Corsa in montagna, azzurri in partenza per Zermatt

Si corrono sabato mattina i mondiali lunghe distanze

Saluteranno il Colle del Sestriere nella mattinata di giovedì gli azzurri della corsa in montagna. Sabato si corre la Zermatt Marathon, valida per i Campionati Mondiali di Lunghe Distanze. In terra elvetica, l'Italia riparte dai due argenti a squadre ottenuti lo scorso anno in Colorado, quando sul Pikes Peak, sfruttando al meglio anche il fattore quota, i padroni di casa degli Stati Uniti monopolizzarono il podio individuale, al netto del solo argento dell'eritreo Azerya Teklay. Rispetto al 2014, protagonisti diversi, almeno in parte, quelli attesi sui quarantadue chilometri e spiccioli di gara che vedrà al via anche il Kenya che punta al colpo grosso con Francis Njoroge, Francis Ngare, Isaac Kosgei e Paul Maticha Michieka. Quest'ultimo, vincitore delle ultime tre edizioni della Zermatt Marathon, detiene anche il record della gara, portato lo scorso anno a 2h55'04". Dai 1116 metri di St. Niklaus ai 2585 di Riffelberg, con il passaggio a Zermatt (1616 metri) fissato attorno a metà gara: all'ombra del Cervino, è una sfida che al maschile vede tra i protagonisti annunciati anche il bronzo iridato 2014, lo statunitense Andy Wacker, e lo sloveno Mitjia Kosovelj, iridato nelle Lunghe Distanze nel 2013 in Polonia.
Cinque gli uomini azzurri in gara, con Tommaso Vaccina, sesto lo scorso anno in Colorado e annunciato in ottima condizione, a caccia di ulteriore piazzamento di prestigio, insieme agli esordienti in azzurro Alessandro Rambaldini e Francesco Puppi, a Massimo Mei, sedicesimo nel 2014, e a Gerd Frick. L'esperto altoatesino, in particolare, è di casa da queste parti, avendo vinto l'edizione 2008 della gara ed avendo chiuso altre tre volte al secondo posto, l'ultima delle quali nel 2013. Al podio individuale si candida anche il bulgaro Shaban Mustafa, terzo nel 2014, ma per la classifica a squadre l'Italia dovrà guardarsi, oltre che dagli Stati Uniti campioni in carica, anche dalla Svizzera di Patrick Wieser e dal Sudafrica di Thabang Madiba.
In campo femminile, due le punte azzurre, tenute in alta considerazione dall'intero lotto di partenti. Maratonete di livello anche su strada, Catherine Bertone e Ivana Iozzia coltivano sogni che parlano magari anche di podio, in una prova in cui Francesca Iachmet, già in azzurro lo scorso anno sul Pikes Peak, e l'esordiente Gloria Giudici saranno chiamate a dare il loro importante contributo nella classifica per Nazioni, data dalla somma dei tre migliori tempi.
Per gli Stati Uniti iridati in carica, da seguire soprattutto Stevie Kremer e Megan Kimmel, oltre a Roche, Dalzot ed Erholtz: sfida aperta dunque per un successo cui ambisce anche la Svizzera guidata dalla due volte campionessa europea Martina Strahl, una delle maggiori favorite a livello individuale, e dalla non più giovanissima detentrice del record della gara, Daniela Gassman (3h29'13" nel 2012). Per la vittoria finale, fari però puntati con decisione anche sulla francese Aline Camboulive, qui vincitrice tanto nel 2013 quanto nel 2014.
Gara open quella iridata delle Lunghe Distanze: alla maratona individuale, risultano iscritti circa 1500 atleti, cui vanno aggiunti i 700 partecipanti alla prova a staffetta. Non solo maratona però nel weekend elvetico, perché in giornata totalmente dedicata alla corsa in montagna troveranno spazio anche una mezza maratona (600 iscritti) e un'Ultra Marathon di 45 km, con 800 partenti al via.
 


