Marathon des Sables, Salaris terzo dopo due tappe

MdS Live – Tra le donne Arrigoni settima

Ecco spiegato il perché Ski-alper, che è prettamente una rivista di montagna, si è spinta fino nel cuore del Sahara marocchino: qui le montagne ci sono, eccome! Chi s’immagina il deserto come una distesa pianeggiante intervallata da dune sabbiose (gli Erg in lingua berbera) e mutanti si sbaglia di grosso. Gli ‘jebel’, come li chiamano da queste parti, sovrastano il panorama e dominano maestosi le enormi e desolate vallate sabbiose. La tappa di ieri, da Oued Tijekht a Jebel El Otfa,  ha portato i concorrenti a scavalcare ben tre di queste montagne per una distanza complessiva di 30,7 km e un dislivello positivo finale assai considerevole. 

PARTENZA VELOCE –
La tappa è incominciata con un piatto di 7,5 km, dove gli atleti più forti hanno letteralmente lanciato la loro corsa. È stato uno spettacolo vedere i migliori della specialità dispiegare la propria falcata sul terreno sabbioso, un’azione potente ma al contempo leggera. In questo primo tratto non ci sono state dune di sabbia fine ma comunque il terreno è morbido e soffice. I primi assestano il loro ritmo attorno ai 4’15” al km, tra questi il nostro Filippo Salaris secondo in classifica generale dopo la prima tappa. Parte fortissimo il Jordano Salameh Alqra, vincitore nella passata edizione e ieri attardato da problemi muscolari. Conosco Salameh da tre anni, ci scriviamo spesso, è un ragazzo simpatico, disponibile, con un sorriso affabile e contagioso. Quando lo vedi e parli con lui ti mette sempre di buonumore.  Anche in gara è un atleta molto corretto. Dopo aver visto lo start mi dirigo veloce con il fuoristrada lungo il sentiero di gara fino a raggiungere i top a tre km dalla partenza. Salameh spinge forte, il suo respiro è affannato e  si capisce subito che vuole recuperare cercando di dare il massimo. Lo seguono Mohamad Hansal con alle spalle il nostro Filippo Salaris che, con un atteggiamento accorto, si fa ‘tirare’ da Hansal e rimane alle sue spalle proteggendosi dal vento contrario. A seguire, la truppa dei migliori con lo spagnolo Capo Solare e gli altri forti marocchini. Passa Marco Olmo in ventesima posizione.

LE PRIME MONTAGNE –
Dopo 7,5 km ecco la prima montagna, Jebel Hared Asfer, rocciosa e ripida. I primi la attaccano con falcata rapida e passo corto. Quando arrivo Olmo si mette nella sua classica posizione da montanaro vecchia maniera, busto ricurvo e mani conserte dietro alla schiena. Sale non solo il sentiero ma anche la temperatura, nel frattempo sono le nove del mattino e il sole incomincia a farsi sentire deciso. Un lungo passaggio in cresta regala ai concorrenti l’ennesimo panorama mozzafiato sulle vallate circostanti. Credo che ogni concorrente abbia pensato alla fatica ma anche a quanto ne sia valsa la pena. Un lunga discesa portai al Check Point 1 del  12 km. Nel frattempo lo spagnolo, forte della propria esperienza in montagna, ha scavalcato Salaris. Tra i primi troviamo anche Vincent Delabarre, vincitore di una edizione dell’UTMB, Cristoph Le Saux, secondo al Tor des Geant e il portoghese Carlos Sa, quarto all’UTMB 2012. Al quindicesimo km l’attraversamento di un Ohed (fiume secco), il Rheris, poco prima di attaccare la seconda montagna, Jebel Joua Baba. La salita al 15% di dislivello e un misto di sabbia e rocce, qualche centinaio di metri di una e poi dell’altra. Visto dal basso offre un incredibile colpo d’occhio.  Nel frattempo il mio fuoristrada, condotto da Chaffeur Sahid, deve compiere qualche passaggio spericolato per riuscire ad uscire dal letto del fiume nel quale ci eravamo incanalati anche noi. Alzo la testa e vedo gli atleti in alto correre sulla cresta rocciosa, segnalata nel Road Book come uno dei passaggi più tecnici di tutta la gara. Una volta ridiscesi a valle altri 6 km di piatto portano gli atleti al Check Point 2. Le posizioni tra i top runner sono quelle che si manterranno fino all’arrivo. Mi fermo circa un’ora e mezza al CP2, a memoria della mia MdS 2010 come concorrente, lo ricordo come uno dei punti più critici di tutta la competizione. Gli atleti arrivano distrutti dalla fatica, il viso plasmato dalla sofferenza fatta di caldo, sudore e dolore ai piedi. Molti provano spossatezza altri nausea.

IL GRAN PATRON –
Arriva il gran patron Patrick, come al solito una battuta e una stretta di mano a tutti i suoi uomini dell’organizzazione presenti al controllo. Conosce tutti per nome, li saluta, li abbraccia. Arrivano i concorrenti e lui li incita, li incoraggia. Molti mi chiedono di poter fare una fotografia con lui passandomi la loro fotocamera. Vogliono avere impressa la loro immagine a fianco di quella del ‘mito’. Passano tre spagnoli, si ristorano, bevono, e ripartono. Patrick nota che le loro braccia sono bruciate dal sole, la pelle è rossissima. Li insegue e chiede loro di trattenersi un attimo, poi di corsa si dirige al suo fuoristrada uscendone con un botticino di crema solare. La spruzza lui stesso e spalma sulle braccia dei concorrenti. Sono basito e mi avvicino al fine di immortalare questo momento. Un atleta sorride mi guarda e in francese mi dice « Pazzesco… il direttore di gara che spalma la crema sulla braccia dei concorrenti, succede solo alla MdS». Io rispondo di sì, è come se Bernie Ecclestone cambiasse le gomme ad un macchina di Formula 1 durante un gran premio. Questo particolare fa capire quanto quest’uomo ami profondamente la sua creatura e tutti gli uomini e donne che la popolano, siano essi volontari o corridori.

