Domenica c'e' la Cortina-Dobbiaco

Nuove regole per la partenza

Trenta chilometri tra Cortina e Dobbiaco, la versione 'verde' della celebre gara di sci di fondo, tra il Veneto e l'Alto Adige. Questa è la Cortina-Dobbiaco, gara 'corribile' più che sky o trail, che attirerà migliaia di appassionati (ne sono attesi circa 4500) domenica 2 giugno tra le Dolomiti. La Cortina-Dobbiaco è stata presentata ieri a Bolzano e a fare gli onori di casa c'era anche Mikhail Mamleev. Il forte skyrunner ha promesso che sarà presente all'evento… l'anno prossimo. 

NOVITÀ - Gianni Poli, vincitore della maratona di New York nel 1986 e 'padre' della gara, in chiusura della conferenza stampa, ha elencato le novità in programma il prossimo weekend. «La novità principale è la modalità della partenza da Cortina d’Ampezzo. Insieme all’amministrazione locale, per cercare di diluire il flusso della partenza e soprattutto degli arrivi, abbiamo stabilito che il quartier generale sarà allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina, da qui i concorrenti saranno accompagnati sulla linea di partenza. La scelta dello Stadio Olimpico è legata alla storia di Cortina e al significato che la fiaccola olimpica ha per tutti noi». «Per rendere il più fluide possibili le fasi d’avvio - ha continuato Poli - daremo due partenze, la prima alle ore 9.10 per i pettorali di colore azzurro e rosso, la seconda partenza alle ore 9.18 per i pettorali verdi.».
Gianni Poli ha concluso il suo intervento ricordando l’anima 'green' della gara. «Da molti anni la Cortina-Dobbiaco Run è molto sensibile ai temi dell’ecologia, oltre alle campagne sui rifiuti quest’anno l’energia elettrica, circa 20.000kWh di consumo previsti, immessa nella rete elettrica sarà proveniente da fonti rinnovabili. Inoltre all’interno del nostro Green Village, presso lo stand Esosport, sarà creato un centro di raccolta per le scarpe usate. Questo progetto ha la finalità di recuperare e lavorare la gomma delle scarpe per la produzione di pavimenti anticaduta, sottofondi per le piste di atletica e aree sportive».
 


La Carta Etica della Trail Running Association

Dopo tre mesi di lavoro, il primo contributo

A nove mesi dall’Assise du Trail svoltasi a Courmayeur lo scorso settembre, dove Ski-alper aveva presenziato, qualcosa sembra muoversi. La Trail-Running Association (TRA) ha infatti annunciato che dopo tre mesi di lavoro la Carta Etica è on line sul sito di riferimento della stessa associazione.

IL FLOP DEL FORUM - I promotori dell’iniziativa non si sono fatti scoraggiare dall’insuccesso del forum pubblico che doveva costituire nelle loro intenzioni iniziali un luogo virtuale di confronto su tematiche alquanto reali e importanti. Nei tre mesi dal lancio, 26 argomenti aperti e 15 risposte complessivamente ottenute con molte tematiche che non hanno avuto nessun tipo di riscontro, perlomeno pubblico.

INTERNATIONAL TRAIL RUNNING CHARTER - Nonostante questo, il primo passo doveroso è stato fatto e la International Trail Running Charter è adesso usufruibile da tutti gli appassionati della disciplina. “Noi, membri dell’ ITRA rappresentanti le diverse componenti della comunità del trail running dei 5 continenti, per accompagnare le principali evoluzioni del nostro sport e consentire le condizioni necessarie affinchè il suo futuro possa prosperare, abbiamo deciso di unire le nostre culture e passioni per portare insieme  il nostro patrimonio, le nostre visioni di Trail running ed i nostri valori”. I principali valori su cui si basa la carta etica della Trail Running Association sono Autenticità, Umiltà Fair Play, Equità, Rispetto, Rispetto degli altri, Rispetto per se stessi e Solidarietà.

