Kilian alla sfida delle 24 ore

L’atleta simbolo della montagna si metterà alla prova su pista

© Vegard Breie

I rumour si susseguono da settimane, dunque ora c’è la conferma ufficiale: Kilian Jornet, dopo avere corso in 29’59’’ una 10 km su strada, è pronto per una nuova avventura, lontano da quelle per le quali è conosciuto. Il 21 o 22 novembre (queste le prime date ipotizzate, ma tutto dipenderà dalle condizioni meteo) scenderà sulla pista di atletica di Måndalen, in Norvegia per correre per 24 ore consecutive. La pista misura 400 metri e Kilian ogni quattro ore invertirà il senso di corsa. Il precedente record è stato stabilito nel 1997 da Yiannis Kouros, che ha percorso 303,506 chilometri in 24 ore. La Norvegia, dove vive Jornet, è relativamente immune dalla pandemia COVID-19. Tuttavia, per rispettare le precauzioni sanitarie, lo stadio sarà chiuso agli spettatori durante l’evento. Ci si aspetta che le temperature scendano fino a zero gradi Celsius di notte e oscillino tra 8-15 gradi durante il giorno.

«La motivazione è quella di uscire dalla mia zona di comfort, provare sfide diverse e vedere cosa sono in grado di fare, sia che si tratti di arrampicare in alta quota o, in questo caso, di correre su terreno pianeggiante» ha raccontato Kilian. «È divertente scoprire le esperienze diverse che posso realizzare, e allenarmi in piano è un buon test e un’opportunità per imparare in termini di nutrizione e ritmo, e poi provare ad applicare questi risultati a diverse attività, come ai progetti di alpinismo».

Ai piedi di Kilian la nuova Salomon S/LAB Phantasm, una scarpa da corsa su strada ultraleggera che sarà lanciata nella primavera 2021. Con design dinamico (drop di 6 mm) sviluppato con i migliori atleti, la S/LAB Phantasm, si concentra su peso, traspirabilità e una transizione rapida che si ottiene con un profilo rocker curvo e, poi, grazie alla schiuma più leggera e reattiva di Salomon, chiamata Energy Surge. Una tomaia quasi invisibile in TPU Mesh conferisce alla scarpa un design leggero e traspirante. Pesa solo 199 grammi.

«Sono così tanti chilometri che non riesco nemmeno a visualizzarli» afferma Kilian. «Ho visto gli splits di Yiannis quindi voglio stare al passo il più a lungo possibile. Conosco la velocità che devo mantenere ogni ora, quindi conosco il ritmo per ogni chilometro e ogni giro. Naturalmente, le prime 10 ore saranno un po’ più veloci e poi rallenteranno ora dopo ora, quindi ho un piano preciso e so quanto dovrò correre ogni ora. La cosa importante è non avere problemi muscolari ed essere in grado di mangiare senza avere grandi momenti critici». Kilian ha lavorato molto di più sulla velocità. «Ho lavorato principalmente sulla velocità perché le mie gambe non sono abituate a muoversi così speditamente. Per prepararmi, ho svolto tre giorni di allenamento sulla velocità ogni settimana in pista o su strada. Ma la forma con cui corri in pianura è molto diversa da come corri in montagna, dove sei più in alto, passi sopra gli ostacoli e metti i piedi in posti diversi a seconda del variare del terreno». Gran parte della ricerca durante l’allenamento si è concentrata sulla riduzione al minimo degli infortuni che potrebbero derivare dal movimento ripetitivo della corsa su terreno piatto. Infatti Kilian è stato costretto a ritardare il progetto nelle ultime settimane a causa di alcuni fastidiosi infortuni muscolari che si sono verificati prima della sua prima gara su strada di 10 km, la famosa gara di Hytteplanmila in Norvegia. «Penso che la sfida più grande sia essere in grado di allenarsi in modo coerente e non avere infortuni perché il passaggio al terreno piatto è molto difficile per i muscoli. L’allenamento è stato un po’ frustrante negli ultimi mesi, passando da un infortunio all’altro. Mi sono allenato bene e poi mi sono infortunato e avrei dovuto riposare. Dopo la gara di 10 km ho dovuto interrompere l’allenamento e recuperare. Ora il piano è quello di fare una buona settimana di allenamento e vedere come si sente il mio corpo, quindi fare riposare i tessuti muscolari e recuperare per il progetto».

© Vegard Breie

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