Sarà ancora Limone a ospitare la finale delle Migu Run Skyrunner World Series

Per la settima volta consecutiva sarà Limone sul Garda ad ospitare la finale delle Migu Run Skyrunner World Series. Mancava un tassello nel calendario ISF, definito in queste settimane. Per la stagione che sta per cominciare il nuovo format di coppa prevede che la tappa conclusiva, quella chiamata a decretare re e regina dell’estate, debba andare in scena su un percorso inedito riservato all’élite mondiale; al via saranno quindi ammessi solo gli atleti che nel corso della estate avranno guadagnato sul campo il pass per la prova definita Skymaster. Questa sfida andrà in scena sul percorso classico della Limone Extreme con l’aggiunta di una parte altamente spettacolare proprio sotto la cima del Monte Carone. La prova Skymaster partirà alle ore 13.30 di sabato 19 ottobre, avrà uno sviluppo di 27km e un dislivello positivo di 2600 metri. Ma il gran gala dello skyrunning continuerà a essere un evento per tutti, una gran festa di fine stagione. Infatti, resta confermata, confermatissima la Limone Skyrunning Extreme. Anche qui, alcune sostanziali novità. Innanzitutto l’orario di partenza, anticipato alle ore 9 per dare la possibilità a ogni singolo atleta di godersi le fasi conclusive della sfida mondiale. L’altra modifica riguarda il tracciato che eviterà ai concorrenti la durissima risalita sul Vertical della Mughéra rendendo la gara sostanzialmente meno dura, ma sempre altamente spettacolare con i suoi 21km di sviluppo 2000 m di salita e la medesima ultima funambolica discesa che ha contribuito a creare il mito della Limone Extreme. Ci sarà anche il vertical del venerdì che andrà in scena nel tardo pomeriggio di venerdì così da regalare ai concorrenti una salita e un arrivo in cima vista lago, impreziosito dalle luci del tramonto. Confermatissima anche la partnership con Dynafit; promosso sul campo e riproposto anche quest’anno il progetto #donna4skyrace sulla 10k non agonistica. Il 31 maggio aprono le iscrizioni.


Si aprono le iscrizioni al Mozzafiato Trail

Si apriranno il 4 maggio le iscrizioni a Mozzafiato Trail, in programma a Cannobio, sul Lago Maggiore, il prossimo 4 agosto. Dopo la rivoluzione dello scorso anno, e forti dell’apprezzamento dei partecipanti all’edizione 2018, sono stati confermati i tre percorsi proposti, che permettono un magico tour all’interno della Valle Cannobina, un viaggio nello spazio e nel tempo, che toccherà borghi in cui la vita scorre seguendo ritmi antichi.La gara più lunga sarà quindi la 37 km con 2.175 m D+, che toccherà Traffiume Cavaglio, Gurrone, Spoccia, Orasso, Cursolo, Airetta, Gurro, Falmenta, Crealla, Ponte Falmenta, Lunecco, Cavaglio, Traffiume, per poi tornare a Cannobio.
Più corta, ma non per questo meno spettacolare, la 26 km (1.365 m D +) toccherà Traffiume, Cavaglio, Gurrone, Lunecco, Ponte Falmenta, Falmenta, Crealla, Ponte Falmenta, Lunecco, Cavaglio, Traffiume per tornare a Cannobio
Sarà possibile poi correre la 26 km anche in staffetta: la prima frazione sul percorso Cannobio–Falmenta (12, 350 km per 845 m D+), la seconda da Falmenta a Cannobio per 13,650 km e 520 m D+). Inoltre ci sarà anche un percorso in Nordic Wallking. Partenza e arrivo di tutti i percorsi sarà il Borgo Antico di Cannobio. Le quote di iscrizione iniziali saranno di € 25,00 per la 36 km, di € 20,00 per la 26 km e di € 20,00 a coppia per la staffetta.


