Il Trofeo Parravicini è spostato a domenica 6 maggio

Troppa neve sopra l'abitato di Carona

La notizia ha dell'incredibile, ma dopo un inverno avaro di neve, passato ad annullare gare perché mancava la materia prima, per in questi ultimi giorni nelle vallate Orobiche ha nevicato così tanto da mettere in difficoltà gli organizzatori del Trofeo Parravicini.
«Poco sopra l'abitato di Carona - ha detto Gianni Mascadri, coordinatore della gara - c'è un metro di neve e la strada sterrata che porta verso il Rifugio Calvi non può essere utilizzata. Inoltre il pericolo valanghe è di grado 4. Da domani sarebbero dovuti salire in quota i tracciatori per iniziare a segnalare il percorso, ma con il Rifugio chiuso e con il pericolo valanghe così alto è impossibile iniziare a lavorare».
L'ultima prova di Coppa Italia - Trofeo Scarpa slitta a domenica 6 maggio. Smarcandosi così dalla Patrouille del Glaciers in programma questo week end, anche molti atleti di vertice potranno andare al Trofeo Parravicini festeggiando la chiusura della stagione agonistica.


Da mercoledi' sara' Patrouille des Glaciers

Saranno quasi 5 mila gli scialpinisti al via

Ben 1520 squadre da mercoledì affolleranno Verbier per quello che è l'ultimo grande appuntamento di stagione. Ultimo atto anche per la Grande Course che vede in testa il francese William Bon Mardion, seguito da Lorenzo Holzknecht e Pietro Lanfranchi. La squadra da battere sembrerebbe essere quella di Kilian, Bon Mardion e Jacquemoud, sulla carta è competitivo anche il team Trab composto da Holzknecht, Lanfranchi e Boscacci, anche se l'Holz delle ultime uscite è in riserva. Detto della clamorosa esclusione del team Esercito, il pronostico resta tutto per il team Svizzero composto da Troillet, Anthamatten e Ecour.
Come mai? Gara strana la Pdg, gli svizzeri in un modo o nell'altro riescono sempre a vincerla, sarà l'aria di casa, sarà che conoscono il percorso a memoria, sarà che schierano un esercito di persone per l'assistenza. Andremo a renderci conto di persona cosa significa Patrouille des Glaciers. Appuntamento da venerdì con il live, partenza dei top atleti alle ore 3 di sabato mattina.
Finita la Pdg, sabato notte voleremo al Trofeo Parravicini, per quella che rappresenta anche per noi l'ultima fatica di stagione.   


Peak to creek

Un'appassionante gara multisport

Atleti di fama internazionale affronteranno dal 28 aprile al 1. maggio la competizione a staffetta più estrema d'Austria. Tra gli iscritti italiani Gilberto Simoni, Antonio Corradini, Paolo Alberati e Alessandro Follador. In Ötztal, vallata tirolese a pochi passi dal confine italiano, nel periodo dal 28 aprile al 1. maggio si svolge la spettacolare sfida Peak to Creek all’insegna del seguente motto: “l’unica via è la discesa e possibilmente la più veloce possible!” 
In questa durissima competizione, 24 atleti di fama internazionale si sfideranno attraverso 8 discipline su un terreno che porta dall’inverno all’estate, dalla neve all’acqua, dal ghiacciaio alla vallata, il tutto nello scenario naturale dell’Ötztal in Tirolo. Tra questi i campioni di ciclismo Jan Ullrich, Gilberto Simoni e Antonio Corradini. Il tracciato da percorrere per un dislivello totale di 7.067 m. parte dalla cima del ghiacciaio di Rettenbach a oltre 3.000 metri, all’altezza della piattaforma di design “Schwarze Schneide”, per piombarsi a valle e terminare nel fiume “Ötztaler Ache”. Usufruendo di sci, bici, parapendio, kayak, climbing e una buona dose di adrenalina, gli sfidanti si contendono la gara per ben 85 km che si snodano attraverso il paesaggio selvaggio e mozzafiato della valle tirolese. 

