In 250 alla Comano Ursus Extreme Trail

Chiuse le iscrizioni giovedì sera, la Comano Ursus Extreme Trail si appresta a vivere la quarta edizione, che sabato 1 giugno vedrà schierati ai nastri di partenza 250 runner provenienti da 11 nazioni.
Saranno due le distanze di gara, la CUET 60 km (4800 metri di dislivello) e la CUET 28 km (2400 metri di dislivello), con partenza e arrivo per entrambe al Passo Durone, nel cuore delle valli Giudicarie. Alle 6 verrà dato lo start per i concorrenti della 60 km, mentre quelli della 28 km prenderanno il via alle 9.
Negli ultimi giorni sono arrivate anche le attese iscrizioni di alcuni dei migliori interpreti della specialità. Tra gli iscritti dell’ultima ora spicca il forte bergamasco Luca Carrara, che dovrà vedersela con il trentino Manuel Degasperi, fresco di conquista del record mondiale di dislivello positivo a piedi in 24 ore (20.865 metri, contro i 20.550 del detentore del precedente primato Andrea Daprai). Nella CUET 28 km, invece, i riflettori saranno puntati sul trentino Andrea Debiasi e sulla quotata polacca con passaporto italiano Wiktoria Piejak.
Ognuno dei 250 partecipanti affronterà una personale sfida su un doppio percorso che porterà i concorrenti a gareggiare in alcuni degli scorci più suggestivi del territorio che fa da anello di congiunzione tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta.
Anche per questo è stato forte il richiamato esercitato sugli appassionati e sportivi, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Molti i runner extra regionali, che raggiungeranno il Trentino da Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Lazio, con ben undici nazioni rappresentate in starting list, quali Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Russia, Belgio, Polonia, Svezia e addirittura Stati Uniti e Singapore.
Dopo le numerose perturbazioni che hanno caratterizzato il mese di maggio, il meteo dovrebbe essere favorevole agli atleti in gara, che vedranno ripagata la loro fatica dalle bellezze del territorio. Per i partecipanti alla CUET 60 km ci saranno il ‘giro delle Cime’, caratterizzato da un paesaggio mozzafiato, e i transiti – altrettanto suggestivi - dalla Val Lomasona, dal Monte Brento e dal Monte Casale, con le ‘creste della Val Marcia’ inserite invece nel tracciato di 28 km.
Nel pomeriggio sempre di sabato 1 giugno, alle 16 al Passo Durone, ci sarà anche un appuntamento riservato ai più piccoli, il MinitrAil, con 5 differenti percorsi a seconda delle categorie e fasce d’età, dai Baby fino agli Allievi. La quota d’iscrizione, pari a 5 euro, sarà devoluta interamente all’AIL, l’Associazione Italiana Leucemia.
Attorno alle 12.30 sono previsti i primi arrivi della CUET 28 km, mentre i primi atleti della CUET 60 km sono attesi attorno alle 14.20.


Al via le Golden Trail World Series, guarda il film dell’edizione 2018

Con l’attesissimo appuntamento di Zegama di domenica, inizia l’edizione 2019 delle Golden Trail World Series, il circuito fortemente voluto da Salomon (e che prevede anche dei tornei nazionali) che toccherà anche Chamonix con la Marathon du Mont Blanc del 30 giugno, Canazei con la Dolomyths Run Skyrace del 21 luglio, la Sierre-Zinal l’11 agosto, la Pikes Peak Marathon (Stati Uniti) il 25 agosto, la Ring of Steall Skyrace il 21 settembre e vedrà il gran finale in Nepal con l’Annapurna Trail Marathon il 26 ottobre. Un circuito nato con l’obiettivo di portare il trail e lo skyrunning a un altro livello, sia in termini di atleti e professionalità, sia di controlli anti-doping, sia di mediaticità. Non è un caso che l’edizione 2018 abbia avuto un’audience di oltre 30 milioni e circa 10.000 atleti iscritti a tutte le gare. Cliccando sull’immagine in alto è possibile vedere il simpatico cortometraggio (vediamo se indovinate chi è la voce narrante…) con gli highlight dell’indimenticabile edizione 2018, gara per gara.

