A Milano Montagna premiata l'attrezzatura del futuro
Innovativi progetti e attrezzi gia' in vendita in evidenza negli award
Sono una trentina le aziende che hanno preso parte alla mostra ‘Leggeri, veloci e sicuri: 100 oggetti di design per il prossimo inverno’ di MilanoMontagna, evento in programma dall’8 al 10 ottobre nel capoluogo lombardo, con i loro prodotti di punta e le novità assolute come, ad esempio, lo scarpone da gara Alien 3.0 prodotto da Scarpa. In modo simile a quanto già avviene in altri settori, questa seconda edizione di Milano Montagna ha organizzato anche Milano Montagna Vibram Factory, un incubatore d’idee per offrire un’opportunità ai giovani innovatori capaci di sviluppare validi progetti e prototipi riguardanti attrezzature e tecnologie per andare in alta quota.
AWARD - Due concorsi erano legati a queste iniziative. Una giuria d’eccezione (presieduta da Alberto Meda e composta da Riccardo Blumer, Marc Sadler, Mario Varesco, Silvia Nani. Massimo Randone, e Robert Fliri per Vibram) ha premiato con i Milano Montagna Design Awards le aziende presenti in mostra che meglio si sono distinte per industrial design, innovazione, sicurezza e funzionalità delle loro produzioni. Il premio per l’industrial design è andato a Völkl, per la linea di sci V-Werks. A Völkl è stato riconosciuto il merito di avere creato una nuova tridimensionalità all'oggetto sci che risulta particolarmente affascinante sia dal punto di vista del design industriale che dal punto di vista estetico. Il premio per l'innovazione è andato a Black Diamond per lo zaino Air Force, la nuova serie di pantaloni Ski Pants e la giacca Deployment hybrid boody. Lo zaino airbag Air Force rappresenta una notevole innovazione nel campo della sicurezza per la prevenzione dei traumi e del soffocamento da valanga. Si basa su una nuova ventola che sostituisce la classica bombola ad aria compressa o gas e rappresenta un meccanismo industriale particolarmente attraente ed elegante, potenzialmente capace di costituire un nuovo standard dopo adeguati test sul campo.
ABBIGLIAMENTO - Nuovi standard anche nel campo dell’abbigliamento per Black Diamond cui la giuria di Milano Montagna ha apprezzato i Mission Ski Pants con il nuovo imbrago degli artva nella tasca e la giacca Deployment hybrid hoody che rappresenta un nuovo ibrido tra hardshell e softshell con un range di utilizzo allargato alle quattro stagioni. Il premio per la sicurezza è andato a Ski Trab per l'attacco TR2. Gli esperti hanno riconosciuto a questo nuovo attacco un miglioramento della sicurezza sia nel puntale, ora elastico, sia nella talloniera che lavora su una superficie significativamente più ampia rispetto al precedente standard e permette la fuoriuscita del solo tallone senza dovere disimpegnare il puntale. Il premio per la funzionalità è andato a Cober per il guanto 10 Peaks: una semplice zip, posizionata con intelligenza, cambia la funzionalità del classico guantone da sci permettendo di usare con grande facilità le dita quando diventa utile o necessario. Un’idea elegante e d’impatto, giudicata anche molto ben risolta dal punto di vista del design.