Sono previsti in totale tre teams composti da 8 atleti ciascuno, ai quali è richiesta una preparazione mentale e specialmente fisica, dato che le prove presuppongono gambe d’acciaio. La prima consiste nello scendere sugli sci dalle pareti del ghiacciaio per raggiungere la strada del Rettenbach, dove il prossimo atleta partirà a bordo di una mtb e superando diversi ostacoli, raggiungerà la prossima staffetta. Successivamente li aspetta un freerun attraverso un percorso accidentato, che dovrà superare un ponte sospeso sulle cascate più alte del Tirolo, le “Stuibenfall”.
Altra prova la scalata della parete “Engelswand”. In cima, ad attendere il concorrente, un ciclista da strada che piomberà in picchiata alla volta del paese di Ötz e proseguirà su una salita (18 % di pendenza) per raggiungere il passo “Haiminger Sattel”. La staffetta nr. 6 deve percorrere con gli sci d’alpinismo un tracciato che si diparte da 1.564 m per raggiungere 2.447 m di quota, dove, presso il rifugio “Bielefelder Hütte” lo attende il concorrente nr. 7, che si lancia con il parapendio per atterrare sul fondovalle. Ad attenderlo l’ultima pedina, che a bordo del kayak deve affrontare le acque impetuose della “Ötztaler Ache” per giungere al traguardo, dove lo attendono i suoi compagni d’avventura.

La Ötztal è la vallata laterale più lunga della valle dell’Inn e confina direttamente con l’Italia, da dove è raggiungibile attraverso il passo del Rombo. Grazie alle suepeculiarità naturali, è la valle, per eccellenza, degli sportivi e si presta a un gran numero di sport outdoor, da quelli più tradizionali a quelli estremi. In valle si trovano oltre 250 cime che raggiungono i 3.000 metri – la Wildspitze, la montagna più alta d’Austria che raggiunge quota 3774 si trova qui. Durante il week end dell’evento, dal 28 aprile al 1. maggio, ai visitatori verrà proposto un pacchetto di sport presso il centro outdoor più vasto d’Europa, Area47 –http://www.area47.at. In programma sport d’avventura, conferenze, proiezioni esclusive e alla sera grandi eventi e concerti. L’esperienza Peak to Creek non si dimenticherà così facilmente! http://www.peaktocreek.at 

Tranne il grande Gilberto Simoni dall’Italia parteciperanno Antonio Corradini, più volte vincitore della famosa Ötztaler Radmarathon, Paolo Alberati per la MTB e Alessandro Follador nella disciplina dello sci d' alpinismo. 

Sci

  • Axel Naglich (AUT)
  • Christoph Nösig (AUT)
  • Frank Wörndl (GER)

    MTB

  • Charly Markt (AUT)
  • Paolo Alberati (ITA)
  • Wolfgang Eysholdt (GER)

    Freerunning

  • Markus Kröll (AUT)
  • Martin Mattle (AUT)
  • Stephan Tassani-Prell (GER)

    Climbing

  • Lukas Ennemoser (AUT)
  • Stewart Watson (GB)
  • Elias Ennemoser (AUT)

    Bici da corsa

  • Jan Ullrich (GER)
  • Antonio Corradini (ITA)
  • Gilberto Simoni (ITA)

    Sci d'alpinismo

  • Alexander Fasser (AUT)
  • Nejc Kuhar (SLO)
  • Alesandro Follador (ITA)

    Parapendio

  • Paul Guschlbauer (AUT)
  • Michael Gebert (GER)
  • Thomas de Dorlodot (BEL)

    Kayak

  • Ron Fischer (SUI)
  • Severin Häberling (SUI)
  • Jakobus Stenglein (GER)

Dynafit Baltoro Women

Variante lady del 'Suv' delle nevi

Il 2012-2013 si preannuncia una stagione in rosa. Sempre più Case costruttrici vanno svelando prodotti dedicati espressamente al pubblico femminile. Non fa eccezione Dynafit che propone una versione Lady del proprio “Suv delle nevi”, ovvero il noto Baltoro. Uno sci per tutte le condizioni di neve e pendio, che rispetto al modello da uomo risulta più leggero pur condividendo struttura e costruzione. L’anima è in legno di Paulownia con rinforzi in fibra di vetro e titanio. Nella misura 158 cm il peso si attesta a 1.220 g contro i 1.290 g del 'fratello' Baltoro. Identica la sciancratura di 114/84/101 mm e la curvatura lievemente rocker sia in punta sia in coda. Disponibile nelle lunghezze 149, 158 e 167 cm.