Bonin e Dematteis da record nel K1,5 di Fénis

È stato un 1 maggio di grande successo a Fénis per il programma agonistico e per la festa che ha coinvolto sportivi non solo del mondo dei trail. Oltre 600 concorrenti hanno partecipato alle due gare e al MiniTrail non competitivo, correndo sotto un sole caldo e piacevole. Una bella giornata di primavera che ha trascinato lungo il percorso prima, e all’area verde di Tsanté de Bouva poi, centinaia di tifosi e appassionati rimasti poi anche ad ascoltare il ‘concertone’ organizzato nel pomeriggio e andato avanti fino in serata.
Il K1 femminile ha di nuovo preso la strada per l’Irlanda. A vincere ancora una volta è stata Sara McCormack, ormai affezionata a Fénis. È partita per dominare e ha chiuso con il tempo di 46’17”, battendo il suo precedente record di 46’58” fatto segnare lo scorso anno. Seconda e terza posizione per la piemontese di Saluzzo, Lorenza Beccaria (50’55”) e per la valdostana del Team Inrun, Chiara Pino (51’44”).
Gara più combattuta in campo maschile. Dopo 5,3 chilometri si è imposto il piemontese Andrea Rostan (Atletica Saluzzo) che si è aggiudicato il vertical in 41’01”. Impossibile battere il record, che rimane saldamente nelle mani di Martin Dematteis (39’55”). Seconda posizione per Massimiliano Barbero Piantino, vera sorpresa di giornata che ha concluso in 41’59”; terzo Simone Eydallin in 42’14”.
Grande spettacolo nel K1,5, prove in cui sono caduti tutti e due i record. I nuovi primati sulla distanza di 7,4 chilometri portano la firma dell’azzurro Martin Dematteis e della triatleta Charlotte Bonin, entrambi partiti per tentare la doppietta: vittoria e record.
Bonin, due partecipazioni ai Giochi Olimpici nella sua disciplina (il triathlon), non ha avuto rivali. Si è imposta in 1h 09’19”, abbassando il tempo di 1h 10’40” di Francesca Bellezza del 2017, ottenuto sulla stessa distanza. Seconda la torinese Chiara Giovando (1h 12’40”), vincitrice lo scorso anno in 1h 08’, ma con arrivo posto a Fontaine Froide. Terza la cuneese Laura Mazzucco in 1h18’00”.
Martin Dematteis si è dimostrato ancora una volta il più forte. Ora detiene il record nel K1 e quello del K1,5. Ha fermato il cronometro sul tempo di 55’10, cancellando il 57’19” del 2017 di Fabio Bazzana. Dematteis si è imposto davanti ad Andrew Douglas che ha comandato la corsa nei primi chilometri e che poi ha chiuso in 55’44”. Terzo posto per il giovane talento Francesco Puppi (56’25”).


Amorotto Trail, ci siamo

Manca poco ad Amorotto Trail, in programma nel week end dell’11 e 12 maggio a Carpineti. Diverse le novità per questa edizione, a partire dall’allungamento delle due gare regine: l’AUT, Amorotto Trail arriva a 80 km con 4000 m D+, mantenendo i 4 punti Itra (partenza alle 6.30), la MVT, Monte Valestra Trail sale a 57 km con 2700 m D+, sempre con i 3 punti Itra. Entrambe le gare sono state tracciate con alcuni passaggi verso le vallate del torrente Tresinaro e delfiume Secchia. I concorrenti AUT, potranno anche ammirare The Big Bench sul Monte Fosola e il palcoscenico dell’Appennino Reggiano con la Pietra di Bismantova. Le limitazioni in termini di numeri sono rese necessarie dalla volontà da parte dello staff di Amorotto di mantenere alto gli standard organizzativi pur con l’allungamento dei percorsi e dei tempi di gara.
Rimangono invariate le gare SVT, San Vitale Trail (20 km – 1000 mD+), PST, Poiago Short Trail (12 km, 450 mD+.
Nuovo Buff 2019 nel pacco gara: ‘Nelle sere prive di luna, lungo la vallata, là sul Castello è dato di vedere la sua figura a tutto punto armata, mentre una donna le sue chiome nere bacia piangendo, tenera e angosciata. E cavalcano un candido destriero erto nel cielo come pece nero’, sarà il motto del 2019. La gara sarà anche la prima Trofeo Agisko BPER Banca, circuito che si presneta con tante novità nel 2019: premiazioni sempre più importanti con premi in denaro e un rinnovato sistema di assegnazione punteggi.


Collontrek, al via le iscrizioni

Dall’Italia alla Svizzera, lungo il sentiero dei contrabbandieri e in mezzo alla natura incontaminata. Il 6 e 7 settembre 2019 ritorna il Collontrek, la gara di trail che si corre a coppie e che ha cadenza biennale.
Ventidue chilometri di storia e tradizione, ventidue chilometri che uniscono le comunità dell’Alta Valpelline e della Val d’Hérens. Una prova affascinante che presenta anche un tratto di ghiacciaio da affrontare con il proprio compagno di avventure.
Una gara magica, sempre molto apprezzata dagli atleti, anche se nelle ultime edizioni è stata sfortunata con il meteo. Da Bionaz ad Arolla, 1.250 metri di dislivello positivo, altrettanti in negativo, un lungo serpentone di sportivi che arrivano da mezza Europa per non perdere lo spettacolo.
A quattro mesi dall’evento gli organizzatori sono pronti a lanciare la campagna iscrizioni. Dal 1° maggio partirà la caccia a uno dei 1000 pettorali (500 coppie) messi a disposizione. Ci sarà un contingente riservato agli svizzeri, che per tradizione fanno registrare il tutto esaurito in poche settimane, e uno per gli italiani. Gli eventuali posti liberi verranno poi ridistribuiti in base alle richieste.
Meglio quindi iscriversi subito e assicurarsi un pettorale per l’edizione 2019 di fine estate. Il costo è di 60 euro a partecipante per gli italiani o per gli atleti rientranti nell’Unione Europea, 100 franchi invece per gli svizzeri.
L’organizzazione prevederà come sempre una notte in albergo in Italia per gli elvetici e il rientro in bus da Arolla a Valpelline per gli italiani. All’atto dell’iscrizione potranno essere effettuate anche le rispettive prenotazioni.


