Mondiali trail 2015, salta la candidatura italiana
Francia e Lussemburgo le candidate
Fonte la prestigiosa rivista francese Trail Endurance Mag, il 2 novembre è stata presentata ufficialmente la candidatura da parte degli organizzatori della gara francese Maxi Race du Lac d’Annecy per i mondiali trail che saranno orgazizzati dalla IAU (International Association of Ultrarunners) nel 2015.
LA CANDIDATURA - Durante l’incontro svoltosi proprio ad Annecy, erano presenti lo spagnolo Paco Rico, rappresentante europeo della IAU e responsabile della commissione trail della stessa, il francese Michel Poletti, presidente della International Trail Running Association nonchè, organizzatore dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc e membro del gruppo di lavoro trail della IAAF, Michel Huertas, vice presidente della FFA, il direttore della corsa Stéphane Agnoli e il responsabile dello sponsor tecnico della corsa, Tecnica, Xavier Bloem. La candidatura francese dovrà però fare i conti con quella presentata dal Lussemburgo. La decisione finale sull’assegnazione del mondiale 2015 verrà presa dall stessa IAU nel mese di gennaio 2014.
LA GARA – Il percorso dovrebbe rimanere pressochè identico a quello già sperimentato nel 2012. Se venisse accettata la candidatura della Maxi Race du Lac d’Annecy si tornerà quindi a disputare un mondiale trail senza i giri ad anello che hanno caratterizzato l’ultima edizione in Galles. Considerata la tipologia del percorso, dopo l’edizione di Serre Chevalier del 2009, si tornerebbe anche a disputare un mondiale con un significativo profilo altimetrico. Si tratterebbe infatti di una gara di 86 km e 5.300 metri di dislivello positivo che nel 2012 è stata vinta dal tedesco Philipp Reiter in 9h45’32’’ tra gli uomini e dalla neozelandese Anna Frost in 10h15’23’’ tra le donne, quest’ultima con il quarto tempo assoluto. La gara rimmarà open con l’aggiunta delle selezioni nazionali sfruttando in questo modo l’ampia partecipazione di concorrenti che nelle ultime due edizioni hanno mostrato grande interesse per la stessa prova. La gara francese, fermo restando la data di fine maggio, attualmente utilizzata per l’evento, andrebbe inoltre a cadere in un periodo della stagione non concomitante con altre manifestazioni di portata internazionale.
ECLUSIONE ITALIANA – Da quanto riportato da Trail Endurance Mag, quindi, sembrerebbe essere stata scartata la candidatura presentata in passato dalla Trans D’Havet, quest’anno già prova valida per il campionato europeo Skyrunning e quindi con un bagaglio d’esperienza acquisito che potrebbe essere prezioso anche in ottica di una prova mondiale. Gli organizzatori della gara italiana, dal canto loro, dicono di non aver mai ritirato la loro candidatura e di essere sorpresi dell’apparente esclusione. Sempre dalle stesse fonti, stando così la situazione, sembrerebbe essere stata scartata da parte della IAU anche la candidatura di un’altra gara italiana, il Trail del Monte Soglio che la IUTA aveva proposto a inizio stagione alla stessa IAU.
Catania e Brizio vincono la maratona dell'Etna
Ottava edizione della gara sul vulcano siciliano
Ottava edizione dell'Etna Valetudo Sky Marathon, i 42 km e 1100 metri di dislivello, sui sentieri del vulcano siciliano. Vittoria di Vito Massimo Catania che si è imposto con il tempo di 2h59', davanti a Mikhail Mamleev e al palermitano Giuseppe Giuseppe Cuttaia. In campo femminile a segno Emanuela Brizio in 3h35' davanti a Graziella Bonanno e a Martina Norma.
Il record dell'ultramaratoneta Cristiano Campestrin
L'Alta Via numero 1 delle Dolomiti in 22 ore e 12 minuti
Di solito la si percorre in una dozzina di tappe.
Invece Cristiano Campestrin, atleta azzurro di ultramaratona e runner del team Salomon ha deciso di affrontare l'intera «Alta Via numero 1 delle Dolomiti» di corsa, in un unico giorno e in completa autonomia. Ce l'ha fatta in 22 ore e 12 minuti: un'impresa che non è solo atletica, ma anche di scoperta naturalistica e umana.
COMPLETA AUTONOMIA - 125 chilometri e 7.300 metri di dislivello positivo portando con sé tutto quanto può servire, senza il supporto di organizzatori o volontari a indicare la strada o a fornire liquidi e alimenti lungo il tragitto; un cammino, o meglio una corsa, dentro se stessi. Campestrin non è nuovo a queste distanze e a questo tipo di fatiche, avendone affrontate anche di più lunghe nell'ambito di molte competizioni. All'inizio dell'estate, però, ha deciso di preparare questa sfida dai risvolti epici.
