Il lungo viaggio di Jimmy Pellegrini e Alexander Rabensteiner

Domenica concluso il Sky Run South Tyrol

©Fabian Dalpiaz Anyfoto

Jimmy Pellegrini e Alexander Rabensteiner domenica hanno chiuso il loro progetto di percorrere tutto il confine dell’Alto Adige. Qualcosa come 770 km e più di 60.000 metri di dislivello, da Salorno a Salorno.

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«Una bellissima cavalcata passando per ghiacciai, sentieri esposti: è impegnativa, forse più del previsto, ma davvero affascinante e alla fine ovviamente siamo molto soddisfatti». Un viaggio durato dodici giorni: «Sulla carta ne avevamo fissati dieci, ma abbiamo dovuto fare alcune deviazioni in corsa. Il rifugista alla Palla Bianca ci ha sconsigliato di attraversare il ghiacciaio senza attrezzatura alpinistica. Abbiamo dovuto inventarci un nuovo itinerario, molto, molto più duro passando per una serie di forcelle: in sette ore abbiamo percorso solo 15 km! E negli ultimi giorni è arrivata anche la neve e il maltempo: così l’ultima tappa l’abbiamo divisa in due giorni, in modo di arrivare domenica pomeriggio. Ma va benissimo così: non avevamo in testa nessun record».

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Già il meteo. «Siamo stati fortunati, abbiamo avuto sempre ottime condizioni: quasi sempre in abbigliamento estivo anche ad alta quota. Certo, avevamo uno staff di appoggio che ci ‘intercettava’ durante la tappa: lì oltre a mangiare e riposare, potevamo lasciare quello che non serviva o prendere attrezzatura adeguata per il resto della giornata».
Momenti difficili? «L’ho avuto io – ancora Jimmy -, in Valle Aurina siamo scesi in basso nel pomeriggio, faceva caldo, avevo problemi ai piedi, ma dopo una dormita mi sono ripreso e siamo andati avanti senza problemi».

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Può avere un futuro questo tracciato? «Individualmente su questo stesso percorso non saprei. Troppo tecnico, molto impegnativo. Abbiamo scelto alcuni passaggi, molto conosciuti dagli scialpinisti, ma d’estate poco frequentati e soprattutto durissimi. E poi i ghiacciai, sarebbe troppo rischioso avere persone su quelle tracce, magari di notte. Forse servirebbero delle varianti, oppure bloccare una eventuale gara a una certa ora e farla ripartire al mattino presto. Ma se il Sky Run South Tyrol avrà un futuro ci penseremo nei prossimi mesi». Adesso il giusto riposo.

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