La banda del Wayback

«Mi hanno sempre chiesto il mio feedback, ma per lo sviluppo della nuova linea Wayback siamo stati coinvolti molto prima - esordisce Francesco Tremolada, Guida alpina in Val Badia - Ci abbiamo messo due anni solo per identificare le esigenze specifiche dei diversi tipi di utilizzatori. Poi abbiamo combinato queste esigenze con la nostra idea di come lo scialpinismo classico possa essere spinto verso la prestazione senza aggiungere peso e mantenendo quel feeling K2 tanto apprezzato». Dietro alle scelte aziendali ci sono obiettivi di mercato, non potrebbe essere diversamente, ma a volte ci sono anche degli uomini. Ed è quello che è successo nel momento in cui in K2 hanno deciso di mettere mano alla linea Wayback. Operazione non facile, perché da quando nel 2005 è stato lanciato lo sci Shuksan e successivamente con la linea di accessori Backside è stata creata un’opzione molto caratterizzata nello ski touring e nel freeride touring, con attrezzi dall’inconfondibile stile di sciata. Insomma, il feeling K2 non doveva essere sacrificato sull’altare del peso, ma l’obiettivo dichiarato era di alleggerire le strutture.

Ed è così che, fedeli al motto aziendale la passione guida l’innovazione, al quartier generale di Seattle hanno pensato di coinvolgere in tutto il processo di sviluppo dei nuovi prodotti (fatto raro) quattro Guide alpine attive nelle località più simboliche del mondo per skialp e freeride, quattro professionisti con almeno 150 giornate sugli sci a stagione, buona parte con i clienti. «Ho lavorato allo sviluppo dei Wayback per tre anni, ma avrei approvato solo uno sci potente che sciasse bene come quelli che avevo già usato - dice Hans Solmssen, che dal 1983 ha messo casa a Verbier - Però volevo anche uno sci spaventosamente leggero. Ho sciato con Cody, un ingegnere K2, un buon numero di giornate sulle Alpi, in ogni condizione di neve e con ogni attrezzo di altri marchi, cercando la perfetta combinazione. Siamo ritornati sui nostri passi tante volte e abbiamo fatto molte modifiche, ma alla fine ne è valsa la pena». Probabilmente sì, visto che Wayback 88 ha vinto l’ambito award Ski of the Year 2019 nella sezione ski touring della nostra Buyer’s Guide e Wayback 106 è nella Selectionnella sezione freetouring. «Il focus della nuova costruzione sta nell’utilizzo di legni leggeri come la Paulownia o la Balsa, con inserimento molto accurato di laminati compositi in fibra di carbonio o vetro, senza rinunciare all’inserto in titanal sotto il piede - dice Guido Valota, responsabile tecnico della nostra Buyer’s Guide - questo ha permesso una netta riduzione del peso, una performance sciistica realmente all-terrain, e una speciale manovrabilità nelle nevi difficili. La grande agilità caratteristica dei nuovi Wayback non compromette il grip sul fondo e la lamina è tutta giù al lavoro. Si passa con facilità disarmante su tutti i fondi». Yes we can. Sì, si può avere uno sci perfetto per sciare, ma anche per salire.

Gilles Sierro

Aka gillesleskieur, ha 39 anni e vive in una piccola comunità alpina nel Vallese svizzero, Hérémence. Guida alpina UIAGM da dieci anni, ha al suo attivo diverse prime discese di ripido. Cosa rende gli sci K2 particolari? «K2 non è salito sul carro del vincitore quando lo scialpinismo è diventato così popolare, perché faceva già parte dell’eredità e dello spirito aziendale. Chiunque lavora in azienda, dall’impiegato del marketing all’ingegnere, pratica scialpinismo. E il prodotto lo racconta. Quando facciamo un brainstorming su un nuovo approccio o prodotto, non devi spiegare i concetti due volte. Parliamo la stessa lingua. K2 guida - come noi Guide alpine - e gli altri seguono». Quali erano le tue aspettative per Wayback 80 e il 106 e come le hanno esaudite gli ingegneri K2? «Volevo proprio uno sci per i lunghi traguardi, davvero agile durante la salita, ma che ispirasse sempre sicurezza sui terreni più esposti. Quindi non proprio lo sci più leggero possibile, ma quello meno pesante con le migliori prestazioni in discesa. Con Wayback 80 ci siamo. Il suo peso piuma è semplicemente incredibile. È difficile credere che questo sci sia la prima incursione di K2 in questa categoria light touring. Wayback 106 è il mio sci per tutti i giorni, un attrezzo ben bilanciato di cui mi posso fidare su quasi tutti i terreni. Volevo uno sci simile al leggendario Coomba, ma con migliori sensazioni di divertimento senza perdere di vista le prestazioni. Il nuovo design tip/tail e il laminato T3 TI Spyne hanno proprio questa funzione. Nelle misure più lunghe il gap è ancora più evidente: è alla pari con i migliori sci da freeride sul mercato, ma pesa meno».

