Il viaggio 'di conoscenza' di Kilian in Nepal

E al ritorno buone sensazioni sull'esperienza vissuta

Kilian Jornet ha passato il recente periodo in Nepal, a nord di Katmandu, e precisamente visitando il Langtang (Langtang National Park).
In questo modo ha anche iniziato a conoscere l’acclimatazione all’altura, che gli servirà per suoi prossimi progetti. Il viaggio era stato progettato proprio per iniziare ad affrontare gli aspetti legati all’acclimatazione, a montagne diverse da quelle cui Kilian è abituato, e a un paese e una cultura nuovi.   

Al suo ritorno, circa una settimana fa, Kilian ha commentato positivamente l’esperienza condivisa con gli amici alpinisti Jordi Tosas e Jordi Corominas: «Era la prima volta che visitavo il Nepal, e sono stati giorni di scoperta di montagne che attraggono sempre gli alpinisti: non solo per la quota, ma soprattutto perché sono zone ancora molto poco esplorate. Sono stato fortunato a poterlo fare con due persone di grande esperienza, che mi hanno insegnato tante cose».  

«E’ stato un viaggio molto speciale…molto leggero. Portavamo solo uno zaino da 10 kg, e abbiamo visto che in molto poco tempo si possono realizzare tante cose interessanti. L’idea era di fare le cose in Himalaya nello stesso modo in cui le facciamo nelle Alpi. In questi giorni ho appreso molto, e ho anche capito che sono montagne particolari che vanno conosciute bene. Sono sicuro che questa esperienza mi servirà molto per i progetti futuri».
 
La convivenza con questi alpinisti di esperienza è stata molto positiva e Kilian non esclude di realizzare con loro altri progetti ancora.
 
Questa volta in Himalaya Kilian ha potuto scoprire per la prima volta e sperimentare come il suo corpo risponde alla quota. 
Racconta ancora Kilian: « L’alta quota è difficile, ma ci si acclimata bene. Si nota che il corpo non va alla stessa velocità, che bisogna stare più tranquilli. E’ importante capirlo bene. E poco a poco imparare a gestire il tempo per lavorare, riposare, mangiare e dormire. Noti come il tuo corpo vada molto lento, e non tiene la brillantezza ne’ il ritmo abituale. Però così possiamo affrontare giornate lunghissime di 16-17 ore di seguito, realizzando dislivelli importanti»

Pur avendo stabilito una linea all’inizio dell’avventura, i piani cambiavano secondo la meteorología, fattore cruciale in Himalaya, e altrettanto secondo lo stato di forma, o la traccia che si presentava da aprire.     
Poiché ognuno si portava tutto il necessario, commenta Kilian che erano ossessionati specialmente dal peso e che quindi,  per esempio, si sono portati una sola pentola e un solo cucchiaio. Così che per cenare si passavano il bollitore e sorbivano tre cucchiaiate a testa per ogni turno. 

Ora Kilian è in Norvegia, dove sta preparandosi ad affrontare lo sprint finale della sua stagione invernale, a cominciare dalla prossima tappa di Coppa del mondo a Trömso, per finire con il Trofeo Mezzalama cui è iscritto in team con Mathéo Jacquemoud e William Bon Mardion.

Per il suo progetto personale Summits of my life, che prevede di salire e scendere in velocità le quattro più importanti montagne del pianeta nei prossimi anni, con l’Everest in previsione per ultimo nel 2015, ecco gli specifici riferimenti media:
WEB: www.summitsofmylife.com
FACEBOOK: www.facebook.com/Summitsofmylife 
TWITTER: www.twitter.com/Summitsofmylife
TRAILER DE “A FINE LINE”: http://vimeo.com/55782654        

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