LA QUESTIONE PREMI IN DENARO - Intanto c’è molta attesa sui risultati del gruppo di lavoro che si occupa della tematica inerente agli atleti elite, in particolare quella inerente ai premi in denaro.  In base alle linee guida iniziali dell’Assise, la ITRA aveva giù indicato una possibile direzione: “Per i premi d’ingaggio, da un punto di vista etico, molti di noi sono contrari a questa azione. Lo stesso per i bonus finanziari per i podi e al pagamento delle spese di viaggio e di alloggio; vorremmo che il budget sia limitato al 10% del budget per le iscrizioni con un massimo di 15.000 euro (19.000 USD). C'era anche disaccordo su questa regola incontrollabile. Ma è realistico redigere una regola, quando un organizzatore può decidere di pagare gli atleti di correre in modo da fornire una gara d'elite”. Gli organizzatori dell’UTMB, promotori della stessa ITRA, hanno adeguato la Carta Etica della loro corsa e da qualche giorno non compare più la specifica che nessun premio in denaro verrà corrisposto.


Stava Sky Race e Vertical per il tricolore

Le due gare saranno valide per il campionato italiano

Ancora una promozione per la Stava Sky Race, classico appuntamento di fine giugno riservato ai corridori del cielo che ha come teatro la montagna di Tesero, in Val di Fiemme, la conosciuta area turistica che pochi mesi fa ha ospitato i campionati mondiali di sci nordico. La Federazione Italiana Skyrunning ha infatti deciso di premiare gli organizzatori dell'Unione sportiva Cornacci assegnando la validità come duplice prova di campionato italiano sia alla skyrace, sia alla prova vertical kilometer che si disputa sempre nella stessa giornata, domenica 30 giugno. Ma non è tutto, visto che la competizione fiemmese ha pure validità come terza tappa della La Sportiva Gore-Tex Mountain Running Cup. Tre eventi in un'unica giornata dunque per la Stava Sky Race. A partire dal Verticale del Cornon, valida come seconda prova tricolore della specialità, quindi l'ottava edizione della nota gara della Cornacci sulla distanza dei 24,59 km che sarà la prova d'apertura del campionato italiano skyrace e pure terza tappa del circuito La Sportiva.

I BIG - Pur mancando ancora una mese allo start si sono registrate già le prime importanti adesioni, a partire da quella del campione italiano lunghe distanze FIDAL e fresco terzo a Zegama Tadei Pivk, così come quella del trentino Daniele Cappelletti, dato in grande forma e uno fra i protagonisti della settima edizione della gara fiemmese dello scorso anno. Non è ancora certa la presenza del dominatore di dodici mesi fa, il rumeno con passaporto spagnolo Ionut Alin Zinca. In campo femminile si attende l'adesione della vincitrice dello scorso anno Emanuela Brizio. Di alto profilo anche la starting list del Verticale del Cornon 'tricolore', visto che ci sarà il Team La Sportiva al gran completo. A partire dal recordman Urban Zemmer, quindi Marco Facchinelli, Marco Moletto, lo sloveno Nejc Kuhar e il giovane forte scialpinista Campione del Mondo Nadir Maguet.

PERCORSO - Per quanto riguarda il percorso di gara è riconfermata la scelta dello scorso anno, che aveva previsto l'unificazione della partenza e dell'arrivo presso il piazzale delle scuole di Tesero con un leggero allungamento dello sviluppo totale. La lunghezza del tracciato di gara sarà dunque di 24.930 metri con un dislivello in salita di 2125 metri (altrettanti in discesa), un percorso che nella parte iniziale vede la salita sulle pendici del Monte Cornon, per poi seguire la dorsale della costa Garbioie fino a giungere al Monte ai 2358 metri del Monte Agnello (il punto più alto della competizione), quindi la discesa lungo un pendio erboso per risalire leggermente in località Bassa e quindi al Dos dei Branchi. Da questo punto inizia la discesa che riporta i concorrenti a Tesero. La partenza è prevista per le ore 9.
Confermato anche il tracciato del Vertical del Cornon che ripercorre la parte iniziale della skyrace, riproponendo i soliti 5,5 km con un dislivello di 1080 metri e partenza alle ore 8.
Sempre nella mattinata (il via alle ore 10) si disputerà poi la Mini Stava Sky Race, riservata agli under 17 divisi in due categorie, che prevede pure una combinata con la Mini Dolomites Skyrace del 20 luglio a Canazei, con un premio speciale rappresentato da un zainetto La Sportiva per coloro che prenderanno parte ad entrambe le manifestazioni.
 