IL PERCORSO - L'Alta Via numero 1, ideata nel 1966, parte dal Lago di Braies in Alto Adige per giungere a Belluno dopo aver attraversato i luoghi più celebri e ricchi di fascino delle Dolomiti: Croda del Becco, Fanes, Lagazuoi, Tofane, Giau, Pelmo, Civetta, Moiazza, San Sebastiano, Pramper, Cime de Zità e Schiara.
LA PREPARAZIONE E L'ATTESA - Cristiano voleva partire in giugno, per sfruttare le giornate più lunghe dell'anno, ma un calo di forma fisica lo ha costretto a posticipare. Ha quindi ripreso ad allenarsi ma i mesi successivi sono stati caratterizzati da una lunga serie di temporali. Con attento occhio al meteo, ha trovato una 'finestra' tra una precipitazione e l'altra, il 29 agosto: lì è cominciata l'avventura.
UN VIAGGIO DI SCOPERTA DEI LIMITI - «Avendo l'idea della completa autonomia - racconta - mi sono posto l'obiettivo di esserlo dall'inizio alla fine, dunque anche nel percorso di avvicinamento. Ci sono voluti quattro diversi autobus e una mezza giornata per arrivare al punto di partenza, al Lago di Braies. Alle 14.30 avevo lo zaino in spalla, pronto a cominciare la corsa». L'impresa dura il pomeriggio, la notte e il giorno seguente; le difficoltà non mancano. «Questo affrontare la fatica rappresenta un processo di conoscenza dei propri limiti. Mano a mano che si va avanti si tolgono tutte le maschere, i comportamenti e le abitudini: si resta soli con ciò che si è. È in questa situazione che ho scoperto in me risorse nascoste».
SUPERARE LE DIFFICOLTÀ - Risorse con cui affrontare alcuni seri ostacoli: il più impervio, lo stomaco che si chiude e non accetta più né i liquidi né i gel zuccherini che Cristiano ha nello zaino. «Quella di non riuscire a bere è una difficoltà che mi ha accompagnato per ben 10 ore, da circa la metà e fino alla fine della corsa, tanto che poi si è fatta sentire anche nei giorni seguenti».
Non è stata comunque l'unico imprevisto: «In piena notte ho trovato un cantiere forestale, poco dopo Passo Duran, con tronchi di abete abbattuti a precludere il cammino e a trasformare il sentiero in un intricato labirinto. A un certo punto ho anche sbagliato strada: un rischio che avevo messo in preventivo, specialmente di notte, e che invece mi ha sorpreso all'albeggiare, probabilmente perché vedere le prime luci mi aveva portato un lieve calo di concentrazione. È avvenuto nei pressi del rifugio Sommariva al Pramperet: un punto dove la montagna è meno frequentata e i sentieri meno segnati. Sono tornato sui miei passi, ho ritrovato la via e ho proseguito. L'allungamento del percorso avrebbe potuto procurarmi qualche brutto scherzo a livello emotivo, ma ho trovato la forza e la lucidità per superare anche questo. Temevo poi molto la parte finale, con la ferrata che scende per 800 metri: piuttosto tecnica e dunque rischiosa dopo tanta fatica».
E NEL FUTURO? - Normale, ora, chiedersi se Cristiano tenterà altre imprese come questa. «La mia idea è quella di procedere con questa conoscenza: delle Dolomiti e di me stesso».
Cristiano durante la stagione ha partecipato con il Team Salomon anche a numerose competizioni, fra le quali il Sellaronda Trail Running, al termine del quale ha ottenuto la 14esimo piazza conquistando il secondo posto assoluto nel circuito Salomon Trail Tour Italia 2012.
Domenica il trail Terre di Mezzo
Partenza e arrivo alla Palazzina della cultura di Daverio
Domenica appuntamento con la quarta edizione del trail Terre di Mezzo. 35 km, con dislivello positivo di 970 metri con partenza e arrivo alla Palazzina della cultura di Daverio (VA). Non cambia il percorso rispetto all'ultima edizione, passando per la piana di Vegonno, il crinale boschivo che porta a Caidate, poi discesa su Montonate, passaggio al laghetto del Pietro per raggiungere il guado del fiume Strona, per toccare Villadosia dove inizia la salita al monte Carbonino. Altra salita al monte San Giacomo per una antica scalinata in pietra, passaggio in località Gaggio dove è posto il ristoro al km 29. Altra ascesa dietro la cava di Bernate sino al bacino idrico di Casale Litta per poi rientrare sul versante verso Daverio, attraversando la vallata in zona cascina Spazzacamino, sino all’arrivo. Partenza alle ore 9, mentre sabato ore 20,30 presso la Palazzina della Cultura di Daverio presentazione del trail con l'incontro 'Dagli Altipiani alle Alpi' con ospiti Bruno Brunod, Scilla Tonetti, Hirum Mwangi Wandangi (atleta keniano al suo primo trail) e lo psicologo degli ultra Pietro Trabucchi.
