Una valanga a lieto fine

Tanta improvvisazione per sciatori decisamente fortunati

 Guardate questo video, uno di quelli che fanno veramente pensare. Quattro sciatori, con un capogruppo forse esperto ma colpevolmente privo di ARTVA. L’ultimo del gruppo che invece che seguire le tracce sicure dei suoi compagni ne sceglie una tutta sua, in parte involontariamente, visto che non sembra saper dominare granché gli sci. La valanga provocata si stacca e lo trascina a valle. Il capogruppo giustamente intima agli altri due di continuare a seguire il travolto con lo sguardo e lui stesso lo punta col bastoncino. Comportamento corretto. Poi però è un succedersi di errori e perdite di tempo. A partire dalla laboriosa manovra di sfilarsi l’ARTVA da dare al capogruppo che evidentemente non ha il suo (gravissimo). Poi la discesa di soccorso, giustamente su una linea laterale, e la grossa fortuna di vedere una mano del travolto che si muove. Un rassicurante scambio di battutte e via a scavare. Fino a qui un discreto sangue freddo da parte di tutti, che va però scemando al procedere della manovra di scavo. Da notare la fase finale in cui il soccorritore non indossa i guanti e rischia di congelarsi le mani, rimane inattivo per lunghi momenti, usa la pala senza il manico. Superata l’emergenza la psiche va in confusione. Ma l’emergenza in realtà non è ancora finita e perdere freddezza e capacità di analisi è ancora pericoloso. Si veda ad esempio la persona senza ARTVA che pericolosamente e senza motivo si avvicina al soccorritore esponendosi lei stessa al pericolo di un’ulteriore valanga.  Tutto è bene ciò che finisce bene, si dice. Un cavolo! Pensiamoci, riflettiamo, potrebbe capitare a chiunque di noi. E potrebbe andare molto peggio. Anzi, per ragionarci meglio vi invitiamo a commentare qui sotto.

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