Storie dal deserto

Su Skialper di giugno-luglio la Marathon des Sables raccontata da dentro

«Sto correndo la mia prima Marathon des Sables e sto soffrendo le pene dell’inferno. Duecentocinquanta chilometri di sabbia, ghiaia e rocce non s’improvvisano e, nonostante pensassi di averla preparata discretamente bene e con cura, questa regina delle desert run mi sta distruggendo. Da anni la seguivo leggendo gli articoli sui giornali di settore e guardando i numerosi video in circolazione, ma nel calarmici dentro in toto, come runner, ho scoperto un mondo solamente sfiorato dalle penne dei vari giornalisti che, trasportati in auto su alte dune sabbiose o negli interminabili drittoni ardenti, hanno provato a descrivere quest’inferno. Un inferno bello, bisogna riconoscerlo, attraente al punto che a distanza di giorni da quelle maledette ore di sofferenza sarei tentato di riaffrontare, ma comunque un inferno in cui non si può lasciare nulla al caso». Inizia così il racconto di Dino Bonelli dalla Marathon des Sables, su Skialper di giugno-luglio.

SULLE ORME DI OLMO - «Tutto nasce qualche anno fa quando, un po’ per scherzo e un po’ per stimolare l’amico Marco Olmo, momentaneamente un po’ sotto tono, gli propongo di continuare a correre la MDS, abbreviazione della Marathon des Sables, per almeno un altro paio d’anni fino a quando poi, nel 2015, lo avrei accompagnato io a correre la sua ventesima partecipazione».

VITA DEL DESERTO - «Il mal di schiena prova a farsi sentire anche lui, ma per fortuna desiste, e quella che normalmente è la mia debolezza diventa l’unica che non mi crea grossi problemi. I muscoli piriformi, più volte chiamati ‘quei bastardi nascosti nei glutei’, sono come dei tizzoni ardenti che non hanno intenzione di spegnersi mai. E quando dico mai, dico mai, neanche quando arrivi al campo e, prese le tre bottiglie d’acqua in dotazione, con cui si gestisce tutto il resto della giornata, serata e notte, ti sdrai sotto la tanto sognata tenda. Neanche quando gli altri muscoli lasciati in orizzontale per un po’ sembrano addirittura riprendere vita. Neanche quando il sole rovente brucia il tramonto per lasciare spazio alle fredde notti sahariane e tutto il grande accampamento si spegne delle luci che non ha mai avuto e lascia al silenzio i brividi della notte».

ZAINO SUPERLIGHT - Bonelli ha testato alla Marathon il nuovissimo zaino Desert Kat Ferrino (600 g), costruito in Cubic Tech. Fuori dallo zaino nella prima parte di gara e poi dentro, ha sistemato il materassino Superlight Ferrino (500 g). Come scarpe ha usato le nuove Mutant de La Sportiva, reattive e sufficientemente protettive, a cui ha fatto cucire una ghetta MDS comprata sul sito della gara.

GIA’ DISPONIBILE -
 Skialper di giugno è disponibile nelle migliori edicole. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Ma per chi lo volesse acquistare immediatamente su smartphone o tablet, è già disponibile. È sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!    

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2016 ricco di novita' per Salomon

Nuova scarpa Wings, ampliate le linee X-Lab, arriva la stringa

«Ciò che mi affascina è quello che faremo domani» ebbe a dire Georges Salomon, fondatore del marchio francese con sede ad Annecy. Un marchio nato sulla neve (attacchi, scarpe da fondo, scarponi e poi sci) per poi espandersi nei soft goods e nel footwear. Un brand che ha indubbiamente fatto dell’innovazione un cavallo di battaglia. «Il trail running non esisteva fino al 1998, quando dallo stabilimento di Annecy è uscito il primo prototipo di scarpa» ha detto il presidente di Salomon Jean-Marc Pambet. L’azienda francese, controllata dal gruppo finlandese Amer, ha infatti aperto ieri le sue porte ai negozianti italiani e a pochi selezionati giornalisti, tra i quali noi di Skialper.

NUMERI OK - Il Design Center di Annecy sviluppa prodotti non solo per Salomon ma anche per altri brand del gruppo come Atomic, Mavic, Wilson, Arc’Teryx. 335.000 metri quadrati e 900 persone impiegate nella cittadina francese sono solo una piccola parte di un gruppo che fattura 2.2 miliardi e impiega 7.630 persone nel mondo. Un gruppo che ha nel footwear la prima fonte di entrate, pari al 18% delle vendite, e nei winter sports, con il 17%, la seconda cassaforte. Un gruppo in salute che fa segnare una crescita regolare, anno dopo anno, con un leggero più nell’attrezzatura e valori positivi più grandi nei soft goods.

