’edizione 2018: grande festa con lo Street food in piazza Sant’Antonio durante tutta la giornata di domenica. La piazza sarà nodo nevralgico sia per la tradizionale sfilata degli atleti che partirà sabato alle 17.30, sia per la dislocazione della segreteria di gara in Sala Boffi a causa dell’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’Oratorio. Altre novità il chip sui pettorali degli atleti per velocizzare la stesura delle classifiche e permettere la rilevazione dei tempi intermedi di salita e discesa poiché quest’anno in palio ci saranno 4 premi speciali, chiamati 'Premi Alpini' poiché Morbegno è 'Città Alpina 2019'. Detti premi andranno agli uomini e alle donne più veloci nei tratti Morbegno/Chiesa di Arzo e Chiesa di Arzo/Morbegno. Al traguardo sarà festa grande con gli speciali gadget predisposti dall’organizzazione. Per chi poi a Morbegno domenica 28 ottobre non potrà proprio esserci, non resta che seguire la diretta sulla pagina Facebook del Trofeo Vanoni.
Da non perdere l’incontro di formazione, organizzato da CONI Lombardia sabato 27 ottobre alle ore 15 presso la Sala Consiliare del Comune di Morbegno, dal titolo “Gestire il gruppo: le azioni vincenti. Lavorare con bambini e adolescenti”. Relatore il dott. Matteo Vagli, psicologo specializzato in psicologia dello sport e Docente della Scuola Regionale dello Sport Lombardia. L’incontro è aperto alle famiglie, ai dirigenti sportivi, ai tecnici delle società sportive, ad educatori e animatori.
Questa edizione del Trofeo Vanoni sarà orfana di Gianpietro Bottà, storico atleta e dirigente del G.S. CSI Morbegno e grande appassionato di corsa in montagna. Tanto Pietro (come era conosciuto da tutti) ha fatto per far riconoscere, con Balicco e De Biasi, questa disciplina dalla Federazione e tanto ha fatto per la nascita del gemellaggio tra Trofeo Vanoni e Snowdon Race, tra Morbegno e Llanberis. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile. Doveroso mantenere viva la sua eredità ovvero l’incrollabile convinzione dell’importanza della fratellanza e dell’amicizia tra le persone, anche di nazionalità diversa e la grandissima passione per la corsa in montagna e il Trofeo Vanoni. Il sindaco Andrea Ruggeri e l’amministrazione comunale di Morbegno hanno deciso di dedicargli una targa proprio all’inizio della salita del Trofeo Vanoni, alla porta della via Priula. La cerimonia si svolgerà sabato 27 ottobre alle ore 14.15. Tutte le persone che l’hanno conosciuto sono invitate a partecipare. Gli amici del G.S. CSI Morbegno hanno poi in serbo una sorpresa per ricordare Pietro in modo speciale durante il Trofeo Vanoni.
Sabato si chiude il Tour Trail della Valle d’Aosta
Da marzo a fine ottobre, otto mesi di trail e vertical per un totale di 14 prove tra Valle d’Aosta e Piemonte. Sabato 27 ottobre si chiuderà il Tour Trail della Valle d’Aosta, un circuito che mai prima d’ora racchiuse così tante gare. Il gran finale si svolgerà ad Arnad, dove i giovani de Le Dzoveo de Arnad da mesi stanno lavorando sull’evento nato lo scorso anno per far conoscere sentieri, cultura e tradizione del comune valdostano, raggiungibile in poco più di dieci minuti dal Piemonte. La gara è collocata alla fine di una lunga stagione, per questo le difficoltà del tracciato sono state calibrate. Il percorso misura infatti 22 chilometri e non raggiungerà quote elevate: si correrà tra vigneti, boschi e frutteti e non si supereranno i 1.400 metri di Echallogne. Il punto più basso è rappresentato da La Keya, la zona di partenza e arrivo posta a quota 350 metri.
In campo maschile si preannuncia una sfida interessante dal punto di vista sportivo tra Mathieu Brunod e Nadir Maguet, il primo abituato a distanze più lunghe, il secondo uomo da vertical. Già iscritto anche Mattia Colella, che non punterà al podio, ma solo a conquistare gli ultimi punti utili per vincere il circuito finale. Discorso analogo per Federica Fazari, leader tra le donne e iscritta per aggiudicarsi il Tour Trail.
