Marco Siffredi, 11 anni sognando la sua traccia

Nel ricordo del talento dello snowboard estremo

L’8 settembre del 2002 Marco Siffredi (1979) scompariva nel nulla dopo aver disegnato con il suo snowboard le sue ultime leggendarie tracce sulla cima dell’Everest. Sono già passati unidici anni dalla scomparsa di quel ragazzo cresciuto ai piedi del Bossons, che con la sua tavola ha incantato gli appassionati del ripido e non solo, in quei tre anni indimenticabili.

GLI ESORDI - A soli diciassette anni, dopo aver già assaporato con la sua tavola molto di quanto il Bianco mette a disposizione degli amanti dell’estremo, compie il suo primo capolavoro sfidando la verticalità della Mallory all’Aiguille du Midi 

IL NANT BLANC
- Il 17 giugno del 1999, appena ventenne, compie la prima discesa in snowboard e la prima ripetizione della parete Nant Blanc dell’Aiguille Verte, eguagliando di fatto il suo maestro Jean Marc Boivin che la vinse dieci anni prima. Una pietra miliare per lo snowboard e l’estremo in generale, una prestazione che ad oggi è stata ripetuta nel 2009 dal solo Pierre Tardivel con gli sci. 

LE PRIME
- Tra le altre prime, sempre con la tavola, lo Tocilarajo in Perù (6.032 m), lo Dorje Lhakpa (6.988 m) in Nepal, il Huayna Potosí (6.088 m) in Bolivia, e il Cho Oyu (m 8.201). Nel 2001, la prima dall’Everest lungo il Norton Couloir. 

L'HORNBEIN
- Nel 2002 tenta la discesa della parete nord dell'Everest lungo il passaggio Hornbein Couloir. Un sogno cullato per molto tempo, lo stesso dove il suo ispiratore Jean Marc Boivin non era riuscito ad arrivare.

Al campo base della montagna più alta del mondo, una placca d’ottone recita: 

Marco Siffredi
Chamonix-France
22.05.79-08.09.02
1ére descente de l’Everest en snowboard par le coluir NORTON le 23.05.01
Disparu lors de la descente du coluir HORNBEIN le 08.09.02

Qui uno dei filmati che ricordano MARCO e la sua tavola.  


Scarpone d'Oro a Marco Moletto e Marina Plavan

Percorso ridotto a causa della pioggia

Nona edizione dello Scarpone d'Oro al Monte Mongioie, in Alta Valle Tanaro, organizzato dal gestore del rifugio Mongioie, la guida alpina Silvano Odasso. A causa della pioggia abbondante, il percorso ha subito una variante: 'saltato' l'arrivo in vetta del Monte Mongioie, si è optato per far scendere la gara sino al lago della Raschera, dove si effettuava il giro di boa attorno al lago e si risaliva sino al traguardo posizionato al Bocchin dell'Aseo a quota 2200, per un totale di 6,2 km ed un dislivello positivo di 920 metri. Vittoria di Marco Moletto con il tempo di 47'16", davanti a Fabio Cavallo in 52'10" e Simone Cappelletti in 52'31"; quarto Fulvio Fazio, quinto Sergio Ravizza, primo Master. Marina Plavan si aggiudica la gara femminile in 1h01'19" davanti a Patrizia Mutti in 1h02'32" e Sonia Balbis in 1h03'20".


Concorrente morto, la comunicazione ufficiale del Tor

Nella notte soccorsi alcuni corridori in ipotermia

È stato da poco recuperato il corpo dello sfortunato concorrente deceduto nella notte a causa di una caduta. Intanto si apprende che una decina di altri corridori sono stati soccorsi perché in ipotermia. La direzione di gara ha diramato una comunicazione ufficiale che riportiamo di seguito.

