Stava Sky Race non delude mai

Gli highlights e le classifiche della doppia gara di Tesero

Le numerose concomitanze del calendario di questo fine settimana sulle montagne di tutto l’arco alpino non hanno ridimensionato il livello della Stava Skyrace 2014, ne’ tantomeno del Vertical Cornon: quest’ultimo in particolare ha offerto lo show del rinato Urban Zemmer.   Paesaggio e fondo estivo stavolta, contrariamente al pittoresco innevamento del 2013 anche se il Lagorai, sull’altra sponda della valle, sembra innevato come a maggio. Il clima estivo, seppur non eccessivamente caldo, ha influito sulla gara di più di un concorrente della Sky race, sorpresi da disidratazione e crampi.  

BATTAGLIA PER IL PODIO DELLA STAVA SKYRACE –
Fabio Bazzana e Paolo Bert si presentavano con le maggiori chances di vittoria, dato le caratteristiche del percorso: un vertical nella prima parte, anche se un po’ atipico nello sviluppo della parte alta; seguito da un lungo tratto misto impegnativo da correre e da un altrettanto lunga discesa da spingere. Ai primi 1050 metri del Vertical Cornon transitava in testa Alessandro Follador, seguito da Christian Varesco, Fabio Bazzana in difficoltà per la rottura dei bastoncini, e Paolo Bert che preferisce percorsi corribili. Tutti a poche decine di secondi l’uno dall’altro. Infatti proprio Bert attaccava nella lunga sezione mista centrale, accorciando le distanze all’interno del gruppo dei primi quattro che correvano controllandosi a vista. Sulla distanza cedeva metri progressivamente il neo-skyrunner Follador (alla sua seconda esperienza nella disciplina). Bazzana incappava in qualche sfiga di troppo e, pur stabilendo il miglior tempo nell’ultima sezione di misto-discesa, lasciava via libera alla galoppata di Bert verso il traguardo di Tesero.   

STAVA DONNE –
Tra le donne podio stretto ma battaglia a distanza per tutta la gara, salvo il rocambolesco sprint lungo finale per il secondo posto: Dimitra Theocharis cedeva in vista del traguardo, paralizzata dal dolore ai piedi martoriati dalle vesciche, e ne approfittava Wiktoria Piejak dopo averla controllata a vista lungo tutto il percorso. Alla fine circa 40" di distacco tra le due, mentre la vincitrice Nadia Scola ha sorpreso anche se stessa e ha gestito un vantaggio iniziale già notevole, conservando oltre 5′ di distacco sul traguardo.  

VERTICAL CORNON DA PAURA –
Il commento più calzante è stato di Stefanie Jimenez con Antonella Confortola, rispettivamente seconda e prima donna al traguardo (la local Francesca Rossi, terza, ha difeso bene a meno di 1′ l’onore della valle). Partite 5′ prima degli uomini, hanno potuto vederli molto da vicino sul sentiero: «…ma hai visto come vanno gli uomini???…ma fanno paura!». In effetti uomini e donne hanno fatto gare individuali e sono tutti giunti sul traguardo ben staccati, ma la velocità è stata alta. Prima di tutto, Antonella Confortola ha stabilito il nuovo miglior tempo femminile del percorso in 53’33", pur provenendo da un periodo di poco carico allenante a causa dei postumi di un infortunio (o forse proprio per questo?). I tempi non sono confrontabili con il Cornon 2013, che aggirava largo un tratto esposto innevato accumulando anche altri dislivelli. Però Urban Zemmer ha confermato di essere tornato molto, molto forte, oltretutto migliorato nettamente sulla corsa senza bastoni. Alle sue spalle Marco Moletto dopo circa 30", e Nadir Maguet dopo altri 40", testimoniano le velocità di gara.

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