Onde

Navigare i mari di neve fresca, invece che grattugiare le piste. Farsi attrarre dalla filosofia dello snowboard e decidere di sperimentare il nuovo linguaggio. Per caso, come succede per le cose importanti della vita

© Achille Mauri

«Chi lo fa per amore, chi per desiderio, chi per narcisismo, chi per sentirsi giovane. Io lo faccio per noia, solo fottutissima noia. La ragione è che non ne posso più di scendere le autostrade di neve. Un giorno dalla seggiovia guardo i puntini che disegnano la stessa traccia con gli stessi sci e lo stesso lasciapassare sullo stesso identico monotono piatto insulso tappeto di neve da cannone e trabocco di noia. «Sono così anch’io?», mi chiedo fissando gli scarponi di plastica lattescente, e piuttosto di fare il puntino torno indietro con la seggiovia. Fuori pista non posso andare perché ci sono i sassi: i puntini sciano sulla striscia di carta igienica. Non so niente del surf da neve. Neanche il nome, infatti non si chiama così».

Comincia proprio così il bel racconto intitolato Onde e scritto da Enrico Camanni che pubblichiamo su Skialper 133 di dicembre-gennaio. Onde è un estratto del più lungo racconto che potete trovare sul numero di AA Arcipelago Altitudini, il nuovo prodotto editoriale della nostra casa editrice. Una narrazione perfettamente in tema con il numero di dicembre-gennaio di Skialper perché parla di un inizio. Di uscire dalle piste per provare qualcosa di nuovo, lo snowboard. Come tanti stanno uscendo dalle piste per provare lo skialp o per salire e scendere con le splitboard. «Navigare i mari di neve fresca, invece che grattugiare le piste. Farsi attrarre dalla filosofia dello snowboard e decidere di sperimentare il nuovo linguaggio. Per caso, come succede per le cose importanti della vita. Basta non dire di no» scrive Enrico Camanni. Come non essere d’accordo, a maggior ragione in questo particolare momento?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.