Clamoroso:La squadra dell'Esercito esclusa dalla PDG

Prima vengono invitati e poi lasciati a casa

Eydallin e Reichegger, i due neo Campioni Italiani Top Class, hanno così commentato la loro esclusione dall'ultima prova della Grande Course. Il motivo della squalifica è per aver cambiato il nominativo di un componente della squadra oltre il termine fissato dagli organizzatori.


Le immagini piu' belle del Tour du Grand Paradis

Una giornata caratterizzata dal forte vento

Poco prima della partenza della gara in Valsavarenche c'era qualche fiocco di neve che cadeva dal cielo, durante la gara il vento ha spazzato atleti e nuvole. Poi, con l'arrivo dei primi, solo sole!


Gran Paradiso, gran Spettacolo

Eydallin-Reichegger e Martinelli-Pedranzini campioni italiani top class

Il vento ed il freddo in quota hanno reso durissima la gara, più che sul Paradiso sembrava essere all'inferno, tanto da obbligare gli organizzatori a modificare il percorso, evitando il passaggio in vetta sul Gran Paradiso. Una gara comunque bellissima, condizioni di innevamento fantastiche con oltre un metro di polvere e discese da urlo. La gara è partita regolarmente alle 8, prima parte a piedi lungo il sentiero estivo che porta al Rifugio Chabod, con Boscacci e Antonioli partiti fortissimi. Mi sposto sotto la schiena d'Asino a quota 3600 dove è posto il cambio pelli. Il vento ed il freddo imperversavano, con temperatura attestata sui - 18 e raffiche di vento oltre i 60 km orari, per fortuna il sole splende alto nel cielo. In lontananza riconosco la sagoma di Eydallin davanti a fare il ritmo con corda tesa sul compagno Reichegger. Hanno già un bel margine sui giovani Boscacci e Antonioli che al cambio chiedono a gran voce un paio di guanti. Più staccata la coppia Follador-Fasser con il Falcadino in gran spolvero a fare il ritmo. Già fuori gara Lanfranchi-Holzknecht con il Bormino in giornata no. Ottima Gloriana Pellissier che in coppia con il marito Massimo anticipa di qualche secondo la  coppia Martinelli-Pedranzini. Il freddo insopportabile rende difficoltose le operazioni di togliere le pelli e slegarsi dalla corda, le mani congelate hanno perso la sensibilità, e così i cambi risultano più lunghi del solito. Le posizioni restano invariate sino all'arrivo con Manny e Eyda che si laureano campioni italiani top class con oltre 3' di vantaggio sugli ottimi Boscacci e Antonioli. Chiude in terza posizione Follador in coppia con l'austriaco Fasser che anticipa Seletto e Sbalby. Queste due coppie "miste" con atleti stranieri non concorrono in graduatoria per il campionato italiano, così salgono sul terzo gradino del podio Collè-Barazzuol, autori di una grandissima prova che anticipano sul traguardo di Pont il leader di coppa italia Dennis Brunod ed il compagno Francois Cazzanelli. 
Un plauso enorme all'organizzazione, che ha allestito provvidenziali ristori con bevande calde lungo il percorso, che ha saputo realizzare una doppia traccia nonostante i 10 cm di neve fresca caduti nella notte, e che ha assicurato assistenza qualificata lungo il tracciato dispiegando un esercito di volontari.
Sa di miracolo esser riusciti a far arrivare tutti gli atleti sci ai piedi sino all'arrivo. 


