Nuovo comandante, stesso impegno del Centro Sportivo Esercito verso lo ski-alp

Nuovo comandante, stessa linea di lavoro, almeno per il settore sci alpinismo. Al Centro Sportivo Esercito è arrivato il tenente colonnello Patrick Farcoz, subentrato al colonnello Marco Mosso, ma non è cambiata la struttura tecnica per lo ski-alp, anzi è stata rafforzata. Confermato ‘Lillo’ Invernizzi con Denis Trento, ma soprattutto con la new entry di Manny Reichegger. «Il nuovo comandante ci crede - spiega ‘Lillo’ -, crede nell’importanza dello ski-alp per il Centro Sportivo Esercito. Abbiamo già pronto il calendario dei raduni, anche se rimaniamo in attesa di sapere come sarà il nuovo staff della Nazionale e di conoscere quali saranno gli stage azzurri durante la stagione estiva e autunnale, per poterli coordinare nel modo migliore per gli atleti. Come Esercito inizieremo in caserma a Courmayeur a fine giugno».

Manny Reichegger premiato alla Festa degli atleti

Skialpdeiparchi, le premiazioni finali del circuito appenninico

A Cavalletto d’Ocre, nell’Aquilano, premiazioni finali dello Skialpdeiparchi, circuito che si è articolato in dieci manifestazioni (cinque classiche, una gara a coppie e quattro notturne).
Vittoria di entrambi i trofei, il La Sportiva Classic Trophy e lo Skitrab Night Trophy, per Armando Coccia e Raffaella Tempesta, entrambi dello sci club Gran Sasso Piana di Navelli. Coccia nelle ‘classiche’ precede Carlo Colaianni e Marco Daniele, mentre nelle notturne si mette alle spalle Raffaele Adiutori e Carlo Colaianni, quest’ultimo sempre vincitore delle gare cui ha preso parte. Al femminile Francesca Ciaccia e Giovanna Galeota si sono invece alternate nella seconda e terza posizione. Lo Skialpdeiparchi, coordinato da Live Your Mountain, è giunto al suo quinto anno: complessivamente gli atleti che hanno partecipato almeno ad un evento hanno raggiunto la cifra di circa trecento unità con provenienza da nove regioni, Abruzzo, Marche, Molise, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Trentino e Umbria, con una naturale maggioranza dalle regioni del Centro Italia, Abruzzo in primis.


Miky Boscacci, una festa continua

Ha vinto Coppa del Mondo e circuito LGC: per Michele Boscacci una stagione da incorniciare. Albosaggia, la sua Albosaggia gli ha dedicato una grande festa (e c’erano anche Robert Antonioli, i tecnici azzurri Bendetti e Canclini, oltre all’altra atleta nata nella Polisportiva, Giulia Murada), prima è stato uno dei protagonisti ad Aosta alla Festa degli Atleti del Centro Sportivo Esercito.

Il bello delle vittorie… verrebbe da dire.
«È un periodo così: tanti festeggiamenti, gli sponsor che ti cercano. Vedo un sempre maggiore interesse verso lo ski-alp. Sono stato negli studi di Sky, una troupe della Rai è venuta a trovarmi a casa per un’intervista. Insomma tanti appuntamenti, ma è sempre una bella emozione».

Quanto rammarico nell’essere a fianco degli atleti-colleghi olimpici?
«Un po’ c’è, ed è inevitabile: facciamo la stessa fatica, ma alla fine loro hanno una parentesi olimpica che è qualcosa di straordinario. Davvero un peccato che lo ski-alp non sia stato ammesso tra quattro anni a Pechino, resta il 2026, quando avrò 36 anni… Speriamo di essere ancora lì tra i migliori».

