Ieri sera, ad Arvier, la serata sull'alimentazione

Medici e nutrizionisti spiegano come preparare un grande evento sportivo

Una platea numerosa, interessata ed attenta, quella che ieri sera ha affollato la sala polifunzionale di Arvier (Aosta) per un incontro con specialisti dell’alimentazione sportiva promosso dagli organizzatori del Millet Tour du Rutor Extrême. Un incontro non solo per gli scialpinisti agonisti, ma utile a tutti gli sportivi che frequentano la montagna; “Scialpinismo, alimentazione ed integrazione”  erano le tematiche della serata.
Uno dei qualificati partner dell’evento valdostano, in programma dal 30 marzo al 1° aprile a Valgrisenche e Planaval (Arvier), è Enervit, che ha portato ieri sera ad Arvier il dott. Luca Mondazzi, medico chirurgo specialista in scienza dell’alimentazione e gastroenterologia, responsabile del servizio nutrizionale per il wellness di Mapei Sport Service di Castellana. Il dott. Mondazzi ha spiegato l’importanza di un giusto ed equilibrato supporto energetico per una buona prestazione fisica, fondamentale anche in questa unica tappa italiana 2012 de La Grande Course.
C’era anche il dott. Danilo Riva responsabile informazione tecnico scientifica Enervit spa, che in sintesi ha affermato che non ci sono alimenti in grado di migliorare o peggiorare le condizioni atletiche, ma solo buone o cattive alimentazioni. La nostra società tra il resto è abituata ad un abuso calorico, ed ecco perché molti appassionati di sport e di montagna (scialpinismo, sci di fondo, skyrunning, ecc.) ieri hanno ascoltato con grande attenzione le “istruzioni” dei tecnici.
A  dimostrazione di come la Regione autonoma Valle d’Aosta sia attenta allo sport, e soprattutto a quello di montagna, è intervenuto il dott. Guido Giardini, responsabile dell’ambulatorio medicina di montagna USL della Valle d’Aosta e presidente della Società italiana medicina di montagna, spiegando i gravi problemi che si possono riscontrare in questi sport se gli sportivi non sono ben preparati fisicamente, e per esserlo è fondamentale una buona alimentazione.
Diversi i temi sviscerati, ed alcuni hanno anche ribaltato gli atteggiamenti tenuti dagli sportivi, come la strategia di integrazione alimentare prima, durante e dopo ogni sforzo. C’è stato modo di seguire i consigli sulle modalità e i tempi di assunzione dei prodotti, su come bere a basse temperature, il recupero e la corretta alimentazione.
Importante anche il tema riguardante gli integratori, con un accenno agli integratori alimentari nella vita quotidiana, ovvero quei prodotti specifici che favoriscono l'assunzione di sostanze quali macronutrienti (carboidrati e proteine) e micronutrienti (sali minerali o vitamine). Nello specifico per lo scialpinismo gli integratori sportivi di maggior utilizzo sono a base di carboidrati in polvere, solidi o liquidi. Servono a rifornire l’organismo di energia  prima dello sforzo,  aumentando (o facendo risparmiare) le riserve di carboidrati che sono nell’organismo (glicogeno muscolare), durante lo sforzo per prevenire l’esaurimento del glicogeno contenuto nel muscolo e nel fegato, e dopo lo sforzo per ricostruire le riserve di energia (glicogeno muscolare) intaccate o esaurite durante l’attività. Nello scialpinismo vengono anche utilizzate le bevande saline che servono a prevenire la disidratazione e gli squilibri elettrolitici, fornendo all’organismo sali minerali.
Enervit, al link http://www.enervitsport.com/_vti_g3_Rutor1_aspx_rpstry_9_.sphtml# ha pubblicato specificatamente per i partecipanti (ma le indicazioni sono utili a tutti gli sportivi) una serie di suggerimenti ed indicazioni per affrontare al meglio il Millet Tour du Rutor Extrême.
Ieri sera c’era anche Albert Lanièce, assessore alla sanità, salute e politiche sociali della Regione Valle d’Aosta, il quale ha sottolineato l’importanza della relazione tra buona alimentazione, sport e stile di vita, soffermandosi su come la sanità valdostana sia particolarmente attenta allo sport di montagna e quindi a manifestazioni di levatura come il Millet Tour du Rutor Extrême. Anche l’assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Aurelio Marguerettaz, ha sottolineato l’importanza di una buona alimentazione, fil rouge tra montagna e sport. Infatti la montagna è un ambiente impegnativo dove bisogna arrivare preparati, ma allo stesso tempo è un luogo dalle grandi emozioni. Lo sport quindi, secondo l’assessore al turismo, non è solo per i “super atleti” ma è per tutti, basta essere preparati seguendo anche una buona alimentazione.
La serata è stata animata anche da un applaudito video girato durante l’edizione 2009 del Tour du Rutor, ed è stata ravvivata dalla presenza di atleti importanti come il vincitore della recente Pierra Menta,  Manfred Reichegger.
In chiusura Marco Camandona, uno dei coordinatori del comitato organizzatore, ha ringraziato Enervit per la preziosa collaborazione e ha dato un caloroso arrivederci alla manifestazione, che sarà completata da diverse iniziative collaterali, non ultimo il Mountain Village Tour.
Sul percorso le guide stanno lavorando per verificare la sicurezza dei versanti, la segreteria invece è subissata dalle richieste di partecipazione, quella del 2012 è un’edizione di successo che conferma l’attenzione per La Grande Course e per il Millet Tour du Rutor Extrême. Gli organizzatori potrebbero chiudere anzitempo le iscrizioni per troppo “affollamento”.