Le iscrizioni sono aperte sul sito internet di Wedosport; chiuderanno il 26 ottobre oppure al raggiungimento dei 500 iscritti. La quota di iscrizione è unica ed è di 25 euro. Sono inclusi il pacco gara (capellino celebrativo, borraccia, bottiglia di birra, energy drink, buono pizza), i ristori lungo il percorso, il pranzo e tutti i servizi accessori. Ci si potrà iscrivere anche la mattina del 27 ottobre, fino a pochi minuti dalla partenza.
Il Traverse Trail partirà alle 9,30, i vincitori arriveranno sul traguardo dopo due ore e venti minuti di gara. Sono quindi attesi a La Kiuva intorno a mezzogiorno. Alle 15 l’inizio delle due premiazioni, quella della gara e quella del Tour Trail della Valle d’Aosta. A seguire musica e apericena per chiudere nel migliore dei modi la stagione.
Alla Bellagio Skyrace doppietta ruandese
Soleggiata e limpida domenica autunnale sul Lago di Como per la Bellagio Skyrace. Sul percorso di 28,5 km con 1850 metri di dislivello della gara si sono portati subito in testa il portacolori dell’Esercito Daniel Antonioli e il ruandese della Valetudo Serim Jean Baptiste Simukeka, inseguiti da Cristian Minoggio, compagno di squadra di Simukeka. Sul gpm del monte San Primo a quota 1680 metri, al km 12,8, è transitato davanti a tutti Antonioli. Nella discesa però Simukeka ha aperto il gas e nessuno ha potuto resistere al suo forcing.
Sul lungolago Europa, con il sole che si specchiava nel lago, gli applausi sono stati tutti per Jean Baptiste Simukeka, che ha conquistato la quinta edizione della Bellagio Skyrace stoppando le lancette su 2h29’01”. Grazie a un bel recupero nel finale, Cristian Minoggio ha chiuso in seconda posizione con il crono di 2h30’45”. Sull’ultimo gradino del podio è salito Daniel Antonioli, che ogni anno cerca di onorare la gara degli amici di Bellagio; 2h31’32” il suo tempo. Nei migliori dieci Erik Panatti, Paolo Bert, Stefano Rossatti, Michele Tavernaro, Andrea Rota (18 anni), Lorenzo Rota Martir (non ancora diciottenne, è il più giovane in gara) e Clemente Belingheri.
Livello altissimo anche nella gara femminile. La ruandese Primitive Niyirora, talento della corsa in montagna scoperto da patron Giorgio Pesenti, dopo il trionfo alla Zacup si è ripetuta in quel di Bellagio. Una gara in solitaria la sua, che l’ha portata sul traguardo di Bellagio in sole 2h47’10”, nono miglior tempo assoluto. Alle sue spalle è giunta la vincitrice uscente Denisa Dragomir, fuoriclasse rumena tesserata per la Valetudo Serim. 2h50’02” il tempo che le è valso la medaglia d’argento. La russa Natalia Gemperle, campionessa di orienteering, ha chiuso al terzo posto (2h55’29”) anticipando in un lungo sprint Elisa Desco. La classifica femminile prosegue con la beniamina di casa del Bellagio Skyteam Paola Gelpi, Fabiana Rapezzi, la vincitrice delle Skyrunner Italy Series Cecilia Pedroni, Sara Rapezzi, Arianna Oregioni e Sarah Palfrader.
Nella Bellagio Half Skyrace la vittoria assoluta è andata a Massimiliano De Bernardi che ha portato a termine i 14,5 km in 1h12”45” davanti a Lorenzo Beltrami, secondo in 1h13’10”, e Andrea Bonanomi, terzo in 1h18’11”. Quarto Filippo Ugolini e quinto Michele Cornali. In rosa ha vinto Alessia Ravasi di Osa Valmadrera in 1h39’40”, dietro di lei Corinna Mondani (1h39’47”) e Virginia Ortalli (1h40’26”). Quarta Lucia Colciago e quinta Barbara Pozzi.