©Brey Photography

Hans Solmssen

Nato a Waimea, nelle Hawaii, sessantenne, dal 1983 chiama Verbier, in Svizzera, casa. Guida alpina dal 1961, oltre allo sci ama il wave kitesurf, le grandi barche a vela, la bici da strada, la mountain bike e arrampicare. Cosa rende gli sci K2 particolari? «Sono sempre stati non solo concreti e affidabili, ma anche divertenti da sciare: danno tante risposte brillanti, senza essere mai troppo rigidi e fastidiosi per le ginocchia». Quali erano le tue aspettative per Wayback 88 e 96 e come le hanno esaudite gli ingegneri K2? «Sia Wayback 88 che 96 sono gli attrezzi che uso a Verbier quasi tutto l'inverno. In primavera di solito scio sull'88 per la sua polivalenza su tutti i tipi di neve, da quella ghiacciata del mattino alla pappa pomeridiana. Nel cuore dell'inverno so che il 96 mi fa galleggiare in tutto quello che il cielo ci ha concesso durante la notte. Entrambi sono leggeri e mi permettono di non avere problemi quando ho un cliente veloce e disposto a fare un paio di migliaia di metri di dislivello. Light non vuol dire non resistenti: vanno sempre bene, anche dopo settimane e settimane di uso intensivo».

Miles Smart

Trentottenne, statunitense, Guida UIAGM dal 2004, vive a Chamonix. Dopo avere fatto esperienza arrampicando nello Yosemite, ha trascorso anni sciando con Doug Coombs a La Grave prima di stabilirsi definitivamente ai piedi del Monte Bianco dove dirige gli Steep Camps. Cosa rende gli sci K2 particolari? «Sono sci divertenti, versatili e dalla reazione prevedibile, pensati dalle Guide per grandi prestazioni scialpinistiche». Quali erano le tue aspettative per i nuovi Wayback 88 e 96 e come le hanno esaudite gli ingegneri K2? «Il nuovo Wayback 88 è un deciso passo avanti rispetto alla vecchia versione. È più leggero, ma più solido al piede, inoltre ha un raggio più lungo combinato con un profilo rocker raffinato, che lo rende più stabile, prevedibile e divertente da sciare. Per i lunghi tour nelle Alpi occidentali probabilmente il miglior rapporto peso/prestazioni! Il nuovo 96 garantisce ancora più controllo del suo predecessore, che era famoso per questa dote: è divertente e giocoso ma pesa decisamente meno».

©Brey Photography

Francesco Tremolada

Quarantottenne, nato a Padova, risiede a Corvara in Alta Badia, nel cuore delle Dolomiti. Ha iniziato a lavorare come Guida 20 anni fa e oggi vive esclusivamente portando i clienti in montagna. È appassionato di fotografia, in particolare della fotografia di viaggio e ha già collaborato con Skialper. Cosa rende gli sci K2 particolari? «C'è qualcosa di speciale che tutti proviamo, ma è difficile esprimerlo a parole. Provi un nuovo modello e dopo un paio di giri ti sembra di sciare con un vecchio amico...». Quali erano le tue aspettative per i nuovi Wayback 88 e 96 e come le hanno esaudite gli ingegneri K2? «Nell'ultima stagione abbiamo avuto ottime condizioni di neve, con molti giorni di polvere perfetta. Ho quasi sempre sciato con Wayback 106. Grazie alla sua leggerezza, la salita è stata quasi un piacere. Ben presto mi sono reso conto che il mio amato 88 l’avrei utilizzato solo per le classiche escursioni più lunghe o in condizioni di neve primaverile. Anche per il freeride con impianti sono semplicemente fantastici, perché durante le brevi salite si beneficia del peso ridotto, mentre le prestazioni in discesa sono così buone che i miei modelli da freeride più pesanti sono rimasti in cantina. Il Wayback 96 è la mia arma preferita quando la salita è lunga e la discesa ripida e tecnica. In queste condizioni fa valere la sua versatilità e potenza. Probabilmente è il modello top Wayback, perché funziona alla grande in qualsiasi condizione ed è incredibilmente leggero».

©Brey Photography

La famiglia Wayback

WAYBACK 80 è la risposta K2 al trend light touring: solo 967 grammi nella misura 163 cm. Sciancratura 113- 80-100 mm, raggio 18 m, è disponibile nelle misure 163, 170 e 177 cm. Prezzo: 749,95 euro.

WAYBACK 88 è un modello ski touring moderno e pesa 1.212 gr nella misura 167 cm. Sciancratura 121-88-109 mm, raggio 18 m, è disponibile lungo 160, 167, 174 e 181 cm. Prezzo: 584,95 euro.