E' uscito il nuovo numero di Ski-alper!

Tra domani e mercoledi' in tutte le edicole e in consegna per gli abbonati

Il quarto numero stagionale di Ski-alper (marzo 2012, numero 83) è in distribuzione: tra domani e mercoledì sarà in tutte le migliori edicole e inizieranno le consegne agli abbonati. Copertina coraggiosa, dedicata alle pelli di foca, inseparabili compagne di avventura di ogni scialpinista, sia che si tratti di un atleta, che di un viaggiatore o di un freerider. Uno scatto d'autore di Umberto Isman, tratto dal servizio portante di questo numero nella sezione dei viaggi: quattro giorni in rifugio sui ghiacciai dello Jungfrau-Aletsch. La sezione monografica è invece dedicata alla regina delle Dolomiti, la Marmolada, con quattro gite 'classicissime': Punta Rocca, Monte La Banca, Passo Ombretta e Punta Penia.
Da non perdere la grande retrospettiva a firma di Giorgio Daidola (benvenuto tra i collaboratori di Ski-alper) sul mitico Michel Parmentier, lo sciatore errante. Il francese, scomparso a soli 37 anni sull'Everest, ha incarnato forse più di chiunque altro la vera essenza dello skialper viaggiatore.
Ma le interviste 'di peso' non finiscono qui: il nostro Isman è salito in Val Viola con Adriano e Daniele Trabucchi, i 'Trab brothers', per scoprire storia e filosofia dell'ultima azienda di sci completamente made in Italy. Nel settore del 'ripido' abbiamo poi incontrato Mirco De Col, autore di alcune 'prime' in solitaria sulle Dolomiti bellunesi.

Venendo alle rubriche, oltre ai contributi del nostro opinionista Leonardo Bizzaro, ecco gli approfondimenti di Renato Cresta sulla compilazione dei bolettini nivologici e le variabili da tenere in considerazione per determinare il reale grado di pericolo, l'analisi delle responsabilità della guida alpina a cura dell'avvocato Flavio Saltarelli e il dibattito sull'utilità o meno dei coltelli nella tecnica di salita a cura di Enrico Marta.