LA FORMULA - Per i primi cinque classificati di ogni gara comprese le finali è previsto un premio di 1.000 euro (rilasciato solo dopo esito negativo del controllo doping) e per i primi dieci uomini e donne del ranking generale alla fine del circuito la quota sale a 5.000 euro). Per la classifica finale fanno fede i migliori tre risultati nelle gare più quello della gara all’Annapurna. Gli atleti elite inoltre ricevono un supporto per viaggio, ospitalità e pettorali in base a criteri ben definiti. Ecco perché ci sono tutti gli ingredienti affinché l’edizione 2019 delle Golden Trail World Series sia quella della definitiva consacrazione dopo il successo ottenuto nel 2018.

ZEGAMA - Sarà l’anno del gran ritorno di Kilian Jornet, otto volte vincitore e assente nelle ultime due edizioni. Il catalano dovrà guardarsi le spalle da Rémi Bonnet, Manu Merillas (che rientra nelle gare di alto livello), Aritz Egea, Karl Egloff, Petter Enghdal, Thibaut Baronian, Bhim Gurung, Jan Margarit, Jessed Hernandez. Tra le donne al via Yngvild Kaspersen, Megan Kimmel, Oihana Kortazar, Maite Maoira, Elisa Desco, Uxue Fraile.


Marco Zanchi e il Sentiero delle Orobie

Marco Zanchi nelle Orobie è di casa. Ha vinto due volte l’Orobie Ultra Trail, si allena su quei sentieri tutti i giorni. Così è nato il progetto Orobie d’un Fiato, per rendere omaggio a chi, negli anni Cinquanta, ha ideato e tracciato il Sentiero delle Orobie. «Ventidue anni fa - spiega l’ultrarunner e ambassador Topo Athletic - ho scoperto di essere circondato da fantastiche montagne. Le Orobie sono la mia casa e il desiderio di poterle affrontare di corsa, tutte d’un fiato, è sempre stato vivo in me. L’interesse è nato anche per la storia dei sentieri e dei rifugi presenti, che costituiscono fondamentali punti di riferimento nei miei allenamenti».
L’appuntamento è fissato sabato 6 luglio, nella giornata che precederà Save the Mountains, la festa del CAI Bergamo all’insegna dell’educazione e della sostenibilità ambientale: Marco Zanchi partirà da Cassiglio, alle ore 12, e arriverà fino al Passo della Presolana, entro le ore 12 di domenica 7 luglio, accompagnato da amici che, a staffetta, lo seguiranno di giorno e di notte assistendolo nei tratti più difficili.
Nei 140 km di attraversamento dei monti bergamaschi, con un dislivello positivo di 11.000 metri e negativo di 10.300, l’ultrarunner toccherà i rifugi Cazzaniga, Lecco, Grassi, Benigni, Ca San Marco, Baitone, Longo, Calvi, Biv Frattini, Brunone, Coca, Curò, Albani, Cassinelli. L’avvincente esperienza sarà raccontata in un cortometraggio che, tra passato e presente, riproporrà anche documenti dei primi anni del ‘900. Sarà possibile seguire l’evento live su Setetrack.


Grandi sfide alla Salomon Gore-Tex MaXi-Race

Pioggia, vento, sole, caldo e fango: è successo un po’ di tutto sul lago di Annecy alla nona edizione della Salomon Gore-Tex MaXi-Race. La gara corta da 16 km era valida come prima prova del Mountain Running World Cup: vittoria del britannico Andrew Douglas (con quinto e sesto Martin e Bernard Dematteis) e della keniana Lucy Wambui Murigi. Nella MaXi Race (82 km, 5200 metri di dislivello) doppietta francese con le affermazioni di Michel Lanne e Marion Delespierre, con terza piazza per Virginia Oliveri. Nella Ultra Race (115 km, 7000 m D+) a segno lo spagnolo Unai Dorronsoro davanti allo statunitense Jason Schlarb con quinto Andrea Macchi; nella gara rosa si impone l’ungherese Ildiko Wermescher, classe 1965.


