Esanatoglia state of mind

Un paese dove tutti si conoscono, lontano dalle autostrade e dal turismo di massa, nel cuore delle Marche. Un trail perfettamente tracciato e segnalato per le mountain bike che può diventare un’ottima scusa per correre liberi senza l’assillo del cronometro

© Elisa Bessega

«A Esanatoglia non ci sono montagne più qualcosa di altre; la quota rimane sempre sotto i 1.500 metri. Non ci sono località balneari famose nelle vicinanze (il mare è a 70 chilometri), non ci sono location che si prestano come sfondo per foto su Instagram o didascalie da claim aziendale di industrie del fitness, profumi o auto sportive. Ed è proprio per questo che amo Esanatoglia. Qui le montagne e le colline non sono (ancora e spero mai) giostre per turisti portati in autobus a depredare il territorio e comprare souvenir e non esistono tutte quelle strutture simbolo del turismo non sostenibile delle Alpi, i belvedere in cemento o i kindergarden, i baracchini di patatine fritte e gli hotel di lusso per i russi».

© Elisa Bessega

Scrive così nell’articolo su Esanatoglia, nelle Marche, Francesco Paco Gentilucci su Skialper 131 di agosto-settembre.  «C’è ancora un piccolo borgo di meno di 2.000 anime in cui tutti si conoscono, la gente corregge il caffè al bar col Varnelli e le vecchiette ti chiedono di chi sei il figlio» continua Gentilucci. Ma cosa è andato a farci a Esantoglia? Sentieri, tantissimi sentieri, tutti curati e mantenuti in modo impeccabile, chilometri di single track nel bosco segnalati alla perfezione dove è impossibile perdersi: per avere la cartina, gratuita, basta andare a chiederla al tabacchino del paese. Questa oasi curata e tenuta sempre in condizioni perfette è opera dell’olio di gomito di Leopoldo Giordani e dei suoi soci appassionati di mountain bike che nel corso degli anni hanno iniziato a prendersi cura dei sentieri locali, rimettendoli in funzione, creando cartelli segnavia in legno fino alla loro ultima creazione, l’Esatrail Supehero, ovvero il collegamento di molti dei sentieri in un giro unico: 90 chilometri e 4.000 metri di dislivello positivo. E perché non provarlo in versione trail running? Risultato? «In 14 ore e 22 minuti di corsa ho incontrato due persone sul percorso, alcuni cinghiali, tantissimi caprioli e un serpente. Basta». Un articolo da leggere, dopo avere guardato le belle immagini di Elisa Bessega.

© Elisa Bessega

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