VIBRAM FACTORY - La stessa giuria ha selezionato inoltre i migliori lavori che hanno partecipato alla Milano Montagna Vibram factory, premiando il progetto 60 DEGREE di Matthias Gruber che ha reinventato la tavola da snowboard rendendola multi-funzionale e in grado di offrire all’atleta nuove possibilità di movimento e variazioni nella guida e di compiere trick inediti per il massimo divertimento sulle piste e negli snowpark. Il progetto FREJA di Germana Lunghi, Davide Marmonti e Andrea Pedulli: una giacca che garantisce la massima sicurezza in casi estremi. Tre interfacce sono attivate contemporaneamente da un compressore: l’airbag esterno che si adatta alle forme del corpo e dello zaino, con lo scopo di garantire il galleggiamento durante la fase di coinvolgimento da valanga e di proteggere l'utente da eventuali urti; le sacche in nylon longitudinali all’interno della giacca, che, raccogliendo aria, hanno lo scopo di gonfiarsi e garantire, durante la sommersione da neve fresca, una corretta espansione della gabbia toracica; la maschera di protezione che separa le vie respiratorie (naso e bocca) dalla neve fresca, garantendo la possibilità di respirare anche sotto metri di neve ed evitando, in questo modo, il pericoloso fenomeno dell'ice masking. Dopo cinque minuti dall'attivazione dell'intero sistema, un timer fa sgonfiare l'airbag esterno e le sacche interne della giacca, incanalando aria respirabile all'interno della maschera (la quale rimarrà gonfia per tutto il processo). L'utente in questo modo, oltre a possedere più spazio di libertà sotto la valanga (prima occupato dall'airbag esterno) e a poter espandere la propria gabbia toracica, sarà anche in grado di respirare aria per un totale di venticinque minuti circa. Vibram, sponsor dell’iniziativa, ha attribuito i Milano Montagna Vibram Special Prize a tre team di progettazione per l’impegno e la serietà degli studi di particolare interesse per l’azienda. Si tratta del team composto da Martino Colonna, Nicola Pugno e Stefano Signetti, per l’approfondimento tecnico sul composto in gomma strutturata con fibre (una ricerca sulle quale l’azienda ha promosso sviluppato test e per la quale si appresta alla commercializzazione); dell team composto da Francesco Cavaliere, Marco Potenza e Valter Maggi, che con la progettazione della loro particolare tenda hanno compiuto un importante lavoro sul tema della sicurezza e dell’emergenza in condizioni estreme (tematica che avvicina l’habitat di temperature sotto-zero al mondo di riferimento delle performance di molti prodotti Vibram); di Carolina Suels, per l’eleganza con cui ha impostato il tema del packable shoe (tematica su cui Vibram lavora da anni e sulla quale è sempre interessata a condividere interpretazioni d’uso o di design).
Un film per il futuro della Jumbo Valley
Ecco Jumbo Wild con il sostegno di Patagonia
Dopo la proiezione a Milano Montagna, quest’autunno Patagonia distribuisce Jumbo Wild, il film documentario della Sweetgrass Productions, che racconta la vera storia della battaglia, ormai decennale, per decidere il futuro della Jumbo Valley nella British Columbia, con il conflitto tra la tutela di un’area selvaggia, cara agli amanti del backcountry, e gli interessi sempre crescenti dell’imprenditoria edile con il progetto di realizzare un comprensorio sciistico su vasta scala. Siano nella regione dei Monti Purcell, nella British Columbia, meta molto amata da chi pratica sci e snowboard backcountry, nonché territorio sacro per le popolazioni delle ‘Prime Nazioni’ e sede di uno dei più importanti corridoi del Nord America per gli orsi grizzly.
Diretto da Nick Waggoner e Sweetgrass Productions, Jumbo Wild documenta il braccio di ferro che vede impegnati membri della comunità, 'Prime Nazioni0 e ambientalisti da un lato, e politici e imprenditori dall’altro sul futuro della valle del Jumbo. Sullo sfondo di incredibili riprese di sci e snowboard backcountry, Jumbo Wild offre per la prima volta agli spettatori le argomentazioni di tutte le parti in causa in questa controversa diatriba.