PREVIEW 2016: CORSA - La visita ad Annecy è stata l’occasione per vedere in anteprima la collezione primavera-estate 2016, che verrà presentata alla fiera Outdoor di Friedrichshafen, dal 15 al 18 luglio. Tante novità per la maison di Annecy. La mission è chiara: consolidare la propria leadership nel trail e fare crescere nuovi segmenti come quello del city trail. Con un sempre maggiore interesse per l’alta montagna. Per quanto riguarda il trail (segmento che in Salomon chiamano endurance distinguendolo dal running che rappresenta il city trail) le principali novità sono qualche modifica alle collaudate S-Lab Sense Ultra, anche in versione Soft Ground, con un focus sulla protezione, soprattutto in punta, e anche il mesh rivisitato. Ora siamo mediamente a - 20 grammi rispetto alle già leggere versioni precedenti. La novità più importante però è la linea Wings (a partire dalla Pro, la versione della linea gara). Questo modello si presenta alleggerito, con nuove protezioni e un nuovo chassis posteriore. Cambio deciso nel look dell’abbigliamento Lab Sense, con l’ingresso del verde chiaro. Le corse cittadine con spirito di avventura possono ora contare su un modello tutto nuovo, Sonic, disponibile anche nella versione Pro che è la più prestazionale, da gara. Molto accattivante, in tinta unita che spazia del verde-giallo al blu, questa scarpa è leggera (intorno ai 240 grammi) e minimalista. Curiosa l’introduzione nel modello Aero, con punto prezzo più basso, della stringa al posto del collaudato sistema Quick Lace, una piccola rivoluzione per Salomon.

MONTAGNA - Continua la crescita della linea X-Alp per un alpinismo leggero e veloce, con i modelli di scarpe che nella versione bassa vedono anche esemplari con il Gore-Tex (il più prestazionale è Move, con allacciatura stile quick lace, mentre ne esiste un modello stringato fino in punta) e l’introduzione di nuove silhouette nella linea X-Lab con utilizzo di Gore-Tex e Cordura. Allo zaino X-Lab da 20 litri si affianca ora anche un modello da 30 litri.

HIKING - Linea abbigliamento sempre più ampia con una giacca a vento con apertura laterale derivata dalla linea X-Alp, prodotti next to skin che utilizzano materiali Cocoona e Polygiene per l’odor control. Grandi novità per le donne con linee di abbigliamento e scarpe (Ellipse) specifiche per la morfologia (e con look e colori al femminile) del gentil sesso. Tante news anche negli zaini, che prendono vestibilità e ripartizione dei carichi da quelli da trail. Ampliata la linea delle scarpe X-Ultra con modelli anche in pelle e misto pelle-Gore-Tex. Da segnalare inoltre l’introduzione del Gore-Tex nella linea bambino.   


Domenica c'e' il Valresia Vertical

La gara fa parte del ciruito FVG Trailrunning Tour

Appuntamento domenica a Stolvizza di Resia, in Friuli, con il tradizionale Valresia Vertical. La gara, organizzata da Carniatletica, fa parte del circuito FVG Trailrunning Tour 2015. Si parte dalla Piazza dell’Arrotino a Stolvizza e attraverso un ripido sentiero si raggiunge il bivacco Igor Crasso. La partenza, in linea, è alle 9,30. Il vertical ha uno sviluppo di 4,7 km e dislivello positivo di 1.050 m. Fino a oggi la quota di iscrizione è ridotta a 25 euro, mentre da domani sale a 30. www.carniatletica.it - www.valresiavertical.it


Manni Reichegger vince il vertical di casa

A Selva dei Molini vittoria rosa di Irene Senfter

Va in archivio la decima del Km verticale di Selva dei Molini, prima tappa del Südtirol vertical tour. I 98 atleti partiti hanno trovato un percorso impegnativo, in con una giornata bellissima. Subito dopo il via è stata una lotta a due tra Manfred Reichegger nel ruolo di atleta-organizzatore e David Thöni del Gossensass. A spuntarla Manni con un vantaggio di 43’’ su Thöni, terzo Henry Hofer dal Sarntal con 3’09’’ di ritardo. Nella gara femminile ha vinto Irene Senfter davanti a Astrid Renzler e Magdalena Pupp. Il terzo Südtirol vertical tour prosegue il 2 agosto con il vertical di Carezza.


Se ne e' andato Francesco Delladio

Era presidente de La Sportiva. I funerali mercoledi' a Tesero

Si è spento all'età di 88 anni Francesco Delladio, presidente de La Sportiva. Riportiamo la comunicazione ufficiale qui di seguito. La redazione di Skialper si unisce al cordoglio della famiglia e dei lavoratori dell'azienda.  

