Cinquant'anni di Fritschi Diamir

Invitati i giornalisti europei a Reichenbach in Svizzera

Un simpatico incontro quello organizzato dalla famosa fabbrica di attacchi Diamir che ha permesso a una ventina di giornalisti provenienti da diversi paesi di visitare la loro sede nei pressi di Interlaken.
Nessun segreto, nessuna riserva ma una visita a tutto campo fra i meandri di questo gioiello di fabbrica che da cinquant'anni produce attrezzature di montagna.
Diciamo che contrariamente ad altre ditte la Fritschi costruisce esclusivamente il famosissimo attacco Diamir che è ai piedi della maggior parte dei praticanti lo scialpinismo.
Uno degli amministratori che ci ha accompagnato nell'interessante tour fra i reparti ha ribadito il concetto fondamentale che tutti i prodotti e i componenti presenti negli attacchi provengono dal territorio svizzero, anche i macchinari e le linee di montaggio sono ideati e progettati quindi costruiti in sede.
La Fritschi dà lavoro a una cinquantina di operai. Il concetto di base è quello di farli sentire parte integrante di questa industria: ognuno cambia lavorazione a rotazione in modo da conoscere alla perfezione tutte le fasi e i componenti dell'attrezzo che stanno assemblando.
Idea di efficienza e di benessere, questo è quanto è trapelato dalle parole degli amministratori e dalle sensazioni avute durante la visita. Un mercato che non conosce crisi: da alcune considerazioni si può anche desumere che siano molti gli attacchi prodotti a Reinchebach: 80000 all'anno? Forse di più… Un marchio distribuito in 34 paesi nel mondo. Un prodotto estremamente efficiente super collaudato che viene adottato da chi fa scialpinismo classico ma anche dagli appassionati di freeriding.
La visita si è conclusa in un avveniristico ristorante nel quale i convenuti sono stati chiamati a dimostrare le loro capacità in fatto di cucina e il tutto si è concluso in modo simpatico e divertente.


Salewa con i giornalisti a Chamonix

Stupenda escursione che si è conclusa con la Vallée Blanche

Lo stile è ormai quello tradizionale di Dynafit/Salewa: un rifugio, un grande contorno di montagne e un'escursione di alto livello con guide alpine e responsabile del marchio. Oltre al responsabile brand e marketing Reiner c'era anche Heiner Oberrauch, proprietario di questi marchi.
Salita all'Aiguille du Midi poi con le pelli verso Col des Flambeaux, salita alla base del Dente del Gigante e discesa ripida per riallacciarsi alla Vallée Blanche.
Oltre che dalla presenza delle giovani guide di Chamonix del gruppo hanno fatto parte Pierre Tardivel e Glen Plake che hanno tenuto alto il livello dell'escursione con alcuni spettacolari passaggi di sci ripido.
L'itinerario ha evidenziato ancora una volta le grandi prestazioni fornite dagli sci Dynafit, sia XXL che Grantour, che si sono difesi alla grande anche nelle condizioni più impegnative.
L'incontro aveva come tema il grande coinvolgimento di Salewa in un nuovo modo di interpretare lo sci alpinismo: «Climb to ski», vale a dire canali e pendii da conquistare anche con qualche bel passaggio alpinistico per poi godere appieno della discesa.
L'incontro si è concluso con la presentazione della linea Salewa espressamente studiata per il freeski: abbigliamento, zaini e tutto ciò che può essere portato al seguito nella pratica di questa nuova disciplina, dai ramponi alle corde, dalle piccozze alle pale e ai moschettoni.


Ecco Maestrale

Nuovo vento in casa Scarpa

Ecco il nuovo scarpone da scialpinismo classico della Scarpa. Non abbiamo ancora avuto modo di portarlo sulla neve ma dalle immagini ci sembra che la casa di Montebelluna abbia veramente fatto qualcosa di nuovo: già dall'immagine possiamo soffermarci sulla sagoma piuttosto snella di questo scarpone. Ci colpisce soprattutto lo spazio che intercorre fra tomaia e gambetto nella zona dello snodo. Potremmo ipotizzare che lo scarpone sia stato ideato per dare la maggior escursione nella fase di salita per ora punto dolente negli scarponi da scialpinismo. Il linguettone e la leva centrale dotata di martinetto per la chiusura possono fornire un perfetto bloccaggio del piede e del tallone. Lo spessore variabile del gambetto dovrebbe fornire un buon risparmio nel peso complessivo. Il velcro di bloccaggio alto ricorda quasi quelli dello sci alpino e può certamente contribuire alla perfetta chiusura dell'ultima leva in alto.
Un quattro ganci per grandi dislivelli ma anche in grado di fornire grandi prestazioni in discesa, questi almeno gli intendimenti della Scarpa. Il Maestrale dovrebbe pesare mediamente un centinaio di grammi in meno rispetto ad altri modelli della stessa gamma ma ci riserviamo di verificarlo direttamente.
Appena in nostro possesso potremo dare maggiori ragguagli e consigli per gli acquirenti.