LA TERRIBILE ASCESA FINALE –
Fermi al CP2 gli atleti alzano gli occhi ed eccolo, il ‘mostro’ Jebel El Oftal. Mancano 6 km all’arrivo ma prima bisogna scavalcarlo. Un km in falsopiano in salita conduce i concorrenti alla sua base. Poi l’attacco con quasi mille metri di dislivello in mille metri. La base è sabbiosa, poi incominciano i passaggi tecnici su roccia. Poco prima di arrivare alla sommità le corde aiutano gli atleti a compiere gli ultimi metri di arrampicata. Mi sembra si essere al trofeo Kima. Una volta in cima lo spettacolo è affascinante, non solo per la vista sulla vallata sottostante ma soprattutto per la presenza di rocce blu cobalto che si stagliano in una distesa di sabbia ocra. La discesa è altrettanto tecnica e i corridori devono stare molto attenti in quanto le rocce blu, oltre ad essere molto belle alla vista, sono anche molto insidiose per la corsa, sono molto lisce ed è facile cadere. Il portoghese Carlos De Sa cerca di allungare e riprendersi il distacco che in classifica generale lo separa da Salaris, appena dietro di lui. Finita la discesa un km di dune bellissime e sinuose porta al bivacco. Un giusto ‘spaccagambe’ come ciliegina sulla torta.

L’ARRIVO DI PAOLO ZUBANI
  Sono le 18:20 ora locale, esco un attimo dalla tenda Presse (la sala stampa) per prendere una boccata d’aria. Lo sguardo si dirige in direzione della linea d’arrivo, in lontananza scorgo un puntino grigio con lo zaino giallo.  È Paolo Zubani, il ‘capo’ della spedizione italiana. Gli corro incontro, mi inchino a lui e lo abbraccio. Paolo è un duro, partito dall’Italia con una distrazione di primo grado al polpaccio sinistro, anche oggi ha dimostrato che per portare a termine 24 edizioni della MdS bisogna essere corazzati d’acciaio, dentro e fuori. Immediatamente mi chiede se tutti gli italiani stanno bene e come siano andati in classifica. Ecco un altro come Patrick Bauer, per questo sono grandissimi amici, il loro cuore come si direbbe in gergo cestistico ‘fa provincia’. Oggi un’altra tappa, 38 km di pura fatica. Andiamo forza… qui non si molla niente.

CLASSIFICHA 2° TAPPA

MASCHILE

1. AHANSAL Mohamad (MAR – UVU RACING) 2H38’48 
2. AL AQRA Salameh (JOR – JORDANIAN AND KUWAITI TEAM) 2H43’19 
3. EL AKAD Aziz (MAR – SOLIDARITE MDS MAROC) 2H44’02 
4. CAPO SOLER Miguel (ESP) 2H53’20 
5. SALARIS Antonio Filippo (ITA – FREELIFENERGY) 2H56’20
14- OLMO Marco (ITA – ULTRABAG MDS/WAA 1) 3H22’41

FEMMINILE
1. KLEIN Laurence (FRA) – 3H38’40 
2. HICKS Meghan (USA – DREAMCHASERS) 3H42’33 
3. MEEK Joanna (GBR) 3H53’05 
4. SALT Zoe (GBR – SOLIDARITY MDS) 4H11’17 
5. CRAWFORD Cynthia (USA – DREAMCHASERS) 4H11’33
10. ARRIGONI Giuliana (ITA – FREELIFENERGY) 4H24’02
11. MODIGNANI Alice (ITA – RUN & TRAVEL ESSENTIAL TEAM) 4H28’39

CLSSIFICHA GENERALE

MASCHILE
1. AHANSAL Mohamad (MAR – UVU RACING) 5H29’45
2. EL AKAD Aziz (MAR – SOLIDARITE MDS MAROC) 5H48’34 
3. SALARIS Antonio Filippo (ITA – FREELIFENERGY) 5H51’46 
4. CAPO SOLER Miguel (ESP) 5H53’54 
5. AL AQRA Salameh (JOR – JORDANIAN AND KUWAITI TEAM) 5H57’00
15. OLMO Marco (ITA – ULTRABAG MDS/WAA 1) 6H57’20

FEMMINILE
1. KLEIN Laurence (FRA) 7H18’02 
2. HICKS Meghan (USA – DREAMCHASERS) 7H35’24 
3. MEEK Joanna (GBR) 7H39’02 
4. SALT Zoe (GBR – SOLIDARITY MDS) 8H13’16 
5. GRANT Sophie (NZL) 8H32’20
7. ARRIGONI Giuliana (ITA – FREELIFENERGY) 8H38’40
14. MODIGNANI Alice (ITA – RUN & TRAVEL ESSENTIAL TEAM) 9H25’26        

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