La sezione materiali si apre con il massiccio Speciale ISPO 2012: 70 novità scelte e spiegate accuratamente da Sebastiano Salvetti durante la fiera di riferimento del settore che si è svolta lo scorso febbraio a Monaco di Baviera. Per la sezione 'prove sul campo', interessante e approfondita analisi comparativa tra 8 modelli di lampade frontali: impossibile non identificare quella più adatta alle vostre esigenze! Poi il test sulla neve delle nuove pelli da gara PDG di Colltex e dei modelli di sci da freeride mountaineering Wayback e Backup di K2.

Infine la ricchissima sezione dedicata all'agonismo: magnifici reportage 'live' del Sellaronda, della tappa di Coppa del Mondo dell'Etna, degli Europei di Pelvoux. L'intervista del mese è dedicata al valtellinese Lorenzo Holzknecht, l'atleta del momento con le vittorie in tutte le gare più importanti del calendario tra gennaio e febbraio. Per i 'guerrieri della notte' abbiamo scelto Tadei Pivk, tra i giovani la promettente Alba De Silvestro. Infine il simpatico reportage della trasferta in Colorado della squadra nazionale azzurra invitata ai Campionati Nordamericani.

Questi sono solo i contenuti principali in 144 pagine da non perdere! Per i più 'tecnologici' da oggi questo numero è disponibile anche su iPad. È sufficiente acquistare la copia singola alla
pagina abbonamenti sul sito skialper.it
per poterla leggere nell'applicazione ufficiale della rivista.


La Montagna del dio cannibale

Conferenza spettacolo di Duccio Canestrini

Giovedì 15 marzo, alle ore 20.30, presso la sala video del Centro S. Chiara, in corso 3 Novembre a Trento, si terrà la conferenza di apertura del corso 'Pianificazione e Gestione delle Aree Montane - l'Eredità culturale, il Patrimonio territoriale' organizzato dall'Accademia della Montagna del Trentino e progettato dalla dalla Commissione Tutela Ambiente Montano della SAT.

Di seguito il comunicato ufficiale relativo alla manifestazione.

La montagna messa in scena dall’antropologo Duccio Canestrini è una montagna meravigliosa, dove la vita però è sempre stata dura. Silenzi mistici e tanta fatica.
Una montagna equivoca, insomma, nel senso che ha sempre avuto diversi immaginari e diversi significati: Eden, rifugio, miniera, colonia, campo da gioco. Di dei cannibali ne ha conosciuti alcuni: un tempo il dio cannibale era concepito come un demone della natura che puniva gli arditi, travolgendo montanari e mercanti, e attirando gli alpinisti verso il pericolo.
Oggi, in epoca di decrescita felice (non verso un meno generico, ma verso 'il meno quando è meglio') il dio cannibale è forse un vecchio ed errato modello di sviluppo, quello che promuove una crescita del prodotto che però comporta un calo di cura: per le persone e per l’ambiente. In sostanza, più cose e meno rapporti, più abbondanza materiale e meno felicità. Conviene difendersi!
Dal titolo di un filmaccio horror degli anni Settanta, esce inaspettatamente una riflessione del tutto positiva sul possibile sviluppo armonico delle comunità montane. Vale a dire la retta, per quanto erta, via.
Immagini storiche, vignette, musiche, letture e videoclip, per una antropologia 'pop' del vivere in montagna. Un mix tra ragionamento e divertimento.

Duccio Canestrini (Rovereto, 1956) insegna Antropologia al Campus universitario di Lucca. Autore di libri e documentari a tema la cultura del territorio, da anni esplora nuove forme di comunicazione mescolando l'alto e il basso con sapiente ironia.