Dove aver vinto tanto, come si riparte? Quante motivazioni?
«Mi era già successo nel 2016 e allora ero ripartito subito con le gare di corsa con una cattiveria agonistica incredibile. E poi un po’ lo avevo pagato mentalmente. Sai l’allenamento non è problema, quello si fa naturalmente tutti i giorni, però la testa ha bisogno di staccare, di non metterla subito sotto stress con la prestazione, la preparazione di qualità mirata all’evento. Non dico di essere appagato, solo di prendermela con più calma. Stare un po’ a casa, curare i miei animali. Poi magari tra un po’ mi riparte la voglia di gareggiare».

Un pensiero alla prossima stagione?
«Onestamente ho finito da due settimane e non ci penso, non ci voglio pensare: so solo che sarà l’anno dei Mondiali…».


Welcome back Kilian!

Kilian è tornato. Lo avevamo lasciato alla Pierra Menta out per un infortunio: frattura del perone dopo una caduta nell’ultima tappa. Operazione e riabilitazione: sui suoi canali social le immagini di allenamento a secco e bicicletta.
Oggi su Strava ecco la prima uscita di corsa: oltre un’ora e mezzo di corsa, più di mille metri di dislivello e quasi 10 chilometri. Welcome back Kilian!

 


Grandi sfide a Marone per la Trentapassi

Grandi sfide a Marone per la Trentapassi: la skyrace apre il circuito La Sportiva Mountain Running Cup, il vertical il Vertical Kilometer World Circuit.

SKYRACE - Sui 23,4 chilometri e 1860 metri di dislivello a segno Gil Pintarelli del Team Crazy in 2h24’34” su Andreas Reiterer (La Sportiva, 2h27’39”) e Christian Modena (New Balance, 2h29’00”), quarto Andrea Debiasi (Team Crazy, 2h31’11) e Nicola Giovanelli (La Sportiva, 2h31’32”). Al femminile colpo di Martina Valmassoi del Team Salomon in 3h02’31”, con un margine di 1’38” sulla polacca della Valetudo Wiktoria Piejak e 1’55” su Daniela Rota. Ai piedi del podio la danese Katrine Villumsen (3h05’50”) e Sara Rapezzi (3h10’44”).

VERTICAL - Vola anche con le scarpette da running Davide Magnini: il trentino del Team Salomon sale in 3,5 km e poco più di mille metri di dislivello in 39’22” davanti a Patrick Facchini (La Sportiva, 41’17”) e lo svizzero Pascal Egli (Team Dynafit, 41’48”), quarto Hannes Perkmann (La Sportiva, 41’59”), quinto il francese Camille Caparros (43’11”). Nella prova rosa affermazione della francese del Team Scott, Christel Dewalle (48’19”) sulla statunitense Hillary Gerardi (Scarpa/Compressport, 48’56”) e la connazionale Jessica Pardin (50’56”), quindi Stephanie Jimenez (Team Salomon, 52’52”) e la francese Mallaurie Mattana.


Grazie colonnello

18 aprile 1978, 4 maggio 2018: dopo 40 anni di servizio, Marco Mosso, il colonnello Mosso saluta il Centro Sportivo Esercito. Il passaggio di consegne nel tardo pomeriggio ad Aosta: il nuovo comandante della sezione sport invernali sarà Patrick Farcoz.

Quante emozioni?
«Beh, tantissime, ma sono molto sereno. Aver avuto la possibilità di vivere vent’anni a Courmayeur è un ricordo indelebile, straordinario ed entusiasmante. Fatto di sacrifici, sconfitte, ma soprattutto di grandi soddisfazioni. Riportando ai vertici italiani il Centro Sportivo Esercito».

Sempre con un occhio di riguardo anche allo ski-alp.
«Inevitabile, fa parte del nostro DNA, della nostra storia. Dalle prime vittorie al Mezzalama, non potevamo non avere anche una sezione agonistica. Siamo stati gli unici a farlo e continueremo a farlo con stessa passione di sempre».

Sperando nei Giochi Olimpici.
«Sempre. Magari non arriverà nei tempi che speravamo, ma lo ski-alp arriverà alle Olimpiadi. Bisogna crederci: ce la faremo».