 


Trentapassi Vertical Race, un'esperienza 'mistica'

Il racconto del nostro collaboratore Flavio Saltarelli

Davide Zanotti ce l’aveva promesso. Il suo Trentapassi Vertical Race ci avrebbe fatto toccare il cielo con un dito. Ed è stato di parola. Tremendamente ripido, tremendamente a picco sul Lago d’Iseo, tremendamente bello: una lucida follia che ha dato ai circa ottanta finisher emozioni indelebili. E tra coloro che sono arrivati al gonfiabile Red Bull posto sulla cuspide della Corna Trentapassi, c’ero anche io. Secondo il mio altimetro 1080 metri di dislivello positivo in poco più di tre chilometri e mezzo, considerato il tratto lungo lago della partenza. 1080 metri che ho superato ritornando bambino, arrampicando, mulinando i bastoni da fondo e soprattutto gattonando. Gattonando a cinquant’anni su pendenze impossibili dove poco prima erano passati volando Urban Zemmer e l’amico Marco Facchinelli. Gattonando nonostante le nuove La Sportiva che avevo ai piedi funzionassero davvero a meraviglia nella guerra impari contro la forza di gravità. Marco mi aveva anche preparato una tabella in vista di questo impegno, ma la voglia di neve me l’ha fatta trascurare in favore delle pelli di foca. E così mi sono trovato ad arrancare, nel blu dipinto di blu temendo però di finire laggiù: nel Lago d’Iseo. E ci sarei arrivato direttamente, senza toccare terra. Il Monte Guglielmo bianco di neve, l’azzurro dell’acqua cristallina, il verde di un presente che pur alzando gli occhi al cielo non mi permette di vedere: il collo ha non ha sufficiente escursione! Ci si aggrappa a ciuffi d’erba, a rocce, a corde fisse, sotto lo sguardo sempre vigile degli operatori del CNSAS. Il cuore pompa a manetta anche da fermo. Tutto è amplificato. È un’esperienza mistica; ma va fatta tenendo bene piedi e mani aggrappati per terra, o in cielo, forse. Ed è una lotta continua tra gli occhi che vorrebbero ammirare scorci d’infinito e la necessità d’assecondare le ragioni del cronometro; che, anche per i tapascioni come me, corre. Anche troppo. Ma poi il viaggio finisce. È la cima, sono scene da Pierra Menta. Campane, urla d’incitamento per tutti. Per i primi come gli ultimi. Tutti si sono comunque 'scornati' con la Trentapassi.
 


L'Alta Val Nure a Rebeschi e Fori

I due runner si sono imposti sul percorso di 60 km

La seconda edizione del Trail Alta Val Nure (60 km, 3500 m D+), in programma ieri a Bettola (Pc) è andata ad Andrea Rebeschi che si è imposto con il tempo di 7h29'05''. Vittoria in volata su Federico Celeghini della ASD Kinomana (7h29'15''). Poco distante anche Luca Marconi, sempre della Kinomana, che ha fermato il cronometro a 7h29'45''. Tra le donne successo di Katia Fori (Team Tecnica, 7h30'15'') davanti a Maria C. Orlandi (Podistica Sassolese, 9h04') e Corinna Mondani (Lupi d'Appennino, 10h, 05''). La bella giornata di sera non ha risparmiato ai concorrenti dei tratti con la neve... 


Supremazia Dematteis alla Barge-Montebracco

Tra le donne si e' imposta Romina Cavallera

La 'Terrazza di Leonardo' ha accolto gli scalatori che domenica 26 maggio hanno dovuto fare i conti con i 7,5 km di lunghezza ed i circa 1000 metri di dislivello che caratterizzano la salita della Barge-Montebracco, gara di corsa in montagna esclusivamente su sentieri e piste forestali organizzata dalla Podistica Valle Infernotto per ricordare Domenico, per anni compagno di fatiche. 

CAMPIONATO PROVINCIALE -
La gara valeva come Campionato provinciale di specialità: questo ha decretato la Fidal della Provincia di Cuneo presieduta da Rosi Boaglio. In un calendario davvero denso di appuntamenti sportivi e di disastri meteorologici hanno risposto in 119. Schiena curva sui primi due chilometri, tecnicamente più impegnativi, e poi via a gradoni attraversando il prezioso luogo di culto (del corpo e dell’anima) della Trappa di Montebracco. Dominio assoluto dei Dematteis, gemelli di Rore, allievi di Giulio Peyracchia, oggi nel Gruppo Sportivo dell’Esercito. Un nuovo record è stato scritto da Bernard, salito in vetta in 42 minuti e 15 secondi (oltre un minuto in meno del precedente miglior tempo  stabilito dallo stesso atleta nell’edizione  2012). Due minuti circa il distacco inflitto al fratello e compagno di squadra Martin (44'16''). Sono trascorsi altri cinque minuti di attesa per vedere sul traguardo il terzo atleta maschile: arriva dalla  valle Susa e da quella fucina storica di campioni del Giò 22 Rivera Silvio Pellissero: ha concluso in 49'23'' con l’onore, concesso a pochi, di completare un podio di rilievo internazionale.