Monte Cristallo e Formazza: incidenti annunciati

L'analisi del nostro esperto di nivologia, Renato Cresta

Tra sabato 18 e domenica 20 si sono verificati due incidenti per valanga e, purtroppo, in uno di questi sono deceduti i due sciatori coinvolti. L’umana comprensione del dolore che ha colpito le famiglie delle vittime non deve far dimenticare che solo la ricerca delle cause degli incidenti può accrescere la nostra esperienza e aiutarci ad evitare che si ripetano casi simili.
Il primo incidente, quello mortale, è avvenuto verso le 11.30 - 12.00 di sabato 18 sul versante sud-est del Monte Cristallo, quello che si può osservare dal Passo Tre Croci (vedi foto panoramica).
Il sovraccarico costituito dai due sciatori ha staccato un lastrone di neve accumulata dal vento il cui fronte si è esteso per circa 150 metri. Il bollettino emesso il 16 febbraio segnalava un grado di pericolo 2 (moderato) generalizzato per i pendii oltre il limite del bosco, ma precisava, a mio parere con grande chiarezza: “Le situazioni più critiche, per distacchi provocati di lastroni soffici da vento, sono ubicate oltre il limite del bosco e nelle ampie radure sottovento, dove è presente della vecchia neve invernale. I lastroni da vento sono poco consolidati con la vecchia neve; il pericolo è ben localizzato per la poca neve presente, specie nelle Prealpi”.
Il profilo stratigrafico della neve rilevato in Faloria qualche giorno prima indicava la presenza di una serie di strati, per uno spessore di 40 cm, di brina profondità a debole coesione, alla quale erano sovrapposti circa 20 cm di neve più recente, in parta trasformata, ma anch’essa a debolissima coesione. In totale 61 cm di neve di pessima qualità sulla quale si è depositata le neve portata dal vento.
In altre parole: basta osservare la panoramica della zona per capire che le rare zone innevate erano quelle in cui il freddo aveva conservato la poca neve delle precipitazioni nevose ed il vento vi aveva depositato quella che era riuscito a strappare via dalle zone più esposte.
La foto della zona di distacco mostra invece che i due sono entrati in sincrono e si sono disposti in sovrapposizione; forse volevano compiere due serpentine incrociate. Ciò che mi lascia molto perplesso è che non si siano accorti (o che non abbiano preso in considerazione) la cornice che, sebbene di modeste dimensioni, era il segnale evidente del pericolo che si celava pochi metri più avanti.

Il secondo caso si è verificato in Val Formazza, sul versante meridionale del Corno di Mud, non lontano dalla rotabile dell’ENEL che da Riale sale al Rifugio Maria Luisa ed alla diga del Bacino del Toggia. Anche in questo caso due sciatori, uno dotato del previsto (e prescritto) equipaggiamento e l’altro del tutto sprovvisto (no comment), sono stati travolti da una valanga a lastroni che aveva un fronte di distacco di circa 100 metri ed uno spessore di circa 50 cm. Per loro fortuna sono rimasti a galla e, rapidamente recuperati dalla squadra locale del CNSAS, se la sono cavata con qualche ammaccatura, spavento a parte. Le cause? Per capirle, anche in questo caso ci basta leggere il Bollettino, emesso venerdì 17 febbraio, che segnalava pericolo di grado 3 solo nel settore in cui è avvenuto il distacco e precisava:
SITUAZIONE: “Durante il corso della settimana venti da forti a molto forti hanno interessato gran parte dell’arco alpino piemontese, a partire dalla Val Formazza fino alle Alpi Marittime … Il manto nevoso ha subito un evidente rimaneggiamento. Sono nuovamente presenti ampie zone erose e grandi accumuli in tutte le esposizioni e a tutte le quote … I recenti lastroni sono localizzati prevalentemente sui pendii esposti a sud e ad est”.
 PERICOLO VALANGHE: “… Nei settori alpini di confine settentrionali e occidentali la possibilità di provocare il distacco di valanghe a lastroni, localmente anche di medie dimensioni è legata al debole sovraccarico su molti pendii ripidi … durante le ore più calde non si esclude la possibilità di provocare il distacco di valanghe a lastroni già al passaggio del singolo sciatore”.

Non sembra necessario aggiungere altre parole a commento, ma penso che, ai miei tempi ai ragazzi disubbidienti veniva somministrata una solenne sculacciata.
 