«L'Organizzazione del Tor des Géants® con profondo cordoglio comunica che, a seguito di un incidente avvenuto nella notte, è deceduto un concorrente nella discesa dal colle della Crosatie. Dalle prime informazioni acquisite la dinamica dell'incidente non è ancora stata accertata. L'atleta è deceduto a causa di un trauma cranico. La nazionalità della vittima è probabilmente cinese, ma sono ancora in corso gli accertamenti legali. I soccorritori presenti sul posto sono intervenuti tempestivamente per prestare le prime cure e assistere lo sfortunato corridore vittima dell’incidente in montagna. Contestualmente la squadra medica è risalita dalla base vita di  Valgrisenche. Il corridore insieme ad altri concorrenti, stava raggiungendo Valgrisenche mentre molti altri partecipanti erano già transitati dalla base vita e proseguivano in direzione di Cogne. Nel corso della giornata l’Organizzazione comunicherà maggiori dettagli sull’identità del corridore e la dinamica dell’incidente». 


Tor: muore un concorrente nella notte

Il cinese è scivolato a quota 2650

La notizia è stata ribattuta all'alba dall'agenzia di stampa Ansa: nella notte verso le 23 è morto un concorrente del Tor des Géants. L'uomo, cinese e di 43 anni, sarebbe scivolato a causa del sentiero reso scivoloso dalla pioggia nei pressi del Lac du Fond, sotto al Colle Crosatie, a Valgrisenche. A dare l'allarme altri concorrenti. Il medico del 118, giunto sul posto a piedi a causa del maltempo, ha riscontrato un grave trauma cranico e constatato poco dopo la morte dello sfortunato concorrente. Il corpo non è ancora stato recuperato. 


Nejc Kuhar vince il Vertical Gerania in Grecia

Penultima tappa delle World Series

Nejc Kuhar vince il Vertical delle World Series in Grecia: al Gerania (5.8 km e 1000 m di dislivello con partenza dal mare) lo sloveno chiude in 44'08", davanti agli andorrani Xavier e Ferran Teixido Marti - Ventosa: 44'24" e 44'40"; quarto il catalano Joan Freixa Marcelo (46'29"), quinto il greco Giorgos Dialektos (47'18"). La spagnola Vanesa Ortega Trancon si aggiudica la gara femminile in 54'34" davanti alle connazionali Alba Xandri Suets in 58'01" e Silvia Leal Augé in 1h00'21".


Anche Emelie racconta il recupero

La svedese ribadisce il suo approccio minimal

Emelie Forsberg ripercorre nei particolari quanto accaduto sabato pomeriggio sulla nord dell'Aiguille du Midi con il compagno Kilian Jornet e lo fa per il tramite del suo sito internet. Rivive la deviazione della via in prossimità del pendìo in ghiaccio ripido, i vari tentativi di tornare in via, il sopraggiungere del freddo e dell'agitazione. Fino all'inevitabile chiamata dei soccorsi con la conseguente attesa al freddo. Momenti sicuramente difficili, vissuti intensamente cercando di prendere la decisione migliore.

Emelie ammette di aver sottostimato le condizioni e di non aver predisposto un piano d’emergenza, e parla di uno stupido errore nel non aver portato con se' altri indumenti adeguati. Alla domanda posta da Le Dauphinè Libéré su cosa ci facessero su una parete nord in scarpe da ginnastica risponde che ciascuno ha bisogno di trovare la propria strada per approcciare le cose. La sua è dichiaratamente quella del minimalismo: «And for me as a runner and a 'hobby' climber I love the light way to approach mountains. This is how I want to do it. And this is how I feel comfortable. What is important is that we need to find our own comfortzon».

Infine, valuta che Kilian senza di lei con molta probabilità sarebbe riuscito a scendere in corda doppia o a raggiungere la cima.

La conclusione delle sue dichiarazioni  è poi un rafforzativo della sua convinzione: «We are people. We make mistakes and learn from them. But this is still the way I love to be in the mountains. Light and fast».

Il popolo degli ammiratori si stringe prevalentemente intorno alla campionessa svedese e molti parlano di ispirazione, del nuovo approccio che lei e Kilian stanno portando nel mondo dell’alpinismo.

QUI il suo racconto integrale in lingua inglese.    