Courtney Dauwalter, la trail runner con il vizietto di battere gli uomini

She did it. Courtney Dauwalter, statunitense del Team Salomon, nel 2018 prima donna alla Western States, ha vinto lo scorso fine settimana la classifica femminile alla MIUT-Madeira Island Ultra Trail (115 km, 7.200 m D+) del circuito Ultra-Trail World Tour, piazzandosi al decimo posto assoluto. Per 17 minuti e 5 secondi (15h17’05’’ il suo tempo) non ha battuto il record di gara di Caroline Chaverot (anche se le due prestazioni non sono confrontabili in quanto il percorso 2019 era leggermente più lungo e con circa 300 metri di dislivello in più), ma si tratta di un’altra prestazione nella top ten assoluta per la trentaquattrenne che in ben undici gare della sua carriera è arrivata prima assoluta, davanti agli uomini. Veronica Balocco l’ha intervistata per noi. Un'intervista inedita, realizzata qualche mese fa, che pubblichiamo a seguire.

Quando la filosofia incontra gambe e muscoli, grandi cose possono succedere. In una donna, poi, ancora di più. Le scarpe che per cento miglia pestano veloci la terra, poi rallentano all’improvviso. Quando il traguardo è tagliato e la vittoria decisa. Le ore di gara che scorrono con un senso, ben oltre la banale e semplice voglia di arrivare prima. Courtney Dauwalter lo sa, che lei è così. Incapace di correre solo per competizione, assetata di profondità anche quando fa ciò che di più fisico esista al mondo. E poi brava. Dannatamente brava. Talmente oltre da stupire tutti: prima lo scorso giugno alla storica Western States 100 californiana, la gara mito dell’endurance, chiusa con le sue 100 miglia in 17 ore e 27 minuti, secondo tempo femminile di sempre, oltre un’ora prima della seconda classificata e solo venti secondi dietro all’undicesimo uomo. E poi, alla Run Rabbit Run 100 e alla Moab 240. Nella seconda delle due, una molotov lanciata oltre dieci ore prima del maschio più veloce.

Gare mitiche e massacranti, leggende del mondo della corsa di lunga distanza, andate ad arricchire l’infinito curriculum della figlia del Minnesota che, a 33 anni, è ormai considerata una delle top ultrarunner mondiali: oro in 28 classifiche femminili su 53 dal 2011, con il piacere di guardare dall’alto di un tempo migliore il vincitore maschile in ben 10 di queste gare.

Insomma, un fenomeno. Che oggi vince e stravince senza fare della fisicità e del fanatismo la sua religione. E affascinando il mondo intero con un approccio all’endurance tutto personale. Intimo. Estremamente femminile. Assetato di ricerca e risposte, ad esempio sui limiti del corpo umano. Sulle possibilità estreme dell’agonismo spinto ai più alti livelli. E soprattutto, sui riscontri mentali di uno sport capace di sollecitare le fibre oltre ogni capacità. Sui dubbi più umani e normali. Fino a che punto è consentito spingersi? Esiste un confine?

Courtney, è per dare risposta a queste domande che corri? Oppure per cosa?

Sono molto curiosa di capire ciò che il nostro corpo può fare. Ma ancora di più, cerco di comprendere ciò che possiamo mentalmente raggiungere. Quanto lontano possiamo correre? Quanto veloce possiamo andare? Quali barriere possiamo sconfiggere o attraversare? Non credo che abbiamo ancora scoperto tutto ciò di cui gli uomini sono capaci, e io ho intenzione di continuare ad investigatore sulla parte “corsa” di tutto questo. Continuerò a correre per trovare questi limiti del corpo e della mente umana.

Dove nasce il tuo amore per lo sport?

Sono stata competitiva tutta la vita. Quando ero piccola facevo un sacco di sport. Ho due fratelli e spesso mi ritrovavo a fare le loro stesse attività. Il calcio, ad esempio. Dopo il liceo mi sono trasferita in Colorado per frequentare l’Università di Denver, dove studiavo biologia e facevo parte della squadra di sci nordico. Ho iniziato a correre sin da giovane per tenermi in forma per il calcio, ma col tempo ho capito che gli allenamenti e le gare del cross-country e dello sci nordico avevano un fascino incredibile su di me.

E il salto all’ultratrail? Com’è successo?

Dopo il college è stato naturale cercare un modo per continuare ad allenarmi e gareggiare. Ho tentato un paio di maratone su strada e mi sono piaciute. Ma con mio stupore ho scoperto che c’erano gare ancora più lunghe: nel 2011 ho provato un trail da 50 chilometri e da allora il mondo ultrarunning mi ha rapita.

Ma da lì a capire che eri una vincente?

Nel 2016 ho corso la Run Rabbit Run 100 a Steamboat Spring, in Colorado. C’erano molte donne forti e nessuno si aspettava vincessi. Nemmeno io. Ma ho vinto. Quella gara mi ha aiutata a capire che potevo competere nell’ultratrail, se ci avessi lavorato su.

Un processo difficile?

È stato molto lungo arrivare a farmi un’idea precisa di questa disciplina. Ci ho messo del tempo per smettere di pensare ai chilometri e fare mie le gare più lunghe. È stato difficile catturare davvero questo sport. E non ho ancora finito di imparare.

 Come ti alleni?