WAYBACK 96 è l’alternativa ski touring più larga. Pesa 1.325 gr nella misura 170 cm e ha sciancratura di 128- 96-115 mm. Disponibile in lunghezza 170, 177 e 184 cm. Prezzo: 639,95 euro.

WAYBACK 106 è un puro freeride touring: raggio 22 m e peso 1.550 gr nella misura 179 cm. La sciancratura è 136-106-124 mm e le lunghezze disponibili 172, 179 e 186 cm. Prezzo: 694,95 euro.

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Masters, arriva Winter Tour Pro

Masters propone per la prossima stagione invernale 2019/20 il nuovo bastone da skialp Winter Tour Pro, che si affianca al già presente Winter Tour. Il tubo in alluminio 7075 è sinonimo di affidabilità, così come il supporto RBS con puntale in tungsteno per un miglior grip su terreni accidentati e ghiacciati. L’ottimale tenuta anche a temperature estreme è garantita da due sezioni di diametro 16 e 14 mm, regolabili in altezza attraverso il nuovo Wing Lock System: la leva sagomata ed ergonomica in alluminio inserita nel supporto in resistente plastica DuPont. A completare le caratteristiche tecniche che pongono il Winter Tour Pro ai vertici della categoria, ci sono la confortevole manopola Palmo in schiuma EVA - dotata di un’estensione aggiuntiva - che permette una presa veloce e sicura senza la necessità di dover regolare l’altezza del bastone, e il passamano leggero e dotato di fibbia, che rende la vestibilità comoda e minimalista. Il modello Winter Tour Pro misura 87cm con le sezioni chiuse e raggiunge la massima estensione a 150 cm.

MASTERS - 1977, Bassano del Grappa. Renato Zaltron dà vita ad una azienda che produce per conto terzi componenti e accessori per bastoncini da sci. A metà anni 90 Masters espone per la prima volta ad Outdoor Friedrichshafen. 2017, 40 anni dopo Masters è una delle realtà più importanti del settore, con presenza in oltre 40 paesi, quasi 1 milione di bastoncini prodotti nel 2016 e un fatturato che supera i 4 milioni di euro.


Sarà una Transcavallo di altissimo livello

Tutto pronto per la tre giorni della Transcavallo. Da venerdì a domenica si ripeterà la formula già collaudata nella passata stagione che vedrà gli atleti raggiungere Piancavallo al termine della prima tappa, pernottare in hotel, e la mattina successiva ripartire alla volta dell’arrivo di Col Indes. Il terzo giorno si percorreranno le tracce classiche del Guslon, con attraversamento della Vallazza, la classica cresta aerea verso il Castelat con la discesa nella Mondiale Val Salatis, chiudendo con il verticale canalino delle placche che porta sulla vetta del Guslon con i suoi 50-55° di pendenza. Tutto questo senza nessuno spostamento di autovetture da parte delle squadre, una sorta di viaggio agonistico eco-sostenibile. Le iscrizioni alla 3 giorni si sono chiuse con circa un centinaio di team di cui una ventina sono stranieri in rappresentanza di otto nazioni. «Un bel numero - spiega il direttore di gara Vittorio Romor - e soprattutto di altissimo livello. Il tracciato è super confermato, anche se dovremo fare i salti mortali, visto il previsto rialzo delle temperature».
Nello specifico, la prima tappa si correrà venerdì pomeriggio con circa 1000 metri di dislivello positivo con partenza in Alpago e arrivo all'imbrunire a Piancavallo con la salita all'inedita vetta del Monte Forcella sfilando prima davanti alla caratteristica cavità carsica dell'Antro de le mate.
La seconda tappa riporterà gli atleti in Alpago, si rientrerà seguendo il tracciato della prova vertical mondiale passando poi l'ardita Forcella di Palantina alta per ritornare in Veneto. Poi si salirà verso il Rifugio Semenza con l'inedita vetta del Monte Lastè, la Cima Coppi dei tre giorni con i suoi 2.248 metri di quota. Poi si scenderà in Val Sperlonga per toccare prima il Col de banca e a chiudere le salite ecco la tradizionale piramide del Cornor. Il dislivello supererà i 2000 metri.
La terza prova si disputerà sul celebre percorso della Transcavallo moderna con il Monte Guslon come punto nevralgico della giornata e salito tre volte, prima dalla Val del Cadin poi dalla Vallazza e infine dalla Mondiale Val Salatis con il ripido canalino delle placche a 55° di pendenza. Il dislivello è di 2.400 metri. In abbinata alla competizione si svolgerà per la seconda volta la Transcavallo Classic, una sorta di raduno, dove i partecipanti (numero massimo di 50 posti) accompagnati dalle guide alpine, non solo anticiperanno il passaggio dei concorrenti, ma lungo il tragitto e nei rifugi interessati troveranno un’accoglienza speciale. Si potranno quindi rivivere i momenti che hanno gettato le basi della Transcavallo, quanto tantissimi anni fa, i pionieri dello scialpinismo partivano dall’Alpago per raggiungere Piancavallo.