Due le vittime di una valanga sul Cristallo

Da ieri sera gli scialpinisti erano dispersi

I cadaveri di due scialpinisti sono stati individuati stamane lungo il Canale Bernardi a quota 2.200 metri; uno dei due sarebbe stato trovato dal Soccorso alpino grazie alla ricezione del segnale dell'Artva ancora acceso. Le vittime sono Mario Sardi, 48 anni di Treviso, e Giovanni Gellera, 50 anni, di Conegliano. L'allarme per il mancato rientro dei due dall'escursione sul Monte Cristallo era scattato già nella tarda serata di ieri con una telefonata di segnalazione al Suem 118 di Pieve di Cadore. Gli uomini del Soccorso alpino usciti stamane con l'elicottero hanno immediatamente identificato lo stacco di valanga avvenuto lungo il Canale Bernardi e le tracce in entrata, ma non in uscita degli scialpinisti.
Mario Sardi, Istruttore di Sci-Alpinismo (ISA), faceva parte della Scuola di Scialpinismo Messer, Sezione CAI Velio Soldan di Pieve di Soligo. Giovanni Gellera, imprenditore trevigiano, era stato denunciato dalla polizia di Cortina per aver causato, affrontando un tracciato fuoripista, nel gennaio 2009, il distacco di due valange che si erano abbattute per alcuni metri sulla pista Cacciatori di Ra Valles; per il fatto aveva subito un processo a seguito del quale era stato assolto dall'accusa.


Dal Garda alle Dolomiti

Incanti fotografici

Torino, Museo Nazionale della Montagna, 15 febbraio - 20 maggio 2012

A fine novembre 2010, a Trento, veniva annunciato l’acquisto da parte del Museo Nazionale della Montagna di Torino di uno straordinario fondo di oltre 16.000 fotografie storiche trentino-dolomitiche e presentato il volume Dal Garda alle Dolomiti. Nella primavera del 2011, sempre il Museo, allestiva a Trento una prima esposizione con i pezzi più rilevanti dell’importante patrimonio. Oggi – concluso il lavoro di riordino, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo – tutta la documentazione è consultabile nella Fototeca del Centro Documentazione Museomontagna (ricca di oltre 155.000 pezzi) e viene allestita una nuova esposizione nell’Area Espositiva al Monte dei Cappuccini a Torino.

La mostra Dal Garda alle Dolomiti, incanti fotografici - organizzata dal Museo Nazionale della Montagna - CAI-Torino, dalla Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura Trento e dalla Regione Piemonte, con la collaborazione di Città di Torino e CAI - inserita tra gli avvenimenti dei festeggiamenti di CAI 150 che cadranno nel 2013 – è una selezione di fotografie eterogenee per supporto, formato, datazione e committenza. Si spazia su tutto il Trentino Alto Adige fino ai territori montani confinanti dell’Adamello e dell’Ortles in Lombardia, del Cadore, dell’Ampezzano e di Livinallongo in Veneto. Le prime immagini risalgono agli anni Sessanta dell’Ottocento, per arrivare fino alla metà del secolo scorso. Compaiono tutti i principali fotografi e studi internazionali, con rilevante spazio dedicato ai grandi nomi locali e ai tanti sconosciuti fotoamatori, anch’essi ampiamente presenti. I pezzi sono allineati per creare un percorso ideale dal Lago di Garda a tutte le Dolomiti, un viaggio magico di scoperta (o riscoperta) di una delle regioni più affascinanti delle Alpi. La rassegna si può suddividere in quattro nuclei fondamentali:

1. Il Viaggio Alpino
Con fotografie dei maggiori fotografi del periodo, ripartite in settori geografici: dal Lago di Garda al Lago di Toblino; Brenta, Adamello, Presanella e le Valli; dall’Ortles alle Dolomiti; Dolomiti Altoatesine; Dolomiti Venete; Val di Fiemme e Val di Fassa; Primiero e Valsugana. In questo gruppo da una parte figurano i nomi più importanti del tempo: Photoglob, Stengel & Markert, Römmler & Jonas, Würthle & Spinnhirn, Otto Schmidt, Alois Beer, Underwood & Underwood; dall’altra parte è presente una folta rappresentanza di fotografi locali: Giovanni Battista Unterveger, Franz Dantone, Emil Lotze, Josef Gugler, Franz Moser, Bernard Johannes, Francesco March, Augusto Baroni.
Sono presenti inoltre fototipi di Giuseppe Garbari e Giuseppe D’Anna, oltre a opere dei fotografi dilettanti della SAT (Società degli Alpinisti Tridentini).