Gli azzurri dello ski-alp a Skipass di Modena
Premiati i vincitori della Coppa Italia e presentata la nuova tuta da gara
Nell'ambito del consueto programma di eventi della FISI presso la fiera Skipass di Modena, anche lo scialpinismo ha avuto il suo spazio. «Si tratta di uno sport che sta crescendo in modo esponenziale, da disciplina di nicchia ci stiamo affacciando al grande pubblico» ha commentato il presidente Flavio Roda, che non ha voluto mancare all'evento. Sono stati chiamati sul palco gli atleti azzurri insieme al DT Oscar Angeloni ed è stata presentata al pubblico la nuova tuta da gara che verrà indossata nelle gare di Coppa del Mondo e ai Campionati Europei di Andorra. Inoltre c'è stata la premiazione dei vincitori della Coppa Italia - Trofeo Scarpa: Lorenzo Holzknecht e Matteo Eydallin a pari merito nei Senior, Federica Osler davanti a Gloriana Pellissier in campo femminile. La campionessa azzurra, nell'occasione, ha annunciato l'addio alla squadra nazionale. Da segnalare anche i vincitori della Coppa Italia Master, Giancarlo Lira e Monica Sartogo. Last but not least il video di presentazione della Pitturina Ski Race, importante evento nel calendario 2013, unica tappa italiana di Coppa del Mondo, in programma l'ultima settimana di gennaio in Val Comelico.
Ranking ISF, la prima analisi donne
Abbiamo provato ad entrare nel dettaglio dei calcoli
La prima analisi sul ranking ISF riguarda alcuni esempi della classifica femminile presi a riferimento.
PRIMA DEL RANKING - Prima della pubblicazione del ranking, senza quindi avere alcuna indicazione in merito, è interessante immaginare cosa avremmo potuto rispondere all’ipotetica domanda di chi fosse la miglior atleta al mondo in riferimento alla stagione 2013. Con molta probabilità, al netto di considerazioni che abbiano a che fare con il legittimo tifo sportivo per un singolo atleta, il quesito non sarebbe stato di facile risposta per nessuno. Questo per due motivi principali: da un lato le ultra distanze andrebbero suddivise almeno nella fascia che va dai 42 km ai 100 km, dall’altro perché non è poi così usuale assistere a scontri diretti tra le migliori atlete al mondo. Fatte queste dovute considerazioni, personalmente avrei ragionato su un numero ristretto di cinque atlete. Sono, in ordine alfabetico di nome, Emelie Forsberg, Francesca Canepa, Nathalie Mauclair, Nuria Picas e Stephanie Howe. Se la domanda mi fosse stata posta a inizio anno, al posto della Mauclair e della Howe avrei inserito Elisabeth Hawker ed Elli Greenwood. Riguardo all’ordine, avrei detto Forsberg, Mauclair e Picas.
DOPO IL RANKING - Il ranking ISF vede nell’ordine, Forsberg, Picas, Mauclair, Howe e Canepa. E molto interessante cercare di capire il meccanismo del ranking e in particolare da cosa è stato generato il divario di 25 punti tra la Picas e la Mauclair. In riferimento al concetto di ranking, il più significativo il più conosciuto e utilizzato è quello del tennis, dove non solo viene assegnato un punteggio, ma si è soliti a indicare un atleta con la sua posizione mondiale.