GARA DONNE - Profumo di nazionale anche nella gara femminile con 24 atlete al via: Romina Cavallera (Roata Chiusani) agli ordini sportivi di Mauro Riba va sotto di circa 3 minuti al precedente record femminile. Chiude in 54'31'' e si prepara per le scene nazionali che l’attendono prossimamente. Dalla Valle Varaita Maria Laura Fornelli conquista la seconda posizione in 57'52''. La sua compagna di squadra Elena Bagnus la segue in 59'31'' e coglie il terzo gradino del podio. 


Zegama e' Zegama

Gara perfetta, combattuta dal primo all’ultimo metro

Descrivere la Zegama-Aizkorri dopo averla vissuta da spettatore è molto difficile. Tante sono le immagini e le emozioni vissute che farne una sintesi è praticamente impossibile. Lo scorso anno chiesero a Kilian Jornet di descriverla e lui disse 'Zegama è Zegama', semplice ma molto efficace. Quest’anno al termine della sua prova, Fabio Bazzana ha confidato qualcosa del tipo ‘«qui è inutile girarsi, tanto hai sempre qualcuno dietro». Zegama è l’essenza dell’agonismo, della sportività e del coinvolgimento. Zegama è Zegama.

10:48 - SANCTI SPIRITU - A dire il vero già il solo nome incute un qual certo timore. Nulla in confronto a quello che nella realtà dei fatti attende gli atleti in gara  e gli spettatori che si recano per la prima volta nel tempio dello Skyrunning. Il Sancti Spiritu è molto facile da descrivere, vi è un punto di ristoro posto al termine di una discesa e da li parte un muro che in realtà è prato in forte pendenza e che costituisce la prima parte della salita all’Aizkorri. Uno strappo che non può non far male alle gambe. Il pubblico presente, al pari di un finale di tappa alpina al Tour de France, ma su un colle di quelli che contano. Fulvio Dapit, più che un veterano della corsa un pezzo di storia della stessa, dice che non ha mai visto tanto pubblico come quest’anno. Le prime stime parlano di 5000 persone. Si scierano i fotografi cercando il punto giusto per immortalare gli attimi preziosi. Jordi Saragossa e Ian Corles sono concentrati e non lasciano nulla al caso, vogliono lo scatto dell’anno. Dalla cima del prato, dove una staccionata di legno delimita il pascolo dalle primo rocce, è facile intuire quando stanno per arrivare i primi concorrenti perché il frastuono è realmente assordante. Ci siamo, tutti aspettiamo Kilian Jonet, ma la vera attesa e per scoprire chi questa volta è riuscito a stare al suo ritmo. Tempo pochi minuti e sbucano dal tornante due atleti, sono lo stesso Kilian e Marco Degasperi. Oggi ho scoperto che anche loro sudano perché il Sancti Spiritu non fa sconti a nessuno, neanche a due grandissimo come loro. Perfetti, all’apice dello sforzo, con i piedi sempre in spinta e molto concentrati. Nei pochi secondi del loro passaggio, è come se il frastuono delle trombe svanisce, tutti ci concentriamo su uno sguardo, un reespiro, un particolare.  Passano in 1h48’ dopo 21 km di gara. A più di un minuto, i primi inseguitori tra cui l’italiano Tadei Pivk. Tra le donne, è in testa l’americana Stevie Kremer e  ha un vantaggio di 1 minuto su Fmelie Forsberg e di 4 minuti sull’italliana Silvia Serafini. Stevie è preoccupata, dice che in discesa è probabile che la riprendano. Nuria Picas è attardata e il suo passo è meno convincente di chi la precede. Come da tradizione, il pubblico attende il passaggio degli ultimi e li applaude esattamente come i primi. Zegama è Zegama.