Il cuore del mio allenamento sono la coerenza e l’autodisciplina. Esco ogni giorno a correre. Questo mi aiuta a rafforzarmi fisicamente ma anche mentalmente. Una volta fuori, non so quale allenamento seguirò: lascio che il mio corpo mi guidi. Quarantacinque minuti o 4 ore... dipende da come mi sento là fuori.

Che rapporto hai con il cibo?

Non seguo diete specifiche. Mangio quel che mi va e lascio che il mio corpo mi dica ciò di cui ha bisogno. Può andare da insalata e hamburger a valanghe di nachos e caramelle. Non faccio molta attenzione al concetto di ‘junky food’: a volte mi strafogherei di carne e uova, a volte non posso smettere di pensare al gelato. Qualunque cosa sia, penso che in quel momento il mio corpo ne abbia bisogno. E seguo i miei desideri.

In molte gare hai superato gli uomini più forti. È solo una leggenda che le donne siano il sesso debole?

Più le gare diventano lunghe, più uomini e donne si trovano a competere su un terreno paritario. Conosco donne molto forti che danno filo da torcere a tanti uomini nelle gare più lunghe. Io competo con chiunque allo stesso modo: credo che per le donne sia concretamente possibile reggere il confronto.

Eppure le differenze fra i due sessi sono innegabili. L’approccio alle gare è diverso, da un punto di vista mentale?

Penso di sì. Ci sono studi specifici su questo e trovo sia un campo molto affascinante. Dal mio punto di vista, il lato mentale dell’ultrarunning è un fattore determinante per essere vincenti.

Come ti confronti con la fatica?

Cerco di ignorarla. È fondamentale assumere questo atteggiamento.

 Dunque a cosa pensi mentre corri?

A tante cose. La mia famiglia, i miei amici. Le grandi domande della vita. Penso a quanto sia fortunata ad essere lì a correre un trail, in un posto bellissimo, facendo ciò che amo. Penso alla birra che berrò al traguardo. O a volte non penso affatto. E lascio che tutto sia silenzioso.

 Il momento cruciale in una gara?

Ognuna ha il suo. Alla Western State, ad esempio, il momento nevralgico è stato il miglio 25. Non mi sentivo così forte e il mio corpo non rispondeva al meglio. Il segreto è stato restare positiva: ho pensato che la gara era ancora lunga e potevano cambiare ancora molte cose. E in effetti così è stato.

 Resta il fatto che affrontare certe distanze è una sfida continua, dall’inizio alla fine.

Bisogna affrontare un momento per volta. Non guardo mai il quadro completo, ma lo suddivido sempre in pezzi più piccoli.

Il tuo futuro sportivo. Come lo vedi?

Spero di continuare a far parte di questo mondo ancora per lungo tempo. Continuerò a spingere oltre i miei limiti e a giocare duro finché posso. E quando tutto questo finirà, troverò un modo diverso per farmi coinvolgere. Amo la comunità dell’ultratrail e non voglio abbandonare questa grande famiglia. Per ora, comunque, continuo ad affrontare nuove sfide, sperando di migliorare sempre più le mie capacità. Poi si vedrà.


Duerocche a Ivan Geronazzo e Anna Conti

Fango e passione, panorami e fatica. E poi tanti campioni, un concentrato di stelle mai viste, tutte assieme, sui sentieri tra Cornuda e Asolo. Per la 48esima edizione la Duerocche indossa l’abito delle giornate migliori. Il podio della 48 chilometri, la gara più dura è stato monopolizzato dagli atleti trevigiani. Ivan Geronazzo, classe 1971, originario di Valdobbiadene, ma residente a Solighetto, ha chiuso in 4h22’19”, precedendo altri due atleti di Marca. L’argento è finito al collo della novità Alberto Garbujo (4h26’03”), di Caerano San Marco, portacolori della società organizzatrice, alla prima prova lunga della carriera. Terzo il valdobbiadenese Mirko Miotto (4h28’16”). Probabilmente decisivo per la definizione del podio, l’errore di percorso che ha coinvolto, poco prima del ventesimo chilometro di gara, due tra i favoriti, Matteo Pigoni, il re della Duerocche 2017, e Francesco Trenti, in quel momento leader della corsa davanti a Geronazzo. La loro prova è finita lì, e Ivan non ha più incontrato ostacoli sulla strada della vittoria.

