Marco De Gasperi soddisfatto del secondo posto
"Va bene così in questo periodo"
Marco De Gasperi, due giorni dopo il secondo posto alla Marathon du Mont-Blanc. Soddisfazione o un pizzico di rammarico? «Sono contento, visto che, pur non essendo in condizione, sono arrivato a un passo dal successo. Le sensazioni non erano troppo positive nelle settimane precedenti la gara: ho avuto alti e bassi, mi è mancata continuità. Con l'infortunio a febbraio non ho la 'base' e solo adesso sto caricando un po' di più».
Ma cosa è mancato per battere Kilian?
«Le gambe o un po' anche la testa. Non era in forma strepitosa: verso il trentatreesimo chilometro potevo 'affondare' il colpo in salita, ma l'incognita era quella che poi cedessi. Non ero sicuro che potessi 'tenere' sino alla fine. Al trentasettesimo chilometro mi ha staccato, ma vedevo che non era brillantissimo. Tanto che sono riuscito a recuperare i venti secondi di margine. Le energie c'erano, sentivo la gamba. La differenza l'ha fatta verso il quarantesimo chilometro, quando ho avuto i crampi in discesa e quasi non riuscivo a correre. Certo, in questa occasione era battibile, ma non nelle mie condizioni attuali: alla fine mi sono accontentato, va bene così. Ci tenevo a questa gara, perché è un percorso che si addice alle mie caratteristiche, ma visto quest'inizio di stagione 'faticoso' non avevo messo in preventivo un risultato del genere al Mont Blanc: era una tappa intermedia per il recupero completo».
Prossimi obiettivi?
«L'altro aspetto positivo è quello che ho recuperato bene. Già alla fine della gara e poi in questi due giorni le gambe 'girano' bene. Vedremo poi la condizione prossime settimane. Dovrò un po' dosare gli sforzi: diciamo che punto a qualche gara lunga, come la Jungfrau Marathon o la finale delle Skyrunner World Series a Limone sul Garda».
Stevie Kremer, le regole sono da riscrivere
A Chamonix, prestazione stellare dell’americana
Ci eravamo lasciati a fine maggio con la prima prova SKY delle Skyrunner World Series di Zegama dove avevamo assistito a una gara combattuta e avvincente anche in campo femminile. In quell’occasione, vinse la svedese Emelie Forsberg davanti alla spagnola Nuria Picas e all’americana Stevie Kremer. Distacchi molto limitati con solo 1’46’’ dalla prima alla terza.
LA PREPARAZIONE - La seconda prova del circuito mondiale prevedeva la Marathon du Mont Blanc che si è disputata domenica a Chamonix. Stessa distanza di Zegama, dislivello complessivo leggermente inferiore, percorso meno tecnico e, cosa più importante, con arrivo in salita. Sulla carta, le attenzioni erano tutte rivolte alla seconda sfida stagionale tra la Forsberg e la Kremer con l’italiana Silvia Serafini inserita di diritto tra le pretendenti alla vittoria finale per il suo ottimo secondo posto dello scorso anno. Se la parte finale del percorso in salita faceva pronosticare la Kremer, la parte iniziale molto veloce rimaneva un incognita mentre l’unica discesa della gara, dal Posettes a Tour, sembrava fosse a vantaggio esclusivo della svedese. Vi era poi una grande aspettativa sulla tattica di gara che le possibili protagoniste avrebbero adottato. In particolare per la Kremer che a Zegama si era portata in testa fin dall’inizio per poi essere sorpassata dalle dirette inseguitrici nella seconda parte di gara. Per prepararsi al meglio all’evento, la stessa Kremer si è quindi presentata a Chamonix dieci giorni prima provando e riprovando il percorso in modo meticoloso. Un’attenzione su tutte, la discesa dal Posettes, dopo 18 km di gara, riconosciuta anche dalla stessa come la vera incognita della giornata. Appurato che non ci fossero tratti particolarmente tecnici, si era infine convinta che l’unica strategia possibile in quel tratto fosse di spingere sulle gambe il più possibile per arrivare all’attacco della salita che porta a La Flégère con poco distacco dalle prime.