UTLO, sigillo di Giulio Ornati e Lidia Mongelli
In tantissimi al Vibram UTLO, sempre più internazionale. Nella gara regina sul Lago d’Orta, quella da 120 km, vittoria di Giulio Ornati: il portacolori del Team Salomon chiude in 14h50’06”, nuovo best crono della gara, davanti allo svizzero Walter Manser (15h05’30”), primo lo scorso anno, e al francese Nicolas Pianet (15h18’32”). Sul podio rosa sale sul gradino più alto, Lidia Mongelli in 18h41’24” sulla francese Delphine Cornillat-Avenier in 18h58’07” e la svizzera Denise Zimmermann in 19h35’46”. Carlo Salvetti e Simona Gambaro dettano legge nella 82 km; sul podio maschile gli svizzeri Diego Pazos e Adrian Zurbrügg, su quello femminile la svedese Mervi Heiskanen e la svizzera Vera Nina Schneebeli.
Nella 60 km a segno Davide Cheraz davanti allo svizzero Roberto Delorenzi con terzo Davide Cavalletti; Laura Barale prima nella classifica femminile su Antonella Bignardi e la canadese Flavie Pelletier. Infine nella 34 km affermazioni del marocchino Elhousine Elazzaoui (su Riccardo Borgialli e Stefano Ruzza) e di Erica Ghelfi (su Martina Chialvo e Francesca Ghelfi).
Henry Aymonod detta legge a Fully
Doppietta azzurra a Fully: nel durissimo vertical svizzero a segno Henry Aymonod davanti Manuel Da Col; il valdostano chiude con il crono 30’48”, 31’39” il tempo del cortinese. A completare il podio il francese Camille Caparros in 32’01”. Quarta piazza per Nadir Maguet in 32’15”, quinto lo junior svizzero Aurelien Gay in 32’37”.
Ancora Christelle Dewalle al femminile: successo in 35’38” davanti alla connazionale Jessica Pardin in 37’35”, con la svizzera Victoria Kreuzer sul terzo gradino del podio in 37’54”. Vola la triathleta valdostana Charlotte Bonin, quarta in 38’11, davanti a Camilla Magliano in 38’39”.
Bellagio Skyrace, domenica si corre
La Nsck1 che si disputerà nel pomeriggio di sabato aprirà le danze del fine settimana bellagino dedicato allo skyrunning. La prova vertical (con uno sviluppo di 4,5 km con un dislivello positivo di 810 metri con il traguardo fissato al Belvedere del monte Nuvolone e con partenza alle ore 15) precederà la gara regina di domenica, la Bellagio Skyrace, prova finale delle Skyrunner Italy Series e penultima prova del circuito Lombardia take your time Serim Valetudo. In programma anche tanti altri percorsi: dalla Half Skyrace alla corsa dei bambini, con passerella finale nei giardini di Villa Melzi.
Sabato è il giorno di Fully
Tutto pronto a Fully: la diciottesima edizione di uno del vertical più conosciuti andrà in scena sabato 20 ottobre. Alle 12 e 10, e 40 secondi partirà l’ultimo dei concorrenti, Thomas Terrettaz, secondo nel 2017 alle spalle di Philip Götsch che firmo l’incredibile crono di 28’53”. Quaranta secondi prima, uno degli attesi più attesi, Nadir Maguet e prima ancora Henri Aymonod, gli svizzeri Andreas Steindl, Martin Anthamatten, Iwan Arnold, Manuel Da Col, l’andorrano Oscar Casal Mir, il colombiano Saul Antonio Padua Rodriguez... A livello femminile ci sono le tre prime dello scorso anno, la francese Christel Dewalle, la svizzera Victoria Kreuzer e l’altra francese Jessica Pardin, con Camilla Magliano pronta a migliorare il quinto posto del 2017. Alle 8 il primo degli oltre 700 atleti al via: Moreno Pesce che ancora una volta è pronto ad affrontare le rampe di Fully.
