Salomon Shift, il compromesso storico

Il nuovo attacco di Salomon promette di avvicinare i mondi del touring e dello sci da pista. Un solo sci, un solo attacco, due scarponi e due usi diversi. Questa potrebbe essere la vera rivoluzione

A metà dicembre, con un’inaspettata azione di marketing on-line, Salomon ha calato l’asso, anticipando l’uscita (prevista ufficialmente per settembre 2018) di un nuovo attacco denominato Shift. Raramente la scimmia ha assalito in modo così violento gli appassionati, perché Shift sembra riassumere in sé le caratteristiche che da tanto tempo stavano cercando – con vari accrocchi – i rider che si collocano a metà tra il freeride fatto con impianti ed elicotteri e gli scialpinisti classici. Quello, insomma, che noi chiamiamo Freetouring, i francesi Freerando, gli americani freeride touring.

Un compromesso. Shift si presenta come l’attacco del compromesso storico, quello tra alpino e touring. Il progetto ha richiesto notevoli investimenti e una lunga gestazione: i lavori sono iniziati dal 2010 su spinta dei freerider nordamericani di casa Salomon, tra cui Cody Townsend, che cercavano un’evoluzione del Guardian. Il desiderata da cui sono partiti era un attacco con le caratteristiche sciistiche e di sicurezza dell’STH2 ma con l’agilità di un modello a pin Dynafit. La maison di Annecy ha così affidato a Benoit Sublet lo sviluppo di questa (apparentemente) mission impossibile. Il percorso è stato lungo: prototipi prima troppo pesanti e macchinosi, poi eccessivamente fragili. Ma Sublet e il suo team non si sono mai fatti scoraggiare.

La chiave di volta è stata l’introduzione di una particolare plastica caricata a carbonio: quasi il 25% del materiale è carbonio, il che permette di aumentare rigidità e resistenza della struttura senza gravare sulla bilancia. Risolto questo problema, lo sviluppo si è accelerato improvvisamente, fino alla presentazione del progetto definitivo. Abbiamo sfruttato un esclusivo evento Salomon a La Plagne a metà gennaio (focalizzato però al lancio della nuova tecnologia Sons of a Blast da sci alpino), per farci consegnare un paio di Shift montati su un QST 109. Ecco le nostre prime considerazioni.

L’impressione è di un prodotto serio. Estremamente razionale, ben rifinito, ottimizzato in tutti i dettagli. Un semplice meccanismo azionabile a mano (lavora bene, senza resistenze eccessive) trasforma il puntale in un vero attacco da pista. Tirando indietro la leva, si apre la ganascia che presenta così i nostri beneamati pin e l’immancabile leva anteriore per il bloccaggio di sicurezza (sì, assomiglia a quella del TR2, ma forse questa è l’unica reale somiglianza, oltre alle ganasce). La talloniera, invece, ricorda quella di un tradizionale Salomon da pista, un L7 Junior o cose del genere. Entrata tradizionale step-in (un bel rassicurante clack in chiusura) e lo skistopper come siamo abituati su un Salomon da pista. In fase walk ci sono due posizioni di alzatacco. Sgancio frontale e laterale a norma TÜV, con range 6-13 DIN e un’elasticità notevole (fino a 47 mm di escursione laterale prima che lo scarpone esca dalle ganasce). Ma a sorprendere è la versatilità, che non altera le caratteristiche di sicurezza con suole di scarponi WTR, Grip Walk o Walk Sole. A tal proposito: «Lo scarpone per lo sci alpino ha delle zone di scivolamento in plastica, mentre quello da scialpinismo ha suole in gomma, quindi con valori di sgancio diversi. Se regoli a DIN 8, lo Shift si sgancerà a DIN 8, sia che tu abbia uno scarpone da pista che da skialp ed è l’unico attacco a farlo». Questo è ciò che ha spiegato in sede di presentazione Benoit Sublet.

Tutto facile, tutto essenziale. Shift non pesa nemmeno troppo, viste le funzionalità: 850 grammi, anche se un po’ di più dei diretti concorrenti a pin (600 grammi Dynafit Radical ST, i 620 grammi di Ski Trab TR2, 630 grammi di Fritschi Tecton e 750 grammi di Marker Kingpin) ma molto meno di quelli alpini (per esempio 1.157 grammi di Look Pivot 14 WTR e 1.478 grammi di Salomon Guardian MNC 13). La sensazione è che si tratti di un prodotto che arriva al momento giusto. Non sarà mai un attacco da scialpinismo (pesa troppo, si può montare con larghezze da 90 mm in su sotto il piede), ma è un perfetto compromesso per il freeride alpino (perfetto in tal senso). Soprattutto permette a chi vuole portare per brevi dislivelli bestioni da 2 kg ad asta utilizzando scarponi con pin di sciare anche le stesse aste in altre occasioni in cui non c’è bisogno di pellare, utilizzando scarponi di provenienza alpina. Questa è la reale rivoluzione, perché fondamentalmente raddoppia il campo di gioco di sci che già erano pronti, ma non erano supportati dal set attacco/scarpone. Forse sprecato su aste freetouring pure (quelle che noi classifichiamo da 1.300 a 1.650 grammi sulla Buyer’s Guide), a meno che non si metta la sicurezza di sgancio davanti a tutto.

Infine un primo confronto con la concorrenza: le poche riviste internazionali credibili che l’hanno testato lo confrontano entusiasticamente a Kingpin, Tecton e Vipec, oppure a tradizionali attacchi a barra. Il vero confronto andrebbe fatto con Ski Trab TR2 che a nostro giudizio al momento rappresentava lo stato dell’arte dell’attacco da freeride. L’attacco dell’azienda bormina pesa anche 200 grammi in meno ed è più indicato per un uso freetouring puro, però la talloniera non è universale e ne preclude l’utilizzo con scarponi non modificati ad hoc. Come se lo sviluppo non fosse arrivato a reale completamento e rimanesse una chicca per pochi amatori. A livello di trasmissione degli impulsi era però l’unico che consentiva di guidare lo sci con la stessa precisione di Shift. Al momento non possiamo aggiungere altro: aspettiamo di sciarci, di salire e scendere. Ma con un po’ di continuità e in situazioni diverse. Ve lo presenteremo con maggiore calma e soprattutto sarà uno dei protagonisti della Buyers’ Guide 2019.

SCHEDA TECNICA

– SGANCIO: certificazione TÜV rispetto sia alla norma ISO 13992 (scialpinismo) che 9462 (sci alpino) con un range di sgancio da 6 a 13. Lo sgancio frontale è gestito dalla talloniera (in modalità alpina, con un range elastico di 9 mm prima di rilasciare lo scarpone), quello laterale dal puntale (con un range elastico di 47 mm prima di rilasciare lo scarpone).

– COMPATIBILITÀ: è l’unico attacco sul mercato attualmente Multi-Norm Certified, compatibile sia con gli scarponi da scialpinismo che da pista (standard Grip Walk, WTR e Walk Sole).

– REGOLAZIONI: la slitta consente uno spostamento di 30 mm, sono disponibili ski-stopper sulla talloniera in 4 taglie (90, 100, 110 e 120 mm), due coltelli opzionali da 100 e 120 mm e due posizioni di salita (alzatacco) da 2° e 10°.

– ESCURSIONE IN CAMMINATA: supera i 90°

– PESO: 850 gr (con skistopper) 

– PREZZO: 449 €, disponibile da settembre 2018 in una serie di punti vendita selezionati

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