Millet Atacama 58+

Cintura ventrale termoformabile per lo zaino francese

Novità 2012, lo zaino francese dedicato al trekking d’alta quota può contare su di una generosa capienza (58 litri) abbinata a un peso dichiarato contenuto (1.990 g). Lo scomparto principale è espandibile (+10 litri) e corredato da cinghie di compressione, mentre la parte superiore è staccabile e forte di 3 tasche con zip. Sia l’ampia tasca frontale sia le tasche laterali sono elasticizzate, mentre sul fondo è ricavato un vano, che funge anche da accesso al sacco principale, protetto da una cerniera. Non mancano porta piccozza e porta bastoni. È compatibile con ogni sistema d’idratazione e dispone di un telo anti pioggia che lo protegge integralmente. La cintura ventrale è termoformabile, per una ripartizione del carico che non infici il comfort a livello delle anche. Realizzato interamente in Nylon, costa 226 euro.


Kilian non parte al Tour du Grand Paradis

Ce lo ha comunicato direttamente su Twitter

In risposta alla notizia pubblicata questa mattina in cui annunciavamo la sua presenza al via del Tour du Grand Paradis in coppia con Matheo Jacquemoud, Kilian ha 'twittato' direttamente all'account di Ski-alper annunciando il forfait. Ecco le sue parole: «non seramo domani al Gran Paradiso :( stiamo ultimando la pdg!». Sembra dunque che il campione catalano non voglia proprio farsi sfuggire la grande classica in Svizzera...


Dynafit alla Patrouille des Glaciers

Ecco il press (dream) team italiano

Alla Patrouille des Glaciers, la più importante competizione di scialpinismo al mondo, Dynafit sarà protagonista con molti team, e tra questi ve ne sarà uno del tutto particolare. Ai nastri di partenza, infatti, ci sarà anche squadra composta da tre giornalisti specializzati che si sono allenati duramente per affrontare la gara più dura del panorama sci alpinistico.
Hanno raccolto la sfida della gara svizzera del 27 aprile Tommaso Zanotelli collaboratore della rivista Ski-Alper, Lorenzo Scandroglio titolare del tema 'montagna' su Il Giornale, e Paolo Gregorini inviato per l’occasione della rivista Sci - Il mondo della Neve.
Tre penne d’alta quota per vivere e raccontare la Patrouille des Glaciers al fianco di Dynafit, l’azienda che più di chiunque altro ha reinventato lo scialpinismo.

Nell’ultimo weekend di aprile, oltre 4.000 concorrenti si sfideranno lungo il tradizionale tracciato di gara che parte da Zermatt e si conclude a Verbier, nel cantone Vallese, e che rappresenta il percorso della più importante gara scialpinistica: la Patrouille des Glaciers. Quest’anno e per la prima volta nella storia della gara, Dynafit sarà fornitore ufficiale dell’evento, e per l’occasione, l’azienda leader nello skitouring e gli organizzatori della 'Patrouille' hanno sviluppato una particolare sinergia.
Guidati dalla passione per questa manifestazione e, prima ancora, per lo scialpinismo in sé, unita a un know-how maturato negli anni, i tecnici dell’azienda hanno disegnato un’esclusiva collezione Dynafit PDG pensata in particolare per l’agonismo.

La Patrouille des Glaciers – che tutti chiamano semplicemente PDG – è la competizione internazionale di scialpinismo che si tiene con cadenza biennale dal 1943, e viene organizzata con assoluta affidabilità dall’esercito svizzero. Nell’ambiente dello skitour la Patruille des Glaciers viene considerata come la gara di scialpinismo per eccellenza. La formula di gara prevede la partecipazione in team composti da tre atleti che, stando sempre uniti, devono percorrere i 62 chilometri (e oltre 4.000 metri di dislivello) che separano Zermatt da Verbier, nel cantone Vallese. Naturalmente si tratta di una sfida estrema che vedrà all’arrivo solo le squadre composte da scialpinisti ben allenati e affiatati.
Il 'reparto corse' di Dynafit segue la gara ormai da lungo tempo e anche quest’anno schiera al nastro di partenza atleti d’eccezione: Mireia Mirò e Marc Pinsach, i due fortissimi scialpinisti spagnoli entrati da poco nel Dynafit International Team, e i tedeschi Benedikt Böhm, Brand Unit Manager dell’azienda e Schorsch Nickaes, Sales & Product manager.