12:54 - ZEGAMA - Il record è li a portata di mano e può finalmente essere infranto dopo 8 anni. Chi arriva per primo sul traguardo, però, si chiama Kilian Jornet (Salomon Santiveri) e come è ormai risaputo nessuno schema terreno gli appartiene. Nulla vale più del saluto alla folla prima di tagliare il traguardo tantomeno i 20 secondi dal 3h54’18’’ di Rob Jebb e neanche i 5 sul secondo, Luis Alberto Hernando (Adidas). Solo loro due sanno come hanno corso l’ultimo chilometro, noi lo intiuiamo vedendoli ansimare e piegarsi in due dallo sforzo. Meno di 5 minuti dopo, è la volta di Tadei Pivk (Team Crazy) e dell’Italia che ancora una volta entra nella storia della grande corsa basca. Arriva anche l’ottavo posto di Daniele Cappelletti (Valetudo Skyrunning). Seguono, ventesimo l’inossidabile Fulvio Dapit (Team Crazy) e ventisettesimo il giovane Fabio Bazzana (Team Crazy) che chiude la sua prova con lo sprint sullo spagnolo Angel Arrieta  tra una vera e propria ovazione del pubblico. Zegama è Zegama.

13:40 - ZEGAMA - Kilian è appoggiato alla transenna e parla con sua mamma Nùria. Aspettano l’arivo di Emelie che è attesa da li a breve sulla linea del traguardo. E’ quindi la volta  le donne ma c’è poco tempo per festeggiare tanto sono intense e veloci le emozioni. La svedese Emelie Forsberg (Salomon) precede di 1’40’’ la spagnola Nuria Picas (FEEC-Buff) che a sua volta ha 3 soli secondi sull’americana Stevie Kremer (Salomon Agisko). In meno di due minuti, la pratica del podio femminile è risolta. La Picas, fa il segno alla Kremer che la teneza d’occhio negli ultimi chilometri cercando di amministrare l’esiguo vantaggio. Per loro due, un testa a testa ininterroto dal 34° chilometro. Lontana dal suo tempo record che resiste ma con una prova maiuscola l’italiana Emanuela Brizio (Valetudo Skyrunning) chiude in quarta posizione assoluta e sesta è la connazionale Silvia Serafini (Team Salomon Agisko) che si porta a casa una gran bella esperienza ma anche una brutta slogatura alla caviglia. Con il decimo posto di Debora Cardone sono quindi cinque gli atleti italiani che entrano nei primi 10, due uomini e tre donne. Ma qui si sa, il podio è allungato, entrare nei trenta a Zegama vuol dire avere il talento e la cattiveria per saper spingere dall’inizio alla fine, senza nessuna sosta tanto da alzare gli schizzi di fango fino alla schiena. Zegama è Zegama.

BRIVIDI - Fulvio Dapit e Stephanie Jimenez a pranzo confidano che arrivati al Sancti Spiritu, al cospetto del pubblico presente,  hanno avuto la pelle d’oca, non figurata ma reale. Ho notato lo stesso particolare su alcuni atleti al traguardo con la pelle d’oca sulle gambe Le due curve finali del percorso sono impressionanti, due ali di folla che sanno cosa dire e, soprattutto, come dirlo. Anche per me, da ieri, Zegama è Zegama.

LE PROSSIME TAPPE - Archiviata la prima Ultra, la Transvulcania, e la prima Sky, il verdetto è praticamente univoco. In entrambe le gare, primo Kilian e secondo Luis Alberto, prima Emelie e secinda Nuria. Le Skyrunner® world Series 2013 si trasferiscono prima ad Andorra per la seconda Ultra, il 21 giugno con la Ronda dels cims di 170 km e la settimana dopo a Chamonix per la Marathon du Mont Blanc.  Lo spettacolo continua.
 