Lascia il Centro Sportivo, ma resta nel mondo della neve.
«Beh, fa parte della mia vita. Cambio ruolo, mettiamola così. Sino al 2019, quando ci saranno le nuove elezioni, resto nel comitato direttivo dell’ISMF e poi sono candidato alla guida del Comitato ASIVA. Un impegno importante sul territorio, che guarda ai giovani e ai club, che sono il motore degli sport invernali».


Si fa festa con Miky Boscacci

È qui la festa? E c’è davvero tanto da festeggiare per Michele Boscacci: Coppa del Mondo e LGC. E non poteva che essere nella sua Albosaggia: appuntamento sabato 5 maggio dalle 20.30. Ci sarà tutto il fans club, tutta la Polisportiva, tutti i tifosi per celebrare il campione di casa. E con Miky anche la nuova stella ‘made in Albosaggia’, Giulia Murada.


Cambio materiale per due azzurri

Cambio materiale per due atleti della Nazionale italiana nella prossima stagione. Davide Magnini scierà con Atomic: era già legato al gruppo Amer con Salomon nell’attività estiva, adesso sarà in gara con gli sci di Altenmarkt in inverno. E da Atomic dovrebbe lasciare Damiano Lenzi che passerebbe a Dynafit: la notizia non è ancora ufficiale, ma il campione ossolano dovrebbe far parte dalla prossima stagione del team del ‘leopardo delle nevi’.


Tour du Grand Paradis a Oriol Cardona Coll e Marc Pinsach Rubirola

Non era mai finito ‘in mani straniere’ il Tour du Grand Paradis. O almeno non completamente: nella prima edizione s’imposero Jean Pellissier in coppia con il francese Patrick Blanc. Oggi, nell’ottava edizione, non aiutata dalle condizioni meteo e percorso accorciato con giro di boa a quota 3200 metri, a trionfare sul traguardo di Pont di Valsavarenche, la coppia spagnola Oriol Cardona Coll e Marc Pinsach Rubirola, che ha preceduto di due soli secondi i francesi Arnaud Equy e Yoann Sert.
Partenza anticipata per le 112 coppie, in condizioni di scarsa visibilità; in quota il tempo è migliore, ma il vento è molto forte e, ancora una volta, o meglio, per l’ottava volta, la cima del Gran Paradiso si nega: la testa della corsa è fissata a quota 3200 metri. Gara di testa e prime posizioni subito delineate, con spagnoli e francesi a dettare il ritmo sin dai primi metri. L’arrivo è una volata lunga, in pratica dalla fine della discesa del vallone del Grand Etret; a spuntarla, in 2h09’53” sono gli spagnoli Oriol Cardona Coll e Marc Pinsach Rubirola.

Oriol Cardona Coll e Marc Pinsach Rubirola ©Ufficio stampa ASIVA

Piazza d’onore, con un ritardo di 2”, ai francesi Arnaud Equy e Yoann Sert (2h 09’55”) e, terzi, attardati di 6’36”, il veterano trentino Filippo Beccari e il giovane gardenese Alex Oberbacher (2h 16’19”). Al quarto posto Denis Trento (Cse) e il francese Bastien Fleury (2h 19’13”) e, quinti, i trentini Alex Salvadori e Ivo Zulian (2h 22’45”).

Alex Oberbacher e Pippo Beccari ©Ufficio stampa ASIVA

Dominio straniero anche al femminile, grazie alle francesi Lorna Bonnel e Sophie Mollard, al traguardo in 2h 42’26”, che rappresenta il 19° tempo assoluto. Alle loro spalle, attardata di poco più di 90”, la cuneese Ilaria Veronese e la trentina Margit Zulian (2h 43’57”) e, terze, la bresciana Corinna Ghirardi e Tatiana Locatelli (Sc C. Gex; 2h 45’09”).