Ma potranno prendere parte alla competizione non solo atleti professionisti, ma anche appassionati di scialpinismo particolarmente preparati che hanno colto l’opportunità di un prezioso pettorale della PDG, grazie all’esclusiva partnership tra Dynafit e Patrouille des Glaciers. Dalla Germania, infatti, arriverà un team di scialpinisti scelti durante tre camp di allenamento e selezione: da questa iniziativa sono emersi tre amatori che si sono aggiudicati l’iscrizione alla gara. Ai nastri di partenza sarà poi schierata una squadra femminile composta da ragazze provenienti da tre diversi Paesi europei.

La sede italiana di Dynafit ha scelto di coinvolgere un team di giornalisti di settore. I tre moschettieri sono: Tommaso Zanotelli, collaboratore della rivista Ski-alper, Lorenzo Scandroglio, responsabile della pagina 'montagna' del quotidiano Il Giornale e Paolo Gregorini, inviato della rivista Sci – Il mondo della neve.

TOMMASO ZANOTELLI
Tommaso, quarantasette anni di Vicenza è un veterano delle gare di scialpinismo, fra i suoi successi un terzo posto proprio quest’anno ai Campionati Italiani a squadre e la partecipazione a molte edizioni del Trofeo Mezzalama e della Pierra Menta. Si è avvicinato allo scialpinismo grazie ai corsi organizzati dal CAI, prima come allievo poi come istruttore, ma ben presto ha scoperto l’ambiente delle competizioni di scialpinismo fino al punto di dedicare a questa specialità un impegno costante per sette mesi l’anno.
Dotato di un animo competitivo ha sempre cercato il confronto e l’agonismo, scoperto da esordiente nel mondo del ciclismo dal quale proviene.
Lo sport per lui è una passione a 360 gradi, ma non disdegna viaggiare anche se in maniera un po’ particolare e sempre con la sua bicicletta. Sua la traversata in completa autonomia della Karakorum high way, 600 km di sterrati, con passaggi oltre i 5.000 metri, e la salita di alcuni vulcani in America Latina cercando sempre l’avvicinamento con mezzi puliti, come la bicicletta per poi terminare a piedi in stile alpino fino alla vetta, sostenitore di uno stile di vita pulito, vegetariano è convinto che se ci credi davvero ce la puoi fare, sempre.

LORENZO SCANDROGLIO
Lorenzo è sicuramente il più poliedrico del team, pratica almeno quattro sport, alternandoli anche in base alla stagione: arrampicata sportiva, bicicletta (mountain bike e ciclismo su strada), running e sci in tutte le sue declinazioni. Il colpo di fulmine per lo scialpinismo è nato dall'amore per la montagna e per gli itinerari lontani dai classici comprensori sciistici. Secondo Lorenzo paragonare lo scialpinismo agonistico a quello escursionistico sarebbe come paragonare il nuoto in piscina e quello in mare. Senza il secondo non esisterebbe il primo, l'emozione che dona lo scialpinismo d'avventura precede e genera l'azione dello scialpinismo agonistico. Anche lui è un grande fan di gare su terreni impegnativi come Mezzalama, Pierra Menta e ha già partecipato in passato alla Patrouille des Glaciers. «Il claim 'speed up' evoca in me salita, velocità e leggerezza – sostiene Lorenzo con una certa precisione - Dynafit è il marchio che ha rivoluzionato la tecnologia dei materiali nello scialpinismo. In una battuta: il salto evolutivo dal Neanderthal all'homo sapiens!». Quella per lo scialpinismo è una passione che coinvolge inoltre la sfera sentimentale di Lorenzo. Il ricordo della gara più bella è legato ai Campionati Italiani a Squadre del 2007, ai quali si è piazzato diciannovesimo in coppia con Cecilia Cova, guida alpina e sua compagna anche nella vita. Il suo sogno alpinistico sarebbe aprire una nuova via di arrampicata o di misto proprio con Cecilia.

