Le tante gare del fine settimana in Italia

Trail, skyrace, gare a tappe: distanze per tutti i gusti nelle prove del fine settimana. Ecco dove si correrà in Italia, anche se, come sempre, vi rimandiamo al nostro calendario per trovare la manifestazione giusta (o più vicina) per voi.

PORTE DI PIETRA - Tredicesima edizione per la gara alessandrina. La prova che dà il nome alla manifestazione della Val Borbera è di 71 km e 4000 metri dislivello, ma c’è anche una 108 km e 6200 metri di dislivello (I Villaggi di Pietra) e una da 44 km e 2200 metri di dislivello (Le Finestre di Pietra), oltre alla Cabella-Cantalupo da 15 km. Venerdì alle 20 da Cantalupo Ligure la partenza della gara lunga (tra gli atleti in gara anche Giulio Ornati e Fabio Di Giacomo), alle 7 del sabato quella della Porte di Pietra, alle 8 quella delle Finestre di Pietra.

LA VELENOSA - Torna domenica la quinta edizione della gara di Bolzano Bellunese. Percorsi di 14 e 5 chilometri, con l’ormai tradizionale passaggio nel ‘Bus del Buson’, dove ci saranno quattro gruppi musicali che accompagneranno il passaggio degli atleti. Tra i top runner al via Federico Presa, Jacopo Piazza, Francesco Rigodanza, Cristian Sommariva, Denis Bogotto, Marco Dalle Molle, Ivano Molin e anche Martina Valmassoi. Tutti gli atleti iscritti alla 14 chilometri riceveranno una maglietta Dynafit (main sponsor della manifestazione, con tanto di running test in programma giovedì alle 16), griffata La Velenosa, mentre per i partecipanti alla gara più corta è prevista una fascetta Dynafit con la stampa di un disegno creato dai bambini della scuola elementare di Bolzano Bellunese.

ESINO SKYRACE - La prova di Esino Lario, ‘griffata’ Vibram, scatterà domenica alle 9. Quinta edizione della sky di 25 km e 2000 metri di dislivello positivo: percorso impegnativo già dalla prima salita all’Alpe Cainallo; ai primi che passeranno verrà assegnato il premio stambecco e capretta… Ma le salite non mancheranno anche dopo. In programma anche la EsinoSprintrace di 17 km e 850 metri di dislivello.

QUATTRO PASSI CASA NOSTRA - Domenica si gareggia sui sentieri dell’Alta Valtellina con partenza e arrivo nel centro sportivo di Sondalo. Novità di percorso definita dallo staff guidato da Adriano Greco dell’Atletica Alta Valtellina: l'ultima discesa è stata totalmente modificata, resa più soft e meno traumatica. La variante presenta un tratto finale molto panoramico e il percorso si accorcia di circa 2,5 km: si passa dunque dai 23,5 del precedente ai 21 attuali, mentre il dislivello di 1600 mentre rimane invariato, sempre su tre salite. Start alle 9.30.

ELBA TRAIL - Nona edizione della gara sull’isola toscana. Domenica a Marciana Marina alle 9 la partenza della prova da 40 km e 2140 metri di dislivello, con ’sottotitolo’ EleonoraXvincere (in ricordo di Eleonora Cinini) per sostenere la Onlus Amici del Madagascar per la costruzione di una scuola a Manakara. In programma anche il GTE Reloaded (60 km e 3230 metri di dislivello) con partenza alle 6 da Cavo e arrivo a Marciana Marina.

GIGLIO TRAIL E PALMARIA TROPHY - Due gare sull’isola. In quella toscana domenica 20 maggio due i tracciati: il lungo da 26,4 km e 1350 metri di dislivello, il corto da 10,6 km e 550 metri di dislivello. La partenza alle 8 da Campese. Il tutto nel programma della Festa del Mare.
Tre invece le distanze sull’isola spezzina. Campo base sarà Porto Venere: domenica dalle 7.15 trasferimento in battello, poi alle 10.15 la partenza della seconda edizione: un anello da 10 km e 410 metri di dislivello da percorrere una, due o tre volte.