FORSBERG VS MAUCLAIR - Le due atlete in questione, Forsberg e Mauclair, si sono confrontate direttamente nel corso della stagione due volte. Nella prima, la Transvulcania, vinse la Forsberg e la Mauclair arrivò quarta a 33’ minuti dalla svedese. Nella seconda, la Diagonale des Fous, vinse la Mauclair e la Forsberg arrivò seconda a 2h43’ dalla francese. Nel corso della stagione la Forsberg ha disputato 5 gare tra quelle selezionate, la Mauclair 4. Per la prima, i tre migliori punteggi conseguiti sono stati alla Transvulcania, Trans D’Havet e UROC, mentre sono stati scartati quelli dell’Ice Trail, pur avendola vinta, e della stessa Réunion. Per la Mauclair i tre migliori punteggi sono quelli del mondiale IAU, della TDS e della Réunion. In entrambi i casi, quindi, sono stati scartate le sconfitte dirette. Inoltre, in entrambi i casi i tre punteggi contemplati rigardano altrettante vittorie. A questo punto è quindi interessante cercare di capire da cosa siano dipesi i 25 punti di distacco tra la Forsberg e la Mauclair visto e considerato che entrambe hanno tre vittorie. In questo caso, il discorso si riferisce unicamente al livello di partecipazione delle stesse gare, ovvero individuato dalla ISF in base al numero atlete elite presenti. Le cinque gare stagionali che al femminile hanno registrato il maggior numero di elite, con quattro atlete ciascuna, sono state, nell’ordine, Transvulcania, Trans D’Havet, Speedgoat, UTMB e UROC. Tre di queste sono state vinte dalla Forsberg e nessuna dalla Mauclair. La Mauclair ha vinto una gare con tre atlete elite, mondiale IAU, una gara con un’atleta elite, la Diagonale des Fous, e una gara senza nessun atleta elite, la TDS. I punti di distacco derivano da questa differenza.
IL FATTORE DISTACCO - Il ranking ISF tiene conto, tra le altre variabili, del fattore distacco. Questo è calcolato in percentuale e, ovviamente, non in valore assoluto altrimenti sarebbero avvantaggiate le gare corte su quelle lunghe. E’ un parametro che forse per mentalità siamo poco abituati a considerare dando più risalto alla posizione in classifica. Un riferimento su tutti è quello che riguarda l’atleta italiana Katia Fori, la cui posizione in classifica, 46° assoluta e 9° italiana, sembra non renderle giustizia. Dico questo perché, almeno secondo me, Katia Fori è realmente una delle più forti atlete italiane. Nel caso di Katia, incidonono sostanzialmente due fattori. Il primo è che ha disputato solo due gare rientranti tra quelle selezionate e che quindi la sua media punteggio ha subito una penalizzazione dell’11%. Nella prima gara, i mondiali in Galles, Katia ha ottenuto un buon punteggio in funzione del suo splendido quinto posto e un distacco contenuto di poco superiore ai 30’. Nella seconda, quella più prestigiosa a livello mediatico, ovvero l’UTMB, è arrivata quarta ma ha inciso molto il distacco di oltre 5 ore dalla vincitrice. Per fare un raffronto, l’atleta che la precede, Chiara Colonnello, nel corso della stagione non ha conseguito dei piazzamenti in classifica al pari di Katia ma avendo disputato tre prove tra quelle selezionate la sua media non ha subito penalizzazioni. Dal punto di vista dei distacchi, inoltre, Chiara ha avuto dei risultati in linea con la stessa Katia Fori. Il fattore tempo ha anche influito molto, in termini positivi, per un’altra atleta, Federica Boifava che si è classificata tredicesima assoluta in classifica e seconda tra le italiane dietro al quinto posto di Francesca Canepa. Anche per Federica ha pesato molto il fatto di aver disputato tre gare e il miglior punteggio l’ha ottenuto alla Lavaredo con il secondo posto e principalmente per il distacco contenuto a 23’ dalla vincitrice.
Domenica di corsa sull'Etna
Con la Etna Valetudo Ecomarathon
Un percorso suggestivo che attraversa il Parco dell’Etna da Sud a Nord: domenica 3 novembre in programma la Etna Valetudo Ecomarathon. Un’altimetria 'importante' renderà il percorso della maratona decisamente impegnativo, dolci salite e lunghe discese dovranno essere superate dai maratoneti per raggiungere il traguardo finale. Partenza da Piano Vetore (1760 metri) Etna Sud, i primi chilometri sono gradevoli e tutti in leggera salita, si supera il Rifugio della Galvarina (1879 metri) per arrivare al Rifugio di Monte Palestra dove si sfiorano i 2000 metri di quota. Inizia una lunga discesa che conduce fino al Rifugio di Monte Spagnolo (1440 metri) dove inizia una lunga risalita che conduce fino al Piano dei Dammusi per poi lanciarsi nella discesa finale verso il traguardo.
Kilian ed Emelie primi al mondo nelle Ultra
Pubblicato il ranking della ISF
La ISF (International Skyrunning Federation) ha pubblicato la prima parte del lavoro inerente al Ranking 2014.