IL SOSTEGNO DI PATAGONIA - Contemporaneamente alla distribuzione del film Jumbo Wild, Patagonia e i partner locali di Wildsight lanciano inoltre una campagna mondiale per coinvolgere il maggior numero di persone contro la creazione di un resort sciistico e a favore dell’istituzione di una tutela permanente che salvaguardi il valore ecologico e culturale di questa regione. La versione di otto minuti del film, disponibile ora su patagonia.com, lancia un diretto appello al pubblico: Patagonia vuole sfruttare inoltre la propria rete internazionale e i propri canali di marketing affinché il messaggio venga condiviso il più ampiamente possibile. Fin dal 2012 Patagonia supporta finanziariamente gli attivisti di Wildsight negli sforzi intrapresi per mantenere l’area del Jumbo libera e incontaminata, secondo il motto della campagna ‘Keep Jumbo Wild’ che, già questa estate, ha messo a segno una vittoria significativa con la revoca della certificazione ambientale per il proseguimento dei lavori di edificazione. Il passo successivo sarà la tutela permanente della Jumbo Valley.
Il cortometraggio di 8 minuti Jumbo Wild, ora disponibile gratuitamente su patagonia.com (solo in inglese), offre al pubblico un’idea della complessità della lotta per la tutela della Jumbo Valley. Il documentario completo, della durata di circa un’ora, verrà invece proiettato a rotazione in svariate location europee (è previsto un'ulteriore proiezione per il 29 ottobre al Patagonia Store in corso Garibaldi a Milano). Il video, il cui ricavato delle vendite andrà interamente a sostegno di Wildsight, potrà essere acquistato su Vimeo e iTunes a partire dall'11 dicembre.
Con Ferrino il ‘Real Tor’
Progetto video con gli atleti del team
Ferrino e Tor des Géants camminano di nuovo insieme. Grande attenzione sulla sicurezza. Così per far fronte a una competizione estrema e renderla il più vicina possibile al concetto di ‘rischio zero’, Ferrino offrirà il suo supporto tecnico e organizzativo all’interno delle sette basi vita e sarà presente in altri punti fondamentali di rifornimento lungo il percorso.
Ma ci saranno anche gli atleti del Team Ferrino, Cecilia Mora, Paolo Gregorini e Michele Evangelisti. Con loro nasce Real Tor: i video che verranno realizzati dagli ambassador Ferrino saranno trasmessi direttamente dal terreno di gara e così si potranno seguire passo dopo passo i momenti salienti della loro avventura.
Per non perdere i contenuti del progetto Real Tor seguite tutti gli aggiornamenti sulla pagina Facebook (www.facebook.com/FerrinoOutdoor) e il canale YouTube di Ferrino (www.youtube.com/user/FerrinoVideo).
Universita' e aziende: premiato un progetto La Sportiva
Inziativa promossa dal'ateneo di Trento
La collaborazione tra mondo accademico e mondo del lavoro si consolida grazie ad un recente progetto di ricerca applicata all’industria portato avanti da La Sportiva con l’Università di Trento. Per una settimana trenta tra studenti e giovani ricercatori, divisi in tre gruppi, hanno cercato il modo per migliorare i prodotti di tre aziende locali. Tutte e tre sono state definite delle soluzioni interessanti, ma quella considerata migliore dalla commissione di valutazione è stata la proposta per lo scarpone da scialpinismo Spectre prodotto da La Sportiva Spa.
Con la premiazione della soluzione e del gruppo di giovani cervelli che l’ha proposta si è conclusa al Polo scientifico e tecnologico Fabio Ferrari IPSP 2015 – Industrial Problem Solving with Physics, iniziativa organizzata dal Dipartimento di Fisica e dalla Divisione Supporto Ricerca Scientifica e Trasferimento Tecnologico dell’Università di Trento in collaborazione con Confindustria Trento e Trentino Sviluppo – Polo Meccatronica per gettare un ponte tra università e mondo industriale nel segno dello scambio di esperienze, del trasferimento di conoscenza e dello sviluppo di soluzioni innovative personalizzate.