«Con profonda commozione la Famiglia Delladio annuncia che si è spento oggi 29 giugno all’età di 88 anni, Francesco Delladio presidente de La Sportiva. Nato nel 1927 a Tesero, Francesco ha dedicato tutta la sua vita all’Azienda facendola crescere ogni giorno con idee, innovazioni, passione e duro lavoro: valori per i quali La Sportiva è riconosciuta oggi in tutto il mondo e che continuano a vivere nelle nuove generazioni ed in tutte le azioni dell’Azienda.

La Salma si trova nella camera mortuaria della Casa di Riposo di Predazzo.
Verrà portata presso la sede dell’Azienda a Ziano di Fiemme mercoledì 1° luglio alle ore 10.00. L’attività lavorativa sarà sospesa per tutta la giornata di mercoledì in segno di lutto.

Francesco lascia un grande vuoto non solo in Azienda, ma anche in tutta la Comunità della Val di Fiemme che potrà tributargli l’ultimo saluto a Tesero presso la chiesa di St. Eliseo, mercoledì 1° luglio alle ore 18.30. La salma sarà in Chiesa a partire dalle ore 17.00»

La Famiglia Delladio


Nuova gara nel ricordo del Beato Pier Giorgio Frassati

Il 5 luglio a Pollone, nel Biellese

In occasione del 90° anniversario dalla scomparsa e del 25° anno dalla beatificazione, a Pollone si terrà una prova di corsa in montagna in onore di Pier Giorgio Frassati. La fondazione P.G. Frassati in collaborazione con alcuni volontari hanno deciso in queste settimane di far nascere questa gara per il 5 luglio: quest'anno sarà 'non competitiva', ma in futuro si cercherà di investire su di essa per creare un evento in grado di promuovere il Biellese.
Partenza dal cimitero di Pollone al cospetto del monumento di P.G. Frassati a quota 500 metri: attraversato il paese si imbocca il sentiero D41 che fra uno strappo e l'altro conduce all'Alpe Alpetto a quota 1300 metri. Dall'Alpetto sarà un vero e proprio vertical di 700m che in poco sviluppo porta al traguardo sistemato al cippo Frassati o meglio conosciuto da tutti i local come muanda, a 2000 metri.
Dall'arrivo sarà possibile scendere lungo il percorso per il rientro con sosta obbligatoria all'Alpetto dove vi sarà un ricco rinfresco con tanto di birra Menabrea, consegna della maglietta ricordo e premiazione dei primi 10 e delle prime cinque donne. Iscrizione al costo di 5€, ritrovo alle 7,30, start alle 8.30 presso il cimitero di Pollon; per info: Corrado 3495190891.


Sport e solidarieta' nel Cuneese

Con la Alpine Wonderful Trail del 5 luglio in Valle Maira

Torna il 5 luglio, con un nuovo percorso e una nuova location, in borgata Frere ad Acceglio, la gara di corsa in montagna Alpine Wonderful Trail, organizzata dall'associazione umanitaria Find The Cure (www.findthecure.it), dal Comune di Acceglio e dal Hotel Le Marmotte. Quest'anno la gara solidale attraverso due percorsi di 11 km e 500 metri di dislivello per i neofiti, e di 27 Km e 1700 m di dislivello per gli atleti, farà scoprire una nuova zona dell'alta Valle Maira, che passando da Viviere affronterà l'impegnativo colle dell'Enchiausa che sfiora i 2800 metri di quota. Come sempre un fitto programma di questa tre giorni di sport e solidarietà, tanti gli eventi interessanti che ruotano attorno alla corsa: sabato, escursioni guidate sul percorso di gara con pranzo organizzato presso il Rifugio di Viviere, inoltre la possibilità di testare MTB di ultima generazione, come le fat bike ed electric bike per gli amanti delle mondo della bici, ancora momenti di yoga e running e stage di tecnica di corsa e per concludere la sera con il concerto dei Trigomigo con la loro musica occitana. Si continua la domenica con la gara e il grande concerto direttamente nei prati antistanti la Pro Loco Obacco dei Luciano de Blasi e i sui Generis gruppo estremamente coinvolgente. L'associazione Find The Cure come sempre tenta di avvicinare sport, consapevolezza e solidarietà. Dopo aver corso nel 2013 per costruire due pozzi in Mali, operazione conclusa con successo, e nel 2014 una scuola elementare in Tanzania, anche questo progetto realizzato, quest'anno si corre per la costruzione di un ostello per le studentesse di Msolwa Ujamaa, dove verrà destinato l'intero incasso della manifestazione.
L'alta val Maira aprirà le porte dell'accoglienza agli atleti, amici e spettatori già dal venerdì 3 luglio. Tutti gli eventi sono gratuiti ad eccezione ovviamente per l'iscrizione alla gara.
Tutte le informazioni su: http://irunfor.findthecure.it/gara/alpine-wonderful-trail-2015/.