PAOLO GREGORINI
Un 'ragazzo' di trentasette anni, nato e cresciuto a Vezza d’Oglio, piccolo paese in provincia di Brescia alla base della Val Grande, che in gran parte rientra nel Parco Nazionale dello Stelvio e della Val Paghera, nel Parco Regionale dell'Adamello. La collocazione territoriale rende il paese punto di partenza ideale per numerose escursioni alla scoperta della natura, dalle tranquille passeggiate attraverso i boschi, alle ascensioni più impegnative. In questo contesto è cresciuto Paolo che con la montagna ha quindi un rapporto quasi simbiotico. Scia sin da piccolo ma si è avvicinato allo scialpinismo solo intorno ai 25 anni quando è entrato a far parte del Soccorso Alpino Quinta Delegazione Bresciana di Temù. L’agonismo è un elemento importante della sua carriera sportiva, nel suo palmarès può vantare partecipazioni con ottimi piazzamenti a Mezzalama, Pierra Menta e alla Patrouille des Glacieres. Si sente comunque più legato allo sci escursionismo, raggiungere vette incontaminate regala un’emozione impagabile. La montagna Paolo la frequenta anche in estate soprattutto con la corsa e l’arrampicata. «Per me Dynafit rappresenta massima dedizione per la montagna – ci confessa Paolo – 'speed up' sta per una continua ricerca del massimo». La soddisfazione sci alpinistica più grande per Paolo è portarle a termine tutte le competizioni a cui partecipa. Si tratta di gare molto dure e arrivare alla fine è già un ottimo risultato. Non è alla ricerca di situazioni estreme o cime elevate, la sua è soprattutto una ricerca di luoghi incontaminati.

Il team giornalistico potrà contare durante la gara sui prodotti Dynafit PDG realizzati appositamente per l’agonismo. Un’esclusiva per loro, visto che saranno nei negozi solo a partire dal prossimo inverno.