2. Album e raccolte di viaggio.
E' un ampio panorama di album di viaggio e di raccolte che coprono un arco temporale di circa cent’anni (dagli anni ‘70 dell’Ottocento agli anni ‘30 del Novecento). Gli album sono di tre tipologie: editoriali (realizzati dalle grandi case fotografiche), di professionisti (esemplari unici frutto di un attento lavoro), oppure di viaggiatori (con i ricordi della vacanza alpina). Alcune fotografie presenti negli album o nelle raccolte, ad opera di turisti ma non solo, probabilmente, sono le uniche immagini storiche di certi luoghi.

3. Guerra e fascismo.
Raccoglie importanti testimonianze della guerra in montagna. Sono presenti un panorama fotografico della Valle Lagarina da Monte Cornale del Battaglione Specialisti del Genio; a fianco un album di grande formato sulla guerra.

4. Lavoro.
E' una sezione incentrata maggiormente sulla prima metà del Novecento. In questo lasso di tempo avvengono importanti trasformazioni. Il XX secolo vede un fiorire di cantieri per la costruzione e l’ampliamento di strade, la costruzione di ponti, funicolari e ferrovie anche a supporto della forte vocazione turistica del territorio. Inoltre il progresso della tecnica permette all’uomo di interagire in maniera forte con la montagna e la sua risorsa principale: l’acqua, con foto di condotte, centrali idroelettriche e linee elettriche.

La rassegna – curata da Maurizio Casagranda e Salvatore Rizzo, coordinata da Aldo Audisio con Veronica Lisino e Gabriella Casalone Rinaldi, e la collaborazione di Antonella Lombardo, Gilberto Merlante e Marco Ribetti – è organizzata con foto singole incorniciate, messe a confronto con album e raccolte presentate in grande vetrine e con oltre 160 pezzi, permette un primo approccio al mondo delle Dolomiti in fotografia. A disposizione del visitatore una cartella di immagini: 11 soggetti, di grande qualità e impatto emotivo, da portare a casa come ricordo di una visita a tanti 'incanti fotografici'.

Per informazioni: www.museomontagna.org
 


In edicola Ski-alper numero 82

Il nuovo numero è arrivato insieme alle abbondanti nevicate in tutta Italia

In tutte le edicole da qualche giorno c'è il terzo numero stagionale di Ski-alper (82). Facilmente riconoscibile dal colore rosso intenso della copertina, nelle due bande che racchiudono una foto d'autore di Riccardo Selvatico che ritrae il campionissimo Kilian Jornet Burgada.

COVER STORY - COLAZIONE DA KILIAN
Il catalano è il grande protagonista di questo numero: a lui è dedicata la cover story, un servizio esclusivo di 10 pagine realizzato da Carlo Ceola nella sua abitazione di Chamonix. Un Kilian 'intimo', quasi raccolto, che ci svela il suo modo di vivere prima ancora del suo essere atleta.

L'ARTE E LA MONTAGNA
Umberto Isman ha incontrato il grande pittore piemontese Tino Aime in gioventù è stato un grande appassionato di scialpinismo. Oggi evita accuratamente di aprire l'album fotografico per non essere vinto dalla malinconia. Problemi alla schiena gli impediscono di sciare. «La montagna delle mie opere è quella dove abita l'uomo, fino al rifugio, non oltre. Le vette non sono quasi mai rappresentate, raggiungerle per me è sempre stato più che altro un esercizio sportivo…».

