Movement Fish-X Pro
Meno di 650 g per il nuovo race elvetico
Fish-X Pro rappresenta l'evoluzione in chiave estrema dell’apprezzato race Fish-X. Se lo sci da gara 'base' si è fatto apprezzare per leggerezza, reattività e resistenza dovute alla costruzione North TPT, commistione di anima in legno, carbonio e fibra di vetro a disposizione triassiale, Fish-X Pro promette ancor di più grazie all’affinamento della tecnologia Createx sviluppata in partnership con i produttori delle vele di Alinghi, team svizzero vincitore delle edizioni 2003 e 2007 di Coppa America. Tecnologia che consente di variare densità e orientamento delle fibre di carbonio in base alle differenti aree dello sci, rinunciando a qualsiasi collante. Ciò si traduce in un peso inferiore a 650 g nell’unica misura prevista, 160 cm, senza inficiare, almeno sulla carta, la resistenza alle rotture. Rispetto a Fish-X, Pro può contare su di una piastra di rinforzo più lunga e robusta in corrispondenza degli attacchi nonché su inserti in legno di pioppo in corrispondenza dell’area di trasmissione degli impulsi dello scarpone. Debutta una soletta in P-Tex 5000, polietilene ad alto peso molecolare, accreditata di una superiore scorrevolezza. Il prezzo? Elevato al pari della qualità dei race svizzeri: 1.099,00 euro.
Primaloft tra moda e montagna
Il brand americano conquista partner agli antipodi
Non solo sport attivo nel ‘carniere’ Primaloft. Il brand americano, specializzato in isolanti e filati tecnici, acquisisce nuovi partner di prestigio nel settore della moda. Già legato a marchi come Laurel, Bench, Adidas Originals, Manderley o Mni-A-Ture (abbigliamento per bambini), può ora annoverare clienti simbolo d’innovazione stilistica quali Prada, Toni Sailer, Christian Dior, Louis Vuitton, Hermes, Chanel, Paul&Shark, Adidas, Stella McCartney e Fay Trussardi. Un segnale della sensibilità del mondo fashion verso i materiali ad alto contenuto tecnologico; specie in sostituzione della tradizionale piuma d’oca, rispetto alla quale l’isolamento Primaloft mantiene le proprietà idrorepellenti anche in condizioni di bagnato e nel tempo, potendo oltretutto essere facilmente lavato in lavatrice. Un apprezzamento, quello tributato dalla moda, legato anche alla disponibilità della versione ‘green’ PrimaLoft Eco, realizzata in materiali riciclati. Cresce, contemporaneamente, la diffusione nel settore degli sporti attivi grazie alle partnership con O’Neill, Maloja, Jack Wolfskin, Oakley, Maier Sports, Löffler, Adidas Originals, Bench e Nike. Senza dimenticare i rapporti storici con La Sportiva, Odlo, Dynafit, Salewa, Adidas, Vaude, Bergans e Patagonia. Fashion e outdoor: mondi agli antipodi accomunati dalla ricerca di materiali high-tech. 'Terreni di caccia' per Primaloft.
Camp Tour Nanotech F
10 punte per il rampone in acciaio da meno di 600 g
Si candida a rampone in acciaio più leggero al mondo. Ideale per lo scialpinismo, è realizzato mediante l’inossidabile acciaio Sandvik Nanoflex, trattato mediante nanotecnologia che consente di ottenere un materiale sino al 30% più forte e al 20% più duro rispetto al comune acciaio al nichel-cromo-molibdeno. Ciò rende possibile utilizzare laminati di minore spessore, a tutto vantaggio del peso e della facilità di penetrazione delle 10 punte in neve e ghiaccio. L’attacco automatico è compatibile con tutti gli scarponi da scialpinismo. Viene venduto completo di antizoccolo. Il peso si attesta a 569 g.
Mammut Lanin Jacket
Gore-Tex Active per la giacca svizzera da scialpinismo
Ogni sport merita una membrana ‘su misura’. Ecco il caposaldo della filosofia Gore-Tex, che dedica il laminato Active a quanti praticano un’attività intensa come lo scialpinismo, specie in presenza di temperature rigide. Gli obiettivi della membrana americana sono la massima traspirazione e impermeabilità: valori concretizzatisi nella giacca da ski-alp Mammut Lanin, forte di ampie tasche frontali con zip e del cappuccio conformato per adattarsi alla presenza del casco.