Kilian ed Emelie, disavventura in quota

Recuperati ieri sera sulla nord dell'Aiguille du Midi

Le Dauphinè Libéré di oggi riporta la notizia che nella serata di sabato gli uomini del Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne (PGHM) di Chamonix hanno recuperato un uomo e una donna sullo sperone Frendo della nord dell'Aiguille du Midi, bloccati a causa del maltempo. Solo successivamente, a intervento avvenuto, è stato appurato come i due malcapitati fossero Kilian Jornet ed Emelie Forsberg. Dalla ricostruzione di Le Dauphinè sembra che i due salissero in scarpe da trail e senza l’abbigliamento adeguato per la situazione.

IL MONITO - Jean-Louis Verdier, responsabile della sicurezza in montagna a Chamonix, si dichiara essere molto arrabbiato dell’accaduto visto che più volte aveva ammonito Kilian di non salire in quota con le scarpe da corsa, ripetendogli che la montagna si affronta con equipaggiamento adeguato e il cattivo tempo si affronta con l’attrezzatura nello zaino. Le Dauphinè chiude con un quesito che dovrebbe far riflettere: la domanda che il mondo dell’alpinismo si pone è cosa ci facessero in collant e scarpe da ginnastica su una parete nord…

KILIAN - Il commento di Kilian sulla sua pagina Facebook: 'Di tanto in tanto la montagna ci ricorda che lei è più forte ... e ogni giorno ci insegna molte lezioni!' Ringrazia il PGHM ma non specifica l’accaduto. 

EMELIE - Emelie Forsberg, sempre dal suo account Facebook: 'Ancora una volta ho avuto una lezione, il tempo e le circostanze dettano le regole, noi giochiamo e la montagna decide. Non sono niente là fuori! Spaventoso sabato'. Anche lei ringrazia il PGHM ma non ne specifica il motivo. 

LA VIA – Lo sperone Frendo e una delle vie più classiche sul massiccio del Monte Bianco. L’attaco è a 2.650 m, dopo la stazione intermedia della funivia dell’Aiguille du Midi, dal Plateau di Pelerins, e termina a 3.842 m sulla cresta della Midi-Plan. E’ una via classificata D+ (estiva) TD (invernale) con un tempo medio stimato di 9 ore variabili dalle condizioni. Presenta arrampicata su roccia, cresta nevosa affilata e uscita ripida su ghiaccio.

 


Partito il Tor des Geants

In Valgrisenche primo Karrera tallonato da Colle'

La pioggia non ha rovinato la festa per la partenza della quarta edizione del Tor des Géants. Il via questa mattina poco dopo le 10 a Courmayeur. Saranno 742 gli atleti in gara (87 donne), in rappresentanza di tutti e cinque i continenti e dovranno affrontare 330 km e 24.000 m di dislivello. Intanto ieri pomeriggio, nel centro cittadino, si è svolta la consegna dei pettorali agli atleti Top. Sul palco del Jardin de l’Ange anche Oscar Perez e Francesca Canepa, vincitori della scorsa edizione.

METEO - Oggi temperatura in calo, zero termico a 2.400 m, neve a 2.800 m, nuvoloso con peggioramento in serata. Lunedì discreto, venti a 3.000 metri, temperatura in calo, vento di Favonio nelle vallate. Tendenza: variabile martedì e peggioramento per mercoledì e giovedì con miglioramento nei giorni
successivi.    

AGGIORNAMENTO 15,30 -
Karrera, Collé e Le Saux, questo il terzetto al comando della gara, al passaggio del Rifugio Deffeyes (2.500 metri), dopo 26,7 km dalla partenza. Lo spagnolo Iker Karrera, favorito numero uno alla vittoria finale, esce quindi subito allo scoperto imponendo un ritmo elevato alla gara. Dietro di lui, a poca distanza il valdostano Franco Collé e il francese Christophe Le Saux che era transitato primo a la Thuile. Più staccati gli altri concorrenti come Gazzola, Voeffray, Perez e Brunot. La testa della corsa femminile vede prima l’italiana Sonia Glarey davanti a Francesca Canepa.

AGGIORNAMENTO 16,40 - Sono passati da Planaval, in Valgrisenche, Iker Karrera e, a pochi minuti, Franco Collè, che è arrivato al rifornimento prorpio mentre lo spagnolo stava uscendo e, afferrata una bannana, è subito ripartito.