L'arrivo di Ivan Geronazzo

La veronese Anna Conti si è imposta nella gara femminile in 5h09’30”: è arrivata sul traguardo tenendo per mano il figlio Rudy. Lontane le rivali: la seconda classificata, Alessandra Olivi, ha chiuso in 5h26’22”. Terza, in 5h30’52”, la regina del Monte Bianco, Francesca Canepa, ambasciatrice del Team Scarpa, azienda del territorio da anni partner della Duerocche, rappresentata a Cornuda dall’amministratore delegato Diego Bolzonello. L’unica italiana ad aver vinto, nel 2018, il mitico Ultra-Trail du Mont-Blanc, ha speso elogi per l’organizzazione: «Una bellissima gara, con panorami da lasciare a bocca aperta e boschi che non ho mai visto altrove. Non mi aspettavo di salire sul podio: tra pochi giorni parto per la Cina, dove mi attende una 100 chilometri. Sono contenta, la forma sta crescendo». La mattinata della Duerocche si era aperta con le vittorie di Gil Pintarelli (Val di Sole Running Team) e Silvia Rampazzo (Tornado) sul traguardo della 21 chilometri. Il trentino Pintarelli ha dominato la prova maschile, fermando il cronometro a 1h43’42”. La sua è stata una corsa in solitaria sin dai primi chilometri, con Cristian Sommariva (Scarpa Team) vanamente ad inseguire (1h45’39”). Terzo il trevigiano Roberto Fregona (1h46’44”), campioncino di casa (abita nella vicina Castelli di Monfumo), al primo podio nella gara vinta per dieci volte dal papà Lucio, questa volta finito alle spalle per una manciata di secondi (1h47’08”). «Chiamiamolo pure passaggio di consegne – ha commentato Lucio Fregona, classe 1964, gloria della corsa in montagna azzurra (iridato a Edimburgo 1995) - A 23 anni, Roberto è pronto per il salto di qualità. Il risultato della Duerocche lo dimostra. Abbiamo corso insieme per gran parte della gara, poi nel finale ho preferito rallentare perché non sono al meglio della forma. Speriamo che il podio di Roberto sia solo il primo di una lunga serie. Lo merita, per l’impegno che ci mette». La veneziana Silvia Rampazzo, iridata 2017 di corsa in montagna long distance, in preparazione per i Mondiali di trail che si terranno l’8 giugno a Miranda do Corvo in Portogallo, ha bissato il successo dell’anno scorso, chiudendo in 1h48’51”. Argento per Tiziana Di Sessa (2h15’46”), bronzo per Tiziana Casali (2h17’12”). I giovanissimi Aymen Elaamrani e Isabel Zandonà sono stati i più veloci nella prova sui 6 chilometri a carattere non competitivo. Eros Botter e Anna Ferrazza si sono invece messi tutti alle spalle nella 12 chilometri. Risparmiata dal maltempo, e anzi a lungo riscaldata da un bel sole, la Duerocche 2019 ha registrato oltre 5000 iscritti, che non si sono lasciati intimorire dal tanto fango presente sui sentieri, a causa della pioggia caduta negli ultimi giorni. Tra loro anche l’ex ginnasta Igor Cassina, oro olimpico nella sbarra ad Atene 2004, impegnato, senza badare al cronometro, sui 12 chilometri. «Corro da due anni, conoscevo la Duerocche solo di fama – ha spiegato Igor, accompagnato dalla fidanzata trevigiana, Valentina - Mi sono divertito molto. La ginnastica mi ha dato tantissimo, ed è ancora uno sport a cui penso ogni giorno, ma il senso di libertà che mi offre la corsa non ha eguali. Alla Duerocche è il massimo». Appuntamento al 25 aprile 2020. Con una garanzia: sulle colline trevigiane sarà ancora spettacolo.

Igor Cassina con il presidente Carlo Fabris

Valzurio Trail a Matteo Bossetti e Samantha Galassi

Seconda edizione della Valzurio Trail con il pienone di partecipanti e le iscrizioni (350 il tetto raggiunto) andate in sold-out con largo anticipo. Missione compiuta per il secondo anno consecutivo per Mario Poletti che, insieme al Gs Nasolino, ha valorizzato i luoghi della vallata laterale alla Valseriana con vista sulla Presolana innevata.
La cronaca di una mattinata di gara baciata dal sole ha visto, nelle prime fasi, portarsi in testa un terzetto composto dai favoriti della vigilia: Mattia Tanara, Paolo Poli e Matteo Bossetti. Avvicinandosi a Colle Palazzo (circa al 5 km) Matteo Bossetti ha provato a cambiare marcia, spingendo sull’acceleratore. Gli altri due non hanno risposto così Bossetti ha proseguito con un ritmo più sostenuto. L’atleta di Parre (Bg) in forza all’Atletica Valli Bergamasche ha conservato il vantaggio sino al traguardo.
Con il finish time di 2h00’14” Matteo Bossetti si è dunque aggiudicato la seconda edizione della Valzurio Trail. In seconda posizione è giunto Paolo Poli della Recastello Radici Group, completando i 22 chilometri con 1300 metri di dislivello positivo in 2h00’46”. Il terzo posto lo ha agguantato il giovane Mattia Tanara del team Scott (fresco vincitore della Villacidro Skyrace) – 2h00’55” il suo tempo. Nella top ten Fabio Bonfanti, Maurizio Merlini, Lorenzo Rota Martir, Marco Marchesi, Flavio Ghidini, Andrea Baroni e Giuseppe Ruggeri.
In ambito femminile Samantha Galassi ha messo, per il secondo anno consecutivo, il proprio timbro sulla competizione. Come nel 2018, per lei una lunga cavalcata in solitaria (a tratti seguita dal fidanzato Berny Dematteis che ha fatto il percorso come allenamento). La portacolori della Recastello Radici Group, ambassador Scott, ha fermato le lancette su 2h25’24”. Alle sue spalle ha tagliato il traguardo Maria Eugenia Rossi dell’Erock Team in 2h28’46”. Ha completato il podio un’altra Ercok Team girl, Lara Birolini, finisher in 2h34’26”. Nelle migliori dieci Federica Giudici, Samantha Imberti, Tecla Parma, Sara Bergamelli, Marta Delpiano, Emanuela Manzoni e Laura Tiraboschi.
Il capo di Fly-Up Mario Poletti: «Una seconda edizione da ricordare. In una settimana di diluvio, questa mattina una finestra di bel tempo ha permesso di disputare la gara senza intoppi e con il sole a scaldare l’aria frizzante. La Valzurio Trail è una gara che piace, del resto il percorso è affascinante e l’organizzazione al top: grazie e ancora grazie ai fantastici volontari di Valzurio, al Gs Nasolino e a Gigi, e al team Fly-Up».
Insieme allo stesso Poletti, recordman delle Orobie, a dare lo start della corsa dalla caratteristica piazzetta di Valzurio sono stati chiamati il sindaco di Oltressenda Alta Giulio Baronchelli e i campioni di ciclismo Gianbattista Baronchelli e Paolo Savoldelli.
La prossima data da sottolineare in agenda, per quando riguarda le proposte Fly-Up per la stagione 2019, è quella del 19 maggio. Il giorno della Val del Riso Trail, nuovissima gara da non perdere, al cospetto dei monti Alben e Grem. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale www.fly-up.it.