IL PRIMO ELENCO - Si tratta di un primo elenco di atleti, 100 uomini e 50 donne, della specialità ultra, ovvero quella con gare di distanza superiore ai 42 km. A seguire, la stessa ISF pubblicherà quindi i nominativi dei migliori atleti delle altre due discipline, Vertical e Sky, e successivamente l’elenco completo di tutti gli atleti rientranti nel ranking 2013, circa 3.000.
IL RANKING - Il ranking si basa su un algoritmo elaborato dalla stessa ISF e che ha come riferimento quello ormai collaudato utilizzato dalla FIS per lo sci alpino. I parametri utilizzati per l’assegnazione del punteggio di ogni gara sono la posizione in classifica, il distacco dal vincitore, e il numero di atleti elite che hanno preceduto e seguito l’atleta considerato. Per la stagione 2013 la ISF ha analizzato 54 gare a livello internazionale in funzione del livello dei partecipanti. Per le Ultra, le gare selezionate sono state 24 di cui 2 in Italia, Lavaredo Ultra Trail e Trans D’Havet. I singoli punteggi sono stati assegnati ai primi 30 uomini e alle prime 15 donne di ciascuna gara. Per ogni atleta è quindi stata calcolata la media dei migliori tre risultati stagionali con una penalizzazione dell’11% nel caso l’atleta abbia disputato solo due delle gare selezionate e del 22% nel caso ne abbia disputata solo una.
COME DA PRONOSTICI - Lo spagnolo Kilian Jornet e la svedese Emelie Forsberg si aggiudicano la prima posizione nel ranking 2013. Lo spagnolo è seguito dal connazionale Luis Alberto Hernando e dall'americano Sage Canaday mentre la svedese è seguita dalla spagnola Nuria Picas e dalla Francese Nathalie Mauclair. In campo maschile, tre nazioni si spartiscono i migliori atleti al mondo, Spagna Stati Uniti e Francia. Molto più variegata la situazione femminile con Svezia, Spagna, Francia, Stati Uniti, Italia e Nuova Zelanda.
I NUMERI COMPLESSIVI – Per le sole ultra, il ranking completo contempla un totale di 866 atleti, 613 uomini e 273 donne, di 38 nazionalità differenti.
GLI ITALIANI – Dopo questa prima pubblicazione, e in attesa di conoscere l’elenco completo, l’italia vede 5 atleti uomini nei primi 100 e 9 donne nelle prime 50. Fulvio Dapit è il primo degli italiani in 61° posizione seguito da Marco Zanchi e Christian Insam. Decisamente meglio la situazione femminile con il 5° posto di Francesca Canepa il 13° di Federica Boifava e il 30° di Alessandra Carlini.
TOP 10 UOMINI
1. KILIAN JORNET BURGADA (ESP) 270,000
2. LUIS ALBERTO HERNANDO ALZAGA (ESP) 256,852
3. SAGE CANADAY (USA ) 252,642
4. TIMOTHY OLSON (USA ) 250,136
5. FRANCOIS D'HAENE (FRA) 240,533
6. XAVIER THEVENARD (FRA) 240,526
7. ROBERT KRAR (USA) 233,312
8. SEBASTIEN CHAIGNEAU (FRA) 227,975
9. JULIEN CHORIER (FRA) 223,884
10. MIGUEL ANGEL HERAS HERNANDEZ (ESP) 216,096
TOP ITALIANI
61. FULVIO DAPIT (ITA) 154,311
65. MARCO ZANCHI ITA (ITA) 153,030
85. CHRISTIAN INSAM (ITA) 142,714
90. FRANCO COLLE ITA (ITA) 139,464
93. STEFANO TRISCONI (ITA) 138,294
TOP 10 DONNE
1. EMELIE FORSBERG (SWE) 245,000
2. NURIA PICAS ALBETS (ESP) 221,158
3. NATHALIE MAUCLAIR (FRA) 220,000
4. STEPHANIE HOWE (USA ) 205,476
5. FRANCESCA CANEPA (ITA) 204,778
6. UXUE FRAILE AZPEITIA (ESP) 190,191
7. RUBY MUIR (NZL) 188,014
8. JODEE ADAMS MOORE (USA) 182,924
9. RORY BOSIO (USA) 181,794
10. AURELIA TRUEL (FRA) 180,538
TOP ITALIANE
5. FRANCESCA CANEPA (ITA) 204,778
13. FEDERICA BOIFAVA (ITA) 173,396
30. ALESSANDRA CARLINI (ITA) 154,631
33. EMANUELA SCILLA TONETTI (ITA) 150,233
34. SIMONA MORBELLI (ITA) 149,068
37. MARIA CHIARA PARIGI (ITA) 147,907
41. LISA BORZANI (ITA) 146,345
43. CHIARA COLONNELLO (ITA) 145,232
46. KATIA FORI (ITA) 144,440
QUI il ranking completi
Il circuito 'Dolomitisottolestelle' scopre le carte
Il via il 7 dicembre a Canazei
Il 'Dolomitisottolestelle' scopre le carte: presentato il calendario per la prossima stagione. 33 manifestazioni, nuovi appuntamenti extra-Dolomiti in Abruzzo e Toscana: tra gli organizzatori c'è la sensazione di un grande e generale entusiasmo. La consegna dell'opuscolo che presenta il calendario è prevista sabato 16 novembre, al Comune di Imer e alla Sezione CAI-SAT del Primiero del presidente Johnny Zagonel.
