La Western States 100 ha mantenuto le promesse. Il campo partenti era probabilmente il più competitivo della storia della gara e il risultato finale è stato all’altezza delle aspettative: record del percorso sia al maschile sia al femminile, quattro uomini sotto il precedente primato della corsa e un Francesco Puppi protagonista fino agli ultimi chilometri.
L’azzurro ha chiuso al secondo posto in 13h51’08”, al termine di una gara straordinaria che lo ha visto anche al comando dopo il 70° miglio. Per il bergamasco si trattava dell’esordio assoluto sulla distanza delle 100 miglia (160 km), un debutto che vale uno dei migliori risultati di sempre per un atleta italiano in una delle gare di trail più iconiche al mondo.
Puppi all’attacco, poi il ritorno di Bouillard
Come previsto, la gara è partita su ritmi elevatissimi. Tra i protagonisti fin dalle prime rampe sopra Olympic Valley c’erano Hans Troyer, Jim Walmsley, Kilian Jornet, Vincent Bouillard, Ryan Montgomery e proprio Puppi.
Dopo una prima parte condotta da Troyer, il ritmo ha iniziato a selezionare il gruppo di testa. Puppi è rimasto sempre nelle posizioni di vertice e, intorno al 71° miglio, ha preso il comando della corsa, transitando con un vantaggio di circa due minuti.
Alle sue spalle, però, Vincent Bouillard non ha mai perso contatto. Il francese, capace lo scorso anno di sorprendere il mondo del trail vincendo l’UTMB praticamente da outsider, ha costruito una rimonta paziente e costante. Dopo essere rimasto stabilmente tra i primi tre per tutta la giornata, ha raggiunto Puppi a circa 10 miglia dall’arrivo, piazzando l’attacco decisivo sulla salita di Quarry Road.
Da quel momento non si è più voltato indietro. Bouillard ha tagliato il traguardo di Auburn in 13h46’15”, demolendo di 23 minuti il precedente record della Western States, stabilito da Jim Walmsley nel 2019 (14h09’23”).
Puppi ha difeso con autorità la seconda posizione, fermando il cronometro a 13h51’08”, mentre Ryan Montgomery ha completato il podio in 13h53’55”. Anche Thomas Cardin, quarto in 14h07’58”, è riuscito a correre sotto il vecchio record della gara.

Kilian e Walmsley costretti al ritiro
Tra gli uomini più attesi (almeno a livello mediatico) c’era naturalmente anche Kilian Jornet, al ritorno alla Western States dopo molti anni. Lo spagnolo è rimasto nelle prime posizioni nella fase iniziale della gara, ma ha progressivamente perso terreno fino al ritiro intorno al 38° miglio. Sorte simile anche per il quattro volte vincitore Jim Walmsley, che ha dovuto abbandonare la corsa dopo essere rimasto a lungo nel gruppo di testa.
Anche tra le donne cadono i record
La giornata californiana verrà ricordata anche per la gara femminile, dove Jennifer Lichter ha riscritto la storia della Western States. L’americana ha vinto in 15h28’05”, abbassando di 1’28” il record del percorso stabilito da Courtney Dauwalter nel 2023.
Alle sue spalle Riley Brady ha chiuso in 15h42’14”, davanti alla canadese Marianne Hogan (15h51’44”). Un dato rende l’idea del livello raggiunto dalla competizione: ben dieci donne hanno corso tempi che, in molte edizioni precedenti, sarebbero valsi il podio.
Una Western States destinata a entrare nella storia
Condizioni meteo insolitamente favorevoli, un livello tecnico eccezionale e un campo partenti senza precedenti hanno trasformato l’edizione 2026 della Western States in una delle più veloci di sempre.
Per Francesco Puppi resta una prestazione che conferma definitivamente il suo posto tra i migliori ultrarunner del panorama internazionale. Essere rimasto in testa per gran parte della seconda metà di gara, all’esordio sulle 100 miglia e contro avversari del calibro di Bouillard, Walmsley e Jornet, è forse il dato che più racconta il valore della sua prova. E se il francese ha confermato che il successo all’UTMB non era stato un caso, l’azzurro ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli anche nella distanza regina dell’ultrarunning.
© foto Instagram Francesco Puppi / Kilian Jornet
