Pierra Menta, le sensazioni del primo giorno

Una tappa molto poudreuse…

Pierra Menta, il primo giorno. C’è la solita attesa della partenza, quella di chi vuole vincere e di chi vuole solo arrivare in fondo. Nella tappa iniziale gli organizzatori sono stati di manica larga: tutti ‘promossi’ ai controlli orari (anche Alastair Brunton e Robert Beddow arrivati con un ritardo di 2h17’41”…), pochissime le penalizzazioni per chi non ha aspettato il compagno di squadra. Ma dal secondo giorno non saranno ammesse ‘deroghe’.
Sorrisi al traguardo: la fatica è stata tanta, le gambe sono dure, ma almeno il sole e la neve fresca hanno reso tutto più bello. Già perché questa è una Pierra poudreuse…
Tutti meno uno: se Eyda l’ha preso con filosofia, Lence è un po’ più ‘arrabbiato’. Dopo un inizio di stagione sfortunato aveva ritrovato la gamba ed era competitivo: voleva difendere quel pettorale numero 1. Invece no: ma lo sguardo prima che il fratello di Eyda arrivare nel Beaufortain a riprenderli e riportarli a casa, era quello soprattutto di chi è ammalato. ‘Non si possono fare miracoli – ci ha spiegato il fisioterapista della squadra italiana – se uno prima di partire fa ancora aerosol al mattino non è certo in condizione…’.
Sorridono invece Kilian e Laetitia Roux: Mathèo è un amico, Axelle è brava, insomma frasi di rito per chi ha subito messo in chiaro che la Pierra la vuole vincere. Se la gara femminile sembra segnata, quella maschile qualcosa può ancora riservare. ‘Scommettiamo che in discesa i francesi li prendono’, ci raccontava Eyda mentre sul traguardo ascoltava le notizie di Radio Pierra. Bon Mardion e Gachet vivono ad Areches, da casa vedono ogni giorni queste montagne e conoscono ogni discesa. La gara è lunga, loro possono farcela.
E possono farcela anche gli azzurri, almeno hanno tutte le chance per battere i francesi visto che sembrano averne di più: Antonioli ha patito il caldo, ma in discesa non è secondo a nessuno, Boscacci ha vissuto una giornata così così, ma il motore c’è e il tifo dei suoi di Albosaggia può dargli qualcosa in più. 

NON SOLO SPORT –
Pierra Menta come sempre è la gara della valle: sulle macchine sono appese le bandiere francesi con il logo della Pierra, regalate a tutti al primo briefing, dai balconi si vedono gli striscioni per gli atleti di casa. E siamo solo all’inizio. Ma anche sul percorso sono già saliti in tanti.
I giornalisti accreditati sono sempre di più, soprattutto dalla Spagna. Tra tutto spicca Enak Gavaggio, il campione di ski-cross francese che adesso è diventato Rancho: si riconosce per i baffi e la sua storica ’Matra Simca Rancho’. Sta realizzato alla sua maniera una puntata del suo webshow molto seguito in Francia (www.ranchowebshow.com). 

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