FAVORITI - Nella starting list tanti azzurri che non partiranno per la Cina. Occhi puntati su Robert Antonioli e Matteo Eydallin, entrambi in gran forma in questo avvio di stagione. «Più di così - spiega Robert - le gambe girano, mi sto divertendo. Si vede che le uscite in montagna con Denis (Trento) quest’estate sono servite… La mancata trasferta in Cina? Se Palzer le vincesse tutte e tre mi passerebbe davanti nella generale di Coppa del Mondo di 40 punti, ma la stagione è ancora lunga». Anche Eyda sta andando forte, lui che di solito esce nel finale di stagione. «Diciamo che ho trovato le condizioni giuste per me per allenarmi, quasi primaverili. E poi anche in altre stagioni ho iniziato bene con le prime gare, solo lo scorno inverno ho sofferto di più nella prima parte». Guarda caso, aggiungiamo, stagioni dove c’erano grandi appuntamenti internazionali… Non ce ne vogliano Boscacci e Magnini ma i favoriti sono loro, ma Miky e Davide sono pronti a dare battaglia (sportiva) anche perché in questa prima parte le loro prestazioni sono state condizionate da malanni di stagione. Ma gli avverarsi per le due coppie dell’esercito non mancano: Boffelli-Barazzuol, Stofner-Götsch, i francesi Equy-Sevennec, gli austriaci Weisskopf-Waldner, Filippo Beccari con il francese Sert. Nella corsa rosa è confermata la presenza di Alba De Silvestro che gareggerà con la francese Lorna Bonnel, al vi anche Elena Nicolini e Martina Valmassoi.
Il montepremi previsto è di oltre 22.000 euro con la parte in cash di 16.000 e il resto in premi dati direttamente dalle aziende sponsor. Quest'anno, oltre alla premiazione delle prime dieci squadre al maschile e alle prime cinque al femminile, sarà premiato il podio completo delle squadre miste e quello dei Master.

LISTA ISCRITTI


Accordo CAMP-La Sportiva per gli zaini degli atleti top

Accordo di co-marketing per la fornitura degli zaini CAMP Rapid Racing e Veloce agli atleti del team di scialpinismo La Sportiva: Michele Boscacci, Nadir Maguet, William Bon Mardion e Axelle Mollaret. I quattro campioni utilizzeranno a partire dalla stagione invernale in corso i nuovissimi zaini CAMP Rapid Racing e Veloce realizzati per l’occasione in un’esclusiva colorazione giallo/nera pensata appositamente per gli atleti La Sportiva. «CAMP è da sempre all’avanguardia nella realizzazione dei prodotti più innovativi per lo scialpinismo;La Sportiva veste oggi i migliori atleti del mondo skialp con obiettivi di sponsorship ed anche di innovazioneprodotto - spiega Eddy Codega, CEO di CAMP. -. Da qui l’idea di una collaborazione traaziende italiane non solo in ottica di reciproca visibilità in quanto marchi appartenenti all’outdoor system italico, ma anche in quella di miglioramento continuo e raccolta di feedback dalle gare più dure e prestigiose nel panorama dello ski mountaineering».«Il nostro obiettivo è quello di fornire all’atleta i prodotti migliori sulmercato per poter competere ai massimi livelli - aggiunge Lorenzo Delladio, CEO e presidente La Sportiva -. In questa prospettiva, la qualità e la tecnicità offerta dai prodotti CAMP in ambito performance rappresentano oggi un’eccellenza di mercato che ben completa l’outfit race dei nostri ambassador nelle competizioni internazionali».

Il Rapid Racing e il Veloce rappresentano due riferimenti tra gli zaini dedicati specificatamente allo scialpinismo e nascono dalla collaborazione costante con tester e atleti. Il Rapid Racing è realizzato in tessuto superleggero e con doppio sistema di fissaggio sci: Tubular Rewind Holder per le competizioni classiche e Hook Rewind Holder ideale per le prove Sprint. Con entrambi i sistemi è possibile agganciare e togliere gli sci in modo rapido ed efficace (aspetto fondamentale in gara). La cinghia addominale e quella pettorale sono dotate di fibbie EZ OP (esclusiva CAMP) ad apertura facilitata ed azionabile anche con guanti indossati, per risparmiare secondi preziosi. Il modello Veloce si rivolge invece alle competizioni Vertical/Sprint, velocizzando ogni movimento dell’atleta grazie alla sua essenzialità e a dettagli come il porta sci X-Press e la tasca sullo spallaccio sinistro specifica per la SFC 150 ml. Gli zaini hanno già fatto il loro debutto nelle prime gare di Coppa del Mondo sulle spalle di Michele Boscacci, già vincitore della Overall World Cup e del circuito La Grand Course nel 2018.