A Rognoni-Bottura la Monza-Montevecchia

Tra le donne successo di Gizzi-Casiraghi

Una splendida giornata di sole ha festeggiato la seconda edizione della Monza-Montevecchia Ecotrail che ha unito la 'capitale' della Brianza con la prima collina che si incontra salendo dalla pianura. Gara a coppie con più di 30 km e circa 800 metri di dislivello con percorso nella natura del parco di Monza e dei parchi naturali della zona. La vittoria è andata a MEPA Assiurazioni 1 di Dario Rognoni e Orazio Bottura (2h19'36'') mentre tra le donne si sono imposte Noemy Gizzi e Monica Casiraghi (2h58'33''). La prima coppia mista è quella dei Runner's World Challenge Dario Marchini e Chiara Moras (2h50'40''). Nella dura 'cronoscalata' da Montevecchia bassa a Montevecchia alta si sono imposte le prime due coppie maschili e femminili, Mepa 1 e Gizzi-Casiraghi, con i tempi di 15'55'' e 20'20'', mentre nelle coppie miste hanno vinto I Bocia Verano di Davide Brambilla e Chiara Fumagalli con il crono di 19'17''.  


Super Boifava dopo il Soglio vince anche l'Orsa

Tra gli uomini successo di Christian Modena

Federica Boifava e Christian Modena sono i vincitori del Trail dell'Orsa. La gara (48 km, 3500 m D+), in programma ieri a Brentino Belluno (Vr),  è stata chiusa da Modena in 5h04'31'' davanti a Moretton e Fedel. 6h04' il crono della vincitrice femminile in una gara avvincente che ha visto le prime tre donne darsi battaglia dal primo all'ultimo chilometro chiudendo separate da poco più di un minuto. 6h05 e 6h06 il tempo della seconda, Anna Conti, e della terza, Simonetta Gadler. Da segnalare che la Boifava aveva vinto meno di 24 ore prima al Trail del Monte Soglio! Nella competizione Orsa Maggiore (24 km, 1900 m D+) la vittoria in campo maschile è andata a Mirko Righele (2h23') mentre il primato tra le donne è andato a Nada De Francesch. 


Zegama: Kilian al fotofinish su Hernando

Fantastico terzo posto per Pivk nella Wimbledon dello skyrunning

Grandissima giornata di sport oggi a Zekama dove si correva la tradizionale maratona alpina 'Zegama Aizkorri', gara delle gare, sentitissima in Spagna e in tutto il mondo della corsa outdoor. Come sempre da queste parti le emozioni non sono mancate. A cominciare dalla sesta vittoria di Kilian Jornet, il favoritissimo della vigilia. Ma non è stata vittoria facile se si pensa che il vantaggio al traguardo su Luis Alberto Hernando è stato di soli 12 secondi… Grandissimo terzo posto azzurro con Tadei Pivk, reduce da una stagione con i fiocchi nello ski-alp e sicuramente la più bella sorpresa della giornata. Grande sorpresa anche da Marco De Gasperi che ha fatto metà gara 'come allenamento', rifilando mezzo minuto a Kilian e passando in testa. Tra le donne vittoria della 'solita' Emelie Forsberg che ha regolato un Nuria Picas in rimonta e la statunitense (che però corre per il team italiano Salomon Agisko) Stevie Kremer, prima per buona parte del percorso. Al quarto posto l'azzurra Emanuela Brizio. Peccato per Silvia Serafini, che ha lottato per il podio ma ha dovuto accontentarsi di un sesto posto con annessa slogatura alla caviglia.

I TEMPI - Kilian ha fermato il cronometro a 3h54'38'', Hernando a 3h54'50'' e Pivk a 3h59'07''. Tra le donne Forsberg a 4h48'12'', Picas 4h49'55'' e Kremer a 4h49'58''. Da segnalare anche il nono posto di Danielle Cappelletti 4h16'09'', il ventesimo di Fulvio Dapit e ventisettesimo di Fabio Bazzana. Tra le donne decimo posto di Debora Cardone.  

A seguire il commento del nostro inviato Fabio Menino.


Zemmer e Pintarelli dominano la Trentapassi

Tra le donne successo di Bertasa e Galassi

Doppio appuntamento questa mattina sulle rive del Lago d'Iseo, a Marone, dove era tempo di Trentapassi Skyrace e Vertical. Nel Vertical al via i migliori specialisti italiani con vittoria (su un percorso veramente 'verticale') di Urban Zemmer davanti a Marco Facchinelli e Marco Moletto. Zemmer si è imposto con il tempo di 40'36', Facchinelli ha fermato il cronometro a 42'21'', Moletto a 45'13''. In campo femminile Samantha Galassi prima (52'22'') davanti ad Alice Gaggi (52'41'') e Sara Bottarelli (56'46'').