Trail del Monte Soglio per due

Condizioni meteo non facili al Trail del Monte Soglio. A Forno Canavese organizzatori e gli oltre 700 iscritti sono stati messi a durissima prova: nel cuore della gara, quando erano trascorse oltre cinque ore dalla partenza della gara principale, il Gir Lung di 72 km per 4.400 metri, un fortissimo temporale si è abbattuto sul percorso, con la grandine che ha tempestato il tratto da Cima Soglio a Peretti Griva imbiancando totalmente i sentieri. La direzione di gara è stata così costretta, per motivi di sicurezza, a fermare molti concorrenti all’altezza del Rifugio dell’Alpe Soglia.
Il clima ha fortemente influito anche sullo sviluppo agonistico della gara, non facendo mancare i colpi di scena: inizialmente si era posto al comando della corsa Andrea Biffi, seppur insidiato a pochi secondi da Alessandro Macellaro. Dopo il 30° km però Biffi era costretto a rallentare e Macellaro ne approfittava per andare in fuga. Nel tratto verso Pian Audi (km 53) rientrava su di lui Daniele Fornoni e i due procedevano sempre a distanza di pochi secondi l’uno dall’altro fino all’arrivo, dove decidevano di tagliare il traguardo insieme evitando la volata e condividendo una vittoria che, in una giornata simile, ha un sapore molto particolare. Per Fornoni è la seconda vittoria dopo quella del 2015 e il quarto podio in cinque anni mentre Macellaro era giunto secondo lo scorso anno. 9h07’16” il loro tempo finale, a far loro compagnia sul podio Nicolas Statti, autore di una grande rimonta nel tratto conclusivo fino ad arrivare a 2’18” dai vincitori. Al femminile netto successo per Sonia Glarey, al comando sin dalle prime battute, in 9h59’50”, ottava assoluta. Seconda Laura Barale a 59’24”.
Nel Gir Curt, di 39 km per 2.400 metri Lorenzo Facelli si è posto subito al comando, insidiato inizialmente da Stefano Radaelli che è rimasto con lui fino al giro di boa per poi staccarsi irrimediabilmente. Facelli ha proseguito fino al traguardo chiudendo in 3h054’09” accumulando 2’03” su Radaelli mentre terzo ha chiuso Alessandro Pittatore a 7’11”. In campo femminile prima posizione per Marina Cugnetto in 4h50’13”, con 1’11” su Chiara Macocco e 8’09” su Valeria Marasco, autrice di una straordinaria rimonta considerando che a metà gara era solamente settima.


Grignone Vertical Extreme a Paolo Bonanomi e Martina Brambilla

Paolo Bonanomi e Martina Brambilla concedono il bis al Grignone Vertical Extreme. Proprio come lo scorso anno il portacolori dei Falchi Lecco e la stella del Team VAM hanno messo tutti dietro nella classica primaverile con partenza nel centro di Pasturo e arrivo posto dinnanzi alla porta del Rifugio Brioschi a 2410 m di quota.
In 215 si sono ritrovati nel centro valsassinese per questa sfida in verticale divenuta orami appuntamento fisso di fine maggio. La ‘tutt d’un fià’ ha messo a dura prova atleti e organizzatori. Con un occhio al cielo e uno allo smartphone per sondare in tempo reale l’evolversi del meteo, Alberto Zaccagni e il suo staff avevano pronti due varianti in sostituzione della classica ascesa da 7.5 km con 1800 metri di dislivello positivo.
Invece, niente pioggia e tutto come da copione. Una sfida da frequenze cardiache elevate quella griffata Team Pasturo, con passaggi a Cornisella e all’ex Rifugio Tedeschi prima dell’ultimo step sul muscolare itinerario estivo di salita al Grignone. Su tutti l’ha spuntata ancora una volta Paolo Bonanomi che, di prepotenza, ha staccato i diretti avversari e vinto in 1h19’45”. Sul podio con lui sono saliti anche l’altro Falco Danilo Brambilla 1h25’55” e Luigi Pomoni 1h22’39”. Completano la top five di giornata Marco Colombo e Luca Albini.
Nella gara in rosa Martina Brambilla torna a porre la propria firma nell’albo d’oro con finish time di 1h34’58”. Seconda si è piazzata Francesca Rusconi 1h37’44”, mentre terza è giunta Cecilia Pedroni 1h38’53”.
Sfida nella sfida nell’intermedio dal Pialeral al Grignone per aggiudicarsi il primo memorial Gabriele Orlandi Arrigoni. Il trofeo per i migliori intertempi negli ultimi 1000 metri di salita se lo sono aggiudicato i vincitori di giornata Bonanomi e Brambilla.