 


Una Stava Mountain Race da record

Ecco le immagini piu' belle della gara trentina

Per il suo decimo compleanno la Stava Mountain Race si è regalata ben due record nelle quattro sfide in programma sulla montagna di Tesero. Al termine dei 24,9 impegnativi chilometri, con un dislivello complessivo di ben 4.250, divisi a metà fra attivo e passivo, a trionfare è stato chi partiva con il favore del pronostico, ovvero il friulano del Team Crazy Idea Tadei Pivk con il tempo di 2h19’04”, che concede il bis a Stava dopo la vittoria del 2013, ma i nuovi primati sono giunti nella sfida al femminile con Elisa Sortini (2h5’35”), pure lei portacolori del team di Bormio, quindi nel Verticale del Cornon maschile, che aveva aperto l’intensa giornata di competizioni in Val di Fiemme, grazie al sorprendente Philip Goetsch (44’03”), mentre in campo femminile si è imposta Francesca Rossi, che ha bissato il successo del 2012, migliorando sensibilmente anche il proprio personale in questa gara (54’26”).
Una giornata di sport da incorniciare quindi per gli organizzatori dell’Unione sportiva Cornacci, che hanno potuto contare su ben 330 partenti che si sono sfidati nella gara valida come terza prova de La Sportiva Mountain Running Cup, mentre il Verticale era tappa della Felicetti Cup, nonché gara in combinata con la Trentapassi Skyrace.

TADEI PIVK DA URLO NELLA STAVA MOUNTAIN RACE -  Il friulano di Tarvisio, che si era presentato alla partenza con il titolo italiano al petto e una vittoria nella prima di Coppa del Mondo, era accreditato come il probabile vincitore sul traguardo di Tesero e così è stato. Come era prevedibile l’alfiere del Team Crazy Idea, dopo aver lasciato sfogare gli avversari nei primi chilometri, ha poi alzato il ritmo delle proprie falcate e per gli avversari non c’è stato più nulla da fare. Subito dopo lo start ha provato ad allungare il rumeno Gyorgy Szabolcs, ma al terzo chilometro, in località Forcelin, Pivk aveva già preso la testa, seguito dal trentino di Ronzo Chienis Daniele Cappelletti del Team Valetudo e dall’austriaco del team Salomon Philipp Brugger, posizioni che sono rimaste identiche anche al passaggio al Monte Cornon, dopo 5 km, ed anche al termine della discesa in località Casera Vecia al settimo chilometro, con il teserano del Team La Sportiva Christian Varesco quarto, seguito da Gil Pintarelli e da Michele Tavernaro. Proprio il primierotto, ex campione di corsa orientamento, ha iniziato la sua personale rimonta, che lo ha portato in terza piazza al passaggio sul punto più alto della gara, ai 2.358 metri del Monte Agnello, alle spalle di Pivk e di Cappelletti, mentre dietro ha iniziato a recuperare posizioni anche il giovane lecchese di Premana Mattia Gianola, pure lui del Team Crazy.
Nel tratto nervoso, caratterizzato da continui saliscendi fino al Doss dei Branchi, Tavernaro è riuscito a raggiungere e superare Cappelletti, agguantando la seconda posizione, che ha mantenuto sino al traguardo, mentre in discesa Gianola ha coronato nel migliore dei modi la sua prova tutta grinta, agguantando il terzo gradino del podio, mentre Cappelletti si è dovuto accontentare della quarta piazza, anche perché la discesa non è certamente il suo terreno preferito. Al traguardo Tadei Pivk ha chiuso con il tempo di 2h19’04”, staccando di 6’12” Michele Tavernaro, di 8’02” Mattia Gianola, di 9’27” Daniele Cappelletti, di 9’41” lo svizzero Micha Steiner, di 10’58” Filippo Bianchi, di 11’30” il perginese Gil Pintarelli.
Nella classifica di categoria Oswald Wenin ha vinto la categoria Over 50, mentre Mattia Gianola si è imposto nella under 23, davanti a Micha Steiner e a Gyorgy Szabolcs.