GRAN RAID PREALPI TREVIGIANE - A Segusino domenica alla 4 del mattino scatta la prova da 72 km e 4600 metri di dislivello (anche a staffetta): nella lista iscritti anche Federica Boifava.

SARDINIA TRAIL - Venerdì 18 maggio alle ore 8.45 da Urzueli parte la settima edizione del Sardinia Trail, manifestazione internazionale in programma fino a domenica 20 maggio nella cornice dei territori incontaminati dell’Ogliastra, dalla montagna per arrivare al mare. Quest’anno il Sardinia Trail trova sinergie con il progetto sperimentale ‘Sentieri di libertà’, ideato dal dottor Alessandro Coni del Centro di Salute Mentale della ASSL di Sanluri e dall’associazione Andalas de Amistade, che nel 2016 ha ‘invaso’ i paesi Ussassai, Ulassai e Osini con 50 ‘camminatori’ tra pazienti, esperti e operatori della salute mentale che hanno scoperto i percorsi dell’Ogliastra. E infatti una rappresentanza di Sentieri di Libertà sarà alla partenza della seconda tappa di Arzana. I camminatori saranno guidati dalla dottoressa Mariella Zoncheddu, uno dei medici che segue il progetto ‘Sentieri di Libertà’ sin dalla sua nascita. Il percorso interesserà i territori di sei comuni: Tortolì, base logistica per tutti i tre giorni di gara, Urzulei, teatro della prima tappa di 29,7 km, Arzana, Desulo della seconda (42 km) e Cardedu, Gairo e Tertenia della terza (26,8 km). 100 km dunque totali, passando dal Gennargentu al bosco Seleni fino a raggiungere le spiagge di Tertenia, Gairo e Cardedu: come recita il motto della manifestazione ‘un Paradiso tutto da correre. Tra i protagonisti che si contenderanno il titolo, grande favorito è Antonio Filippo Salaris.


Skialpdeiparchi, le premiazioni finali del circuito appenninico

A Cavalletto d’Ocre, nell’Aquilano, premiazioni finali dello Skialpdeiparchi, circuito che si è articolato in dieci manifestazioni (cinque classiche, una gara a coppie e quattro notturne).
Vittoria di entrambi i trofei, il La Sportiva Classic Trophy e lo Skitrab Night Trophy, per Armando Coccia e Raffaella Tempesta, entrambi dello sci club Gran Sasso Piana di Navelli. Coccia nelle ‘classiche’ precede Carlo Colaianni e Marco Daniele, mentre nelle notturne si mette alle spalle Raffaele Adiutori e Carlo Colaianni, quest’ultimo sempre vincitore delle gare cui ha preso parte. Al femminile Francesca Ciaccia e Giovanna Galeota si sono invece alternate nella seconda e terza posizione. Lo Skialpdeiparchi, coordinato da Live Your Mountain, è giunto al suo quinto anno: complessivamente gli atleti che hanno partecipato almeno ad un evento hanno raggiunto la cifra di circa trecento unità con provenienza da nove regioni, Abruzzo, Marche, Molise, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Trentino e Umbria, con una naturale maggioranza dalle regioni del Centro Italia, Abruzzo in primis.


Plum, arrivano Pika e Oazo

Plum, azienda francese con una lunga storia alle spalle a partire dal 1968 e sede a Thyez, in Alta Savoia, presenta anche per la prossima stagione, come ormai da diversi anni, numerose novità sia per lo scialpinismo che per lo splitboard. E in più dalla prossima collezione tutti gli attacchi avranno una garanzia minima di tre anni, alcuni di cinque.

PIKA - Unisce l'efficienza dell'attacco Wepa con ulteriori vantaggi: heel riser a due posizioni, heel pad, nuovo puntale, ski-stopper removibile venduto separatamente, regolazione da 5 a 10 DIN, un peso di 280 grammi senza supporto rampant e ski-stopper e infine rail di regolazione da 20 mm. Garantisce affidabilità e sicurezza in tutte le situazioni, con tre anni di garanzia, ed è 100% made in France come tutti gli attacchi Plum. Lo ski-stopper pesa 85 grammi ed è disponibile da 85, 95 e 105 mm.