Martina Brambilla ©Maurizio Torri

Messa in archivio questa prima gara in verticale, ora l’appuntamento sarà il K2 Valtellina, in programma domenica 30 giugno a Talamona. Al fine di legare queste due competizioni molto simili per format e tipologia, Team Pasturo & Gp Talamona hanno infatti creato il Double Vertical Challenge che prevede un riconoscimento ai vincitori e un super gadget finisher di entrambe le gare.
Per quanto riguarda invece il direttivo del Team Pasturo, energie e attenzioni sono già focalizzate sulla terza domenica di settembre per una ZacUp che sarà tappa delle Migu Run Skyrunner World Series; iscrizioni aperte da sabato 1 giugno, da quel momento sarà possibile connettersi al sito www.zacup.it e accaparrarsi uno dei 500 pettorali a disposizione.


Grignone Vertical Extreme, sabato si fa fatica

Grignone Vertical Extreme, il Team Pasturo sta lavorando per una quarta edizione ricca di novità. In vista della ZacUp, in programma a metà settembre e valevole come tappa di Migu Run Skyrunner World Series, Alberto Zaccagni e il suo staff scalderanno i motori con la scalata alla vetta simbolo delle montagne valsassinesi. Il format è quello testato e promosso sul campo nelle edizioni precedenti con start in linea dal centro di Pasturo e arrivo alla porta del Rifugio Brioschi, in vetta alla Grigna Settentrionale. Una sparata da 7.5 km e 1800 metri di dislivello positivo. La 'tutt d’un fià', come amano definirla i 'local' è la rivisitazione in chiave moderna di una competizione storica, una sfida in verticale che entusiasma un’intera comunità. Riprendendo in parte il Trofeo Antonietta, organizzato per anni dal gestore del Rifugio Pialeral Dario Pensa, questo spettacolare vertical andrà in scena sabato 25 maggio con start alle 9.30 per evitare agli atleti temperature troppo elevate durante la prima fase di ascesa. Nel post race tutti all’ex Rifugio Tedeschi al Pialeral per una gran festa finale.


Val del Riso Trail, la prima a Fabio Pasini e Maria Eugenia Rossi

Debutto coi fiocchi per la Val del Riso Trail. 200 i partecipanti alla gara nella terra delle miniere, con partenza e arrivo a Gorno. I primi a imprimere il sigillo sulla gara griffata Fly-Up e Pro Gorno sono l’azzurro del fondo Fabio Pasini e la skyrunner, specialista della discesa, Maria Eugenia Rossi.
Solo una leggera modifica nel tratto che conduce alla frazione Riso onde evitare il fango, per il resto il percorso della nuovissima Val del Riso Trail non ha subito alcuna modifica nonostante la pioggia che ha accompagnato la gara.
Ad accendere la miccia ci ha pensato Fabio Pasini, imprimendo un forcing deciso sin dall’inizio. Al suo inseguimento si è portato il giovane Mattia Tanara del Team Scott, con alle calcagna Luca Rota del team Serim. Più staccati Fabio Bonfanti, Matteo Longhi e Denny Epis. Lungo la discesa del monte Grem, nella seconda fase di gara, Fabio Pasini ha mantenuto la prima posizione nonostante Mattia Tanara non si sia certo risparmiato. Dietro di loro, invece, c’è stato uno scambio di posizioni. Fabio Bonfanti è passato dal quarto al terzo posto, rimontando Luca Rota.
Sul traguardo di Gorno è piombato dunque per primo Fabio Pasini (alla sua prima gara in maglia Recastello Radici Group). 2h07’30” il tempo che gli è valso la vittoria. Mattia Tanara è transitato sotto l’arco Scott in 2h09’22”, accusando un ritardo di 1’52”. A distanza di 8’29″ dal vincitore ha concluso Fabio Bonfanti (Runners Bergamo – 2h15’59”). Nei migliori dieci di giornata Luca Rota, Denny Epis, Matteo Longhi, Daniel Antonio Rondi, Marco Marchesi, Andrea Noris e Giambattista Micheli.
In campo femminile Maria Eugenia Rossi, dopo aver corso i primissimi chilometri appaiata a Lara Birolini, ha condotto l’intera gara all’attacco. Con il suo bel sorriso stampato in volto malgrado la fatica, Maria Eugenia Rossi ha solcato la linea d’arrivo in solitudine, stoppando le lancette su 2h38’21”. La portacolori dell’Erock Team ha avuto la meglio sulla compagna di squadra Lara Birolini (2h52’10”) e su Carolina Tiraboschi (Asd Maga – 3h00’49”). Nella top five anche Sara Bergamelli e Caterina Tomasoni.