Sulla strada di casa
Terminata la seconda sessione di test allo Stelvio
Nonostante il meteo abbia remato contro il nostro Test Team, abbiamo portato a termine la seconda sessione di test sul ghiacciaio dello Stelvio. Pioggia, vento, neve e nebbia hanno dominato la giornata di domenica, lasciando ai nostri tester solo poche ore di lavoro utile fuori pista. Ne abbiamo approfittato per provare a fondo 7 ramponi suddivisi nelle categorie race e grantour, alternando tratti innevati a passaggi su ghiaccio e misto. Gli sprazzi di sole ci hanno comunque consentito di ‘chiudere’ senza incertezze la prova di scarponi e sci da gara. Torneremo invece sulla neve per mettere ulteriormente alla frusta gli attrezzi da grantour: le novità giunte in redazione negli ultimi dieci giorni meritano un’analisi più approfondita. I test non sono ancora finiti…
Una giornata campale
7 ore fuori pista per il nostro Test Team
17 sci da freeride mountaineering, 9 sci e 6 scarponi entry level: un carnet da record! Grazie a 7 ore di prove fuori pista, i nostri tester hanno portato a termine una delle giornate di lavoro più intense nel programma dei test di Ski-alper. Complici le ottime condizioni del ghiacciaio dello Stelvio, abbiamo chiuso uno dei capitoli più intensi in vista della nostra Guida all’acquisto. Domani, tempo permettendo, scenderanno sulla neve i recuperi degli sci race e grantour, così come degli scarponi da gara. Per poter contare su valutazioni omogenee, oltre alle ‘new entry’ del test verranno messi a dura prova, per ogni categoria, i tre prodotti risultati migliori e peggiori in occasione della precedente sessione. Un’occasione per confermare i risultati e valutare ogni modello in ulteriori condizioni di neve.
Area Test
Il ghiacciaio dello Stelvio in ottima forma
Il 2012 ha portato in dote la seconda estate più calda di sempre. L’autunno si è sinora rivelato avaro di precipitazioni nevose. Eppure lo Stelvio resta una garanzia. Anche quest’anno ha salvato i test di Ski-alper grazie a buone condizioni d’innevamento sia in pista sia, soprattutto, fuoripista. Le ultime nevicate, sebbene non eccezionali, hanno restituito consistenza al manto e candore al panorama. Un sentito ringraziamento, oltre che alla natura, va alla società Sifas (Società impianti funiviari allo Stelvio), partner ufficiale dei test di Ski-alper, nonché, in special modo, alla famiglia Capitani, ‘cuore’ e ‘motore’ del ghiacciaio.
Elan 999 Alu e Himalaya
Test scarponi freeride mountaineering: gli sci sloveni ai nostri piedi
Come provare in modo omogeneo 9 scarponi da freeride mountaineering? Abbinandoli a sci e attacchi identici. Per le discese fuoripista ci siamo affidati a Elan 999 Alu, freeride sloveni dalla generosa sciancratura (130/98/120 mm) e dalla notevole ampiezza sotto lo scarpone, mentre per le salite abbiamo optato per Elan Himalaya, freeride mountaineering pesanti meno di 1.500 g. Attrezzi in entrambi i casi montati con attacchi Diamir Freeride Pro. A completare la dotazione tecnica le pelli Pomoca Adventure Glide. Così che le uniche differenze nelle prestazioni fossero dovute alle caratteristiche dei singoli scarponi. Per il verdetto finale non perdetevi la Guida all’acquisto di Ski-alper, in edicola a metà novembre con il primo numero della rivista.
Fuori uno
Concluso il test degli scarponi da freeride mountaineering
Grande giornata oggi allo Stelvio, con condizioni del manto nevoso perfette per testare gli scarponi da freeride mountaineering. Nostro alleato, più che le precipitazioni dei giorni scorsi, è stato il vento teso che ha sferzato Punta degli Spiriti accumulando lungo la sinistra della pista Geister 1 una soffice coltre di circa 20 cm. Ideale per il nostro lavoro fuori pista. E se l’appetito vien mangiando, domani verranno messi alla frusta 17 sci da freeride mountaineering così come 9 sci e 6 scarponi entry level. Ci attende una giornata intensa…
Ancora in campo
Nuova sessione di test. Domani gli scarponi da freeride mountaineering
A Bormio la temperatura è inferiore a 10°C e splende qualche stella in cielo. Tutto lascia sperare che domani le condizioni meteo consentano di lavorare a lungo sulla neve. Il ghiacciaio dello Stelvio dovrebbe essere in ottima forma grazie all’ultima, recente, nevicata, così da consentirci di testare al meglio i prodotti da freeride mountaineering. Nel frattempo abbiamo raggiunto la nostra casa di fondovalle, ovvero il Miramonti Park Hotel di Bormio. Niente di meglio per riposarsi dalle fatiche d’una giornata in quota e trovare sia la pace sia la giusta concentrazione in vista dei test. L’appuntamento è per domani, con il resoconto e gli sviluppi della prima giornata sul campo. Continuate a seguirci…
I manager dell'outdoor: Jerome Bernard
42 anni, è il marketing and communication manager di Vibram
Età, intanto?
