Gilardi, un italiano presidente a Chamonix

A capo dell’associazione di riferimento del trail

Federico Gilardi, classe 1978, italiano di nascita e, da undici anni, trasferitosi nella valle di Chamonix dove svolge la professione di architetto, è stato nominato presidente dell’associazione sportiva Chamonix Mont Blanc Marathon, il riferimento per tutti i praticanti di trail running della valle di Chamonix. Due volte finisher del Tor des Géants, tra le sue altre partecipazioni Federico annovera anche due CCC, tre Gran Trail Valdigne, il Trail del Monte Soglio, il Trail del Monte Casto, la Lavaredo Ultra Trail e la Transgrancanaria. In questi anni, oltre che nella veste di atleta, lo abbiamo conosciuto e ammirato anche per la sua attività di volontario in molte gare, tra cui l’UTMB.

Abbiamo contattato Federico per parlare della sua recente nomina, per avere qualche suo parere sul movimento del trail running in generale e per cercare di capire qual è il segreto del successo che riscuote la valle di Chamonix per tutti gli amanti delle attività outdoor..

In cosa consiste di preciso la tua nuova nomina?
E’ una semplice presidenza della società sportiva, il CMBM (Chamonix Mont Blanc Marathon), che è l’associazione sportiva di riferimento per i corridori della Valle di Chamonix soprattutto in materia di trail running.

Di cosa si occupa il CMBM?
L’associazione raccoglie più di 200 persone, tutti appassionati di trail; provenienti in gran parte dallla Valle di Chamonix e zone limitrofe alla ricerca di allenamenti specifici, interessati a migliorarsi ed acquisire sempre migliori capacità nella corsa a piedi, come già detto principalmente in montagna. Il CMBM propone ai propri tesserati allenamenti a cadenza bisettimanale con allenatori federali. Tra le altre attività organizza direttamente o è coinvolta come partner tecnico in eventi sportivi nella valle di Chamonix. Il CMBM è la società sportiva organizzatrice del Trail des Aiguilles Rouges (TAR) a fine settembre.

Un tuo parere personale sul Trail des Aiguilles Rouges.
Il Trail des Aiguilles Rouges rappresenta lo spirito del CMBM e dei suoi tesserati. Un trail conosciuto per la sua tecnicità (50km 4000m D+) ma anche per l’atmosfera ‘familiare’ che lo contraddistingue. I volontari, in gran parte tesserati del CMBM mettono tutta la loro passione e conoscenze tecniche nell’organizzazione di questo evento.

In quali rapporti siete con il Club des Sports e i Trailers du Mont Blanc?
Come già accennato il CMBM è partner tecnico del Club des Sports per l’organizzazione del Marathon du Mont-Blanc sul quale gestiamo in particolar modo percorsi e ristori. Con i Trailers du Mont-Blanc e quindi con l’UTMB, il CMBM è in prima linea durante tutto l’inverno nella fabbricazione delle ‘balise’ (le segnalazioni della gara), confezionate una ad una in serate organizzate ogni 15 giorni ed alle quali partecipano regolarmente tra le 30 e le 40 persone. In occasione dell’evento molto dei nostri tesserati lavorano come volontari in varie missioni…

Cosa rappresenta per te Chamonix e la sua valle? 
Sono ormai 11 anni che vivo a Chamonix, ma 20 che la frequento regolarmente. Dapprima come turista per sciare ed approfittare dei fuoripista del Grands Montets e poi come architetto. La Valle di Chamonix per me è un vulcano in continua eruzione, una infaticabile macchina che fa di tutto per attirare gente. Aperta ad ogni genere di portafoglio o quasi. Vivere a Chamonix è stato quello che mi ha fatto appassionare al trail, e tramite questo sport, tramite il tesseramento al CMBM dal 2008 e grazie agli eventi sportivi sui quali ho avuto modo di essere volontario mi ha permesso anche di intergrarmi al meglio nella comunità locale.

A livello generale, quali differenze vedi, se ve ne sono, tra i praticanti francesi e quelli italiani?
Conosco molti trailers italiani; francesi e anche da tutto il mondo… Non vedo grosse differenze. Il mondo trail è una sorta di grande ‘famiglia’, di amanti della montagna nella quale negli ultimi anni si assiste ad ‘intrusioni’ da parte di persone la cui scarsa conoscenza dell’ambiente montagna e dello spirito solidale che anima chi vive o ama la montagne hanno come conseguenza di rovinare un po’ le cose…

Continuerai nella tua attività di volontariato nelle varie gare in cui ti sei cimentato in questi anni?
Il volontariato è l’anima del trail, senza volontari non ci sono gare… Continuerò a impegnarmi come volontario in vari eventi, questo è certo e anche il ruolo di presidente è 100% volontario!

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