Garda Trentino Trail a Enzo Romeri e Simona Gambaro

Il trentino Enzo Romeri (CMP Campagnolo Bassano) e la genovese Simona Gambaro (Sisport) sono i vincitori della quarta edizione del Garda Trentino Trail, la prova di 60 chilometri con 3500 metri di dislivello disegnata tra l’Alto Garda Trentino e la Valle di Ledro, con partenza da Arco ed arrivo a Riva del Garda dopo aver toccato i tre laghi di Tenno, Ledro e Garda. Un successo a lungo inseguito, quello di Romeri che sin dalla prima edizione del 2016 è stato costantemente tra i protagonisti, di fatto sempre a ridosso della vittoria ma senza mai conquistarla, discorso valido anche per la versione invernale, il GardaTrentino XMas Trail in calendario a dicembre.
Il quarto assalto è stato dunque quello buono per il quarantaseienne trentino, autore di un assoluto monologo concluso in poco meno di sei ore (5h59’01). Il suo margine è stato superiore alla mezz’ora nei confronti degli altri due protagonisti del podio di giornata, il lombardo Christian Pizzati (TRM Team, 6h32’23) e l’ex hockeista gardenese Christian Insam (Team La Sportiva, 6h45’33), già secondo dodici mesi fa. I numeri sembrerebbero delineare una vittoria agevole per Romeri, ma in realtà non è stata una passeggiata: la pioggia ed il freddo hanno messo a dura prova la resistenza del trentino ma la sua determinazione di voler finalmente conquistare il successo nel Garda Trentino Trail è stata più forte di tutto, anche della neve presente nella parte sommitale del tracciato, oltre i 1600 metri dal Rifugio Nino Pernici a Bocca Saval. Ai piedi del podio è finito il pusterese Werner Bergmann (LaufClub Pustertal) che ha preceduto il tedesco Christian Zimmer ed il trevigiano Daniele Fant (Sinteco Running Team).
La prima donna a concludere il tracciato di 60 chilometri è stata invece Simona Gambaro, autrice del 29° tempo assoluto con 7h55’56 per precedere l’altoatesina Maria Regina Spiess (Sarntal Raiffeisen, 8h01’46), vincitrice dodici mesi fa della distanza media del Garda Trentino Trail. Ed a tal proposito, di poco superiore alle quattro ore invece il tempo impiegato dai due trentini Christian Modena e Francesco Trenti - entrambi portacolori del Team LaSportiva - per firmare la Tenno Trail Marathon, la prova intermedia del trittico griffato Garda Trentino Trail con i suoi 42km di sviluppo e 2400 metri di dislivello con partenza da Tenno. Dopo un iniziale allungo di Trenti, Modena ha chiuso il gap e da quel momento i due hanno proseguito di pari passo fino a tagliare a braccetto il traguardo di Riva del Garda in 4h19’34. Terzo posto quindi per Daniel Degasperi. La veneta Francesca Pretto (Team La Sportiva) è invece risultata imprendibile per tutte nella gara femminile, conclusa con il tempo di 5h03”23.