«42 ben portati, oppure no?»
C’è un minimo di accento francese, sbaglio?
«Del tutto vero, anche se da diversi anni vivo in Italia; sono nato in Francia, gli studi sono avvenuti in Francia - MBA Management International, Lyon -, e in Francia ho fatto i miei primi lavori, come insegnare freeclimbing, per dire».
Addirittura, come mai?
«E’ il mio hobby preferito, lo pratico da quando avevo 12 anni e solo in questi ultimi tre anni l’ho un po’ tradito, per il trail running. Ma mi piace anche il trekking, in famiglia e no, la mountain bike. E i viaggi, naturalmente».
Veniamo al lavoro. Che ci fa in Italia?
«Sono marketing and communication director di Vibram. In quel di Albizzate, e in giro per il mondo, per il Trailrunning Team Vibram, per esempio».
Ecco, 'il team'. Come le è venuta l’idea?
«Nel 2010, alla partenza dell’UTMB, l’Ultra Trail du Mont Blanc, che Vibram sponsorizzava già da un paio d’anni. Mi sembrava il momento di entrare in gioco sul serio, trasformarci da pubblico in protagonisti, et voilà!».
Quanto marketing e quanto la passione, in questa scelta?
«Certo il marketing c’entra: del resto la suola Vibram è quanto di più vicino ci sia fra uomo e la strada, qualunque sia il tipo di strada. Un’appendice dell’uomo, direi. Ma l’intervento, la scelta, la filosofia sono stati un percorso tutto aziendale; io sono uomo di sport, ma nell’ambito della moderna comunicazione dobbiamo tener conto di media, brand reputation, visibilità, viewed impression, budget… Per rispondere, direi che ognuna delle due voci vale un buon 50%«.
Cosa differenzia il Trailrunning Team Vibram© dagli altri analoghi team?
«Il nostro approccio è diverso: il valore primario non è battere i concorrenti. Tutto nasce da una osservazione: se guardi gli oltre 2000 concorrenti alla partenza dell’UTMB - tolti i pochi atleti delle prime file - cos’hanno di diverso dalle persone 'comuni', tutti gli altri partecipanti? Poco o nulla. Anzi sì: che 'loro' sono alla partenza di una grande, grandissima avventura sportiva, una sfida alla montagna e a se stessi. Ecco, Vibram ha pensato di creare un
team di persone comuni, capaci però di essere straordinarie: 'Ordinary people being extraordinary'».
E per questo avete nel team persone comuni, come la mamma Francesca Canepa?
Certo, Francesca viene dallo snowboard, ma è soprattutto mamma, e questo condiziona tutta la sua attività. Del resto anche gli altri del Team Vibram sono persone comuni: David Gatti, è responsabile dei mercati professionali, di Polartec; Beppe Marazzi è ingegnere; Ronan Moalic è un chirurgo che ruba tempo al tempo libero, per la sua passione; Sebastien Nain fa il vigile del fuoco nel reparto nucleare; Nicola Bassi è senza una attività definita da quando ha abbandonato il lavoro presso un negozio sportivo per seguire meglio questo sport.
Come sono stati selezionati i vostri uomini 'comuni'?
«Grazie alla partnership con l’UTMB e a internet Vibram ha potuto rivolgersi a tutta la comunità dei trailer: la prima ci ha messo in relazione diretta con i corridori selezionati per l’edizione 2011; il secondo ha fatto aderire subito 150 candidati da 12 paesi, candidati che condividono la filosofia dell’ordinary people. Nel 2012 sono poi arrivate spontaneamente molte candidature, segno che qualcosa di speciale stava avvenendo; questo ci ha portato a modificare e a rafforzare il team con 6 atleti, 3 francesi e 3 italiani. Per l’anno prossimo stiamo lavorando… pensiamo di rafforzarci ulteriormente e di inserire un nordamericano e un asiatico. Il Nord-America è la patria di questo sport, che in Cina si sta diffondendo velocemente».
Quali sono gli obiettivi del team: comunicazione, test, ricerca, simpatia, passaparola, posizionamento Vibram?
«Tutto questo, se crede, ma con alcuni valori in più, come l’invito ad avventure non comuni, l’invito a provarci. E l’educazione all’utilizzo di un equipaggiamento davvero adatto a performance e sicurezza, caratteristiche queste che sono nel DNA di ogni suola e di ogni prodotto Vibram. Non per nulla questa filosofia e le nostre tecnologie sono da anni adottate da grandi brand, come Saucony, Scott, Scarpa, La Sportiva, Dynafit, Lafuma e via dicendo. Quindi, sì: certo simpatia, certo test sul campo, certo passaparola, ma anche la volontà di sottolineare che nessuno oggi può garantire prestazioni elevate in termini di sicurezza, qualità, grip e trazione quanto le nostre suole. In tutto il mondo. E questa non è pubblicità».