Colpo di Elisa Desco in Giappone

Colpo di Elisa Desco in Giappone: vince la Mt. Awa Skyrace, prima tappa delle Migu Run Skyrunner World Series. È ancora inverno: percorso modificato per il rischio valanghe in quota, ma comunque di 23 km con 1600 metri di dislivello. Elisa Desco chiude per prima sul traguardo con il tempo di 2h27’46”, precedendo la statunitense Megan Kimmel (2h28’27”), la giapponese Takako Takamura (2h28’56”), con quarta la spagnola Sheila Aviles Castano (2h29’12”) e quinta l’altra statunitense Hillary Gerardi (2h30’31).
Nella gara maschile a segno l’atleta di casa Ruy Ueda (2h01’42”), davanti allo spagnolo Oriol Cardona Coll (2h01’51”) e al britannico Jonathan Albon (2h02’04”), con quarta piazza per Marco De Gasperi (2h04’37”).


UTMB, ecco il nuovo sistema di iscrizione

Negli ultimi anni, il successo dell'evento UTMB® Mont-Blanc è innegabile: le domande d’iscrizione sono aumentate del 68% in soli tre anni. Da 15.000 corridori iscritti al sorteggio nel 2016, l'organizzazione ha ricevuto più di 26.000 candidature nel 2019 per soli 10.000 posti disponibili (tra tutte le corse).
«Quest'anno abbiamo raggiunto i limiti dell'attuale sistema di iscrizione. Per continuare a soddisfare le aspettative di migliaia di corridori, è stato necessario evolvere il nostro processo di iscrizione. Abbiamo ideato un sistema più flessibile, più aperto, in linea con l'internazionalizzazione del trail running e sempre più rispettoso verso la salute dei corridori» Michel Poletti, co-direttore dell’UTMB®
Come ha funzionato il sistema fino ad oggi? L’accesso alle gare dell'UTMB si svolge in due fasi: i corridori devono ottenere un certo numero di punti di qualificazione per accedere al sorteggio per gli eventi UTMB. I punti di qualificazione sono stati introdotti nel 2009 e si sono evoluti nel tempo. (UTMB: 15 punti acquisiti in 2 anni, in 3 gare al massimo; TDS: 8 punti acquisiti in 2 anni in 2 gare al massimo; CCC® : 8 punti acquisiti in 2 anni in 2 gare al massimo).
Una volta ottenuti i punti di qualificazione, i runners possono iscriversi al sorteggio per la corsa da loro scelta. Se non sono stati fortunati, ottengono un vantaggio per il sorteggio dell'anno successivo sulla stessa corsa (doppia probabilità di sorteggio l’anno successivo, poi iscrizione prioritaria in caso di due rifiuti consecutivi).

