Maga, successo di Fulvio Dapit e Emanuela Brizio

Nella skyrace a segno Luca Carrara, Cristina Sonzogni e Daniela Rota

Una giornata soleggiata ha fatto da sfondo all’ottava edizione della Maga Skymarathon & Skyrace. Le Orobie bergamasche hanno regalato scenari mozzafiato ospitando una delle gare più dure del panorama italiano. Il via della Maga Skymarathon è stato posticipato di un’ora per la presenza di ghiaccio vivo sulle creste del Menna, la prima delle quattro montagne da affrontare (Cima di Menna, Pizzo Arera, Monte Grem e Monte Alben).

GARA MASCHILE – Al comando della corsa si è formato un terzetto composto da Fulvio Dapit (Team Crazy Idea), l’atleta di casa Riccardo Faverio (Gs Orobie) e il biellese Maurizio Fenaroli (Team Kratos). Fino al passo di Zambla è stato un tira e molla, con Fenaroli più forte in salita e Dapit e Faverio che lo riagguantavano in discesa. Superata l’ultima vetta di giornata (il Monte Alben) Dapit ha cambiato marcia e, una volta raggiunto Fenaroli, ha messo la freccia involandosi verso il traguardo. Per il friulano si tratta della terza affermazione consecutiva alla Maga Skymarathon e la sua dedica commossa va allo scomparso Dario Busi. Dapit ha chiuso in 4h51’09", seguito da Maurizio Fenaroli in 4h57’10" e da Riccardo Faverio in 4h57’59". Giù dal podio Fabio Bonfanti (Altitude Race), vincitore di tre edizioni.

GARA FEMMINILE – In ambito femminile risultato storico dell’aquila Valetudo Emanuela Brizio (la campionessa italiana si esprime al meglio in gare impegnative come la Maga), che ha firmato una cinquina nell’albo d’oro della gara bergamasca. La Brizio ha tagliato il traguardo in prima posizione con il crono di 5h48’48", seguita dalla campionessa del mondo di sci di fondo master Carolina Tiraboschi (atleta di casa e portacolori della Carvico Skyrunning), scortata al traguardo dai suoi cani, fedeli compagni di allenamento (seconda in 6h36’12"). Terza classificata Viktoria Piejak (Valetudo) in 6h47’55", mentre ai piedi del podio Nada De Francesch (Capriolo San Vito).

MAGA SKYRACE – Il trio Luca Carrara (Team Mammut Libertas Vallesabbia), Benedetto Roda (Carvico Skyrunning) e Vincenzo Persico (Valetudo) è stato protagonista fino al rifugio Capanna 2000 in Arera. Il gruppetto si è quindi scremato e a condurre sono rimasti Carrara e Roda. Quest’ultimo però non ha tenuto il ritmo del più esperto Carrara che – rimasto solo – si è diretto in picchiata verso l’arrivo, replicando il successo del 2014. Luca Carrara (tempo finale 2h32’12") ha quindi anticipato nell’ordine il giovane Benedetto Roda (2h38’29") e l’aquila Valetudo Vincenzo Persico (2h40’58"). «Il mio pensiero – ha dichiarato Carrara – non può che andare a Dario Busi, si percepisce la sua mancanza, lui era sempre qui a sostenere gli atleti».
La skyrace in rosa ha invece avuto non una, ma due protagoniste: sono Cristina Sonzogni (team Elle-Erre Easy Flag) e Daniela Rota. Le due atlete bergamasche, giunte a Serina mano nella mano, sono transitate insieme sotto lo striscione finale. La Sonzogni, in fase di recupero dopo una distorsione procuratasi al Gran Trail Orobie, in alcuni tratti ha sofferto per i postumi dell’infortunio. La Rota, più arretrata, si è accorta di recuperare molto sulla battistrada quando il terreno cominciava a scendere. Così, pur avendo avuto una crisi nell’attraversare la pista di sci di fondo dell’Alben, ha provato il tutto per tutto nel finale. La tattica ha funzionato e Cristina Sonzogni e Daniela Rota hanno corso insieme l’ultima porzione del tragitto della Maga Skyrace. Sono arrivate a pari merito, strette in un abbraccio liberatorio, fermando le lancette su 3h19’15". Al terzo posto della classifica femminile Milena Pirola (Cral Banca Popolare di Bergamo) in 3h24’57".

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