A quante persone in Europa e nel mondo si rivolge potenzialmente il Team Vibram?
«Non solo agli attuali 15.000 finisher dell’UTMB, certo; piuttosto alla comunità crescente di runners che hanno già optato o stanno per optare per la corsa off road: sono già diversi milioni nel mondo, specialmente in Europa ed in America. A loro Vibram deve continuare a offrire prodotti e strumenti altamente funzionali in grado di garantire la massima sicurezza. La R&D Vibram ha questa mission quotidiana e Il nostro team ha il compito, essere ambasciatore e promotore presso i mercati di nuovi modelli di calzature powered by Vibram 'High Performance Rubber soles', frutto dei feedback e delle loro esperienze».
Come avviene la gestione del Team Vibram?
«La gestione del team è bicefala - si dice così no? -, gli input generali, la filosofia, il programma e i ritmi sono portati dalla direzione marketing di cui sono responsabile. La gestione tecnica degli atleti pre, post e durante le gare è curata da Nicola Faccinetto, del Tester Team Vibram, specialista aziendale in scienze motorie e in prove prodotti. Da quest’anno il Team ha inoltre il supporto di Stefano Punzo, noto fisioterapista specializzato nella corsa in montagna. Curioso che sia Nicola che il sottoscritto siamo diventati in questi 2-3 anni anche noi trail runner, presi dai valori, dalla passione e dall’energia trasmessi dall’ambiente trail. Ed è la stessa passione che attraverso il team proviamo a trasferire all’interno dell’azienda e a tutti quelli con cui quotidianamente ci relazioniamo: aziende, clienti, sportivi, grande pubblico, i media, et ainsi de suite…».
Come considera a oggi i risultati del Trailrunning Team Vibram©2012?
«Mi viene da rispondere: chapeau! Ma provo a essere più uomo d’azienda, vediamo. E’ indubbio che immagine, notorietà, simpatia, brand reputation di Vibram stiano ulteriormente crescendo; è altrettanto indubbio che questo tool moderno abbia consentito una visione più precisa del trailrunning, grazie anche al film documentario 'The extraordinary story' che racconta l’avventura sportiva e umana del Team all’UTMB, movie tuttora diffuso in TV e nei maggiori film festival europei. Ma se c’è un punto che più ci piace è quello umano: le vittorie di Francesca Canepa alla Lavaredo Ultra Trail e al Tor des Gèants, il suo secondo posto all’UTMB, l’ ottava posizione del medico chirurgo Ronan Moalic alla LUT e la sua ventesima all’UTM; e ancora, il quarantinquesimo posto di Sebastien Nain - ex tennista e triatleta - sempre all’UTMB, dove David Gatti, - trailrunner quando ci riesce- è arrivato a quota 549 e dove Beppe Marazzi e Nicola Bassi hanno dovuto cedere e ritirarsi. Queste per il nostro modo di pensare sono tutte vittorie, dalla prima all’ultima».
Ski Trab Maestro
Il video del nuovo grantour Made in Bormio
Ha ‘pensionato’ il celebre Duo Sint Aero e si candida a diventare uno degli sci tecnologicamente più avanzati sul mercato. Maestro è il nuovo grantour Made in Bormio, caratterizzato da un peso dichiarato di 950 g nella misura 171 cm. Circa 100 g meno del citato Duo Sint Aero. Caratteristica saliente sono gli inserti antivibranti e antishock in polimero strutturale collocati longitudinalmente in corrispondenza delle lamine, mentre la struttura beneficia di una gabbia in carbonio a trama particolarmente sottile che avvolge l’anima in Aramide alveolare. Portando in dote un incremento della rigidità torsionale senza alterare il flex dell’attrezzo. Cambia, rispetto al sistema Duo tipico della collezione Trab, il fissaggio in punta delle pelli, ora demandato a una linguetta a sgancio rapido che funge da top fix. Disponibile nelle lunghezze 157, 164, 171 e 178 cm, ha una sciancratura di 107/75/94 mm e un raggio di 19,9 m nella misura 171 cm. Per saperne di più non perdetevi il video ufficiale Ski Trab e, soprattutto, la Guida all’acquisto di Ski-alper, in edicola a metà novembre con il primo numero della rivista, con Maestro pronto a sfidare ben 15 concorrenti grantour.