SENZA REGOLE - Questa la teoria, mentre la pratica ha visto una gara completamente differente. Senza remore e calcoli di sorta, la Kremer è partita in testa, proprio come a Zegama, spingendo letteralmente sulle gambe, esattamente come era nelle sue intenzioni. L’unica differenza è che l’ha fatto dal primo all’ultimo km e non solo nella tanto sospirata discesa. Come la sua compagna Silvia, ha optato per lo zainetto, segno inequivocabile di personalità senza necessità di dover imitare le avverarie più quotate e famose. Ad Argentere, il vantaggio di 1’40’’ sulla Forsberg lasciava spazio a qualsiasi tipo di interpretazione, anche a una tattica di gara troppo aggressiva, quasi come se la lezione di Zegama non le fosse ancora servita abbastanza. I 4’17’’ a Vallorcine ancora interlocutori, gli 8’49’’ al Posettes scontati perché dopo la salita e i 9’33’’ a Le Tour, sicuramente una sorpresa. Segno evidente che quella discesa di quasi 5 km l’aveva metabolizzata molto bene nei giorni precedenti. Da Tre le Champ al traguardo di Planpraz, semplicemente 12 km che rimarranno a lungo nella storia di questo sport. Il distacco sulla Forsberg diventa di 17’58’’ a La Flegere e di 21’54’’ all’arrivo. I parziali degli ultimi 12 km sono a dir poco impietosi; 11’05’’ sulla Forsberg, 11’40’’ sulla Serafini, quarta classificata e 14’26’’ sulla Lafaye, terza classificata.
VICINO ALLE 4 ORE - I ltempo finale di 4h03’16’’, merita poi delle ulteriori considerazioni. La Marathon du Mont-Blanc è una competizione che esiste ormai da dodici anni. Sempre molto partecipata, ha visto al via nel corso del tempo molti dei migliori specialisti della disciplina, in particolare i francesi ma non solo. Nel recente passato, la francese Stephanie Jimenez aveva stabilito il nuovo record del percorso in 4h39’36’’. Lo scorso anno, la svizzera Maude Mathys in 4h28’17’’ e l’italiana Silvia Serafini in 4h33’53’’ avevano ulteriormente migliorato con l’elvetica che scendeva per la prima volta sotto il muro delle 4h30’. Altri riferimenti storici, Maud Giraud 4h41’40’’ nel 2010 e 4h54’02’’ nel 2009 e Christiane Lacombe 5h16’42’’ nel 2008. Non più tardi dello scorso anno, con il suo tempo finale si sarebbe classificata ottava assoluta, lasciandosi alle spalle alcuni atleti di assoluto valore internazionale. Giusto per dare un’ulteriore riferimento, sempre lo scorso anno l’italiano Lorenzo Trincheri concluse la sua eccellente prova tredicesimo in 4h11’49’’.
VERSO IL FUTURO - Domenica a Chamonix, una ragazza americana di trent’anni, professione insegnante, ha rotto tutti gli schemi pre esistenti della maratona in montagna. Di colpo, ha spostato l’asticella di oltre 25 minuti, mai successo prima d’ora in una gara matura e competitiva. In sintesi, per la Kremer, prima vittoria in carriera nelle Skyrunner World Series, record letteralmente demolito di ben 25’01’’, soli 32’ di distacco dal vincitore con record Kilian Jornet e diciottesima posizione assoluta a 6’44’’ dal decimo posto. A questo punto, ci si domanda dove la stessa possa arrivare e presto lo scopriremo.