La prima «Marmoleda Full Gas Race» parla sloveno

Vince Nejc Kuhar e fra le donne Laura Besseghini

Il miglior battesimo che ci si poteva aspettare. La prima edizione della «Marmoleda Full Gas Race» è stata un successo, anzitutto per le strepitose condizioni meteo dopo le nevicate dei giorni scorsi proseguite fino a notte fonda presentando un contesto paesaggistico spettacolare, quindi per la partecipazione decisamente positiva di cento unità considerando tanti fattori come il finale di stagione, la prima edizione e delle concomitanze, ed infine per la dinamica della gara su un percorso particolarmente impegnativo, seppure sia stato deciso di eliminare il passaggio a Punta Penia per questioni di sicurezza. Alla fine, con due tempi sensazionali, hanno trionfato lo sloveno Nejc Kuhar (1h41’39”), davanti a Filippo Beccari, atleta di Livinallongo iscritto allo Ski Team Fassa, e all’altoatesino Roberto Desimone, e in campo femminile la valtellinese Laura Chiara Besseghini, che ha avuto la meglio sull’altoatesina Andrea Innerhofer e sulla fassana Nadia Scola. E la vittoria straniera ha suggellato un’organizzazione che per il futuro ha progetti ambiziosi.
Due gare identiche per i protagonisti, condotte in testa dall’inizio alla fine. Due successi costruiti sin dalle prime battute sul primo dislivello di 1180 metri che dalla partenza presso il rifugio Cima 11 ai 2080 metri del Passo della Fedaia, ha portato i concorrenti ai 3265 metri di Punta Rocca, la vetta più alta della competizione.
Al primo cambio pelli sulla vetta più alta della gara è infatti transitato per primo Kuhar, con un minuto e trenta secondi di vantaggio sul fassano Zulian, quindi poco più dietro il fiemmese Trettel e la coppia Beccari e Desimone. Nella discesa che portava al secondo cambio pelli al Pian dei Fiacconi è cambiato poco o nulla nelle posizioni di vertice, ad eccezione di Zulian che in discesa ha perso parecchi secondi sui compagni di avventura. Lo sloveno ha proseguito la sua marcia trionfale e al termine della seconda salita ai piedi di Punta Penia, in località Catino, è passato dopo solo 1 ora e 18 minuti di gara. Alle sue spalle con un ritardo di 3 minuti e 56 secondi Beccari, seguito da Desimone e dai due fiemmesi Dezulian e Trettel, a cinque minuti. Nella discesa successiva Dezulian purtroppo si rende autore di una brutta caduta nel suggestivo canalino e l’amico Trettel si ferma per prestargli soccorso. Per loro gara finita, mentre davanti volano al traguardo, affrontando prima la discesa tecnica fino a Col di Bous e l‘ultima ascesa di soli 240 metri di dislivello, ma particolarmente impegnativa.
Sotto lo striscione, posto presso il rifugio Cima 11, transita così vittorioso lo sloveno Nejc Kuhar con il tempo di 1h41’39”, seguito a 2 minuti e 19 secondi da Filippo Beccari, quindi a 3 minuti e 20 secondi Roberto Desimone. Più staccati, ad oltre 8 minuti è stata poi la volta di Christian Eder, ed ancora più distanti Paul Innerhofer, Lois Craffonara ed Ivo Zulian.
Per quanto riguarda la gara femminile già detto della cavalcata solitaria di Laura Chiara Besseghini, che ha concluso la sua fatica con il tempo di 2h11‘51“. Per la seconda posizione invece c’è stata bagarre sino all’ultimo. Sempre in piazza d’onore Nadia Scola, proprio nell’ultima discesa che portava al traguardo, è stata superata da Andrea Innerhofer, che l’ha preceduta sotto lo striscione di 42 secondi.
Nella classifica giovani si è imposto Cristian Campedel, davanti a Silvano Frattino, Ivo Rasom e Giovanni Lastei.
Va dunque in archivio con un bilancio decisamente positivo la prima edizione della «Marmoleda Full Gas Race», un evento che coinvolge tutte le associazioni e tutti gli specialisti di sci alpinismo della Val di Fassa e destinata a diventare un classico di fine stagione.

LE INTERVISTE
Nejc Kuhar: “Fantastico. Meglio di così non poteva andare. Stavo davvero bene e sono partito subito con un buon ritmo che mi ha poi consentito di controllare la gara. Una super competizione, con un tempo bellissimo e una neve da favola”

Filippo Beccari: “Ho provato in tutte le maniere ad andare a riprendere Kuhar, ma non ci sono riuscito; andava troppo forte. Sono comunque soddisfatto della mia prestazione e si chiude per me una stagione decisamente positiva”.

Roberto Desimone: “Ho fatto tutta la gara assieme a Beccari, poi nell’ultimo cambio pelli ho avuto un problemino ed ho perso tempo, gettando al vento la possibilità di sprintare con Filippo. Ma va bene così. Sono contento di come ho interpretato la gara”.

Laura Chiara Besseghini: “Un percorso stupendo, impegnativo, anche se mancava la cima. Io sono partita subito forte e poi ho controllato. Devo ammettere che ho avuto anche il tempo di guardarmi un po’ in giro. In Marmolada il paesaggio è stupendo e penso che questa gara diventerà un appuntamento di rilievo in futuro”.

Nadia Scola: “Stupenda gara. Nell’ultima discesa mi sono dovuto arrendere al recupero della Innerhofer, che in discesa va davvero forte. Un po’ di rammarico perché le ero stata davanti per gran parte della gara, ma va bene così”.