LEDRO TRAIL EXPERIENCE - Firma inglese per la Ledro Trail Experience, la prova più breve del trittico con i suoi 30km e 1200 metri e partenza da Bezzecca: il primo a concludere la propria fatica è stato il britannico Robbie Britton, inglese da poco di casa a Biella che con 2h31’26 si è lasciato alle spalle Manuel Speranza (Atletica Cortina, 2h32’11) ed il ledrense Michele Bartoli (Ss Tremalzo, 2h32’46). A imporsi al femminile è stata la bellunese Martina Valmassoi (Team Salomon), prima al traguardo dopo 2h53’36 di gara.
Gli arrivi delle tre prove si sono quindi succeduti fino all’imbrunire, con i quasi mille partecipanti estasiati per aver potuto godere di una giornata tanto avvincente e ben confezionata pur in condizioni meteo che si preannunciavano critiche. Ma tutto è filato liscio, grazie alla clemenza del meteo ma anche per la sempre maggior perizia ed esperienza di un comitato organizzatore di anno in anno più rodato e già al lavoro per pensare ed allestire la prossima Garda Trentino XMas Trail del 14 dicembre.


Che spettacolo al Trofeo Nasego

Solito, grande spettacolo al Nasego. Puntuale alle ore 9.30 lo start da Casto, poi via a perdifiato tra le vallate e le alture del savallese, un lunghissimo serpentone colorato che solcava i luoghi simbolo della gara: le ferrate, i Piani di Alone, i Pannelli, il Rifugio Nasego, Famea… 21 km circa e 1330 di dislivello, velocità, tecnica e muscolarità. Gara uomini: pronti via e poco studio, non c’è davvero tempo per la tattica. Lo scozzese Andrew Douglas, già quinto nel vertical di sabato, si getta all’attacco senza alcun indugio. Provano ad andargli in scia il francese Julien Rancon e l’attesissimo kenyano Robert Surum. La prima parte di gara, filante e veloce, è tutta per l’uomo delle highlands che riesce a raggranellare oltre 1’ all’aggiornamento di metà gara. I migliori Italiani in questa fase sono Alberto Vender, Gabriele Bacchion ed Hannes Perkmann. Come sempre accade il momento decisivo si consuma sui sentieri che salgono al GPM del Rifugio Nasego, reso ancora più duro dalla forte pioggia. Gran finale con la crudele ed impegnativa discesa sul traguardo di Famea, Andrew Douglas regge il ritorno di Cachard, Surum e Rancon, per lui grande vittoria in 1h35’37” che gli vale il nuovo record e l’ingresso nella leggenda della Nasego. Podio stellare con il francese Sylvain Cachard, autore di rimonta incredibile, ed il kenyano Robert Surum. Uno strepitoso Julien Rancon al quarto posto anticipa di poco il primo atleta azzurro, Martin Dematteis, che si laurea così campione d’Italia Lunghe Distanze per un podio tricolore che vede Gabriele Bacchion al secondo posto e Alberto Vender al terzo.

Martin Dematteis ©Damiano Benedetto e Marco Gulberti

Nella gara donne previsioni completamente rispettate, la keniana campione del mondo Lucy Wambui Murigi si getta alle spalle la debacle del 2018 quando fu protagonista di giornata anonima. Questa volta non c’è scampo per le avversarie, messe implacabilmente in fila dalla fenomenale gazzella africana che comanda dal primo all’ultimo km in un assolo che le vale anche il record del tracciato, sfilato alla bresciana Sara Bottarelli che qui fu regina nel 2016. Da oggi il crono da battere sarà 1h52’23”. La Murigi domina ma dietro è grande battaglia per un posto nella ambitissima top ten. Sorpresona di giornata al secondo posto con l’irlandese Sarah McCormack, ormai stabilmente tra le top del ranking internazionale, e sorpresissima in terza piazza Erica Ghelfi, incredula e felicissima per quella che rimane un’autentica impresa. Per lei c’è anche il titolo Italiano lunghe distanze 2019 davanti a Lorenza Beccaria ed alla sorella Francesca Ghelfi, per un podio tricolore interamente di marca piemontese.