Guarda la gallery della partenza

Guarda la gallery dei primi passaggi a La Thuile


Tor, testa a testa Colle'-Karrera

I due sono vicinissimi, Canepa in vantaggio tra le donne

È entrato alle 17,09 e uscito alle 17,10, mentre Iker Karrera, fino ad allora in testa alla gara, è entrato alle 17,06 e uscito alle 17,12. Si è concretizzato così il sorpasso di Franco Collè ai danni di Iker Karrera. Poi allo Chalet de l'Epée risultava ancora in testa Karrera. Una lotta continua tra i due che a Valgrisenche avevano circa 30 minuti su Patrick Bohard. A seguire, nell'arco di un'ora dalla testa, Julien Voeffray, Lionel Trivel, Carles Falco Rossell, Christophe Le Saux, Bruno Bunod, Oscar Perez e Marco Mangaretto, decimo. 

CANEPA IN TESTA - Nella gara femminile sono arrivate insieme a Valgrisenche Glarey e Canepa e risultano uscite per il momento solo tre donne: alle due valdostane si aggiunge la Martinez. La Canepa è uscita alle 18,23, la Martinez alle 18,47 e la Glarey alle 18,57. Il prossimo rilevamento è a Rhemes.  


Rosetta da record per Golinelli e Brizio

Vittoria della skyrace nel Parco delle Orobie Valtellinesi

Pioggia e cielo grigio per una settima edizione della Rosetta SkyRace. I ritmi sono subito stati sostenuti con il lecchese Nicola Golinelli a dettare il passo sulla ripida ascesa che porta sino in località Ciani. Al primo punto controllo, il portacolori del Ger Rancio transita al comando, portandosi in scia Franco Sancassani, il rumeno Gyorgy Szabolcs e il ceco Martin Berka. Al giro di boa di Stavello, Golinelli sempre più determinato ha proseguito in solitaria. Più staccato l'olimpionico di canottaggio Franco Sancassani. Terza posizione momentanea per Gyorgy Szabolcs. Alle spalle del giovane rumeno, in recupero, il malenco Daniele Zerboni. Dopo 1h21' il fuggitivo Golinelli è passato alla cima Rosetta puntando dritto al nuovo record della gara. Il distacco del primo inseguitore, Franco Sancassani era di ben 5'. Nessuna sorpresa in discesa. Golinelli vince con record in 1h59'34" secondo Franco Sancassani in 2h03'39" e terzo Gyorgy Szabolcs in 2h0540". Seguono nell'ordine Daniele Zerboni, Stefano Butti, Micha Stainer, Ignacio Torres Cardona,  Dario Fracassi, Guido Rovedatti e Emanuele Miotti.

GARA FEMMINILE - Emanuela Brizio guida in avvio le compagne di squadra Debora Cardone  e Iulia Gainariu. Alle loro spalle la detentrice della migliore prestazione cronometrica su questo tracciato, Raffaella Rossi. Alla cima Rosetta cambio al vertice con Debora Cardone passata al comando su Emanuela Brizio, Iulia Gainariu e Raffaella Rossi. Nel finale forcing di Emanuela Brizio che polverizza il precedente primato della gara vincendo in 2h30'40". Seconda piazza per Debora Cardone 2h31'17" (anche lei sotto il precedente record), terza è giunta Rafaella Rossi 2h37'17". Giù dal podio Chiara Gianola (2h38'06") e Iulia Gainariu (2h39'33"). Sesta Lucia Moraschinelli che precede Monia Acquistapace, Ester Scotti, Patrizia Pagnoncelli e Patrizia Gianola.

GARA GIOVANI - A contorno della prova lunga, come di consueto, è andata in scena la prova giovani da 3350m. Tra le vie del borgo orobico ha primeggiato lo scialpinista locale Matteo Corazza su Francesco Dei Cas e Daniele Corazza. Silvia Berra ha invece vinto su Alessia Fascendinie Marta Coden.