On-line il calendario delle gare outdoor running 2019

Ecco il nostro calendario dell’outdoor running per il 2019 da oggi on-line sul sito di Skialper. Lo trovate nella colonna di destra oppure cliccando sul menu a tendina sotto la testata (oltre che sul link all'inizio di testo articolo). Abbiamo inserito i circuiti internazionali, quelli italiani, tante prove dalle Valle d’Aosta alla Sicilia. Ovviamente è un cantiere aperto: delle oltre 500 manifestazioni che avevano messo in calendario nel 2018, ne mancano ancora quasi 200. Di molte, anche di ‘peso’ (come Limone Extreme, K3 o Matterhorn Cervino X Trail, solo per citarne alcune) non abbiamo trovato ancora la data ufficiale del 2019, di altre dobbiamo controllare tutti i dati. Nelle prossime settimane cercheremo di completarlo e come sempre abbiamo bisogno anche di voi, organizzatori, atleti o appassionati: segnalateci errori, imprecisioni, gare da aggiungere. Come fare lo sapete, nel caso la mail è luca.giaccone@mulatero.it


Salomon Speedcross 5, arriva la nuova versione di una scarpa mitica

Salomon rilancia la celebre Speedcross, arrivata alla versione 5. Dopo averne dato l’annuncio lo scorso luglio, vi sveliamo qualche dettaglio in più sull’ultima versione della scarpa che ha fatto la storia della corsa tra i monti.

DEDICATA A - Trail runner che cercano aderenza al terreno, stabilità e una robusta protezione dagli elementi. I runner che amano correre veloci sia sui sentieri che fuoristrada in condizioni difficili, come nel fango e su terreno soffice/bagnato. Gli entusiasti dell’outdoor che vogliono la performance di una scarpa da corsa con una manovrabilità il più possibile vicina al suolo e la massima aderenza.

COSA CAMBIA - A livello di prestazioni, le Speedcross 5 offrono un grip migliore e una tomaia più dinamica che consente una calzata migliorata e maggiore stabilità. La suola delle Speedcross 5 presenta tasselli più grandi e aggressivi, più distanziati tra loro e con una geometria aggiornata, in grado di garantire una migliore tenuta durante la spinta e durante la frenata in tutte le condizioni di superficie. L’unità del tallone della scarpa crea una culla per il tallone, garantendo un passo fermo e stabilità nella falcata. Le scarpe presentano inoltre una tomaia completamente saldata con sistema Sensifit a bracci dissociati e un maggiore volume per l’alluce, che le consentono un movimento più naturale insieme al piede e ai quadranti per una migliore confortevolezza.

LA SCHEDA
tomaia:in Welded con rinforzi Sensifit, parafango e protezione in gomma sulla punta
allacciatura:Quicklace, con tasca per le stringhe
plantare:Ortholite
intersuola:in EVA modellata e iniettata che avvolge la zona tallonare e con tecnologia ammortizzante EnergyCell+ - Differenziale 10 mm (20/30)
suola:Contagrip TA con tasselli pronunciati.


Tutto pronto per la Timogno Ski Raid

Manca poco alla partenza della quinta edizione della Timogno Ski Raid, in programma il 17 febbraio, gara fortemente voluta e portata avanti da un gruppo di appassionati dello sci club Gromo. Negli scorsi giorni, dopo la nevicata dell'ultimo weekend - che ha dato un po' di respiro agli organizzatori - i tracciatori hanno perlustrato le zone e le montagne intorno al Timogno, cima simbolo della gara, metà di numerosi escursionisti, agonisti ed amatori. Gara confermata, iscrizioni aperte e ricco pacco gara (per i primi 150 iscritti) aspettano tutti gli atleti. Ma soprattutto un tracciato divertente, nervoso e, condizioni permettendo, con un pizzico di tecnicità a impreziosire quella che si spera resti una giornata memorabile.
Per il pubblico, possibilità di salire gratuitamente alla zona arrivo in Vodala, grazie alla collaborazione della società IRIS Spiazzi, che gestisce gli impianti ed il rifugio Vodala.