LA PAROLA ALL'UNIVERSITÀ - «L'ateneo - afferma Flavio Deflorian, prorettore vicario e al supporto al sistema produttivo dell’Università di Trento – è soddisfatto quando vengono sviluppate iniziative come IPSP, che vedono una forte interazione fra imprese e studenti. Possono essere un primo momento in cui degli studenti, futuri professionisti, incontrano un problema industriale e lo affrontano con impegno. Ma sono anche una occasione per le imprese per confrontarsi con la creatività che è tipica dei giovani. L'idea che sta dietro a questa iniziativa è stata un successo e possiamo solo augurarci continui e si espanda, dando un contributo a migliorare l'interazione e la conoscenza reciproca fra università e imprese, che è una delle sfide più stimolati del prossimo futuro». Gli fa eco Lorenzo Pavesi, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo: «Il Dipartimento di Fisica apprezza quest’iniziativa perché mette in gioco direttamente la professionalità di giovani fisici in una sfida dove il problem solving dei nostri giovani è messo alla prova di fronte ad un problema di interesse industriale. Inoltre è un’iniziativa giovane, nata dai giovani e con una ricaduta formativa e professionale sui giovani stessi. Vediamo sempre che quando i nostri studenti sono di fronte ad una sfida la sanno raccogliere e si impegnano a fondo per vincerla».
LA PAROLA AGLI INDUSTRIALI - Secondo Lorenzo Delladio, CEO de La Sportiva, «è solo con il costante scambio di idee tra mondo accademico e mondo produttivo che si possono compiere importanti balzi in avanti verso l'evoluzione non solo tecnologica applicata al prodotto, ma anche del mondo del lavoro stesso e delle opportunità che può creare per i neo laureati, dando ispirazioni, motivazioni e spazi di espressione». Per Giulio Bonazzi, presidente di Confindustria Trento: «Come Associazione aderiamo con entusiasmo a questa iniziativa sin dalla sua genesi. Ci ha conquistato il fatto che sia stata proposta dagli studenti e che si svolga in una settimana, puntando a risolvere una precisa problematica tecnica posta dalle aziende. La tempistica ridotta, in particolare, risponde perfettamente alle esigenze delle imprese di ottenere risultati concreti in tempi rapidi. L'esperienza della prima edizione è stata estremamente positiva e le soluzioni tecniche individuate sono andate oltre le aspettative. È un format che andrebbe ampliato ed esteso ad altri ambiti della ricerca». L’aspetto è stato sottolineato anche da Paolo Gregori, coordinatore scientifico del Polo della Meccatronica per Trentino Sviluppo: «Ogni iniziativa che contribuisce ad avvicinare il mondo della ricerca con quello della produzione – ha sottolineato - è oggi quanto mai necessaria e positiva. Questa lo è in modo particolare perché trae origine da problemi molto concreti, segnalati dalle stesse aziende, e dimostra come anche le competenze apparentemente più teoriche, come quelle di un fisico, possano in realtà dimostrarsi molto utili nella ricerca di soluzioni innovative applicate a prodotti e processi industriali. E ciò grazie anche ad un format diretto, leggero, che lascia libero spazio alla creatività di giovani menti per una sorta di brainstorming guidato dal problem solving». La settimana si era aperta lunedì con la presentazione dei problemi da parte di Coster tecnologie speciali, La Sportiva e Pama, le tre aziende selezionate sulle otto che avevano partecipato al bando. Quindi, nei giorni seguenti, i trenta cervelli in tre squadre – tra studenti e giovani ricercatori, anche loro selezionati tra i quaranta che si erano candidati – si sono immersi nella competizione con l’accompagnamento del Comitato scientifico formato da Martino Bernard, Stefano Tondini e Giuliano Zendri (tutti e tre del Dipartimento di Fisica).