LA STAVA AL FEMMINILE È STATA UNA ROULETTE - Una prova da record quella della sondrina di Talamona Elisa Sortini, che ha abbattuto il muro delle 3 ore, chiudendo sul traguardo di Tesero con il tempo di 2h55’35, staccando di 2’06” Debora Cardone e di 6’44” Raffaella Rossi. Fino a metà gara però questa sfida a tre è stata davvero entusiasmante, con continui cambi di posizione in base alle caratteristiche tecniche delle tre avversarie. Al Forcelin era in testa la Cardone del team Valetudo, davanti alle due runner del team Crazy Raffaella Rossi ed Elisa Sortini. A Croce Cornon è passata in testa la Rossi, e al Monte Agnello la Sortini, davanti a Rossi e Cardone. Nella seconda parte di gara ancora variazioni con la sondrina che consolida la leadership e con la torinese che è riuscita a superare e a staccare la valtellinese di Lanzada. Nell’ordine anche sul traguardo, con Lara Mustat quarta a 13 minuti dalla vincitrice. Nella over 50 si è imposta Carmela Vergura.

GOETSCH STRAPAZZA IL RECORD NEL VERTICALE DEL CORNON -  Tutti si aspettavano la sfida fra Urban Zemmer e Michele Boscacci, ma a trionfare nel Verticale del Cornon – Felicetti Cup è stato l’altoatesino Philip Goetsch, iscritto dell’ultima ora, che si è addirittura permesso il lusso di staccare il nuovo record della manifestazione che apparteneva a Zemmer. Prova davvero sensazionale per il meranese di Tirolo che ha concluso i 5.050 metri del percorso con un dislivello di 1.080 metri, facendo registrare il tempo di 44’03”, di 18 secondi inferiore a quello che stabilì nel 2012 l’altoatesino di Castelrotto. Una sfida davvero combattuta con Michele Boscacci che ha provato a fare subito il ritmo, seguito da Pedergnana e Goetsch, mentre Zemmer è apparso subito poco brillante. Il quartetto, separato da qualche secondo, è rimasto unito sino all’ultimo chilometro, quando il meranese del Bogn da Nia ha sferrato l’attacco decisivo, con l’alpino Boscacci che ha provato a resistere, accusando però subito lo sforzo, tant’è che è stato superato anche da uno straordinario Nicola Pedergnana. Sul traguardo sotto la Croce del Cornon, Goetsch ha staccato di 52 secondi Pedergnana, di 1’52” Boscacci e di 2’21” Zemmer, quindi a 3’01” Maguet e a 3’29” Pierantoni. A causa di una richiesta di verifica dei tempi finali della gara Verticale, i cronometristi si riservano di effettuare dei controlli sulle sincronizzazioni dei chip. Domattina il responso.
Nella classifica di categoria Carlo Vaia si è imposto nella over 50, Davide Longo nella under 20, davanti a Ivan Zanotelli e Marco Cunaccia.

FRANCESCA ROSSI REGINA DEL VERTICALE - Il record di Antonella Confortola è resistito, ma la bellunese Francesca Rossi si è resa autrice di una prova davvero esaltante nella versione ladies del Verticale del Cornon, intitolato a Dario Zeni. La portacolori del Team La Sportiva, pur non essendo in ottime condizioni per un problema alla schiena, ha interpretato al meglio la sua prova, soprattutto nella seconda parte di gara, transitando sul traguardo del Monte Cornon con il tempo di 54’26”, di 53 secondi superiore al primato, ma di ben 6 minuti inferiore a quello che stabilì nel 2012, quando vinse per la prima volta questa gara fiemmese. Piazza d’onore per l’atleta di casa Beatrice Deflorian, a 2’42”, quindi terza Serena Vittori a 6’17”, e quarta Dimitra Theocharis a 6’59”. Nella categoria under 20 successo per Giulia Compagnoni.
 


E ora… discesa!