Lucy Wambui Murigi ©Damiano Benedetto e Marco Gulberti

Al Sardinia Trail dettano legge i polacchi

Il polacco Bartosz Gorczyca, con il tempo finale di 6h12’52”, ha vinto l’ottava edizione del Sardinia Trail, conclusasi sulla spiaggia di Museddu, nel comune di Cardedu. Anche nell’ultima tappa è arrivato primo nella classifica assoluta, precedendo il belga Fabien Huby e Dario Tuveri, giunti insieme sul traguardo. Nella generale in seconda e terza posizione rispettivamente ancora Fabien Huby e lo svizzero Lino Polti; il primo italiano è Stefano Buosi, all'ottavo posto.
Nella gara rosa si aggiudica, per la prima volta, il titolo di regina del Sardinia Trail la polacca Ewa Majer, con il tempo di 7h34’08”, quinta assoluta, strappando lo scettro alla svizzera Patrizia Besomi, vincitrice delle due scorse edizioni, che ha concluso in terza posizione nella classifica generale, preceduta dall’altra elvetica Ylenia Polti.


QuarTrail des Alpages a Nicolas Pianet e Tatiana Locatelli

La primavera non si è fatta vedere. Anzi, il QuarTrail des Alpages si è trovato in mezzo alla neve, caduta in quota prima dello start. Quasi venti centimetri a oltre 2.200 metri che hanno costretto gli organizzatori a un repentino cambio di percorso. In basso leggera pioggia alla partenza e anche un timido sole che ha accompagnato gli atleti al traguardo: meglio di quanto previsto. «Bella gara comunque e giusta decisione quella di accorciare» il commento dei trailer.
La gara di 50 chilometri, accorciata alla vigilia a 46, è stata ulteriormente limata per un totale di 41 chilometri e un dislivello positivo di poco inferiore ai 4000 metri. È stata battaglia nella prova maschile, con Nadir Vuillermoz, Hans Hansen, Nicolas Pianet, Giuliano Cavallo ed Erik Bochicchio insieme per diversi chilometri nella zona di Fonteil. Poi la gara si è accesa: Bochicchio e Pianet hanno accelerato e staccato gli avversari. Il valdostano a sua volta ha rilanciato l’andatura, salutando il francese che però lo ha raggiunto e superato negli ultimi tre chilometri. Vittoria sfumata per Bochicchio che ha patito i crampi nell’ultima lunga discesa. Pianet ha vinto in 4 ore 38’56”, davanti a Bochicchio che ha chiuso in 4 ore 39’33”; terzo posto per Nadir Vuillermoz in 4 ore 43’09”. Non è partito Franco Collé.
Nella gara femminile, assente Francesca Canepa, la nuova favorita Tatiana Locatelli non ha avuto problemi a vincere la sua prima gara di stagione. La valdostana si è imposta dopo 6 ore 03’06”, andando a precedere Scilla Tonetti (6 ore 09’10”) e Dominique Vallet (6 ore 20’38”).
Vittoria straniera anche nella 26 chilometri maschile. Il successo è andato allo svizzero Antoine Piatti che ha tagliato il traguardo - posto nel cuore del castello di Quart - dopo 2 ore 54’08” di fatica. Secondo e terzo gradino del podio per i valdostani Loris Vuillen (3 ore 02’11”) e Denys Capponi (3 ore 03’58”).

Dopo il successo del 2018, Gloriana Pellissier si è ripetuta, ma questa volta nella prova più corta. L’alpina ha trionfato in 3 ore 32’02”, davanti a Lisa Borzani (3 ore 56’05”) che è ritornata in gara dopo il lungo stop per infortunio. Terzo posto per Marcella Pont in 3 ore 56’11”.

Poco meno di 100 i concorrenti al via della gara lunga, oltre 130 quelli che hanno scelto la 26 chilometri, ma sono stati ben 156 gli sportivi che nonostante il meteo si sono presentati al via di una delle prove non competitive. Nel pomeriggio spazio anche ai bambini.


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