Presentato il Km Verticale Chiavenna Lagunc
Valido per il campionato italiano vertical FiIDAL
Tempo di presentazione per il 'Km Verticale Chiavenna Lagünc' in programma domenica 14 luglio e valido per il campionato italiano vertical FiIDAL. Nella sede chiavennasca della Comunità Montana, il presidente del comitato organizzatore Nicola Del Curto e quello del Mera Athletic Gino Valentini hanno illustrato il programma della gara ormai di caratura internazionale. In sala gli azzurri di corsa in montagna Marco De Gasperi, Emanuele Manzi e Alice Gaggi, che, oltre a ribadire la loro presenza, hanno puntualizzato l’impresa organizzativa di Nicola Del Curto: «Ricordo quando questa gara era poco più di una manifestazione provinciale - ha spiegato il bormino sei volte iridato di specialità -, con caparbia e determinazione Nicola è invece riuscito a portare su questo tracciato i migliori interpreti nazionali e mondiali della corsa in montagna. Quest’anno, oltre ad essere prova unica di campionato italiano, decreterà anche il vincitore del neonato circuito Scott Vertical Circuit; un motivo in più per venire a Chiavenna e misurarsi in quella che ormai tutti conoscono come la gara dei record». Oltre ai big di casa, ai nastri di partenza attesi gli azzurri Martin Dematteis, Bernard Dematteis, Marco Facchinelli, Marco Moletto, Massimiliano Di Gioia, Xavier Chevrier, Valentina Belotti, Elisa Desco, Antonella Confortola, Renate Rungger, Romina Cavallera, Francesca Bellezza, Samantha Galassi e la rumena Denisa Dragomira.
Attesa per la Tre Rifugi Val Pellice
Paolo Bert a caccia dell'undicesimo successo
La 'Tre Rifugi Val Pellice' taglia quest'anno il traguardo delle 38 edizioni: una gara, promossa dal Cai Uget Val Pellice nel lontano 1972, che si presenta per la seconda volta nella nuova veste di trail lungo (di 54 km con 3818 metri di dislivello positivo) e corto (33 km con 2205 metri di dislivello) su percorsi nuovi con partenza ed arrivo a Bobbio Pellice. Appuntamento domenica 14 luglio: sono già oltre 250 le iscrizioni, mancano ancora un decina di giorni prima della 'chiusura', prevista per le ore 24 di giovedì 11 luglio. L'elenco partenti annovera già il 're' della Tre Rifugi, Paolo Bert che andrà alla ricerca dell'undicesimo successo.
Camino, a segno Francesco Bianco e Katarzyna Kusmiska
Circa 300 i partecipanti alla gara biellese
Erano circa 300 i partecipanti alla tredicesima edizione della Biella-Camino, organizzata dal GSA Pollone. Gara che è tornata all'antico, con la scelta di riproporre il tracciato originale, dopo alcune modifiche di percorso nelle ultime edizioni. E gara, dunque, più veloce nella prima parte, quella da Biella ad Oropa: in quel tratto ha fatto la differenza Francesco Bianco che è partito subito all'attacco, chiudendo sul traguardo in 2h 08' e 33" e aggiudicandosi così per la terza volta la Biella-Camino. Alla sue spalle, distaccato di circa quattro minuti, Enzo Mersi, terzi Silvio Balzaretti e Fabio Cavallo che hanno concluso con lo stesso tempo. In campo femminile, dopo il secondo posto dell'anno scorso, Katarzyna Kusmiska si è imposta su Barbara Cravello e Marcella Belletti, arrivate in accoppiata, mentre al quarto posto si è piazzata Cecilia Mora.
80 di Chamonix, prova generale per il mondiale
L’Italia festeggia con i podi di Carlini e Morbelli
E’ stata una prima assoluta, il Club des Sports di Chamonix, ha intrapreso la strada delle ultra distanze con un percorso di 80 km e quasi 6.000 m D+, inedito nella sua seconda parte, quella sulla balconata nord, finora mai solcata da nessuna competizione. Una gara di quelle vere, a detta dei molti partecipanti ascoltati, estremamente dura.