IL CALZOLAIO DEL FUTURO
Ritratto 'tutto tondo' di Lorenzo Delladio, alla maniera di Ski-alper. Il 'boss' di La Sportiva ha fatto con noi una salita con le pelli raccontando passato, presente e futuro della sua dinamica azienda.

MONTENEGRO, WILD BEAUTY
«…da queste parti si assumono i connotati del vero scialpinismo di ricerca. Non quello che da noi semplicemente esplora tracce di salita alternative, ma quello che, su scala più macroscopica, ricerca montagne da salire con gli sci…». Quattro proposte di itinerari sui massicci montuosi della piccola repubblica balcanica.

IL POLO NORD ITALIANO
Monografia dedicata al magnifico settore alpino dell'Adamello-Presanella, con alcune delle più classiche gite raccontate nei minimi dettagli.

IMPERDIBILE ETNA
In vista del ritorno sul vulcano della Coppa del Mondo a fine febbraio, proponiamo la classicissima traversata dal Rifugio Speranza a Piano Provenzana.

VALUTAZIONE DELL'AMBIENTE
Renato Cresta, il nostro esperto di nivologia, ci insegna come valutare preventivamente l'ambiente naturale in cui si svolgerà la nostra gita.

SOGGETTI, NON COMPLEMENTI
La nostra scelta dei migliori 30 bastoni (a lunghezza fissa e variabile) e dei 30 zaini più adatti allo ski-alp (per uscite da un giorno o da più giorni) con tanto di scheda tecnica e noistre valutazioni.

BEO, PENSARE RIPIDO
Fabio Beozzi è uno dei volti nuovi della scena dello sci ripido. Tecnicamente dotato, con le idee estremamente chiare e un percorso tutto suo…

ANTEPRIMA: LA SPORTIVA SPITFIRE
Abbiamo portato sulla neve il nuovissimo scarpone da grantour di la Sportiva. L'attenta analisi è di Sebastiano Salvetti, il tester Niccolò Zarattini.

DYNAFIT HUASCARAN, 114 MM SOTTO IL PIEDE
Tutte le (numerose) novità da Dynafit per la prossima stagione, direttamente dall'incontro stampa di Wuhrsteinalm di fine gennaio.

TECNICA: LA VIRATA
Abbiamo messo a confronto la tecnica tradizionale di virata in salita con quella di derivazione agonistica da noi ribattezzata 'Brosse-Elmer' dai nomi dei due principali interpreti.

THE WALL
Il racconto 'live' dell'incredibile Saalbach Mountain Attack, con i numerosissimi concorrenti a contendersi la vittoria tra raffiche di vento gelido e neve.

APPUNTATO INOX. ALIAS CARLO ZANON
Intervista al mitico 'Inox' per la sezione dedicata ai talent scout dello scialpinismo.

ANDORRA, ANDATA E RITORNO
Cronaca da bordo pista della prima tappa stagionale di Coppa del Mondo ad Andorra, con il doppio successo del solito Kilian.

E questo è solo un highlight di ciò che potrete leggere su Ski-alper numero 82. Naturalmente attendiamo i vostri feedback in vista della prossima uscita. Buona lettura!

 