Morenic Trail, le impressioni di chi l'ha corsa
Prendere parte al Morenic Trail, correre sull’orma del ghiacciaio e sentirne il respiro, vecchio di millenni, significa diventare il tassello di una storia che inizia moltissimo tempo fa, durante il Pleistocene, e continua ancora oggi. La parola morena riporta alla mente, in maniera quasi inconscia, la geografia delle scuole elementari. E te la rivedi lì, la maestra, mentre spiega che ‘i depositi morenici sono accumuli di frammenti rocciosi, sabbia e argilla trasportati da un ghiacciaio e rimasti lì, a formare colline più o meno alte e estese, dopo il suo scioglimento’. Mai però mi sarei immaginata di scoprire, grazie alla corsa (o meglio, grazie a una gara trail!) che l’anfiteatro morenico più bello e conservato al mondo si trovi in Italia e che sia quello di Ivrea.
La storia ha inizio, per l’appunto, tra un milione e 10.000 anni fa, con il grande Ghiacciaio Balteo che discende dalle Alpi valdostane e dà poi origine nella Pianura Eporediese a questo gigantesco anfiteatro. Con una estensione di oltre 500 chilometri quadrati, esalta i geologi fin dalla metà del 1800, che ne studiano la formazione e il magnifico stato di conservazione.
Ma qual è il collegamento tra questo maxi evento risalente al Quaternario e il Morenic Trail?
Ce lo racconta Stefano Roletti, testa e cuore pulsante di questa gara poco pubblicizzata ma estremamente sentita a livello territoriale. Una gara che nasce dall’innamoramento di un uomo per il territorio, prima ancora che per la corsa. Anche se, diciamocelo, correre è sempre stata una delle sue passioni. La storia di questa gara è piuttosto curiosa, a dircelo è lui stesso. Ama definirsi uomo morenico (e quindi Balteo), orgoglioso delle sue origini. Fisico ambientale, come la compagna Paola, altro tassello fondamentale di questa storia. «Nel 2000 la stragrande maggioranza delle persone del territorio (a parte i geologi e gli appassionati) non aveva la percezione dell’esistenza di questo arco naturale che è l’Anfiteatro Morenico di Ivrea (AMI). Su incarico dell’ATL Canavese e Valli Lanzo ho dato il via a una serie di iniziative finalizzate alla creazione di un’identità territoriale turistica e alla sua promozione, dalle carte territoriali fino alla progettazione e tracciatura permanente di un percorso chiamato Alta Via dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, che percorre tutto l’arco morenico da un estremo all’altro. Nel 2007 l’ATL Canavese e Valli Lanzo viene inglobata dall’ufficio che, per la provincia di Torino, si occupa della accoglienza e promozione turistica e sorge la paura che i 10 anni di lavoro per far nascere l’identità turistica dell’AMI vadano nel dimenticatoio. In dieci anni, tuttavia, gli abitanti avevano già acquisito una consapevolezza territoriale. Essere parte di un territorio unico unisce e rafforza, ed è proprio sulla base di questo sentire comune che nasce, nel 2010, il Morenic Trail. La gara sfrutta i sentieri dell’Alta via e si articola su ben 40 Comuni. Senza istituzioni alle spalle e senza grossi aiuti economici, la gara è cresciuta in questi primi nove anni e continua a funzionare come una splendida orchestra, dove ogni strumento dice la sua e insieme fanno una sinfonia perfetta. Nel 2018 la Regione Piemonte, grazie all’attivo e attento Assessorato allo Sport, diventa partner del Morenic Trail».
Questo clima, di comunanza e appartenenza, è qualcosa che effettivamente traspare. Dai volontari, in primis, davvero entusiasti e sorridenti, capaci di darti la carica a ogni passo. Particolare menzione va fatta per il ristoro di Villate che, tanto per raccontare un aneddoto, ha sfamato un simpatico gruppo di ritirati a suon di hamburger, salamelle, torte dolci e salate, birra e persino vino. Per rendere la delusione di ritiro meno gravosa e perché ‘Così il prossimo anno tornate a trovarci’.
Può una sola persona fare il Morenic Trail? La domanda sorge spontanea…
«Assolutamente no. Il nostro gruppo, Baltea Runner, è un gruppo di appassionati dove ognuno ce la mette tutta per dare il meglio. Io ad esempio mi occupo degli aspetti tecnici del percorso, dei rapporti istituzionali e con la gente, oltre a cercare di inventarmi ogni anno qualcosa capace di rendere la gara sempre nuova e in grado di attirare più persone. C’è chi si occupa della programmazione dei ristori, della tracciatura, chi come ad esempio Andrea, nuovo acquisto, della gestione della assistenza sanitaria degli atleti e così via. In questo lavoro che dura circa un anno siamo affiancati da tutta la gente del territorio (come mi piace dire) da tutta la gente Baltea».