Più di settecento iscritti per un verdetto finale abbastanza eloquente; solo 471 di loro infatti sono riusciti a ritornare a Chamonix concludendo l’intero percorso. Il contesto di riferimento è stato quello della tre giorni di Chamonix che, oltre alla ultra, ha visto come ogni anno la 10, 23, 42 km e il Vertical. Numeri alla mano, con più di 6.500 iscritti, la Mont Blanc Marathon, giunta alla sua dodicesima edizione, è diventato di fatto l’avvenimento di outdoor running più partecipato di Chamonix, UTMB compreso. Sullo stesso percorso, infine, il prossimo anno si disputerà il primo Campionato del Mondo Skyrunning - Ultra. Lo spiegamento di forze in termini di media, televisioni e organizzazione generale, è sembrato quindi essere una prova generale per il grande evento del prossimo anno.
In campo maschile il solo francese Xavier Tevenard ha cercato di contrastare il dominio assoluto dei due compagni di team Francois D’Haene e Michel Lanne. Dal Col du Passet in poi, però, nulla ha più potuto; sulla seconda discesa che portava a Vallorcine, perdeva infatti 8 minuti sulla coppia di testa. Strano ma vero, Michel Lanne ha rinunciato a correre sulla 42 km per una frattura a un dito del piede e ha preferito fare un allenamento sulla distanza più lunga. Un allenamento molto particolare che gli ha fatto portare a casa una vittoria con la complicità di Francois; per loro un vantaggio finale sullo stesso Tevenard di 20 minuti. Dietro i primi tre il vuoto, con il francese Sylvain Couchaud a quasi un’ora. L’italiano Fabrizio Roux, tredicesimo assoluto, ha condotto la prima parte di gara a ridosso delle prime dieci posizioni. Per lui un risultato che arricchisce sicuramente la sua carriera nelle ultra distanze.
In campo femminile, l’Italia festeggia con il secondo posto di Alessandra Carlini e il terzo di Simona Morbelli, rispettivamente con 14 e 43 minuti di distacco dalla vincitrice, la francese Caroline Chaverot. Dopo la vittoria di Francesca Canepa la scorsa settimana alla ronda dels Cims ad Andorra, un segno tangibile che il livello femminile italiano nelle ultra distanze sta crescendo in modo importante.
Terminillo Sky Race, successo di Roberto Miluzzo
In campo femminile a segno Laura Mozo Flores
170 gli atleti al via della Terminillo Sky Race: 20 km e un dislivello di 1.641 metri, con partenza dai 575 metri di Lisciano ad arrivo a quota 1600 sulla pista di atletica del Terminillo, con passaggio ‘chiave’ sulla vetta del Monte Terminillo a 2216 metri. Condizioni meteo ideali, solo qualche raffica di vento in quota. Vittoria di Roberto Miluzzo che ha chiuso in 2h 04' 41" davanti a Raffaele Adiutori (2h 08' 23") e Giulio Monti (2h 09' 23"); ai piedi del podio Antonio Carfagnini e Giampiero Tartaglia. Nella gara femminile si è imposta Laura Mozo Flores in 2h 56' 50" davanti a Elena Bonanno (3h 00' 39") e Elzbieta Makowiec (3h 00' 51").
I '4000 scalini' del forte di Fenestrelle
Successo di Gabriele Abate e Romina Cavallera
4000 scalini, 2800 metri di percorso, 650 metri di dislivello: ecco la '4000 Scalini - Corri Forte' a Fenestrelle, nella grande fortezza alpina in provincia di Torino. Successo di Gabriele Abate e Romina Cavallera che si riconfermano vincitori su questo difficile percorso, entrambi a suon di record. Per Romina Cavallera del Roata Chiusani - che ha vinto tutte le tre edizioni della manifestazione - il tempo al traguardo è di 23'10; alle sue spalle Sara Bottarelli del'Atletica Valtrompia, campionessa italiana promesse nel 2012, con terza Francesca Bellezza del Runner Team, seguita dalla fondista giapponese Yuki Kobayashi nel gruppo di testa fin dall'inizio. Anche per Gabriele Abate (Orecchiella) è stata una gara di testa fin dal primo metro. Partito deciso allo sparo, ha condotto da subito il gruppo seguito dall'azzurro della corsa in montagna Luca Cagnati (Valli Bergmasche), da Massimiliano Di Gioia (Palzola) e da Edward Young (Valchiusella). Assente Marco Moletto (Dragonero) che non è riuscito a recuperare la fatica di venerdì sera al Vertical di Chamonix. Dopo il primo passaggio si stacca Young mentre davanti procedono quasi appaiati Abate e Cagnati; è sulla rampa finale che Abate ha avuto la meglio, riuscendo a staccare l'avversario e ad involarsi verso il traguardo in 19'42. Alle loro spalle tiene bene Di Gioia che, rientrato alle gare, chiude in un ottimo terzo posto davanti al promettente Pietro Cavallone (Atletica Pinerolo), classe 1991.