LE GARE - Il circuito si apre sabato 7 dicembre con il tradizionale Trofeo San Nicolò a Canazei, e proseguirà intensamente sino al 6 aprile, con il Vertical Civetta e la Pizolada.
Otto i raduni-rally: il debutto il 21 dicembre con la Lavaronda. All'interno del circuito 'Dolomitisottolestelle' si terranno anche la 'Prowinter Cup' (Trofeo Rodes Gherdeina, Tognola Ski Race, Lunàgaro, Carezza Trophy, Memorial Maurizio Zagonel, Skialp Vigili del Fuoco, Memorial Tita e Marco) e il 'Circuito 4 Valli' (Memorial Fausto Giacomuzzi, Moena Ski alp, Memorial Maurizio Zagonel, Trofeo Valle del Biois).
Il 7 marzo infine, all'Alpe Cermis, la novità dell'evento rosa: 'Verso la Festa della Donna...con gli sci d'alpinismo!'.
Info: www.dolomitisottolestelle.it
In allegato il calendario.
dolomitisottolestelle.pdf
In arrivo il nuovo Diamir Vipec 12
Fritschi aggiunge ai low-tech i valori DIN di sgancio frontale e laterale
Dopo quattro lunghi anni di sviluppo Fritschi Swiss ha presentato per la prima volta a gennaio alla OR Show di Salt Lake City, e poi a febbraio 2013 alla ISPO di Monaco di Baviera, il suo nuovo sistema Diamir Safety Pin.
Con questo attacco Fritschi esordisce nel mondo degli attacchi a tecnologia low-tech (pin), aggiungendo però una serie di upgrade decisivi e, per ora, assolutamente esclusivi di Vipec 12.
VIPEC 12 PRONTO PER LA DISTRIBUZIONE DA GENNAIO 2014 - Il momento è ora giunto: il sistema Pin ha ricevuto il suo nome definitivo e sarà presumibilmente disponibile nei negozi specializzati a partire da gennaio 2014. Diamir Vipec 12 apre una nuova fase tra i sistemi di attacchi a pin. Le tecnologie applicate nel Vipec realizzano un pacchetto completo di sicurezza, comodità d'uso e trasmissione degli impulsi.
CONTATTO, SICUREZZA E COMFORT - Lo sgancio laterale avviene tramite il puntale come nei moderni sistemi di sgancio degli attacchi per sci alpino. La compensazione longitudinale attiva assicura un valore di sgancio ben definito anche quando lo sci flette. Un ampio uso di strutture di rinforzo assicura elevata stabilità del sistema e trasmissione diretta degli impulsi.
LE CARATTERISTICHE DI VIPEC 12
• lo sgancio di sicurezza laterale anteriore definito
• lo sgancio di sicurezza frontale definito
• lo sgancio di sicurezza anche in modalità di salita
• la semplicità della conversione dalla modalità di camminata a quella di discesa
• la facilità di cambio dei livelli di camminata
• la trasmissione integrale degli impulsi anche nella zona della talloniera
• rampante con profondità di presa regolabile - La scala dei valori di sgancio è compresa tra DIN 5 e 12.
- Il peso è 480 grammi per il mezzo paio, senza skistopper.
Gli skistopper previsti sono quattro, per sci di 80/90/100/115 mm al centro
SAFETY PIN SYSTEM ANCHE IN FLESSIONE- Diamir Vipec 12 racchiude diverse tecnologie brevettate che consentono uno sgancio definito anche quando lo sci si flette. È compatibile con tutti gli scarponi da scialpinismo in commercio dotati di relativi inserti per il sistema Low-tech (che Fritschi denomina ‘Pin’).