Diego Salvador (presidente Comitato Organizzatore): “Siamo davvero entusiasti. E’ andato tutto bene,. Un esordio così non ce lo aspettavamo, grazie anche al meteo che ci ha dato una mano. Dal punto di vista organizzativo abbiamo dimostrato di aver messo assieme un gruppo davvero fantastico e con grande esperienza. Un grazie a tutti. Lavoreremo in futuro per far crescere ulteriormente la Marmoleda Full Gas Race”.


Presentata la 63^ edizione del Trofeo Parravicini

Istituito il premio "Mario Merelli"

Ieri sera a Bergamo al Palamonti, sede del Cai Bergamo, è stato presentato il Trofeo Parravicini. Il Parravicini, storia dello scialpinismo italiano sarà l'ultima prova del circuito di Coppa Italia - Trofeo Scarpa.
Il Comitato Organizzatore in questi ultimi giorni ha tirato un sospiro di sollievo e con la complicità delle ultime nevicate ha confermato la gara anche se i tracciatori dovranno modificare alcuni tratti del percorso soprattutto della zona del Grabiasca. Gianni Mascadri in rappresentanza del Comitato ha presentato gli ospiti che sono intervenuti alla presentazione: Mauro Arioli, vice sindaco di Carona, Giuseppe Pezzoli, segretario Coni Provinciale di Bergamo, e Mattia Pegurri, responsabile dello scialpinismo della Fisi provinciale.
«Non era mai successo che il Parravicini venisse annullato per la mancanza di neve». Ha detto Gianni Mascadri. «Anche per questa edizione non ci siamo smentiti e il Parravicini si svolgerà regolarmente, - ha continuato Mascadri - le condizioni di poca neve ci hanno tenuto sulle spine sino all'ultimo, ma adesso sulla conca del Rifugio Calvi abbiamo un metro di neve fresca. L'aspetto positivo di questo strano inverno sarà che molto probabilmente con gli automezzi potremo salire sino alla diga Fregabolgia a qualche minuto dal Rifugio Calvi».
I responsabili del percorso Mauro Scanzi e Armando Pezzotta hanno illustrato le caratteristiche del tracciato anche se la traccia definitiva sarà "disegnata" la prossima settimana quando da mercoledì le squadre dei volontari saranno al Rifugio Calvi.
Dopo gli aspetti puramente tecnici è stato presentato il premio Mario Merelli. La famiglia Merelli volendo ricordare Mario ha messo in palio un paio di scarponi, un paio di sci e un paio di bastocini con la pala.
La formula per aggiudicarsi i premi è innovativa e si rivolge alla "pancia" del gruppo, infatti gli scarponi saranno dati in premio al concorrente che avrà il tempo con il 20% in più rispetto al vincitore. Gli sci saranno consegnati con lo stesso metodo ma la percentuale sarà del 35%. Infine i bastocini e la pala saranno dati a chi avrà il 50% in più rispetto al tempo del vincitore.
Le previsioni meteo a lunga scadenza sono dalla parte del Trofeo Parravicini, ma gli amici dello Sci Cai Bergamo avranno sicuramente qualcuno che dal cielo guarderà la conca del Calvi con un occhio di riguardo.


Iscriviti alla newsletter


Mulatero Editore utilizzerà le informazioni fornite in questo modulo per inviare newsletter, fornire aggiornamenti ed iniziative di marketing.
Per informazioni sulla nostra Policy puoi consultare questo link: (Privacy Policy)

Puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento facendo clic sul collegamento a piè di pagina delle nostre e-mail.

Abbonati a Skialper

6 numeri direttamente a casa tua
43 €per 6 numeri

La nostra sede

MULATERO EDITORE
via Giovanni Flecchia, 58
10010 – Piverone (TO) – Italy
tel ‭0125 72615‬
info@mulatero.it – www.mulatero.it
P.iva e C.F. 08903180019

SKIALPER
è una rivista cartacea a diffusione nazionale.

Numero Registro Stampa 51 (già autorizzazione del tribunale di Torino n. 4855 del 05/12/1995).
La Mulatero Editore è iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione con il numero 21697

Privacy Policy - Cookie Policy

Privacy Preference Center

X