Alessandra Carlini, ultra woman

Le sue impressioni a caldo dopo la gara di Chamonix e un inedito video

Alessandra Carlini, classe 1986 di Ascoli, venerdì scorso si è classificata seconda alla 80 km di Chamonix. Per la giovane marchigiana, un gradito ritorno in Alta Savoia in quella che è ormai diventata la sua località sportiva d’adozione. Particolarmente legata alla CCC, è infatti arrivata quinta nel 2009, decima nel 2010 e sesta nel 2011. Lo scorso anno, invece, ha optato per la più selvaggia TDS è ha centrato il gradino più basso del podio. Cinque arrivi a Chamonix nelle ultime cinque stagioni e due podi che la proiettano di diritto tra le giovani promesse delle ultra distanze.

Abbiamo provato a chiederle qualche impressione sulla gara di domenica e lei ci ha risposto con il suo inconfondibile stile.

«Un viaggio lungo 85 km. Iniziato col buio. Frontali che ascendevano alla vetta simulando tante lucciole nella notte. La stessa notte che presto ha lasciato il posto al giorno regalando ai miei occhi ed a quelli di tutti i fortunati presenti scenari d’incanto, dove l’occhio si perde all’orizzonte, in quella natura incontaminata e generosa che mi ha accolto nel suo verde grembo donandomi emozioni indelebili, di quelle che ti fanno capire il vero valore delle cose.

Tanta fatica, qualche piccola crisi, ma la voglia di arrivare non è mancata mai. Il supporto di persone a me care che interrompeva l’inesauribile flusso dei miei pensieri, fedele compagno di viaggio. I loro sguardi,  i sorrisi, sono stati il motore di mente, cuore e gambe. Il mio piccolo zainetto non bastava a contenere le emozioni che portavo con me e che crescevano al passare dei km. Paesaggi mutevoli, dal "giovane" sottobosco, al "maturo" bosco, fino a raggiungere la vetta. Tante, forse troppe vette per gambe stanche, traversi.. poi buttare il cuore giù per le discese, pensieri troppo veloci precedevano i miei passi segnalandomi il camino ancora da percorrere..

Sapevo che lui era là è il desiderio di raggiungerlo prima possibile era più forte di qualsiasi dolore, crisi o altro. Niente avrebbe potuto arrestarmi, perché quando il cuore ha deciso, la testa lo segue senza fare domande perché sa che sarebbe futile retorica.. E le gambe dietro cercano come sempre di "reggere quel passo"!! La fatica inizia a farsi sentire, ma il panorama che si presenta ai miei occhi ogni volta che arrivo in cima spazza via la stanchezza, e sono all’ultima, questa volta la crisi è più forte. Sono in cima, ultimo punto di controllo, vedo a valle la città di Chamonix e riesco ad immaginare finalmente quel traguardo, le persone che attendono me ed allora mi guardo dentro per cercare la forza e dopo una paio di km di discesa le gambe sembrano riprendere. Nella mia testa le ombre si diradano e torna il sereno. Sto arrivando!

È finita ed i miei amici sono lì, manca solo l’inesauribile energia di Simona che non tarda a raggiungerci abbracciandoci tutti col suo splendido sorriso!! Come tutte le esperienze significative ha lasciato il suo segno, mi accorgo di essere cambiata rispetto alla persona che ero appena 13 ore prima, anche per questo è bello ogni volta tornare ad indossare un paio di scarpette ed intraprendere simili viaggi. La mia prima esperienza in un nuovo team, la sensazione di conoscere tutti da sempre e la consapevolezza che questo legame non finirà mai, grazie dall’angolo più nascosto della mia anima».

In allegato potete vedere il video realizzato pochi giorni prima della gara di Chamonix dai fratelli Luca e Roberto Parisse dell’agenzia Risk4Sport nell’ambito di un progetto legato al trail running e ai suoi protagonisti denominato Mountain Athletes Episode Series. Il titolo di questa puntata è ‘Alessandra Carlini, Ultra Woman’.  

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