Vittoria e titolo per Tadei Pivk e Silvia Serafini

Alla SkyRace Monte Cavallo assegnati gli 'scudetti' SKY

Vittoria di tappa e successo nel campionato italiano. La SkyRace Monte Cavallo a Piancavallo era ultima tappa del campionato italiano SKY: in palio il titolo tricolore con tutti i protagonisti della stagione. In campo maschile, prima del via Fabio Bazzana guidava la classifica con 230 punti, seguito a 30 lunghezze da Tadei Pivk con terzo a 166, Matteo Piller Hoffer. Al passaggio alla Forcella Val Grande passano attaccati i primi tre della generale, insieme a Davide Pierantoni. La svolta dopo Pian delle Lastre: passa Tadei Pivk davanti Giorgio Simonetti, Pierantoni e Piller Hoffer, ma non c'è Bazzana caduto in discesa e costretto al ritiro. Tadei Pivk va a vincere in 2h23'58", davanti al compagno di club Piller Hoffer in 2h28'35", con terzo Giulio Simonetti in 2h31'53"

LA GARA FEMMINILE - Un po' lo stesso copione nella gara rosa. Dimitra Teocharis parte da leader con 8 punti di vantaggio su Silvia Serafini. Ma sarà una lotta a due visto che Emanuela Brizio (terza a 32 punti dalla Teocharis) non è della partita. Gara sempre al comando quella di Silvia Serafini che chiude in 2h56'49", piazza d'onore per Francesca Domini in 3h09'00", con terza Dimitra Theocharis in  3h11'28".


Alice Gaggi campionessa mondiale di Corsa in Montagna

Ai Mondiali in Polonia sei medaglie per l'Italia

Mondiale 2013 di Corsa in Montagna in Polonia, a Krynica-Zdrój. L'Italia festeggia il titolo iridato di Alice Gaggi e il bronzo di Elisa Desco. Un gara in rimonta quelle delle azzurre: in avvio è la britannica Emma Clayton a dettare il ritmo sulla prima salita insieme all’Irlandese Sarah McCormack e alla turca Burcu Buyukbezgin. Nel giro finale Emma Clayton mantiene un vantaggio di diciassette secondi a un chilometro dall'arrivo sulle due azzurre: Alice Gaggi costruisce il suo successo negli ultimi 400 metri, la Clayton resta d'argento, mentre Elisa Desco festeggia il bronzo. Settima Antonella Confortola, quindicesima Samantha Galassi, un risultato che vale l'oro a squadre per l'Italia.

UGANDESI IMPRENDIBILI - Dominio ugandese in campo maschile: vince Philip Kiplimo, davanti ai connazionali Geoffrey Kusuro, Peter Kibet e Nathan Ayeko. Ci ha provato lo statunitense Max King, campione del mondo nel 2011 in Albania, ma alla fine è stato costretto al ritiro. E ci ha provato anche Bernard Dematteis: gara accorta la sua, con progressione nel finale che vale il quinto posto. Decimo il gemello Martin, davanti ad Alex Baldaccini, con quattordicesimo Gabriele Abate. Diciassettesimo Luca Cagnati e ventiduesimo Xavier Chevrier. Uganda ovviamente sul gradino più alto del podio, ma per l'Italia è argento.

GIOVANI - Ma le soddisfazioni e le medaglie in casa Italia sono arrivate anche a livello giovanile. Oro negli Juniores maschile per l'azzurro Nekagenet Crippa che chiude davanti al turco Ramazan Karagoz e all'austriaco Manuel Innerhofer. Decimo Michele Vaia, diciottesimo Nadir Cavagna e trentesimo Giampaolo Crotti Crotti: è ancora argento per l’Italia alle spalle della Repubblica Ceca e davanti alla Gran Bretagna. Nella prova Juniores femminile titolo mondiale per l’americana Mandy Ortiz, seguita dalla slovena Lea Einfalt, con terza la turca Tubay Erdal. Tredicesima Laura Maraga, quindicesima Alba De Silvestro e diciasettesima Simona Pelamatti: settime nella classifica per nazioni, vinta dalla Gran Bretagna.


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