2016 ricco di novita' per Salomon
Nuova scarpa Wings, ampliate le linee X-Lab, arriva la stringa
«Ciò che mi affascina è quello che faremo domani» ebbe a dire Georges Salomon, fondatore del marchio francese con sede ad Annecy. Un marchio nato sulla neve (attacchi, scarpe da fondo, scarponi e poi sci) per poi espandersi nei soft goods e nel footwear. Un brand che ha indubbiamente fatto dell’innovazione un cavallo di battaglia. «Il trail running non esisteva fino al 1998, quando dallo stabilimento di Annecy è uscito il primo prototipo di scarpa» ha detto il presidente di Salomon Jean-Marc Pambet. L’azienda francese, controllata dal gruppo finlandese Amer, ha infatti aperto ieri le sue porte ai negozianti italiani e a pochi selezionati giornalisti, tra i quali noi di Skialper.
NUMERI OK - Il Design Center di Annecy sviluppa prodotti non solo per Salomon ma anche per altri brand del gruppo come Atomic, Mavic, Wilson, Arc’Teryx. 335.000 metri quadrati e 900 persone impiegate nella cittadina francese sono solo una piccola parte di un gruppo che fattura 2.2 miliardi e impiega 7.630 persone nel mondo. Un gruppo che ha nel footwear la prima fonte di entrate, pari al 18% delle vendite, e nei winter sports, con il 17%, la seconda cassaforte. Un gruppo in salute che fa segnare una crescita regolare, anno dopo anno, con un leggero più nell’attrezzatura e valori positivi più grandi nei soft goods.
PREVIEW 2016: CORSA - La visita ad Annecy è stata l’occasione per vedere in anteprima la collezione primavera-estate 2016, che verrà presentata alla fiera Outdoor di Friedrichshafen, dal 15 al 18 luglio. Tante novità per la maison di Annecy. La mission è chiara: consolidare la propria leadership nel trail e fare crescere nuovi segmenti come quello del city trail. Con un sempre maggiore interesse per l’alta montagna. Per quanto riguarda il trail (segmento che in Salomon chiamano endurance distinguendolo dal running che rappresenta il city trail) le principali novità sono qualche modifica alle collaudate S-Lab Sense Ultra, anche in versione Soft Ground, con un focus sulla protezione, soprattutto in punta, e anche il mesh rivisitato. Ora siamo mediamente a - 20 grammi rispetto alle già leggere versioni precedenti. La novità più importante però è la linea Wings (a partire dalla Pro, la versione della linea gara). Questo modello si presenta alleggerito, con nuove protezioni e un nuovo chassis posteriore. Cambio deciso nel look dell’abbigliamento Lab Sense, con l’ingresso del verde chiaro. Le corse cittadine con spirito di avventura possono ora contare su un modello tutto nuovo, Sonic, disponibile anche nella versione Pro che è la più prestazionale, da gara. Molto accattivante, in tinta unita che spazia del verde-giallo al blu, questa scarpa è leggera (intorno ai 240 grammi) e minimalista. Curiosa l’introduzione nel modello Aero, con punto prezzo più basso, della stringa al posto del collaudato sistema Quick Lace, una piccola rivoluzione per Salomon.
MONTAGNA - Continua la crescita della linea X-Alp per un alpinismo leggero e veloce, con i modelli di scarpe che nella versione bassa vedono anche esemplari con il Gore-Tex (il più prestazionale è Move, con allacciatura stile quick lace, mentre ne esiste un modello stringato fino in punta) e l’introduzione di nuove silhouette nella linea X-Lab con utilizzo di Gore-Tex e Cordura. Allo zaino X-Lab da 20 litri si affianca ora anche un modello da 30 litri.
HIKING - Linea abbigliamento sempre più ampia con una giacca a vento con apertura laterale derivata dalla linea X-Alp, prodotti next to skin che utilizzano materiali Cocoona e Polygiene per l’odor control. Grandi novità per le donne con linee di abbigliamento e scarpe (Ellipse) specifiche per la morfologia (e con look e colori al femminile) del gentil sesso. Tante news anche negli zaini, che prendono vestibilità e ripartizione dei carichi da quelli da trail. Ampliata la linea delle scarpe X-Ultra con modelli anche in pelle e misto pelle-Gore-Tex. Da segnalare inoltre l’introduzione del Gore-Tex nella linea bambino.