Peso: 280 gr

Utilizzo: spedizioni, freetouring, ripido, pista

Peso sciatore: 40-100 kg

Pika

OAZO - È l'attacco per il light touring senza compromessi, che va a posizionarsi tra R170 e Wepa. Garantisce leggerezza, con 200 grammi al piede, comfort, con due livelli di heel riser, sicurezza, con molla di regolazione da 4 a 10 DIN. Ha un rail con regolazione da 20 mm e garanzia tre anni.

Peso: 200 gr

Utilizzo: spedizioni, freetouring, ripido

Peso sciatore: 40-100 kg

Oazo

GUIDE S - La versatilità è la caratteristica principale della gamma Guide. La versione speciale S è l'ultima nata, senza dubbio molto interessante anche dal punto di vista economico (349,90 €). Grande robustezza e affidabilità, rispetto alla versione tradizionale, questa, senza la torretta, che fornisce la terza altezza per la salita, risulta più leggera (330 gr). Restano inalterato il range di sgancio (5,5-12 kN) e le altre caratteristiche tecniche. Ha la sede per i coltelli e la possibilità di regolazione di tre centimetri, valida per 4-5 misure di scarponi.

Guide S

SPLITOBOARD - Due importanti novità per gli amanti di tavola e pelli, due attacchi da splitboard: Dari e Sok. Il primo (904 gr al piede) ha la doppia opzione dell’entrata posteriore o, grazie agli strap, laterale. Sok (490 gr al piede) invece è un attacco hard boot, leggero in salita e preciso sul ripido e neve dura. Pekye, non un adattatore ma una vera talloniera, permette di salire con scarpe low tech.

Sok

ATK Crest, 280 grammi senza rinunciare allo ski stopper

Leggerezza, precisione e buon rapporto qualità/prezzo. Tre punti fermi hanno guidato gli ingegneri di ATK Bindings nella realizzazione della principale novità 2019, Crest, attacco da 280 grammi con ski stopper. Non è solo la leggerezza però al centro del progetto, infatti Crest punta anche sulla solidità strutturale: il puntale deriva da quello di ATK Trofeo, in un generale processo di semplificazione delle linee, mentre la talloniera nasce da quella di ATK RT 2.0 con l’obiettivo di incrementare il livello di sicurezza e precisione.

Occhi puntati sull’innovativo ski-stopper, leggero e semplice da maneggiare. È disponibile in varie dimensioni per adattarsi a ogni modello di sci e sono facilmente selezionabili due posizioni (uphill e downhill) utilizzando un selettore manuale. La piastra di regolazione di 20 millimetri è integrata nello ski-stopper, permettendo veloci aggiustamenti nel caso di utilizzo con differenti misure di scarponi. Il team di sviluppo di ATK ha implementato il sistema Elastic Response System, che assorbe l’energia durante le compressioni dello sci e la rilascia durante la distensione dello stesso. La nuova geometria più aggressiva dei gommini, ora costampati, fornisce una maggiore portanza su tutti i tipi di neve. Crest, come tutti gli altri attacchi ATK, è 100% made in Italy e il 95% dei componenti viene lavorato dal pieno nello stabilimento produttivo di ATK a Fiorano Modenese con l’utilizzo di macchinari C.N.C. di ultima generazione e l’impiego di leghe aeronautiche (principalmente Alu 7075) che hanno caratteristiche meccaniche simili all’acciaio ma con un peso inferiore.

 

VALORI DI SGANCIO: sistemi di regolazione dello sgancio (5-10) sia

verticale (My), sia orizzontale (Mz)

SPORTELLINO CON ALZATACCO: fornisce 3 differenti posizioni di

camminata (FLAT, +36 mm e +50 mm)

PIASTRA DI REGOLAZIONE 20 mm: inclusa per fornire una rapida

regolazione in caso di sostituzione di scarponi (fino a due misure)

SUPPORTO RAMPANT SRA: incluso

SKI STOPPER INCLUSI: disponibili differenti misure (75, 86, 91, 97, 102, 108,

120 mm) per ottenere una perfetta compatibilità con ogni tipo di sci.

