Dolomites Skyrace il giorno dopo

Diego Salvador ci racconta la gara dal dietro le quinte

Ci sono edizioni in cui tutto fila liscio, altre in cui si concentrano mille avversità e diventa difficile gestire la situazione, prendere delle decisioni senza farsi condizionare emotivamente e soprattutto senza dimenticare che il primo obiettivo da perseguire è la sicurezza in gara degli atleti. Domenica scorsa alla Dolomites Skyrace è successo un po’ di tutto questo. Condizioni meteo che peggioravano di ora in ora, quota neve in rapido abbassamento, decisioni da prendere in tempi rapidi senza perdere il controllo della situazione. Diego Salvador a fine gara era orgoglioso dei suoi ragazzi e del lavoro profuso da un team affiatato e competente. Ma quanta fatica e che rischi, l’organizzazione infatti aveva previsto tracciati alternativi in caso di maltempo, mai però avrebbe pensato che la neve arrivasse sino al Passo Pordoi, stravolgendo tutti i piani.

Diego Salvador, presidente della Dolomites Skyrace, avete compiuto un mezzo miracolo! "Non so se sia un mezzo miracolo, di certo le abbiamo pensate e provate tutte prima di arrenderci. Avevamo individuato tre percorsi alternativi, non sono bastati, c’è voluto il quarto"

Quando avete preso la decisione del nuovo percorso? "Abbiamo fatto un summit il mattino presto all’alba e quando abbiamo capito che in quota non si sarebbe andati abbiamo iniziato a pensare ad un tracciato che rimanesse il più possibile sotto la quota neve. Non ci restava che virare sul Sella. Sono andato a casa a recuperare bandierine e nastro, al resto ci hanno pensato i ragazzi "

In certe circostanze meglio riparare con un annullamento, voi invece vi siete assunti l’onere di portare in quota sotto la neve oltre 600 atleti.  "Avevamo 600 persone in piazza, prima di annunciare un annullamento, le avremmo provate tutte. Sapevamo di assumerci un grande rischio, abbiamo convogliato sui Passi più assistenza possibile, alla fine è andato tutto bene. I complimenti degli atleti a fine gare ci hanno ripagato di tanto lavoro e dell’apprensione che ci ha attanagliato prima e durante la gara"

Non ne avevate bisogno, ma questa è l’ennesima dimostrazione di professionalità e competenza del gruppo. "Si davvero, questo me lo sto ripetendo anch’io da domenica. Io da Canazei avrei potuto decidere tutto quello che volevo, ma se sul campo non ci fossero stati i volontari ad attuare le nostre decisioni, non si sarebbe fatto nulla. Lo spostamento di un’ora di partenza, ci è servita per tracciare il nuovo percorso, portare giù i due ristori e riposizionarli sul percorso, organizzare con le forze dell’ordine la viabilità dei passaggi sulle strade e ridistribuire tutto il personale…insomma un bel lavoro di gruppo, una bella cooperazione tra oltre 200 persone"

Un grazie a ….. " Fare nomi ci si dimentica di qualcuno e non va bene, ma di certo Ivano Ploner, il nostro direttore di percorso, ha avuto un ruolo fondamentale, così come Ivo Rasom e tutto il Soccorso Alpino"

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