Quelli della notte

240 atleti, 80 volontari, 30 chilometri di percorsi da preparare in meno di un’ora e da disallestire entro l’alba: dietro alla Monterosa Skialp c’è una macchina organizzativa complessa, che lavora tutto l’anno per un evento di qualche ora

© Stefano Jeantet

È nata nel 2010 con una formula diversa e ora, alla decima edizione, è diventata una grande classica dello skialp in pista e in notturna, come la Sellaronda nelle Dolomiti. La Monterosa Skialp, che nel 2020 ha visto crollare i record maschili e femminili e la partecipazione di tutti gli atleti top, non è solo una gara con 120 coppie che si sfidano nella notte sulle piste del MonterosaSki, ma un evento che prende forma il giorno dopo che è finita l’edizione precedente. E Franco Torretta, direttore d’esercizio della Monterosa SpA, oltre che appassionato Skialper, lo sa bene.

© Stefano Jeantet

Su Skialper 129 di aprile-maggio gli abbiamo chiesto qualche curiosità legata all’organizzazione. «Solo per preparare il percorso ci vogliono 620 bandiere verdi per la salita, 620 bandiere rosse per la discesa, 30 bandiere gialle per le parti a piedi e 200 torce luminose per i cambi di direzione in pista e le zone di cambio; inoltre ci sono tre palloni luminosi e 30 fari per le zone di cambio. Dieci battipista tra le 17,15, orario di chiusura al pubblico delle piste di sci, e le 18, lavorano su un percorso di circa 30 chilometri». A illustrate l’articolo le stupende foto di Stefano Jeantet.

Skialper 129 è in distribuzione in edicola, oppure puoi ordinare la tua copia qui

© Stefano Jeantet
© Stefano Jeantet

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