SKY-
Nella skyrace si è imposto Gil Pintarelli (1h37'47'') davanti a Dennis Brunod (1h37'58'') e Paolo Gotti (1h40'08'') mentre nella gara rosa l'ha spuntata Cinzia Bertasa (2h01'03'') su Lisa Buzzoni (2h01'17'') e Laura Besseghini (2h10'54''). 


Notte prima di Zegama

Domani la partenza alle 9:00, poi tutti al Santu Spiritu

Qesta sera alle 8:30 la sala del ristorante, a differenza dei giorni precedenti,  era già tutta praticamente vuota. Solo qualche fotografo e giornalista intenti a terminare il loro lavoro e i team manager a ordinare il necessario per l'assistenza di domani in gara. Tutti gli atleti, invece, erano già in camera. Tra di loro ci sarà sicuramente chi chiuderà gli occhi sognando un risultato che conta, se non addirittura la gara della vita, chi si rivivrà mentalmente i principali passaggi e chi stenterà a prendere sonno per la tensione. Normali dinamiche che però qui a Zegama sono amplificate dalla portata dell'evento.

LA RICOGNIZIONE - Questa mattina, praticamente tutti i big si sono concentrati sull'ultima parte del percorso, la discesa che li riporterà a Zegama al termine dei 42 km. Un'ultima sgambata mirata alla scelta definitiva sulle scarpe da utilizzare in gara. Le forti piogge dei giorni scorsi hnno lasciato il segno e anche quest'anno il fango la fa da padrone. Arrivano, nell'ordine,  Emanuela Brizio e Debora Cardone, poi i francesi Michel Lanne e Maud Gobert e infine Stevie Kremer e Silvia Serafini che hanno visionato l'intera discesa in compagnia dell'americano Dave James.

SALE LA TENSIONE - La sala del centro sportivo è letteralmente gremita per il briefing. Sullo schermo gigante vengono proiettate le immagini delle passate edizioni con i principali protagonisti della corsa. L'atmosfera è di grande festa ma nel viso di qualcuno incomincia a trasparire la tensione pre gara. Fa la sua comparsa anche Kilian Jornet che riceve un premio dagli organizzatori. Scompare poi da un'uscita secondaria prima di essere letteralmente assalito dai moltissimi estimatori. C'è anche Marco Degasperi che non sa ancora molto bene cosa farà domani; di sicuro sarà al via e poi deciderà se provare solo la prima parte di gara o se terminarla tutta. Arrivano anche le due idole di casa, le spagnole Oihana Kortazar, vincitrice lo scorso anno e Nuria Picas. Anche per loro, da parte dei fotografi un vero e proprio assedio, così come per Luis Alberto Hernando che è dato come l'unico che potrebbe in qualche modo impensierire Kilian, o che perlomeno potrebbe tentare di farlo. Tadei Pivk e Fabio Bazzana sembrano essere rilassati anche se domani per loro il verdetto finale avrà molta importanza per il proseguo della stagione. Non solo per loro, chiunque ha ambizioni di classifica, e qui sono in molti, sa benissimo che per entrare nei 10 sarà necessario fare una gara praticamente perfetta.

UN PAESE CHE SI TRASFORMA - Rispetto a ieri il centro storico di Zegama ha cambiato volto. L'allestimento della zona di partenza e di arrivo è stato quasi ultimato. Il maxi schermo era già operativo questa mattina con proiezioni no stop.Il finale di gara prevede due curve a gomito prima di arrivare all'arrivo nella piazza principale. Gli utlimi 300-400 metri sono praticamente tutti transennati. Nei bar di Zegama dalle prime ore del pomeriggio era praticament impossibile trovare un posto libero.

TUTTI AL SANTU SPIRITU - La Zegama-Aizkorri è ormai anche una grande organizzazione che pone molta attenzione nei confronti dei media. Dopo la partenza alle ore 9:00, ci saranno infatti una decina di fuoristrada che porteranno tutti i giornalisti accreditati in prossimità del Santu Spirito dove è posto il ristorio del 21° km. Giusto il tempo per rivedere gli atleti passare sulla linea di partenza dopo il classico giro inziale per le vie del paese e poi tutti in quella che si preannuncia essere una vera e propria bolgia con migliaia di tifosi pronti per incitare tutti i 400 concorrenti in gara.

Domani le emozioni saranno di quelle forti e non solo per chi è impegnato in gara.
 


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