2020: IL PRIMO ANNO DI TRANSIZIONE VERSO IL NUOVO SISTEMA DI ISCRIZIONE - Il passaggio al nuovo sistema di iscrizione messo a punto dall'UTMB avverrà gradualmente in modo che l'organizzazione possa onorare gli impegni presi nei confronti dei corridori che beneficiano di un vantaggio al sorteggio (coefficiente 2, iscrizione prioritaria). La novità per l'UTMB Mont-Blanc 2020 sta nell'implementazione di una nuova e più bassa scala di punti di qualificazione e l’introduzione di un sorteggio più flessibile: 10 punti in 2 anni (in 2 gare) per l’UTMB, 8 punti in 2 anni (in 2 gare ) per la TDS; 6 punti in 2 anni (in 2 gare) per la CCC.
«Con meno punti di qualificazione richiesti, i corridori potranno ottenere i loro punti in modo più rilassato. Un ultra all'anno sarà sufficiente per ottenere i punti per l’UTMB. Alla luce degli studi condotti sull'UTMB, questo è uno sviluppo logico che permette di rispettare meglio la salute dei corridori» spiega Nicolas Lagrange, direttore dell'UTMB.
E a partire dall'UTMB Mont-Blanc 2020, il sorteggio diventerà più flessibile: se un corridore è meno fortunato in un primo momento, più sarà fortunato negli anni a venire. La probabilità di essere estratto a sorte diventa proporzionale al numero di fallimenti nelle estrazioni precedenti, anche se il corridore dovesse cambiare idea nel corso degli anni (per esempio sarà possibile iscriversi all'UTMB il primo anno, poi alla TDS il secondo). Il corridore può anche prendersi una pausa e non partecipare al sorteggio per uno o più anni.
Due eccezioni a questa regola: i corridori non sorteggiati per l’UTMB Mont-Blanc 2019 avranno il doppio delle chance di essere sorteggiati nel 2020 per la stessa corsa. Se ancora saranno sfortunati, otterranno un’iscrizione prioritaria sulla stessa corsa per il 2021; ai finisher dei 130 km di Ushuaia By UTMB 2019 e dei 103 e 160 km di Oman by UTMB 2019 si garantirà un’iscrizione prioritaria per le gare UTMB Mont-Blanc 2020, senza passare per il sorteggio.
Il sistema di iscrizione 2020 per gli atleti élite sarà ancora basato sulla valutazione ITRA. I criteri si evolveranno per tenere conto dell’aumento del livello degli atleti élite internazionali.

2021: UN SISTEMA DI ISCRIZIONE INNOVATIVO, PIÙ FLESSIBILE E APERTO - Al di là del sorteggio, che continuerà ad esistere e offrirà al maggior numero di persone possibile l’accesso all'UTMB Mont-Blanc, l’organizzazione UTMB introdurrà nel gennaio 2020 un sistema parallelo che offrirà un accesso più veloce alle sue gare.
Questo secondo sistema sarà basato sul concetto di Running Stones, che sarà possibile raccogliere su un numero limitato di eventi accuratamente selezionati dall'UTMB. Le Running Stones saranno rilasciate solo ai finisher delle gare selezionate. Verranno registrate in un database che permetterà ad ogni corridore di visualizzare in tempo reale il suo stock di Running Stones. Quando il corridore avrà acquisito il numero richiesto di Running Stones, beneficerà di un’iscrizione prioritaria alla gara UTMB Mont-Blanc di sua scelta, senza passare attraverso il sorteggio. Se gli mancano alcune Running Stones, può trasformare quelle che ha già in ticket per partecipare al sorteggio per la gara di sua scelta, migliorando così le sue possibilità di successo.
Da gennaio 2020 (ma non prima), sarà possibile raccogliere le Running Stones partecipando e completando una o più delle gare più incredibili al mondo: gli eventi by UTMB già esistenti (Gaoligong, Ushuaia, Oman…) e, e questa è una novità, gli eventi Ultra-Trail World Tour 2020. UTMB e Ultra-Trail World Tour formalizzano così un'importante partnership strategica recentemente conclusa, i cui obiettivi sono il miglioramento della definizione del trail running in termini di ultra-distanza e lo sviluppo di numerose sinergie sportive e di marketing. Il circuito mondiale 2020, risultato della partnership tra l'UTMB e l'Ultra-Trail World Tour, sarà presentato alla stampa e ai corridori durante l’UTMB Mont-Blanc 2019. Si tratta di un'evoluzione significativa dell’attuale circuito.
Marie Sammons, direttore rsecutivo dell'Ultra-Trail World Tour, e Cristiana Queirolo, sua omologa all'UTMB International, hanno dichiarato: «Il trail running è uno sport in forte espansione e il suo potenziale di crescita è enorme in molti paesi. Il recente partenariato tra l'UTMB e l'Ultra-Trail World Tour è molto interessante. Facendo leva sui rispettivi punti di forza, combinando l'influenza dell'UTMB con quella dell'UTWT, vogliamo scrivere un nuovo capitolo nella storia del nostro sport e creare un circuito estremamente attraente sia per gli atleti élite che per i milioni di trailer appassionati in tutto il mondo».
Quante Running Stones saranno necessarie per accedere direttamente alle gare dell'UTMB® Mont-Blanc 2021 senza passare per il sorteggio? 18 per UTMB, 15 per CCC e TDS. Ma come si ottengono le Running Stones? 3 Running Stones per punto ITRA ai finisher delle gare by UTMB, 1 Running Stone per punto ITRA a quelli delle gare UTWT. Per esempio, i finisher di Gaoligong by UTMB 2020 (distanza MGU di 160 km) otterranno 18 Running Stones, ovvero 6 punti ITRA. A condizione di disporre di un numero sufficiente di punti ITRA, potranno iscriversi alla gara dell’UTMB Mont-Blanc di loro scelta, passando il sorteggio.
Le Running Stones saranno valide per un massimo di 4 anni. Per esempio, le Running Stones raccolte nel 2020 possono essere utilizzate per iscriversi ad una delle corse dell’UTMB Mont-Blanc nel 2021, 2022, 2023, 2024. Se non saranno utilizzate in un tempo massimo di 4 anni andranno perse, a meno che non vengano trasformate in ticket supplementari per il sorteggio. Saranno utilizzabili unicamente per UTMB, TDS, CCC e OCC.