Skialpdeiparchi, volano Carlo Colaianni e Raffaella Tempesta

Si è svolto domenica a San Martino d’Ocre la settima edizione del Monte Ocre Snow Event, quarto appuntamento dello Skialpdeiparchi. Una edizione da ricordare, in quanto per la prima volta è stata raggiunta la vetta della montagna omonima (2204 metri) partendo dal paese. 1100m di dislivello e circa 6 km di sviluppo: primi metri sci allo zaino e poi appena sopra il centro abitato, alterarsi di tratti dolci e tratti tecnici con decine di inversioni. Nei pressi della conca glaciale di Monte Ocre, nella zona della Fossetta intorno ai 1900 metro è stato inserito un tratto a piedi con ramponi nel canale del sole.
Clima non rigido ma molto ventoso che non ha scoraggiato sia gli appassionati che gli atleti.
Carlo Colaianni (Gran Sasso Piana di Navelli) vince la gara di casa, precedendo i veterani Raffele Adiutori e Armando Coccia, ancora una volta vicinissimi e arrivati allo sprint.
Il tracciato molto tecnico non ha scoraggiato il ‘gentil sesso’ che per la prima volta allo Skialpdeiparchi supera quota 1100 metri di dislivello. Vittoria netta per Raffaella Tempesta davanti a Leda Argentini e Giovanna Galeota.


La Feuerstein Skiraid si recupera domenica 17 febbraio

La terza edizione del Feuerstein Skiraid in Val di Fleres, organizzata sezione skialp del Gossensass, doveva andare in scena il 3 febbraio. Le forti nevicate, però, hanno mandato all'aria i piani degli organizzatori, costringendoli a rinviare la gara all'ultimo momento, sia per ragioni logistiche che per motivi di sicurezza. Ora è stata fissata una nuova data: si svolgerà domenica 17 febbraio, come gara FISI e campionato provinciale, ma non più come prova di Coppa Italia. «Abbiamo atteso la risposta alla nostra richiesta di recuperare la gara come Coppa Italia - spiega la direttrice del comitato organizzatore, Stefanie De Simone - per una settimana. Poi, la commissione nazionale ci ha dato una risposta inaspettatamente negativa, motivata con un accordo preso nel settembre dello scorso anno, in base a cui le richieste di modifica non vengono accettate neppure se derivanti da forza maggiore per evitare accavallamenti con le competizioni già in programma inserite nel calendario. Incomprensibile in un inverno in cui, finora, causa mancanza di neve non si è svolta praticamente nessuna gara in tutta Italia e difficile da capire per tutti coloro che organizzano competizioni di scialpinismo e che, conoscendo l'ambiente, sanno che l'unica sovrapposizione in questa data differisce molto da una gara individuale di un giorno: nonostante questo abbiamo deciso di non privare gli scialpinisti e, soprattutto, le nuove leve di una gara in un ambiente mozzafiato, con condizioni di neve semplicemente favolose». Le iscrizioni rimangono aperte fino a sabato 16 febbraio alle ore 17. Dopo questo termine, non sarà più possibile registrarsi. Gli atleti tesserati FISI possono iscriversi esclusivamente tramite il portale www.online.fisi.org. Gli atleti stranieri di federazioni equivalenti possono registrarsi sul sito feuersteinskiraid.com, tramite il modulo di iscrizione online. Nel giorno della gara, nell'area di partenza al centro del fondo Erl si ritroveranno oltre 100 atleti e anche il tempo questa volta pare sarà clemente. Nonostante il rinvio, quindi, anche la terza edizione della gara di scialpinismo di Fleres promette di diventare uno spettacolo avvincente.


Vertical FreeAlper 40L, praticità al top

Quaranta litri di capacità suddivisi in uno scomparto principale e una tasca di accesso di emergenza per il materiale destinato al soccorso in valanga. Sono questi i numeri di FreeAlper 40L, zaino da scialpinismo e alpinismo firmato Vertical essenziale nelle linee e molto concreto che abbiamo fatto provare a Luca Polo, Guida alpina, Mestro di sci e grande esperto di speedriding. Le cinghie per fissare gli sci allo zaino sono facilmente regolabili, anche indossando i guanti, e permettono un doppio posizionamento dell’attrezzatura (in verticale oppure in diagonale). Ci sono poi anche delle cinghie laterali di compressione asportabili, per stabilizzare o comprimere il carico posto all’esterno dello zaino e uno scomparto con zip per i ramponi. Pesa 775 grammi, costa 199 € ed è disponibile nelle taglie XS-S e M-L. Esiste anche una versione più piccola, da 30 litri e dal peso di 685 grammi. 

IL PARERE DEL TESTATORE - «Con 40 litri non ti serve la velocità, ma la praticità sì e ci sono alcune soluzione mutuate dal mondo racing che sono davvero utili, come per esempio il gancio ferma sci. Il portaborraccia sullo spallaccio è esemplare per stabilità e comodità, la parte inferiore del portasci rinforzata anti-lamine, l’inserto per bloccare la piccozza evita che il becco sporga e l’apertura a sacca, coperta poi dal telo superiore che si blocca con dei gancetti negli spallacci, molto pratica».