Stava nel segno di Tadei Pivk e Antonella Confortola
Piazza d'onore per Ionut Zinca e Manuela Brizio
La Stava Sky Race nel segno di Tadei Pivk: il portacolori dell'Aldo Moro di Paluzza ha vinto la prima prova del campionato italiano skyrunning, chiudendo in 2h 14' 11", davanti a Ionut Zinca, autore di una grande rimonta in discesa (2h 21' 33"), con terzo Paolo Bert (2h 21' 53"); ai piedi del podio Matteo Piller Hofer (2h 23' 22) e Daniele Cappelletti (2h 23' 52"), sesto Paolo Gotti (2h 24' 18"), quindi Maurizio Fenaroli (2h 25' 34"), Christian Varesco (2h 27' 12"), Fabio Bazzana (2h 27' 45") e Davide Pierantoni (2h 30' 45"). Nella gara femminile a segno Antonella Confortola in 2h 48' 06" davanti a Manuela Brizio (2h 49' 30") e a Debora Cardone (2h 53' 09").
A breve aggiornamenti 'live' dal nostro inviato Guido Valota.
Estremamente Parco a Sella Nevea
Miglior tempo per Marco Visintin e Monia De Monte
Quarta edizione di 'Estremamente Parco', trekking non competitivo, organizzato dall'Associazione Culturale Sistema Sella Nevea, in collaborazione con l’Ente parco naturale delle Prealpi Giulie e il gruppo Fedeli Jama Libero. Nel percorso lungo di circa 110 km e un dislivello positivo di circa 8.000 metri, miglior tempo per Marco Visintin in 23h 25', seguito da Denis Treu (27h 31') e da Stefan Schmolzer e Hannes Tauscher (entrambi in 29h 33'), mentre in campo femminile Monia De Monte ha chiuso in 37h 05',. Nel tracciato 'corto' di 50 km e un dislivello positivo di circa 4500 metri Luca Poiazzi ha terminato in 9h 57' davanti a Carlo Adami (11h 02') e Tarcisio Chinese (11h 05'), mentre nella prova 'rosa' Tiziana Michelizza è giunta in 13h 24' seguita da Valentina Canal (14h 30') e dall'austriaca Claudia Pacher (15h 00').
Western States 100, bis di Timothy Olson
Nella prova femminile successo di Pam Smith
Bis di Timothy Olson nella Western States 100, ma senza record. Il vincitore del 2012, con il miglior tempo di sempre, in 14h 46' 44', anche quest'anno è riuscito a chiudere davanti a tutti le 100.2 miglia tra Squaw Valley a Auburn, in California, ma in 15h 17' 27". Un successo più difficile del previsto con Rob Krar che è arrivato ad un passo dall'aggancio nel finale, per poi 'accontentarsi' della piazza d'onore in 15h 22' 05", con terzo posto di Mike Morton in 15h 45' 21". Timothy Olson, Rob Krar e Mike Morton: è questo il podio della Western States Endurance Run, la più famosa 100 miglia degli Stati Uniti. Nella gara 'rosa' non si presenta al via la canadese Ellie Greenwood, vincitrice con record (in 16h 47' 19") dell'ultima WS 100. Il successo è andato a Pam Smith con il tempo di 18h 37' 21", nona assoluta.