Lorna Bonnel e Sophie Mollard ©Ufficio stampa ASIVA

Nei Master, successo dei valtellinesi Graziano Boscacci e Marco Varvassori (2h 31’36”; 10° assoluti); al femminile, vittoria delle svizzere Marlen Knutti e Monika Ziegler (3h 11’22”).


Manny dice basta

La Ötzi Alpin Marathon è stata l’ultima gara da atleta per Manfred Reichegger. Classe 1977, Manny dice stop alla sua lunga carriera da atleta.

Che emozione tagliare per l’ultima volta un traguardo?
«Più che altro mi sono tolto un peso! Alla fine non ce la facevo più a mantenere la pressione da professionista. Domani esco ancora con le pelli, ma senza la necessità di fare dislivello, di andare in soglia, di pensare alle prossime gare. Per me è stata ancora una bella stagione (ha vinto la Coppa Italia, ndr), ma era davvero duro andare avanti: continuerò ad allenarmi, ma con grande tranquillità».

Avrai perso il conto delle gare…
«Sono entrato nell’Esercito nel 1995: prova a fare tu il conto… E prima ci sono le gare, anche nel fondo, tra sci club e comitato…».

Soddisfazioni tante.
«Mi ricordo soprattutto quelle da giovane. Come alla Pierra Menta del 2004 con Dennis Brunod: ci dicevano che dovevamo fare esperienza, invece abbiamo vinto. Ma sono contentissimo della mia carriera: non ho rimpianti».

Parlano i numeri di Manny: cinque medaglie (e due d’oro) ai Mondiali, una Coppa del Mondo, e sempre in Coppa del Mondo ventidue podi e sette vittorie, due Pierra Menta e due Mezzalama, titoli europei e italiani: non c’è che dire, di spazio nella bacheca della sua casa a Selva dei Molini ce n’è poco.
E adesso?
«Vorrei rimanere nell’ambiente. Non ho ancora parlato con i vertici dell’Esercito, ho il ‘patentino’ da allenatore federale e mi farebbe piacere portare la mia esperienza da tecnico. Più altro con i giovani: sarebbe strano dire cosa fare a quelli che sino a oggi sono stati i miei compagni…».


Ötzi Alpin Marathon, la sfida da Naturno al ghiacciaio della Val Senales

Quindicesima edizione della Ötzi Alpin Marathon: da Naturno fino a quota 3212 metri sul ghiacciaio della Val Senales, per un totale di 42,2 chilometri e 3266 metri di dislivello, nelle frazioni di mountain bike, corsa e scialpinismo.

Christian Hoffmann © Newspower.it

Il migliore (3h18’27”) è stato l’austriaco Christian Hoffmann, bravo a piazzarsi davanti al connazionale Robert Berger e all’idolo di casa Oswald Weisenhorn, mentre tra le donne a trionfare è stata Anna Pircher (4h19’10”), su Verena Krenslehner-Schmid e Alexandra Hagspiel.

Lisa e Maria Rabensteiner, con Alba De Silvestro © Facebook Ötzi Alpin Marathon

Lisa e Maria Rabensteiner assieme alla skialper Alba De Silvestro hanno avuto la meglio fra le donne a squadre, imponendosi su Benzoni-Rossi-Balzarini e Steger-Tschurtschenthaler-Stuffer, mentre fra i maschi primato per Obwaller-Cagnati-Götsch su Depaul-Spada-Reichegger (quest’ultimo all’ultima gara della propria carriera) e Fenaroli-Rambaldini-Facchini. In gara anche gli azzurri dello sci alpino Simon Maurberger, Riccardo Tonetti e Werner Heel, con il primo a pedalare, il secondo a correre e il terzo a calzare gli sci chiudendo al 35° posto assoluto.

Philip Götsch © Newspower.it.