Grouse Creek lancia lo store online
Il marchio italiano dell’outdoor sara’ presente anche alla fiera Outdoor
Nel mondo dell’outdoor c’è molta curiosità attorno a un marchio apparso qualche anno fa. Il nome è inglese ma il brand è italianissimo: Grouse Creek, cioè il gallo cedrone. Le prime linee sono state rivolte alle persone attive, che praticano sport all’aperto, in particolare trekking e sci, con abbigliamento, calzature e accessori tecnici. Poi Grouse Creek ha allargato la propria offerta anche ad altri settori, come il viaggio e il camping. Ultime arrivate, le linee lifestyle e urban, soprattutto calzature, che permettono agli appassionati dello stile di vita outdoor di avere con sé sempre una calzatura moderna, dal taglio vivace e fashion, ma con dettagli di qualità e di affidabilità, come l’impiego di pelle e la produzione made in Italy. E ora è arrivato anche lo store online. Il sito shop.grouse-creek.com permette di acquistare scarpe da trekking, abbigliamento tecnico, dai sandali agli zaini, il tutto collegato tramite un sistema apposito che consente la visualizzazione in tempo reale della disponibilità effettiva a magazzino di ciascun prodotto. Grouse Creek sarà presente alla prossima fiera Outdoor di Friedrichshafen, la rassegna più importante del mondo outdoor, in programma dal 15 al 18 luglio.
Il biotech: nuova frontiera per lo sport di resistenza
Cosi' si ricreano molecole native del nostro corpo
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Norrona vede verde
Nuova sede e tanta sensibilità ambientale per il marchio norvegese
Il 2016 di Norrona sarà verde. Il colore della natura estiva è infatti uno dei più presenti nella collezione primavera-estate 2016 del marchio norvegese. Però il verde e l'attenzione all'ambiente sono anche il leit motiv dell'azienda che ha come pay off 'welcome to nature' e che ha recentemente spostato il proprio head quarter proprio per agevolare il viaggio dei dipendenti verso la sede con mezzi di trasporto sostenibili. Grazie alla vicinanza del treno già oggi il 75% per cento di chi lavora in azienda utilizza trasporti pubblici o bici e l'obiettivo a breve termine è di arrivare al 100%. La nuova sede, nei dintorni di Oslo, è stata presentata proprio giovedì e venerdì scorsi alla stampa internazionale e tra le testate invitate c'era anche Skialper.
SOLO COTONE ORGANICO - Nella vecchia cartiera bianca con spettacolare vista sul bosco e una cascata il ceo e proprietario Jorgen Jorgensen, quarta generazione della stessa famiglia che ha fondato il brand nel 1929, l'uomo che ha portato Norrona fuori dalla Norvegia, a partire dai primi anni del nuovo secolo, ha spiegato le strategie per l'immediato futuro che vedono proprio l'ambiente al primo posto, con il raggiungimento entro la fine dell'anno del 100% di utilizzo di cotone organico e l'obiettivo dell'abolizione totale dei trasporti con aereo. Norrona continua a proporsi come marchio attento alla qualità dell'abbigliamento outdoor a 360 gradi, dallo scialpinismo alla mountain bike, con colori sgargianti e abbinamenti coraggiosi, utilizzo di materiali all'avanguardia (nel 1977 è stata la prima azienda europea a utilizzare il Gore-Tex) e quello spirito free che da sempre ha contraddistinto i prodotti del vichingo. «Non vogliamo produrre abbigliamento per attività dove è necessario il numero per partire, quindi per intenderci ski touring e non gare» ha detto Jorgensen.