Novità per l’edizione 2019?
«Sì, una cosa che lascerà tutti a bocca aperta. Ma ancora non ve la posso svelare. Posso solo dirvi che sarà una modifica che permetterà di mettersi ancora più in contatto con la natura della orma del ghiacciaio».
E a noi, che guardiamo le foto dei finisher, ritratti come antichi guerrieri con le guance tinte di rosso, non resta che attendere il nuovo anno per scoprire cosa riserverà il 2019.
Appuntamento il 4 novembre con il Bergtrail
Mancano circa tre settimane al Bergtrail, in programma in prossimo 4 novembre in uno degli angoli più belli della Riviera Ligure, nel bellissimo comprensorio del Golfo dell’Isola di Bergeggi. Due le distanze i calendario: 17 km e 780 m D+; 31 km e 1.480 m D+.
TRA MONTI E MARE - Non mancheranno panorami mozzafiato: il mare cristallino e la sughereta però non devono trarre in inganno gli atleti perché il territorio è severo e a tratti tecnico. Le ripide salite e le discese sono pronte per testare l’abilità dei trail runner , senza dimenticare i due chilometri di spiaggia per rodare le gambe poco dopo dalla partenza e prima della verticale al Monte Mao. Per la gara lunga saranno previsti quattro ristori, due invece per la sorella minore, più corta ma non per questo da sottovalutare. Ritiro pacchi gara e nuove iscrizioni saranno possibili dalle ore 16 alle 19 di sabato 3 novembre e dalle 7.30 alle 8.30 di domenica 4 presso la scuola statale antistante la partenza, mentre le docce calde saranno offerte dalla palestra Berg Gym. La cronaca della gara e le interviste agli atleti saranno a cura dello speaker Roberto Giordano. Fin dalla prima edizione nel 2012 i brand Salomon e Suunto hanno fornito materiale e premi al Bergtrail e anche quest’anno di saranno numerosi premi due marchi. A gara ultimata tutti gli atleti potranno godere del pasta-party offerto dal Circolo di Bergeggi mentre gli accompagnatori avranno la possibilità di pranzare alla sagra dello sportivo, il tutto allietato dalla spumeggiante voce di Nicole Magolie che spronerà gli atleti stanchi e provati dalla gara a danzare tra i tavoli…


IL PERCORSO - La prima parte di asfalto scorre veloce nel borgo di Bergeggi, fino all’inserimento nel sentiero botanico, prima in salita poi in leggera discesa verso la Via Antica Romana, dove le gambe non incontrano resistenza e dove il paesaggio regala emozioni uniche e con qualsiasi meteo si possono osservare svariate sfumature di azzurro nel mare che circonda l’isola di Bergeggi, sempre protagonista del paesaggio. Poi ci si scontra con la fatica della spiaggia, dove per due chilometri circa non si abbandona il tracciato sul lungomare di Spotorno e a seguire una ripida ascesa che per poco più di 400 metri non dà respiro a nessuno. Finalmente il ristoro, un po’ di focaccia (come può mancare in Liguria?), un po’ d’acqua e via . La gara corta ha il giro di boa poche decine di metri più avanti, mentre la lunga prosegue nella macchia mediterranea tra discese, ripide salite in single track e morbidi panettoni che dividono le vallate del Golfo dell’isola da Vado Ligure. Ritornati alle pendici del Monte Mao, che con I suoi 440 metri sovrasta Bergeggi e Spotorno, si scende verso la vecchia cava, forte S. Elena, a seguire la sughereta e la spa del resort Dominio Mare. A questo punto un po’ di trail urbano, qualche scalino e qualche carruggio concludono il percorso a volte nervoso a volte panoramico, ma mai noioso.