Work in progress da Amplatz

La stagione Ski-alp entra nel vivo e fornisce nuovi stimoli al nostro
Archimede dello Sci Diego Amplatz.
Di passaggio a Canazei, per una piccola riparazione allo scarpone, troviamo
il nostro vulcanico inventore carico di nuove idee.
Così tra un caffè e una regolazione di attacchi, ci svela nuove idee e
progetti.
Oltre alle modifiche già attuate al gioiello di casa La Sportiva lo
"Stratos", Diego è alle prese con lo studio di una nuova leva per lo Scarpa
F1 vecchio modello per intenderci, è un miglioramento importante della
precendente leva, da lui sempre commercializzata, ma diversa in quanto
alleggerita e  sagomata per facilitarne l'apertura a mano, promette la
prossima commercializzazione direttamente sul sito.
E' allo studio anche un nuovo tirante per pelli e sci dotati di taglio in
punta, tipo Merelli, ma adattabile anche a sci con foro, sarà di acciaio
armonico, scelta ineccepibile per uno Stradivari dello Sci.


Partenza alla grande per l'Alpstation di Milano

All'inaugurazione del nuovo negozio Montura molti atleti

Per un giorno Via Mantova ha visto un pullulare di nomi di un certo rilievo negli sport della montagna: sembrava quasi di essere in qualche centro delle Dolomiti o giù di lì. Nomi più o meno noti a partire da Nives Meroi, Omar Oprandi, Oscar Piazza, Damiano Lenzi, Paolo Riva e tutto l'Esercito al completo con la sua squadra di ski-alp.
Francesca Pedranzini si è presentata con le stampelle, ma nulla di grave: un piccolo intervento sotto al piede.
Molto nutrita la presenza dei titolari di ditte come Scarpa che è arrivata a Milano con tutto lo staff, come Lorenzo Delladio proprietario de La Sportiva, Consuelo Bonaldi di Ortovox, per citarne alcuni.
Un pomeriggio dal clima mite che ha permesso a tutti di accedere al simpatico buffet allestito all'esterno del negozio.
Dentro, uno spazio espositivo di una certa importanza con i diversi settori dedicati alle attrezzature tecniche dell'alpinismo e dello scialpinismo. In bella mostra e a disposizione dei patiti il nuovissimo attacchino Haeréo montato su uno sci Merelli. E poi ovunque, a isole, i capi Montura dalle linee accattivanti, tanto, da attirare l'interesse dei milanesi, anche di quelli che li indosseranno per andare in ufficio con lo scooter...
Ma Roberto Giordani non ha voluto smentirsi: oltre agli ormai consueti banconi a libreria pieni di libri usati ha montato all'interno un maso in legno del 1700, autentico, smontato in Alto Adige e rimontato nel centro di Milano con i suoi bellissimi larici di quattrocento anni. Venire a vedere per credere.


Scarponi race, molti ci stanno provando...

Un segmento in forte espansione che si gioca tutto sul filo dei grammi

Scarpone race da scialpinismo: molti ci stanno provando. Abbiamo avuto la sensazione quest'estate che quel settore che sembrava relegato a numeri molto bassi stia iniziando ad attrarre non poche aziende.
Corrono voci su un'intensa attività di ricerca in casa Dynafit, nulla di ufficiale ma sarei pronto a mettere la mano sul fuoco che l'amico Mario (nella foto) voglia lasciare l'attività col botto.
Il Merelli-La Sportiva lo abbiamo già presentato in fotografia proprio su questo sito: sta per uscire, è solo questione di dettagli. E Garmont? Anche quest'ultima ammicca al mondo del leggero ad ogni costo. Poi c'è Scarpa che è arrivata con quel bellissimo gambetto che potrebbe pian piano contagiare anche la tomaia con tutto quel carbonio, una volta che ci prendono l'abitudine...
Roc Agusti dalla Spagna sta lavorando per produrre uno scarpone al carbonio da ski-alp, anzi, sembra che ce l'abbia già bell'e che pronto. Patrick Blanc ce l'aveva già e lo usava ma sarà difficile che possa ancora usarlo, almeno nelle competizioni.
Pierre Gignoux dal canto suo continua a produrre e riparare i guasti attendendo come un temporale in lontananza che qualcuno arrivi a portargli via la palma della leggerezza, ma a quanto pare non è poi così facile.