Uroc: sfida per il titolo tra Kilian e Sage

In palio la Coppa del Mondo Ultra

Sabato 28 settembre, alle ore 15:00 in Italia, va in scena la prima delle tre finali delle Skyrunner® World Series 2013, quella della disciplina Ultra. La gara selezionata per il grande evento è la UROC (Ultra Race of Champions) che quest’anno per l’occasione è stata spostata dalla Virginia al Colorado su un percorso più tecnico rispetto al passato. Nel dettaglio, 100 km e 4.000 m D+ da Breckenridge a Vail e quota massima a 3.782 m. Per l’evento è stato stanziato dagli organizzatori un montepremi unico per una gara di ultra distanza, 20.000$ con 5.000$ a testa per i vincitori maschile e femminile.

LA FINALE
 – Le attenzioni della vigilia vertono sulla possibile sfida tra lo spagnolo Kilian Jornet e l’americano Sage Canaday. In palio c’è il titolo di campione del mondo nella disciplina Ultra. Kilian conduce la classifica generale con 200 punti e un margine di soli 22 punti proprio su Sage. Nel caso vincesse la UROC l’americano, Kilian per conquistare il titolo non dovrebbe andare oltre il secondo posto; una situazione che lascia poche possibilità di calcolo e che costringe i due atleti a partire puntando alla vittoria.

SAGE CANADAY
– La UROC è la gara del ventisettenne dell’Oregon, quella che lo scorso anno gli ha dato la prima notorietà dopo il secondo posto alle spalle di Max King. Sage è la rivelazione della stagione e si è già permesso il lusso di stabilire i nuovi record alla Bandera 100 km, alla Tarawera 100 km, alla Lake Sonoma 50 Mile e alla SpeedGoat 50 km. Nel corso dell’anno ha già anche battuto Timothy Olson, Cameron Clayton, Anton Krupicka e Max King. Con Kilian ha perso l’unico confronto diretto alla Transvulcania, arrivando terzo a circa 15’, ma alla SpeedGoat gli ha poi battuto il record dello scorso anno di 7’. Ha poi deluso alla Sierre-Zinal con il diciassettesimo posto e si è preparato unicamente per l’appuntamento di Vail. Tra gli obbiettivi stagionali, Sage si era imposto anche di diventare il più forte ultra runner al mondo, sabato sarà quindi la prova della verità.

GLI ALTRI  BIG
– Per Dakota Jones, ventitreenne domiciliato a Boulder, in Colorado, una stagione con poche competizioni . Quando ha corso, però, ha lasciato il segno come al solito. A giugno ha infatti vinto a Lake City, in Colorado, la San Juan Solstice 50 Mile Run di 80 km e 3.600 m D+ e in 7h35’ ha abbassato il record di Matt Carpenter di 24’ e il suo stesso tempo del 2010 di 38’. Non si è presentato a fine agosto all’UTMB ma sembra aver ritrovato la condizione migliore. Max, King, trentatreenne dell’Oregon, è il vincitore dell’edizione dello scorso anno. Ha vinto la Way Too Cool 50K Endurance Run a marzo con il nuovo record della corsa, e arrivato secondo alla Chuckanut 50K sempre a marzo e terzo alla Lake Sonoma 50 Mile dietro a Canaday e Clayton. A fine luglio, infine, è arrivato quarto alla SpeedGoat 50 km. Rob Krar, trentaseienne dell’Arizzona, è reduce da una stagione importante che lo legittima nel ruolo di seconda rivelazione stagionale dopo Sage Canaday. Ha vinto con record la Moab Red Hot 55 km a febbraio e la Leona Divine 50 Mile Run ad aprile, al suo esordio nelle 100 miglia è arrivato secondo alla Western States a meno di 5’ da Timothy Olson e ha conseguito il nuovo primato cronometrico sulla doppia traversata del Grand Canyon. Cameron Clayton, venticinquenne di Boulder, in Colorado, ha vissuto una stagione interlocutoria iniziata bene con il secondo posto alla Lake Sonoma 50 Mile e il settimo alla Transvulcania 80 km a maggio, ma poi prodeguita con il quattordicesimo posto alla SpeedGoat a luglio e il venticinquesimo alla Matterhorn Ultraks a fine agosto. A settembre ha poi vinto la Gore-Tex TransAlpine Run in coppia con il greco Dimitris Theodorakakos.  

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