Su Skialper di giugno alcuni consigli per correre veloci sui pendii

Qualcuno ha detto: «in discesa pure i cocomeri vanno forte». Forse non è proprio così semplice. Ciò che per molti è una fase della corsa di recupero, in realtà diviene fondamentale per la ricerca di una buona performance in gara e per il mantenimento in salute della struttura scheletrica, specialmente per ciò che riguarda le articolazioni. Ecco perché su Skialper di giugno ne parliamo con un articolo di Eros Grazioli, preparatore atletico di alcuni big.

VINCE CHI FRENA MENO - Correre velocemente anche nei tratti di discesa vuol dire spesso passare a un’ottima performance, da una soltanto discreta. Prima ancora di occuparsi di tecnica, è necessario considerare che la corsa in discesa può essere annoverata tra i cosiddetti ‘lavori cedenti’; si tratta in realtà di frenare, di ammortizzare la caduta del corpo a terra e il suo spostamento verso valle. Come succede anche negli sport motoristici… vince chi frena meno! Qui, in realtà, il telaio è il nostro scheletro e quindi sono necessari accorgimenti tecnici per fare in modo che venga sempre mantenuto il controllo della corsa, nonostante le alte velocità, magari anche su terreno sconnesso.

QUESTIONE DI PESO - Anche se parzialmente attutito dalla struttura delle scarpe, l’impatto a gamba tesa crea un’onda d’urto che si trasmette fino alla zona cervicale, tramite il bacino e la schiena, con una forza da 1,5 a 4 volte quella del peso corporeo.

CORRERE IN DISCESA - Anche se la corsa verso valle crea tensione emotiva, soprattutto per il timore di un infortunio, correre con spalle, collo, braccia rilassati è senza dubbio una scelta obbligatoria: è necessario fare recuperare alla muscolatura non strettamente coinvolta nel gesto tecnico (busto e braccia) le maggiori energie possibile. In precedenza, arrivare allo scollinamento con ancora un po’ di forze sia fisiche che mentali è certamente molto importante. La smania di buttarsi a capofitto in discesa per recuperare il tempo perso in salita, solitamente si rivela una pessima soluzione. Però anche la discesa è allenabile! Come? basta leggere Skialper di giugno.

UN LIBRO PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO -
Skyrunning teoria dell’allenamento, dell’autore di questo articolo, è un manuale specifico sulla preparazione dello skyrunning. Scritto da uno dei più quotati preparatori atletici del settore, colma un vuoto e libera, una volta per tutte, lo skyrunning da quell’immagine di ‘figlio minore’ dell’atletica, con l’indicazione di esercizi e allenamenti specifici per la corsa tra i monti. Imparare a correre su ogni terreno, pianificare gli obiettivi, allenarsi per raggiungerli… diventare un vero skyrunner. In vendita su www.skialper.it/Libri a 25 euro

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Rob Krar bis alla WS 100

Nella gara femminile successo di Magda Boulet

Non capita a tutti di vincere due volte la Western States, non capita a tutti di vincerla un anno dopo l’altro. La vittoria di Rob Krar nella Western States 100, portata a termine ieri, è di quelle che lasciano il segno. Lo statunitense si è imposto in 14h48’ su Seth Swanson e Jared Hazen, mentre Gedeminas Grinius non è riuscito a salire sul podio. Solo diciassettesimo Julien Chorier, che ha sofferto il caldo californiano. Trentatreesimo in 20h22’ l’italiano Filippo Canetta. Tra le donne successo della ex maratoneta olimpica Magda Boulet in 19h05 che si cimentava nella sua prima 100 miglia. Seconda Kaci Likteig e terza la vincitrice dell’anno scorso, Stephanie Howe.


Marathon du Mont-Blanc nel segno di Elisa Desco

Lo svizzero Marc Lauenstein vince la gara maschile

Dopo la vittoria iridata dell'anno scorso Elisa Desco si ripete a Chamonix. La valtellinese vince la Marathon du Mont-Blanc, questa volta con il classico arrivo a Planpraz: 4h35'10" il suo tempo. Piazza d'onore per la spagnola Oihana Kortazar in 4h45'40" con terza la francese Céline Lafaye in 4h53'12", ai piedi del podio la canadese Ellie Greenwood e la francese Amandine Ferrato; settima piazza per Stephanie Jimenez.
Nella gara maschile affermazione dello svizzero Marc Lauenstein in 3h48'35" sullo spagnolo Aritz Egea Caceres in 3h49'33"  e lo statunitense Max King in 4h01'35", quarto il colombiano Saul Antonio Padua Rodriguez, quinto il norvegese Thorbjørn Thorsen Ludvigsen.

 


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