150 anni di esplorazioni polari

Dalla Groenlandia al Polo Sud

Ha aperto i battenti al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, lo scorso venerdì (20 gennaio), la mostra storica e divulgativa sulle esplorazioni polari organizzata dall'Associazione Circolo Polare di Milano e dall'Ambasciata di Norvegia in Italia. Titolo della mostra '150 anni di esplorazioni polari: dalla Groenlandia di Nansen al Polo Sud di Amundsen-Scott per ricordare la ricorrenza del centenario dal raggiungimento del Polo Sud ed i 150 anni dalla nascita di Fridtjof Nansen.
Una figura affascinante quella di Nansen che dopo i grandi exploit nelle esplorazioni polari (fu il primo ad attraversare la Groenlandia nel 1888 e ad utilizzare le derive artiche per avvicinarsi il più possibile al Polo Nord negli anni fra il 1893 ed il 1896), si avviò ad un'altrettanto fulgida carriera diplomatica. Assunse nel 1921 la carica di Alto Commissario per i prigionieri ed i rifugiati e creò l'omonimo Passaporto, restituendo dignità a milioni di persone dopo gli anni tragici della Prima Guerra Mondiale; proprio grazie alla sua attività in ambito umanitario fu insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1922. E fu proprio Nansen il mentore di Amundsen, l'altro grande protagonista di questa mostra. A distanza di qualche settimana dal centenario dell'impresa di Amundsen, che il 14 dicembre 1911 raggiungeva l'estremo sud del pianeta, la mostra fornisce al visitatore informazioni interessanti sul viaggio compiuto dal norvegese, che riuscì a battere sul tempo l'inglese Robert Scott, anche lui impegnato negli stessi giorni nel tentativo di raggiungere il Polo Sud.
Da ricordare che Amundsen, prima di puntare all'Antartide, ancora inviolata, aveva provato il sapore della sconfitta, essendo stato anticipato nella conquista del suo primo obiettivo, il Polo Nord, dall'americano Robert Peary. Amundsen percorse 2.800 chilometri in 99 giorni alla velocità media di 27 chilometri al giorno all'andata e 37 al ritorno, mentre Scott ed il suo equipaggio rimasero prigionieri dei ghiacci e persero la vita nel tentativo.
Per raggiungere l'Antartide, Amundsen si servì della nave 'Framm' (termine norvegese che significa Avanti), che era stata costruita ed utilizzata con successo proprio da Nansen.

Da non dimenticare anche il ruolo degli esploratori polari italiani: Giacomo Bove, Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi, Umberto Nobile, Leonardo Bonzi, Silvio Zavatti ed il 'lariano' Guido Monzino, i cui contributi vengono evidenziati nel percorso didattico.

Per informazioni: www.regione.piemonte.it/museoscienzenaturali


Quattro chiacchiere con Sylvain Saudan

Video backstage dell'intervista al pioniere dello sci ripido

Ancora Chamonix protagonista di una delle nostre interviste. Questa volta siamo andati a trovare il discusso pioniere dello sci ripido, lo svizzero Sylvain Saudan, che da molti anni ormai si è trasferito nella località ai piedi del Monte Bianco. Ecco alcuni brani dell'intervista che avete potuto leggere su Ski-alper numero 81 di dicembre.


Grantour: la traversata della Corsica

Video backstage del grantour proposto la scorsa primavera

Una proposta davvero avvincente, un servizio che nella scorsa stagione ha riscontrato un grande successo. Il video-backstage della traversata della Corsica realizzato da Enrico e Idalba. Da non perdere anche le immagini storiche del gruppo del CAI di Bergamo guidato dal mitico Maestrini.


Anche la Val Senales apre agli scialpinisti

Il martedì ed il venerdì dalle 17.30 alle 22 accesso libero

Come segnalato da Graziano, la società Funivie Ghiacciai Val Senales Spa, nell’intento di venire incontro alle esigenze dei numerosi praticanti dello si di alpinismo, due volte la settimana interrompe la battitura delle piste. Ogni Martedì e Venerdì dalle ore 17.30 alle ore 22.00 verrà interrotta la preparazione della pista della discesa a valle in direzione Rifugio Bella Vista e in direzione Stazione a Monte - Hotel Grawand. Siccome le piste non sono illuminate è necessario munirsi di una pila frontale.


Nevegal, ecco il nuovo sentiero per le pelli

Il Colle bellunese aspetta la neve per la prima salita

Il Nevegal non smette di stupire, oltre alla notizia, data nei giorni scorsi, della serata settimanale destinata agli scialpinisti, la Nis ha terminato la segnalazione e la messa in sicurezza del sentiero che porterà gli appassionati in quota senza andare a interessare le piste. 
Mercoledì 11 gennaio, oltre alla tappa dello Skid Alp Tour, ci sarà la presentazione ufficiale del sentiero.
Il Nevegal attende solo che qualche perturbazione porti un po’ di neve!


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