PREVEW 2016 - Le linee estive 2016, presentate in anteprima nel corso di una sfilata, continuano a seguire la filosofia del loaded minimalism e dei colori vivi, dalle varie tonalità di verde all'arancione, dal viola al giallo. Funzionalità e confort per affrontare la natura con la n maiuscola, con giacche da montagna dotate di quattro grandi tasconi frontali e felpe apribili ai lati, ma anche sportswear casual con l’ingresso del denim nelle giacche. Gli obiettivi di prodotto rimangono ambiziosi con il progetto di lanciare ogni anno diversi nuovi articoli ma anche con l'impegno di non rivedere concetti e fitting di linee e prodotti prima di tre anni dal lancio. Lo stile Norrona, almeno nell'immediato futuro, non sembra proporre cambiamenti rivoluzionari, ma cosa c'è dietro l'angolo?
Collezione ss 2016 Norrona #welcometonature Posted by Skialper on Giovedì 4 giugno 2015
Emy Leitner marketing manager Dynafit Italia
Seguira’ la comunicazione e promozione del marchio
Emy Leitner è la nuova marketing manager Dynafit per l’Italia. Dal 2012 nel Gruppo Oberalp, che controlla il brand, Leitner ha un passato di fondista e un presente di appassionata scialpinista, fattori che in Oberalp contano quanto le lauree. La conoscenza in presa diretta del mondo outdoor è stata infatti un elemento chiave per l’assegnazione del ruolo alla giovane laureata in lingue e letterature straniere. «Si tratta di una sfida quotidiana nel rafforzare l'immagine di un brand come Dynafit riconosciuto anche in Italia come un vero punto di riferimento per discipline sportive in alta quota - ha commentato Emy Leitner - ma sono fiduciosa di poter svolgere il mio incarico in modo positivo».
Dynastar Mythic, peso skialp prestazioni freeride
Su Skialper di aprile abbiamo provato uno degli sci piu’ attesi
Ci avviamo verso la fine della stagione bianca ma la voglia di sci rimane intatta. E soprattutto la voglia di provare gli attrezzi della prossima stagione. Su Skialper di aprile potrete trovare una serie di prove in anteprima. A partire da Dynastar Mythic, uno degli sci più attesi con una promessa molto impegnativa e rischiosa, quella di offrire esperienze sciistiche freeride e un peso più orientato verso lo skialp. Un risultato reso possibile dal know-how della Casa di Sallanches nei due segmenti e dalla costruzione, che si avvicina molto a quella degli attrezzi per lo scialpinismo.
I DATI TECNICI - Cuore in legno di Paulownia per il Mythic e due strati che combinano fibra di carbonio e di vetro in posizione superiore e inferiore rispetto al nucleo che garantiscono un peso di 1.400 grammi ad asta con fianchi dritti. La geometria non poteva essere invece più free: shape 133 - 97 - 113 e rocker in punta e coda. A provarlo Davide Spini, Guida alpina specializzata in freeride, sciatore potente ed ex azzurro di skialp. La misura? il 177. Il risultato? Un attrezzo molto valido in chiave freeride-touring, per risalite prevalentemente non troppo lunghe e non solo (ma comunque agevoli grazie al peso abbastanza contenuto) e discese da sogno. Per tutti i dettagli… c’è Skialper di aprile.
GIÀ IN EDICOLA - Skialper di aprile è disponibile nelle migliori edicole. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per acquistarlo su smartphone o tablet è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
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Vincere l'Australia...
Un concorso con Salewa sino al 15 maggio
La montagna è diventata per molti il luogo dove mettersi alla prova e ritrovare se stessi. Salewa invita a scoprire le vette della propria vita offrendo la possibilità di vincere un’esperienza di base camp in quota sulle Alpi o un viaggio di esplorazione dell’outback australiano.
Partecipare è facile. Infatti è sufficiente accedere al sito getvertical.salewa.com, registrarsi e rispondere ad alcune domande per superare la selezione. Quindi una giuria sceglierà i vincitori dei premi settimanali (abbigliamento Salewa e test drive sulle Bmw Serie 2 Active Tourer e sulle le nuove Bmw Serie 2 Gran Tourer), dei base camp sulle Alpi e del viaggio in Australia. A questo punto inizia il bello.