©Stefano Jeantet

Eric Hjorleifson, Il visionario

I manuali di comunicazione dicono che la creatività consiste nel prendere due idee già esistenti e combinarle insieme per crearne una nuova. Eric Hjorleifson, negli anni, si è macchiato più volte di questo reato: ha rubato gli attrezzi agli scialpinisti e ha cominciato a usarli da freerider: nel 2010, quando iniziarono a girare i primi video di un canadese che saltava con gli attacchini, la gente non pensava che fosse possibile. Poi, poco alla volta, ci siamo arrivati tutti: il freeride e lo scialpinismo erano in fondo la stessa pratica, con proporzioni variabili di salita e di discesa. Federico Ravassard sul numero di Skialper di aprile-maggio ha intervistato il visionario inventore degli scarponi Dynafit Hoji.

©Federico Ravassard

PRIMA DI HOJI - Prima di arrivare al nuovo scarpone, e prima ancora anche del Dynafit Vulcan, Hoji smontò e riassemblò altri scarponi per capire cosa gli servisse: lo scafo era quello dei Titan; le leve erano state smontate da tre calzature diverse; il linguettone, rubato da dei Dalbello Krypton e tenuto su da uno snodo preso dai Garmon Adrenaline; la membrana che gli stava sotto, concessa dallo sponsor Arc’teryx; per irrigidire il tutto, il gambetto era stato laminato con una piastra Head da pista. Tutto molto bello, ma probabilmente vi starete chiedendo a quale scopo fare tutto questo pasticcio. La risposta sta nello stile di sciata di Hoji: linee brevi ma tecniche, sequenze di pillow nelle quali bisogna controllare la posizione del corpo tra un salto e l’altro e sfruttare i piedi per dare direzione agli sci. Linee che sono accessibili perlopiù con le pelli, perché sono nel bosco e un elicottero sarebbe a dir poco eccessivo. Linee nelle quali confluisce tutto il suo background: l’infanzia tra i pali in pista, l’adolescenza trascorsa nei primissimi snowpark sotto il mentoring degli assi della New Canadian Air Force, gli anni passati a fare big mountain filmando per grandi case di produzione. E, per finire, i metri di dislivello macinati in salita. Poco alla volta, anche altri atleti hanno seguito il suo esempio e oggi i freeskier - che sono prima di tutto atleti fatti e finiti - che sanno girare trick da park dopo essersi guadagnati una linea di salti con le pelli, non sono pochi.

IL FUTURO - «Negli ultimi 15 anni il mondo dello sci è cambiato enormemente: twin tips, rocker davanti e dietro, attacchini, scarponi sempre più performanti… Per quello che riguarda gli sci, mi viene difficile pensare a qualcosa di migliore, perché con quelli attuali mi ci trovo davvero bene e non saprei su cosa lavorare, specialmente per le prestazioni nella powder. Si può sempre migliorare, ma bisogna capire in che modo. Qualche anno fa c’erano in giro fat davvero grossi, over 130 millimetri, che sono poi passati di moda: è stato fisiologico sbilanciarsi da un estremo all’altro, prima di trovare gli equilibri attuali. Oppure il twin-tip, che una volta era d’obbligo, mentre adesso ci si limita a un rocker in coda, molto più funzionale. Banalmente, è più pratico nelle inversioni in salita e anche per caricare gli sci nelle rastrelliere in funivia. Adesso ci sono un bel po’ di assi che vanno bene e, grosso modo, le geometrie di questi ultimi sono molto simili tra loro».

©Federico Ravassard

Le gare del fine settimana in Italia, ecco come è andata

Le gare del fine settimana in Italia: ecco come è andata in alcune delle tante prove in programma; per tutte le classifiche vi rimandiamo come al solito al calendario.

TRAIL DEL SEGREDONT – In tanti alla settima edizione della gara del Gav Vertova: ben 353 al traguardo. Super sfida per la vittoria finale, un testa a testa tra Paolo Bert e Matteo Longhi: soluzione in volata con il piemontese della Valetudo davanti per soli tre secondi sul ‘local’ del Gav Vertova. 2h09’54” il tempo del vincitore dopo 23 km. Terzo Elia Balestra in 2h13’52”, quindi nella top ten Luca Arrigoni, Paolo Poli, Alex Lanfranchi, Giambattista Micheli, Alessandro Noris, Michele Persico e Denny Epis. Nella gara rosa sigillo di Lara Bonora che chiude in 2h48’24”; con lei sul podio Federica Giudici e Giuliana Arrigoni.