Maschile individuale
1. Christian Hoffmann (Goldsemmel Racing Team) 3h18’27”; 2. Robert Berger (La Sportiva Mountain Attack) 3h22’28”; 3. Oswald Weisenhorn (Martini Speed Team) 3h26’34”; 4. Andreas Reiterer (La Sportiva/Telmekomteam) 3h34’00”; 5. Daniel Antonioli (C.S. Esercito) 3h39’52”

Femminile individuale
1. Anna Pircher (Martini Speed Team) 4h19’10”; 2. Verena Krenslehner-Schmid (Maloja/moutain-rider.com) 4h24’12”; 3. Alexandra Hagspiel (Allgaeu Outlet Raceteam) 4h35’06”; 4. Nina Brenn (Skinfit) 4h41’18”; 5. Jacqueline Brandl (Böhmler Einrichtungshaus) 4h57’10”

Team maschili
1. Team Crazy Idea (Hans Peter Obwaller, Luca Cagnati, Philip Götsch) 2h57’40”; 2. Team Karpos/Beppiani (Gabriele Depaul, Nicola Spada, Manfred Reichegger) 3h00’42”; 3. Isolpi Racing Team (Diego Fenaroli, Alessandro Rambaldini, Patrick Facchini) 3h10’42”

Team femminili
1. Team Intercom (Lisa Rabensteiner, Maria Rabensteiner, Alba De Silvestro) 3h45’24”; 2. Enjoy the Silence (Michela Benzoni, Raffaella Rossi, Bianca Balzarini) 3h47’10”; 3. STS (Elisabeth Steger, Agnes Tschurtschenthaler, Birgit Stuffer) 3h50’13”

Team misti
1. Dorfmanns-Mair (Fabian Dorfmann, Joachim Mair, Melanie Dorfmann) 3h41’23”; 2. Team Woul (Daniel Kiebacher, Elena Casaro, Armin Kiebacher) 3h43’23”; 3. Team Zerz.com (Wilmar Gerstgrasser, Petra Steinhauser, Jürgen Zerz) 3h55’29”


Domenica si chiude la stagione con il Tour du Grand Paradis

Con la tracciatura del percorso effettuata nella giornata di giovedì dalle Guide alpine Ilvo Martin e Paolo Pellissier e dai tanti volontari dell’organizzazione, è iniziato ufficialmente il lungo fine settimana in Valsavarenche per il Tour du Grand Paradis - Trofeo Renato Chabod. Le condizioni di innevamento sono spettacolari su tutto il percorso, con partenza in località Pravieux-Pessey e arrivo a Pont con un dislivello di 2460 metri in due salite e di 2330 metri in altrettante discese, passando per i rifugi Federico Chabod e Vittorio Emanuele II e presso la cima del Gran Paradiso a circa 4000 metri di quota.
«Abbiamo tracciato il percorso integrale con delle condizioni di innevamento ottime – spiega Paolo Pellissier – grazie alle abbondanti nevicate dell’ultimo mese. In ogni caso saremo pronti a fare delle modifiche al tracciato se dovessero esserci delle variazioni al meteo il giorno della gara, che comunicheremo al briefing del sabato o al mattino prima della partenza. Ricordiamo a tutti di portare il materiale obbligatorio come da regolamento e corda, imbrago e longe».
Intanto arrivano anche le ultime iscrizioni, che chiudono alle ore 24 di venerdì 27 aprile: raggiunta quota 120 squadre, di cui molte straniere e francesi per via del gemellaggio con il Vertical Transvanoise, e si delinea il parterre dei favoriti. Pettorale n° 1 per la coppia bergamasco-austriaca formata da William Boffelli e Jakob Herrmann, quindi gli spagnoli Oriol Cardona-Marc Pinsach, i francesi Samuel Equy-Yoann Sert, Denis Trento con il francese Bastien Fleury, Filippo Beccari-Alex Oberbacher e Alex Salvadori-Ivo Zulian.
Anche al femminile si prospetta una gara molto combattuta con diverse coppie che aspirano al podio: le francesi Sophie Mollard-Lorna Bonnel, Veronique Lathuraz-Corinne Favre, Tatiana Locatelli-Corinna Ghirardi, Ilaria Veronese-Margit Zulian, Annie e Katrin Bieler.


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