I vincitori selezionati per i base camp in quota verranno invitati, in base al livello di abilità e alle preferenze personali, in una delle quattro località partner del concorso: Chamonix-Mont-Blanc, Zugspitz Arena, Grindelwald e Alta Badia.
I vincitori del viaggio-esplorazione in Australia voleranno poi con Salewa e Tourism Australia: suddivisi in cinque gruppi raggiungeranno destinazioni diverse (Fraser Island nel Queensland, il Red Centre nel Northern Territory, la Great Ocean Walk nel Victoria, Kangaroo Island, lo zoo senza recinzioni del South Australia e la splendida costa del Western Australia) prima di ritrovarsi a Sydney per scalare il famoso Harbour Bridge.
Il concorso è aperto sino al 15 maggio 2015.
Atomic e Salomon, obiettivo skialp
Su Skialper di febbraio/marzo in anteprima sci e scarponi 2015/16
Che Salomon entri in modo deciso nel mondo skialp è un fatto significativo. E dato che anche Atomic lo fa contemporaneamente a Salomon, con una gamma diversa e per molti aspetti complementare a quella francese, si inizia a delineare una strategia più ampia da parte di Amer Sports, il grande gruppo internazionale del quale i due giganti dello sci fanno parte. Ecco perché Skialper ha provato a Chamonix a gennaio le principali novità. Sul numero in edicola un ampio articolo con tutti i dettagli sull’attrezzatura delle case di Altenmarkt e Sallanches.
ATOMIC - La famiglia completa di scarponi a due ganci per lo skitouring è senza dubbio la novità più interessante sul lato Atomic. Diciamo subito che Backland si colloca nel segmento più gradito dalle nostre parti, sul versante sud-alpino. Sono scarpe di ultimissima generazione, leggere, tecniche, performanti, che inglobano soluzioni ‘mature’. Nel nostro primo test di approccio abbiamo calzato Backland Carbon Light, che si differenzia da Backland Carbon per la scarpetta più leggera e sottile e il linguettone amovibile in plastica più morbida. La grande maggioranza del popolo ski touring si colloca, con interpretazioni personali variabili, nella grande area tra la visione endurance e quella freeski e si tratta anche del segmento in maggior crescita. Atomic propone per loro lo sci Backland in tre taglie: 78, 85 e 95 millimetri al centro.
SALOMON - La Casa di Annecy conferma l'obiettivo al quale tendono tutti i suoi attrezzi per lo sci alpino: divertimento e sciabilità massimi hanno precedenza su ogni altra performance. I compromessi con le esigenze della salita si fermano quando queste ultime iniziano a prevalere sulla performance sciistica vera e propria. Abbiamo potuto sciare a lungo in una powder memorabile alle Grand Montets e risalire quel tanto che basta per capire cosa intendesse l’azienda spiegando le caratteristiche di MTN Lab e MTN Explore, i suoi due nuovissimi scarponi per il touring: sono scarpe che non fanno rimpiangere due ganci in più, anzi vincerebbero il confronto con la maggior parte dei quattro ganci oggi disponibili. Gli sci MTN Explore 88 e 95 Ski e MTN Lab Ski sono attrezzi progettati per divertirsi e sciare bene, relativamente leggeri per le dimensioni ma soprattutto rispetto alla loro struttura, che è sostenuta.
ATTACCHI & CO - Completano la dotazione gli attacchi pin tech (disponibili anche in versione Atomic): meno di 600 grammi il paio, comprendenti la solida slitta da 30 millimetri di corsa utile. Poi ci sono le pelli MTN Skins, l’abbigliamento X-Alp e l’innovativo casco MTN Lab Helmet: 300 grammi con caldi paraorecchie in lana merino asportabili e lavabili, 30% di protezione in più di quanto le norme richiedano.
GIÀ IN EDICOLA - Skialper di febbraio è disponibile nelle migliori edicole. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per acquistarlo su smartphone o tablet è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
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