Gabriele Abate e Caroline Roehrl vincono il Morenic Trail
La nona edizione del Morenic Trail si è conclusa con successo, confermandosi come una festa del trail running sui sentieri dell’Alta Via dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, da Andrate a Brosso in provincia di Torino, 119 km con 2540 metri di dislivello, corsa individualmente, a coppie, a staffette di 2 e 4 corridori. Poi da quest’anno si è aggiunta la Valchiusella Night Race, gara individuale da Ponte Preti a Brosso di 18 km con 760 metri di dislivello, in pratica l’ultima frazione del Morenic Trail a cui si sono aggiunti i partecipanti alla Valchiusella Night Run, gara non competitiva da Alice a Brosso. In totale sono stati in 500, nuovo record di partecipanti, a correre, camminare, mangiare e bere ai 18 ristori del percorso, in una gara che dalla prossima edizione sarà anche qualificante per l’americana Western States, oltre che per l’UTMB.
Passando alla parte agonistica, iniziamo con il vincitore del Morenic Trail Gabriele Abate. Secondo nel 2017, è tornato quest’anno e ha letteralmente dominato la gara: per lui crono di 11h33’51”, seguito sul podio da Iacopo Salacrist secondo in 13h38’58” e dai due valtellinesi Fabio Bongio e Mauro Manenti terzi ex-aequo in 13h41’41”, con Michele Ciabarri a completare la top five in 13h44’02”.
Sesta assoluta e soprattutto prima donna per il secondo anno consecutivo la svizzera Caroline Roehrl in 13h53’44”, alla vigilia accreditata dei favori del pronostico con Sonia Locatelli e Chiara Boggio, entrambe poi costrette al ritiro durante la gara. Si concretizza quindi un podio internazionale, con la seconda piazza per Lucia Ferrarini in 17h10’15” mentre sul terzo gradino del podio sale la finlandese che vive in Norvegia Kaisa Ekse in 17h16’46”, seguita dalla svedese Hannah Goldring quarta in 19h28’58” e dalla polacca Barbara Szkaluba quinta in 20h09’18”.
Nella gara a staffetta di 4 corridori successo degli Ultimi Morenici (Gambone, Rovei, Cigna, Diabotti), che a dispetto del nome sono stati i primi ad arrivare al traguardo di Brosso in 9h15’31”. Nella staffetta di 2 corridori vince il TRM Team di Cristina Tasselli e Marco Mori in 13h54’10”. Nella gara a coppie successo di Taccogna-Masia in 18h30’14”.
Prima edizione per la Valchiusella Night Race, con il successo del giovane emergente del podismo canavesano Andrea Biffi in 1h33’02”, seguito sul podio da Stefano Craviotto 2° in 1h37’05” e da Andrea Rossetti 3° in 1h40’51”. Al femminile s’impone Agnese Sobrero in 1h57’00” su Enrica Thione seconda in 2h14’07” ed Elisa Miotto terza in 2h14’11”.
Davide Magnini da urlo
Un Davide Magnini semplicemente strepitoso: vince la Limone Extreme Skyrace e lo fa con un tempo record straordinario. 2h59’24” su 29 km di vero skyrunning con un dislivello positivo di 2500 metri: 8 minuiti e 8 secondi meglio del precedente best crono. «Una grande giornata, anche perché non me l’aspettavo. Non avevo nulla da perdere, volevo solo buttarmi nella mischia. Ho attaccato sulla prima salita e quando ho visto il margine mi son detto perché no. Una vittoria fantastica che dedico tutta ad Andrea Prandi». Piazza d’onore per un altro giovane atleta Salomon, Rèmi Bonnet (3h04’13”) con Oriol Cardona Coll del Team Dynafit a completare il podio in 3h06’07”. Quarto Petter Engdahl, quindi Stian Angermund-Vik, Kilian Jornet Burgada, Marco Degasperi, Marc Pinsach Rubirola, Finlay Wild e Pascal Egli per una top ten di altissimo livello.
Sul gradino più alto del podio rosa sale la svedese Tove Alexandersson in 3h31’36”, davanti a Ragna Debats (3h40’07”) e Sheila Aviles Castano (3h45’28”). Quarta piazza per la tedesca Michelle Maier, mentre quinta e prima delle italiane è giunta Elisa Desco.