Presentata la Doppia W Ultra 60

Tempo di presentazione per la seconda edizione della Doppia W Ultra 60 in programma sabato 8 giugno. Nella location tiranese della Cantina Plozza atleti, collaboratori e sponsor hanno brindato al buon esito della ultra skymarathon che unisce la vallata grigionese di Poschiavo alla Valtellina. Il comitato organizzatore italo svizzero (Castelraider e Sportiva Palü di Poschiavo) ha optato per un incontro informale nel quale sono stati ufficializzati data, numeri e presentato il video che sui canali social della manifestazione sta riscuotendo unanimi consensi. «Manca poco più di un mese alla data fatidica – ha esordito Elena Soltoggio, vero cuore pulsante dell’evento - Può sembrare tanto, ma per me è pochissimo. Stiamo lavorando sodo per regalare ad atleti e pubblico un’edizione indimenticabile. Le iscrizioni sono ancora aperte e stanno andando bene. Per il momento abbiamo molti stranieri e già confermata anche una delegazione di ben 15 runner colombiani. Il nostro obiettivo? Sfruttare la Doppia W per fare conoscere queste due valli e il loro potenziale escursionistico. Il bello di questi eventi è che tramite essi si riesce a tenere vivi i sentieri portando la gente in montagna».
Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Nicolao Lanfranchi: «Anche sul versante svizzero stiamo lavorando per una seconda edizione che sia, possibilmente ancora più bella. Rispetto allo scorso anno la Doppia W avrà senso opposto: partirà da Poschiavo e terminerà nel centro di Tirano. Il percorso è di quelli che piacciano a me e che sanno emozionare gli atleti. Questa è una vera ultra skymarathon con creste aeree e passaggi tecnici. Una vera gara da corridori del cielo».

LA GARA - La Doppia W Ultra 60 si sviluppa su sentieri di confine (60 km con 4300 metri di dislivello) da affrontarsi integralmente o in staffette da 2 o 3 elementi. Per i non agonisti è inoltre prevista una formula non competitiva che accompagnerà un numero massimo di 200 trekker, amanti del nordik walking, su gli ultimi 15km del percorso di gara.
Nell’ottica di unire le due vallate, rinsaldando il rapporto di amicizia tre le due associazioni sportive coinvolte, il percorso della Doppia W Ultra 60 ogni anno invertirà il senso di marcia. Nel 2019 il via sarà dato nei pressi di Poschiavo, in località Annunziata alle 5.30. Con le prime luci dell’alba la lunga scia di trailer/skyrunner toccherà punti a dir poco suggestivi quali Sassiglion, Passo di Malghera, Bocchetta di Braga e San Romerio per poi ripercorrere la linea di confine salendo fino al Pass Portun e ridiscendere passando per Schiazzera, Rogorbello e Baruffini. Come annunciato la zona arrivo sarà in Piazza Cavour a Tirano.


Aperte le iscrizioni all'Adamello Ultra Trail

AUT, la classica di fine stagione sui camminamenti della Grande Guerra, alza il sipario sulla sesta edizione aprendo le iscrizioni. Il format resta il medesimo, una full immersion di natura all’interno del Parco dello Stelvio e dell’Adamello, tantissima passione organizzativa con la magia dei colori autunnali a fare da cornice al lungo viaggio dei trailer.
Le date da segnarsi in agenda sono quelle del 20, 21, 22 settembre. Tre giornate, a dir poco intense, che porteranno nei paesi, sui sentieri e sulle montagne di confine tra Lombardia e Trentino centinaia di atleti. I primi a partire, il venerdì mattina da Vezza d’Oglio, saranno i runner della 170 km, il giorno successivo nel cuore di Ponte di Legno sarà la volta dei concorrenti impegnati sulla 80K, mentre domenica (sempre da Ponte di Legno) spazio pure alla 30 Trail.
AUT, una gara strong per veri corridori di montagna con 11.500 metri di dislivello che vale 6 punti Itra: un anello di rara bellezza che con le luci dell’alba e del tramonto regalerà emozioni uniche.
La sorella minore da 80 chilometri (5700 m D+) non è da meno. Anzi, è un’ottima alternativa per esplorare i propri limiti e puntare successivamente più in alto. 30 Trail competitiva e non, proposte in collaborazione con Rosa Associati, apre invece la porta ai neofiti della specialità e ai runner puri facendo dell’AUT un evento a tutto tondo per gli amanti della corsa in natura.
La kermesse dell’Alta Valle Camonica da due anni a questa parte strizza l’occhio anche ai giovani con l’AUT Junior che si svolgerà a Vione il 7 settembre. Da ricordare che, come per le passate edizioni, grazie alla dotazione a ogni atleta di dispositivo ‘gps tracking’, sarà possibile seguire la gara in tempo reale direttamente sul proprio smartphone o pc, collegandosi al sito della manifestazione.
Iscrizioni su: www.adamelloultratrail.it


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