LA GARA MASCHILE - Nella prima parte di gara è stato Cameron Clayton a guidare la corsa, primo sino al miglio 29, poi il ventiquattrenne del Colorado ha ceduto il passo, sino a scalare all'undicesimo posto per poi ritirarsi prima del checkpoint di El Dorado Creek a metà gara. Timothy Olson ha preso il comando della gara per la prima volta al trentaquattresimo miglio, ma è stato superato a Dusty Corner, miglio 38, da Hal Korner, il trentasettenne dell'Oregon, già vincitore della WS 100 nel 2007 e nel 2009. Korner è stato infilato da Olson dopo due checkpoint, ma è rimasto in scia sino a Foresthill School, per poi alzare bandiera bianca, prima scivolando in trentaquattresima posizione a Rucky Chuck, al miglio 78, sino al ritiro al guado dell'American River. Così a contendere il successo a Olson sono stati Rob Krar e Mike Morton. I due 'veterani', 36 anni il primo, 41 il secondo, a Peachstone, al settantesimo miglio, sono passati praticamente appaiati, separati tra loro da soli due minuti, e con un ritardo di dieci da Olson. E hanno continuato così per altre venti miglia, all'inseguimento di un Olson che riusciva, però, a mantenere un margine sempre sui dieci minuti. Prima del checkpoint di Brown's Bar, Krar provava a forzare il ritmo, mentre Morton iniziava a perdere terreno. Olson a Robie Point, al miglio 98, aveva solo più due minuti di vantaggio su Krar, mentre Morton passava dopo oltre venti. Sul traguardo di Auburn le posizioni non solo cambiare: Timothy Olson arriva alle 20.17, Krar alle 20.22, Morton alle 20.45, tutti e tre sotto le sedici ore di gara. Quarto un regolare Ian Sharman in 16h 20' 25", seguito da Dylan Bowman (16h 32' 18") e Nick Clark (16h 56' 23), Jesse Haynes (17h 44' 36"), Paul Terranova (17h 56' 29"), Yassine Diboun (18h 44' 02") e Karl Meltzer (18h 51' 55").
LA PROVA FEMMINILE - Nella prima parte della gara sono state Rory Bosio e Joelle Vaught a passare per prime ai checkpoint di Lyon Ridge al decimo miglio e Red Star Ridge al sedicesimo. La rimonta di Pam Smith si è completata dopo metà percorso, passando al comando a Foresthill School, seguita a oltre venti minuti da Amy Sproston e Nikki Kimball, mentre Rory Bosio è passata sesta e Joelle Vaught era prossima al ritiro. La trentottenne dell'Oregon ha poi fatto gara a sé, chiudendo davanti a Nikki Kimball, seconda in 19h 21' 43", dopo un testa a testa finale con Amy Sproston terza sul traguardo in 19h 25' 11", tallonata a sua volta da Meghan Arbogast, quarta in 19h 30' 50". Quinta Rory Bosio in 19h 52' 09", sesta Aliza Lapierre in 20h 04' 46".
Vertical Cornon: vincono Facchinelli e Compagnoni
La prova di Campionato italiano Skyrunning arriva sulla neve
Marco Facchinelli ed Elisa Compagnoni hanno vinto il Vertical del Cornon, valido per il Campionato italiano Skyrunning. Vertical vero nella prima parte, poi terreno più facile con quattro discese e finale misto, reso più difficile dalla neve bagnata. Facchinelli ha preceduto sul traguardo Philip Goetsch e Stefano Gardener, con Urban Zemmer e Nadir Maguet ai piedi del podio. Nella prova femminile Elisa Compagnoni ha prevalso su Francesca Rossi, Irene Senfter e Sabrina Zanon.
A breve gli aggiornamento 'live' del nostro inviato Guido Valota.