UN MARCHIO ULTRA-TECNICO - Nato nel 1984 in Francia, nell’ambito del marchio Francital, Vertical è stato fin da subito uno dei marchi di riferimento nel mercato francese dell’abbigliamento da montagna. Come molte storie di successo anche questo brand vede un uomo e la sua passione dietro alle soluzioni più innovative, Patrice Dheu. Dopo la sua morte (avvenuta nel 2006 a causa di un incidente alpinistico) Vertical viene acquisito da Béal e poi da Raidlight che dal 2016 è di proprietà del Gruppo Rossignol. www.verticalmountain.com


Anche Galeati nel team Hoka One One

La terza edizione del Brunello Crossing, nel fine settimana a Montalcino, è stata l’occasione per presentare il team italiano di Trail Running di Hoka One One. Tante conferme e qualche novità. Confermati Lorenzo Naldi, Luca Miori, Ivan Geronazzo, Roberto Gheduzzi, Luca Cagnati ed Emanuele Ludovisi assieme al contingente alto-atesino rappresentato da Jimmy Pellegrini, Alexander Rabensteiner e Peter Kienzl. Assenti a causa di impegni sportivi pregressi Laura Besseghini e i nuovi ingressi Alex Baldaccini e Francesco Puppi, altri due Campioni del Mondo che innalzeranno ulteriormente il livello tecnico della squadra. Confermata, inoltre, la collaborazione con il team Eolo Kratosgrazie alla quale Andrea Macchi, Stefano RinoRinaldi e Fabio di Giacomo corrono già dalla scorsa stagione con scarpe Hoka. Tra le donne la novità Chiara Boggio, le confermate Caterina Corti e Maria Elisabetta Lastri e ben due Campionesse del Mondo: la 21enne torinese Cecilia Basso, iridata Juniores di Skyrunning e Anna Laura Mugno, laureatasi Campionessa Mondiale di Corsa con Ciaspole all’ultima Ciaspolada in Val di Non.

Durante la serata, nel suggestivo Teatro degli Astrusi, il pubblico di appassionati e addetti ai lavori ha avuto la possibilità di assistere in anteprima al mini-documentario sull’ultima edizione del Tor des Géants, dove gli atleti del team Hoka hanno conquistato tutti i gradini del podio maschile e un altro video, che racconta il record di velocità sul Monte Rosa di Marco De Gasperi.


Due nuovi bastoni e tre nuovi guanti a dimensione skialp Leki

Tante novità in chiave scialpinismo e freeride da Leki per la stagione invernale 2019/20. Ecco le principali.

TOUR VISION V - I nuovi guanti da scialpinismo TOUR VISION V puntano la traspirazione. Sono dotati del sistema Trigger Vertical riconfigurato e sviluppato specificatamente per l’utilizzo nello scialpinismo. A gestire al meglio i rischi fuoripista ci pensa il meccanismo di rilascio integrato nel sistema. In caso di carico elevato i guanti possono staccarsi dal bastone riducendo il rischio di infortunio in caso di caduta o di valanga. Inoltre, il sistema Trigger Vertical consente di agganciare e sganciare i guanti al bastone più rapidamente e assicura maggiore flessibilità e un cambiamento variabile della posizione della mano. Il powerframe si adatta alla misura del guanto per garantire il massimo comfort e la trasmissione ottimale delle forze. Per il guanto Leki impiega una combinazione di materiali di softshell, neoprene e AX Suede con stampa in silicone non è dotato di isolamento caldo, poiché gli scialpinisti durante le salite sprigionano sufficiente calore. Viene data pertanto priorità alla traspirabilità verso l’esterno. A tutti coloro che desiderano utilizzare il guanto a temperature rigide anche durante la discesa viene consigliata la versione TOUR VISION V PLUS, che è dotata di un copriguanto resistente all'acqua e al vento integrato nel risvolto.

Tour Vision V Plus

TOUR MEZZA - Nei guanti sportivi da scialpinismo della serie MEZZA Leki utilizza l’innovativa struttura leggera, già sviluppata per la collezione di successo Leki Nordic Race. Peso leggero, forma perfetta e trasmissione diretta della forza caratterizzano questi guanti da scialpinismo. A ciò si aggiunge un’elevata traspirabilità, grazie all’Acitve Light Construction e ai materiali specificatamente selezionati Softspan e AX Suede. Il powerframe si adatta alla misura del guanto per garantire il massimo comfort e la trasmissione ottimale delle forze. Le versioni TOUR MEZZA V PLUS GLOVE e TOUR MEZZA V GLOVE sono accessoriate con il sistema Trigger Vertical rielaborato specificatamente per lo scialpinismo. A gestire al meglio i rischi fuoripista ci pensa il meccanismo di rilascio integrato nel sistema. In caso di carico elevato i guanti possono staccarsi dal bastone riducendo il rischio di infortunio in caso di caduta o di valanga. Inoltre, il sistema Trigger Vertical consente di agganciare e sganciare i guanti al bastone più rapidamente e assicura maggiore flessibilità e un cambiamento variabile della posizione della mano. Nella serie Mezza Leki, come nel TOUR VISION V, non ha optato per un isolamento caldo. Il TOUR MEZZA V PLUS GLOVE è accessoriato con un copriguanto resistente a vento e acqua integrato nel risvolto, facile da aprire e da riporre. Da qui il PLUS nel nome del prodotto. Il TOUR MEZZA GLOVE è il modello entry-level della serie, senza Trigger Vertical.

