Tor, Federica Boifava: 'parola d'ordine, flessibilita'

Con l'obiettivo di un posto nelle prime cinque

«Mesi di alzatacce al mattino, tanti chilometri in solitaria e al buio, ma alla fine nessuna certezza». Federica Boifava è pronta per il Tor. Con tutte le sue incognite. Quasi un anno di preparazione, dividendosi tra corsa e l’impegno di mamma. «Preparata sono preparata – prosegue l’atleta dell’Alpstation Trail Team -. Ho avuto mille consigli, ma alla fine ho deciso di non pianificare nulla: parola d’ordine, flessibilità». In questa stagione ha gareggiato e vinto molto, anche due trail consecutivi un giorno dopo l’altro, oltre al quinto posto alla Trans d’Havet: «E’ vero, quest’anno ho partecipato a molte più competizioni rispetto al solito, anche per abituarmi al ritmo gara. A fine maggio ho gareggiato all’Italiano di Forno Canavese (il Trail del Monte Soglio ridotto a causa della neve a 44 km e 2200 metri di dislivello positivo, prima in 4h36’39”, ndr) e al rientro ho visto che in programma c’era una gara nel Veronese (Il Trail dell’Orsa, di 48 km e 3.500 metri di dislivello, nuovamente prima in 6h04’01’, ndr) e ho deciso di partecipare. Poi la Trans d’Havet, insomma tante gare. Non so se servirà per il Tor, ma almeno so di essere pronta. Obiettivo? Tutti mi dicono che posso entrare nelle prime cinque…». L’atleta targata Montura è pronta…

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