Lara Bonora © Cristian Riva

AMOROTTO TRAIL – Tappa del Trofeo Agisko BPER Appennino Trail Cup nell’Appennino Reggiano. Nell’AUT, la gara lunga di 68 km, vittoria di Lorenzi Naldi in 7h46’56”, davanti alla prima lady Cristiana Follador in 8h23’52” quindi Michael Caldera (8h32’11”), Roberto Rondoni (8h37’25”) e Davide Contini (8h49’48”). Nel Monte Valestra Trail (48 km) a segno Luca Carrara in 4h41’16” davanti a Davide Scarabelli in 4h57’11” e Marco Franzini in 5h00’18”, quarto il britannico Robbie Britton, quinto Luca Adorni. Ottava assoluta e regina della gara rosa Katia Fori in 5h36’59”. Nel San Vitale Trail (20 km), infine, vittorie di Eddj Nani e Cecilia Basso.

Gli azzurri della Nazionali Fisky, dopo il collegiale in gara all’Amorotto ©Facebook Amorotto Trail

TROFEO NASEGO - Doppio appuntamento a Casto. Si parte con il vertical, tappa del Vertical Eolo Cup. Affermazione da record per Patrick Facchini in 36’14”, davanti a Hannes Perkman (37’01”) e Bernard Dematteis (37’12”). Quarto posto per il fratello Martin Dematteis (37’44”), seguito dal veterano Emanuele Manzi (38’12”). Al femminile la regina del Vertical Nasego è la rumena Denisa Dragomir che ferma il cronometro a 45’10”. Seconda posizione per Ilaria Bianchi (46’52”), seguita da Elisa Compagnoni a 2’41” di distacco dalla vincitrice.
Nel Trofeo Nasego long distance, Alessandro Rambaldini non delude il pettorale che gli è stato affidato: è lui il numero uno e dopo l'attacco iniziale del keniano Mangata Kwemoi e del duo Kosgei-Simukeka, ‘Rambo’ recupera posizioni su posizioni, fino a tagliare il traguardo per primo davanti ad una folla in delirio in 1h37'01". Secondo posto dunque per Isaac Kosgei (1h37'56"), keniano naturalizzato austriaco, e terzo Luca Cagnati (1h38'09”). Quarto posto a 1’03” il protagonista delle prime battute di gara Mangata Kwemoi, seguito da Bernard Dematteis che chiude in quinta posizione a 2’01 da Rambaldini. Al femminile sorride Alice Gaggi con tanto di nuovo record di gara in 1h55’15”. Secondo posto per la rumena Denisa Dragomir in 1h56’22” con la britannica Sarah Tunstall (2h00'17") a completare il. Quarta Celine Lafaye (2h03'39") seguita dall'azzurra Barbara Bani.

Il podio maschile del Trofeo Nasego ©Ufficio stampa Trofeo Nasego

VALLEVARAITA TRAIL - La gara cuneese ha visto il successo di Danilo Lantermino e Giulia Vinco. 1h41'36” il tempo del vincitore davanti a Gabriele Abate (1h45'33”) e Fulvio Fazio (1h52'36”), nella gara rosa 2h17'16” il crono della prima su Daniela Bonnet (2h21'57”) e Elisabetta Negra (2h24'22”).


Il triplete di Luis Alberto Hernando

Ancora Luis Alberto Hernando. Nel campionato del mondo in ‘casa’, il Penyagolosa Trails, lo spagnolo conquista il terzo titolo iridato consecutivo (oltre a quello per nazioni). Gara attenta la sua: lascia sfogare gli avversari, poi nel finale più impegnativo, riprende e stacca tutti, per chiudere sul traguardo in 8h38’35”. Festa Spagna con il secondo posto di Cristofer Clemente (8h46’19”), con terzo il britannico Thomas Evans (8h49’35”), quindi ancora GB con Jonathan Albon, quinto il francese Ludovic Pommeret. Completano la top ten la statunitense Mario Mendoza, il francese Romain Maillard, l’altro atleta USA Zach Miller, il ceco Jiri Cipa e il tedesco Janosch Kowalczyk. Ventiquattresimo il primo azzurro, Andrea Macchi.
L’olandese Ragna Debats si aggiudica la gara rosa in 9h55’00”, davanti alla spagnola Laia Cañes in 10h11’11” con bronzo per la francese Claire Mougel in 10h15’23”. Spagna comunque leader come squadra con il quarto posto di Gemma Arenas e il quinto di Maite Maiora.