TRAXION TECH: COLTELLI NELLA NEVE ANCHE CON L’ALZATACCO - Il rampante dedicato realizza una presa profonda e costante dei denti nella neve a tutti i livelli di camminata. Un meccanismo semplice ma raffinato regola la profondità di presa a seconda delle esigenze specifiche. Addirittura nel terzo livello di camminata, a 13°, il rampante penetra ancora profondamente nella neve, e garantisce pertanto costantemente una tenuta sicura ad ogni livello di camminata. La sua geometria dei denti incisiva offre all'utente nettamente più tenuta, comodità e sicurezza di un rampante tradizionale.
UN OCCHIO ANCHE AL FASHION - Gli utenti hanno esigenze molto individuali in termini di funzionalità e design. Lo stesso vale anche per i colori. Il Diamir Vipec 12 viene fornito con due clip nere, una sull'Easy Switch Toe e una sul Comfort Lever 2. Gli elementi in nero posti sapientemente sul fondo bianco conferiscono all'attacco un'eleganza di gusto classico. Tuttavia, chi preferisce tonalità più vistose può dare al suo attacco un tocco di colore.
PERSONALIZZARE L’ATTACCO E I SUOI COLORI - Le Color Clip in cinque varianti cromatiche addizionali, disponibili quali accessori, consentono di dare all'attacco un aspetto in sintonia con i gusti individuali. Magari un colore in sintonia con gli sci e gli scarponi, o che si abbina con i capi indossati.
Ogni combinazione crea effetti visivi diversi e trasforma l'attacco.
Le Color Clip creano l'effetto, ma a decidere sono i gusti personali
Tra un mese il circuito ISMF si apre negli Stati Uniti
Con la Irwin/LaSportiva a Crested Butte
Manca poco più di un mese alla Irwin/LaSportiva, la gara americana che apre il circuito ISMF (fa parte delle 'Series', mentre la Coppa del Mondo inizia il 18 gennaio a Verbier). Appuntamento a Crested Butte, in Colorado, sabato 7 dicembre. C'è una crescita del movimento ski-alp nel Nord America: non solo freeride, ma sempre più backcountry e con maggiore spirito agonistico. Tanto che ci saranno anche i campionati nordamericani a Brighton a metà marzo. La gara di Crested Butte sarà un'individuale di tre salite e altrettante discesa e si sviluppa su un tracciato di 10 miglia (circa 16 km) con più 1600 metri di dislivello. Iscrizioni aperte su elkmountainevents.com/irwinlasportiva-ismf-race.
La stagione Vertical del Team La Sportiva
Alla conquista del tetto del mondo nel verticale
Ieri abbiamo parlato del mondo delle lunghe distanze analizzando come si è comportato uno dei team protagonisti delle ultime stagioni, il Team Salomon International. Oggi andiamo dalla parte opposta parlando della disciplina più corta, ovvero il Vertical Kilometer.
E quando l’argomento riguarda il verticale, il riferimento assoluto è il Team La Sportiva, un team italiano che è riuscito a salire per il terzo anno consecutivo sul tetto del mondo. A dire il vero, quest’anno ha fatto qualcosa di più, si è portato a casa tetto, fondamenta e quasi tutto quello che ha trovato sulla sua strada. Onore al merito al marchio italiano e al team manager Massimo Dondio che hanno creduto in tempi non sospetti in quella che era la disciplina meno mediatica delle tre ma che sta crescendo a grandi passi coinvolgendo sempre più addetti ai lavori e pubblico. Gare come Chamonix, Canazei o Limone, solo per citarne tre, sono la dimostrazione che anche il Vertical può attirare e incuriosire il grande pubblico.
RE URBAN - Se per le Ultra e le Sky il riferimento assoluto delle discipline è Kilian Jornet, per il Vertical lo è l’italiano Urban Zemmer. Gia detentore del titolo di campione del mondo nelle World Series e di campione italiano nel 2011 e nel 2012, nonché detentore del titolo europeo nel 2011 e del record del mondo di disciplina conseguito a Fully nel 2012 in 30’26’’, anche nel 2013 Zemmer era considerato l’atleta da battere, il grande maestro del verticale. Classe 1970, l’altoatesino di Castelrotto non ha disatteso le aspettative e ha regalato a tutti gli appassionati un’altra stagione memorabile nonostante la concorrenza sempre più agguerrita e molti giovasi che per ora si limitano ad ammirare il suo regno ma che sono estremamente vogliori di portarglielo via. Come nel 2012, ha partecipato a solo tre prove del circuito mondiale, lo scorso anno le aveva vinte tutte mentre quest’anno ne ha fatte sue solo due mentre si è dovuto arrendere a Chamonix dove, con il quinto posto assoluto, ha ceduto ai colpi di Saul Padua & company.
