Nanga Parbat, fallisce il tentativo

Gottler e Mackiewicz rinunciano alla vetta

Questa mattina, per quanto potesse apparire difficile, gli aggiornamenti dal campo 4 a 6.900 metri lasciavano aperta ancora una possibilità. Già ieri, però, in un’intervista dal campo base del Nanga Parbat, al suo rientro Simone Moro aveva costatato quanto fosse improvabile che David Göttler e Tomasz Mackiewicz riuscissero a salire in cima nella giornata di oggi. Troppo dislivello separava i due alpinisti dalla loro meta finale. Così dicendo, considerando il meteo che preannunciava un peggioramento già per la giornata di domani, Simone Moro aveva anche fatto intuire che le possibilità di successo sarebbero state molto basse.

UNA FLEBILE POSSIBILITA’ – Alle ore 8:45 di questa mattina, Emilio Previtali aveva comunicato che David e Tomasz satavano valutando la situazione per poi decidere sul da farsi. Era però chioarto che i due non potessero tentare la cima direttamente e tornare a C4 partendo da 7000 metri dove si trovano. Le opzioni possibili erano sostanzialmente due: muoversi verso l’alto e installare un C5 a circa 7500 m, dormire e tentare la cima domani mattina, domenica, oppure scendere e rinunciare. L’unica soluzione al dilemma, la descrive perfettamente lo stesso Emilio Previtali in un suo post su Facebook: “A fare decidere David e Tomasz saranno le sensazioni e lo stato d’animo di queste ore, dovranno usare tutta la loro esperienza e analizzare tutte le informazioni di cui dispongono, confrontarsi con le proprie sensazioni e guardarsi a vicenda negli occhi, stabilire se c’è una ragionevole possibilità di tentare e riuscire a salire fino in cima o se i rischi da assumersi, i rischi di congelamento, di andare incontro alla fatica fino allo sfinimento e del cattivo tempo non sono accettabili. Fare alpinismo e farlo con la testa, con il buon senso, significa sempre analizzare e considerare i rischi, ponderarli, metterli in discussione, rielaborarli continuamente ed eventualmente accoglierli, decidere se questo rischi sono accettabili, governabili, oppure no. In quel caso, quando i rischi diventano totalmente ingovernabili bisogna saper rinunciare, perché continuare non sarebbe più capacità di tenere duro o di perseverare, non sarebbe più una qualità questa, ma un difetto. Il difetto dell’incoscienza”. 

LA RINUNCIA – Due ore più tardi, si riaprivano le speranze con la comunicazione che David and Tomasz avevano optato per una sorta di perlustrazione fino a quota 7.200 metri.  Ben presto, però i due alpinismi hanno realizzato quanto fosse improponibile e rischioso il loro tentativo, psecie per il forte vento, e hanno deciso di abbandonare il loro tentativo. Questa l’ultima comunicazione di Emilio Previtali: “David e Tomasz hanno decisio di fermarsi e tornare indietro, sono a circa 7200m ma non sappiamo se hanno raggiunto la Mazeno Ridge, la comunicazione radio è molto disturbata. Troppo freddo, troppo vento, troppo pericoloso. In più il cielo si sta coprendo. Ora stanno scendendo insieme per raggiungere C3 dove li aspetta Pawel, poi continueranno verso il basso fino al CB smontando I campi e recuperando il materiale”. 

 

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