 

 


Transvulcania a Pere Aurell Bove e Ida Nilsson. Con Marco De Gasperi quarto!

Pere Aurell Bove e ancora Ida Nilsson: sono loro i protagonisti della Transvulcania, nella prova ultramarathon, prima tappa delle World Series ‘Extra’. Lo spagnolo chiude i 75 km del tracciato (e 4350 metri di dislivello) con il tempo finale di 7h37’26”, precedendo il russo Dmitry Mityaev (7h38’22”) e il francese Thibaut Garrivier (7h42’49”), con ottima quarta piazza per Marco De Gasperi. Il Dega era un po’ al debutto su distanze del genere e arriva il traguardo in 7h44’26”, quinto il francese Xavier Thevenard, sesto lo spagnolo Manuel Anguita Bayo con settimo posto per Daniel Jung; sedicesimo Franco Collé.
La svedese Nilsson fa triplete: venticinquesima assoluta in 8h40’43”; con lei sul podio la spagnola Mònica Comas Molist (8h46’57”), e la statunitense Kelly Wolf (8h49’45”). Undicesima Laura Besseghini.


Transvulcania, partenza con il vertical

Primo atto del lungo fine settimana della Transvulcania con il vertical, tappa del World Circuit. Percorso classico con partenza dalla spiaggia di Puerto de Tazacorte ed arrivo a El Time dopo 7,6 km e 1203 metri di dislivello. Vittoria di Pascal Egli in 47’55”, davanti a Stian Angermund-Vik in 48’03” e Rui Ueda in 48’08”, quarto Aritz Egea, quinto Ondrej Fejfar. Nella prova femminile detta legge Christel Dewalle in 56’52” su Laura Orgué in 57’19”; terza Zuzana Krchová 1h01’13” con quarta, a soli cinque secondi dal podio, Stephanie Jimenez, quinta Yuri Yoshizumi e sesta Elisa Desco.

Stephanie Jimenez e Stian Angermund-Vik ©Martina Valmassoi

 


Contro vento

Le Eolie non sono una destinazione così scontata per una rivista come Skialper. Eppure sul numero di aprile-maggio ne parliamo. Lo fa Ruggero Bontempi con una chiave di lettura diversa perché le Eolie, oltre che una delle destinazioni marine più di moda, sono anche un incredibile terreno di gioco per chi ha voglia di scoprirle a piedi, in versione trekking. Magari unendo le suggestioni di una natura forte a quelle cinematografiche perché le isole del vento sono state il set di alcuni famosi film, a partire da Il Postino.

©Alfredo Croce/Pillow Lab

GREATEST ITALIAN TREKS - Le Eolie in versione trekking fanno parte di una serie di proposte insolite selezionate da Skialper in collaborazione con Ferrino. Tra le escursioni delle quali parliamo quelle al Cratere della Fossa di Vulcano, alle Cave di Caolino e Terme di San Calogero a Lipari o al Monte Fossa delle Felci di Salina. Non mancano la salita al cratere di Stromboli o passeggiate nelle selvagge Alicudi e Filicudi, dove c’è la più piccola scuola d’Europa, con una maestra e tre alunni.

©Alfredo Croce/Pillow Lab

LA SCIARA DEL FUOCO - Sul vulcano di Stromboli qualcuno ha anche messo gli sci. Giorgio Daidola è stato uno dei primi a farlo negli anni Settanta. «Ai tempi si poteva fare tutto, ma è stata una delle volte che ho avuto più paura in vita mia, perché a intervalli di 13-14 minuti c’era un’esplosione e veniva giù di tutto» ricorda Daidola. «Avevo bivaccato in vetta, scendendo all’alba e cercando di terminare la discesa in quello stretto lasso di tempo tra un’esplosione e l’altra, ma quando sono arrivato nella parte bassa non sapevo più dove scendere perché era pieno di grandi pietre». Quella sciata da Daidola è la sciara sul versante occidentale del vulcano, mentre ce ne sono altre più sabbiose sull’altro versante.