CANAZEI - In realtà Re Urban è arrivato secondo anche all’europeo di Canazei ma la sua prestazione è stata talmente straordinaria anche in quell’occasione che definirla una sconfitta sarebbe riduttivo. Alla partenza di Alba di Canazei, la mattina del 19 luglio, il riferimento per tutti i pretendenti ai posti che contano erano i suoi 33’16’’ fatti registrare nel 2010. Potevano esserlo anche i suoi 33’56 del 2009 o sempre i suoi 33’44’ del 2011 ma solo i primi costituivano il primato assoluto del percorso. La gara parte bene e fino ai 900 metri, nessuno sembra osare a sfidarlo direttamente. Nel primo e unico traverso della gara, quello che conduce al ripido muro finale, avviene però qualcosa di straordinario per tutti gli amanti della disciplina, quello che da molti è considerato il gesto atletico e la reazione tattica più belli dell’intera stagione. Kilian Jornet attacca e Urban Zemmer apparentemente sembra crollare alle bordate del catalano. Ma in un vertical come quello di Canazei, saltare anche solo per pochi passi significa perdere subito delle posizioni e in quel preciso frangente anche le medaglie europee. E’ un traverso molto pericoloso, arrivare sul prato per gli ultimi 50 metri di gara senza poter dare il massimo, vorrebbe dire saltare. Zemmer tiene ma non va a incollarsi a Kilian come forse avrebbe potuto fare perlomeno nei metri iniziali. Da tutto se stesso con la giusta intensità e, d’esperienza, va a prendersi l’argento con 4’’ di vantaggio sul connazionale Philip Gotsch. Il trenino del catalano e dei due italiani sul muro finale del Crepa Neigra è una delle più belle immagini di tutta la stagione, non solo del Vertical.
SUPER TEAM - Il Team La Sportiva, però, non significa solo Urban Zemmer. E’ il team più completo e meglio organizzato nel panorama del Vertical internazionale. La stagione era già iniziata nel migliore dei modi con la vittoria di Marco Facchinelli all’Elbrus, in Russia. E’ poi seguita la vittoria di Zemmer e il secondo posto sempre di Facchinelli in Spagna, con la vittoria di Nejc Kuhar in Grecia ed è terminata, almeno in coppa del mondo, con la vittoria sempre di Zemmer e il Terzo posto di Marco Moletto nella finalissima di Limone sul Garda. Il verdetto finale delle World Series 2013, a dir poco impietoso; primo Urban Zemmer, secondo Marco Facchinelli, terzo Marco Moletto, sesto Nejc Kuhar e dodicesimo Nadir Maguet. Primo team al mondo, con 996 punti e un divario di ben 350 punti sul secondo classificato. Ciliegina sulla torta, nel tempio del verticale di Fully è arrivata la vittoria di Zemmer, il quarto posto di Marco Moletto e l’undicesimo di Nadir Maguet. Giusto per far capire ai più distratti che il 2014 in ambito interazionale inizierà esattamente da dove è finita questa stagione. E in una stagione così ricca di impegni, non poteva però mancare un occhio di riguardo all'Italia. Presto fatto, nel Campionato Italiano Skyrunning di Vertical, titolo a Marco Facchinelli e secondo posto a Nadir Maguet. La stagione del Super Team La Sportiva è servita.
I GIOVANI – Manca ancora un ultimo punto, forse il più importante. Un grande team è tale se presta attenzione anche verso i giovani, ovvero coloro che sarnno chiamati nel prossimo futuro a seguire le gesta dei senatori. E anche in questo ambito il Team La Sportiva non si è fatto mancare nulla. Marco Moletto e Nadir Maquet sono trai i due giovani più promettenti dell’intera scena mondiale. A dire il vero Moletto, che ha qualche anno di più, ventisei del piemontese contro i venti del valdostano, più che promettente è ormai una certezza. Sempre nei top 10 nelle gare internazionali, oltre ad alcune belle vittrie nazionali, ha anche centrato il suo primo podio nelle World Series e lo ha fatto in una delle gare più significative, ovvero nella finalissima di Limone sul Garda. Il suo terzo posto davanti a quasi tutti i mostri sacri della disciplina vale oro. Maguet è li che guarda e che impara, e lo fa da distanza ravvicinata. Quattordicesimo a Chamonix, sedicesimo agli europei di Canazei, decimo alla finalissima di Limone e undicesimo a Fully, pronto anche lui per entrare stabilmente nei top 10 anche in campo internazionale. si perchè in Italia, con la vittoria al Gran Sasso e il secondo posto nella generale del Campionato Italiano, Nadir è già un big..