Tour Mezza

PROGRESSIVE TUNE S BOA LT-  Leggerezza, calzata perfetta e collegamento diretto al bastoncino caratterizzano questo guanto primaverile per gli appassionati del freeski e per gli sciatori su pista più esigenti. Leki presenta questo guanto innovativo nella sua linea Progressive orienta al freeride. Il PROGRESSIVE TUNE S BOA LT è riconoscibile dall’innovativa chiusura a rotella girevole Boa. Il guanto d’élite con l’originale tecnologia Trigger S consente di avere proprio grazie al sistema a rotella un’aderenza ancora maggiore per una presa ancora più diretta e precisa sul bastoncino. Questo è reso possibile grazie all’orientamento preciso delle forze e ai comandi precisi del Boa. La struttura slim-fit e materiali specificatamente selezionati e accuratamente abbinati, assicurano una vestibilità molto confortevole. La membrana SOFT-TEX lo rende traspirante, resistente all’acqua e al vento. Sull’esterno Leki utilizza del pregiato materiale Softshell che è elastico, assicura un’elevata libertà di movimento e un piacevole comfort. All’interno è stato scelto il pratico silicone Nash. Lo strato sottile di isolamento Superloft è adattato alle condizioni più calde durante le uscite primaverili. Il PROGRESSIVE TUNE S BOA® LT è disponibile in tre diversi colori.

Tune S Boa

GUIDE EXTREME V – Il nuovo bastoncino pieghevole dispone non solo dell'innovativa ed estremamente leggera tecnologia per bastoncini pieghevoli Core Locking Device (CLD), ma anche dell'esclusivo Trigger Vertical Strap, studiato specificamente per scialpinisti ed escursionisti. Questo lacciolo è di concezione completamente nuova. Con il Trigger Vertical Strap si rinuncia al guantino per il pollice, tipico dei settori sci alpino e nordico, per offrire agli scialpinisti una maggiore libertà nelle varianti di impugnatura e opzioni di presa: in questo caso, meno diventa più. Il segmento superiore del bastoncino è in carbonio, mentre la parte inferiore è realizzata in un robusto alluminio HTS 6.5. In questo modo il peso ridotto si associa ad un'elevata resistenza anche negli impieghi più estremi. Grazie alla nuova tecnologia per bastoncini pieghevoli CLD, che funziona in modo simile a una penna a sfera, è possibile tralasciare una sezione, con ulteriore risparmio di peso. L'ingombro è ridotto a 42 cm e il modello Guide Extrem V si monta e smonta molto rapidamente e velocemente, quindi in caso di necessità è sempre subito a portata di mano. Il binding basket, rotella speciale da scialpinismo, sviluppato appositamente per gli escursionisti, consente una comoda gestione di attacchi e alzatacchi, come anche la possibilità di eliminare gli zoccoli-ghiaccio sulla pelle. Una variante di bastoncino telescopico estremamente robusto del modello GUIDE EXTREME V è il modello GUIDE PRO V. Bastone regolabile a due sezioni realizzato in alluminio HTS 6.5 ad alta resistenza con diametri delle canne da 18 e 16 mm. Il modello GUIDE LITE V rappresenta la versione a peso ridotto ed è anche un poco più snello, con diametri delle canne da 16 e 14 mm. Entrambi sono dotati anche del nuovo lacciolo Trigger Vertical e grazie al sistema di regolazione brevettato SPEEDLOCK 2 sono facilmente regolabili nelle lunghezze rispettivamente di 110 e 150 cm e di 110 e 140 cm.

Guide Extreme V

HELICON – È un bastone regolabile e composto da due sezioni. La canna in robusto alluminio HTS 6.5 con diametri da 16 e 14 mm si dimostra estremamente resistente. Il semplice e affidabile sistema di regolazione Speedlock+ certificato da TÜV Süd consente un adattamento individuale, rapido e privo di complicazioni, della lunghezza del bastoncino. L'impugnatura Evocon Soft Core si adatta perfettamente alla mano e consente numerose e differenti varianti di presa in salita e in discesa. Anche il lacciolo può essere regolato facilmente alla lunghezza necessaria. Con un ingombro di 99 cm il bastoncino è facile da riporre nello zaino. Molto pratiche le speciali rotelle da escursione. Con i binding basket si gestiscono comodamente attacchi e alzatacchi per sci alpinismo. Lunghezza regolabile da 110 a 145 cm.

Helicon Lite

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