Giorgio Daidola sulla sciara del fuoco

Salomon colora il Parco di Monza

Tanti colori e soprattutto molti contagiosi sorrisi nella mattinata di sabato 5 maggio a Villasanta (Monza), dove si è tenuto l’atteso appuntamento organizzato da Salomon, How To Trail Run (con il supporto del negozio Affari Sport). Si tratta di uno degli oltre 100 incontri organizzati dal brand francese per diffondere e incrementare la cultura della corsa off-road e il running in natura.

Condizioni meteo ottime ad accogliere gli 80 iscritti che si sono messi alla prova per approfondire il mondo del trail running con l’esperienza di Andrea Ramundo (Sport Tech Rep Salomon) e in compagnia degli atleti del team Salomon Giulio Ornati, Riccardo Borgialli e del giovane e talentuoso Andrea Rota.

È stata una panoramica a 360° sulla corsa outdoor in cui sono state illustrate le tecniche sulle diverse tipologie di terreno, l’importanza della scelta delle calzature, dell’abbigliamento e degli accessori per dedicarsi a questa disciplina, insieme ai programmi d’allenamento e agli importantissimi consigli sulla giusta alimentazione e idratazione prima, durante e al termine della corsa.


Scott, arriva l’airbag con condensatore

Scott ha annunciato che nel settembre 2018 arriverà sul mercato il nuovo zaino airbag a ventola Backountry Patrol AP30. La particolarità sta tutta nell’innovativo E1 Airbag System realizzato dalla svizzera Alpride e disponibile in esclusiva per il primo anno solo su questo zaino. La vera novità è che non c’è un motore elettrico a batteria ma un innovativo Supercapacitor System che utilizza dei condensatori per immagazzinare energia, un sistema che ricorda lo Start&Stop delle auto. Il condensatore viene ricaricato in 20 minuti tramite USB e due pile stilo AA, facilmente sostituibili, garantiscono almeno una ricarica sul campo, in circa 40 minuti. Se non utilizzate le batterie funzionano per un paio di mesi. Scott annuncia 60.000 giri al minuto della ventola di gonfiaggio che produce un flusso e una pressione sufficienti ad aprire l’airbag in un tempo inferiore ai cinque secondi.

Il fatto di non utilizzare batterie direttamente per il gonfiaggio permette a Backountry Patrol AP30 di non soffrire le basse temperature, riuscendo sempre a garantire le stesse performance di gonfiaggio, da -30 a +50 gradi. E1 di Alpride è molto leggero - circa 1,2 chilogrammi il solo sistema - e non è soggetto a restrizioni di trasporto aereo. Inoltre, dettaglio da non trascurare con un sistema di questo tipo, facilmente ricaricabile, ci si può esercitare consapevolmente a secco: non è infatti così scontato che in caso di incidente ci venga proprio istintivo titare la maniglia. La casa garantisce fino a 500.000 ricariche… Con E1 possiamo prenderci la mano e conoscere in modo approfondito il nostro dispositivo. Il sacco si presenta compatto, garantendo una valida capienza di 30 litri, con tutte le tasche al posto giusto, porta picche, sci e casco.

©Dom Daher

Scott Backcountry Patrol AP 30

VOLUME: 30 l

PESO: zaino 1.390 gr, Alpride System 1.280 gr - totale = circa 2.670 gr

PREZZO: 9oo €

+ Sistema diagonale di carico sci + Strap di compressione laterali con

sistema di carico sci A-Frame e funzione di fissaggio dello snowboard frontale

+ Tasche separate per equipaggiamento di sicurezza (pala, sonda) all’interno dello

scomparto principale + Tasca superiore con fodera in tessuto

felpato + Fissaggio per piccozza/bastone + Versatile Daisy Chain

+ Cintura leggera con cosciale di sicurezza + Etichetta SOS con istruzioni di

emergenza + Strap sullo sterno con fischietto di

emergenza + Tasca interna per mappe con portachiavi


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