New Balance Cervino Matterhorn X-Trail a Dennis Brunod
Nella gara femminile successo di Sonia Locatelli
Tappa delle Italy Skyrunner Series con New Balance Cervino Matterhorn X-Trail ad Antey-Saint-André.
Nella 55 km con 3.800 metri di dislivello successo di Dennis Brunod in 6h28'14", davanti a Maxim Ioan in 6h38'50" con terzo Michael Dola in 6h43'45", quarto Csaba Nemeth, quinto Marco Mangaretto; nella top ten Christian Modena, Fabio Di Giacomo, Diego Pazos, Diego Fumagalli ed Erik Pinet. Undicesimo e dodicesima le prime due classificate della gara femminile: Sonia Locatelli in 7h37'52" e Sonia Glarey in 7h40'12, terza Cecilia Mora in 8h32'06"; ai piedi del podio Cristina Carli e Marlene Jocallaz, quindi Ivanna Fedorak, Daniela Armani, Silvia Bigi, Federica Zacchia a completare il gruppo delle prime dieci.
Nella 25 km affermazione di Andrew Davies su Nadir Maguet e Lorenzo Villa e di Serena Natolini su Jessica Gerard e Gabriella Boi.
Il Val Resia Vertical parla sloveno
La vittoria a Simon Alic e Irma Piuk
Appuntamento ieri con il tradizionale Val Resia Vertical Kilometer, in Friuli, giunto alla quinta edizione. La vittoria è andata allo sloveno Simon Alic (41’16’’) seguito dal connazionale Rok Bratina (42’33’’) e dall’italiano Riccardo Sterli (42’55’’). Successo sloveno anche tra le donne con Irma Piuk (57’09’’) sull’italiana Laura Ursella (1h00’43’’) e Caterina Bellina (1h02’.29’’).
Lence a ruota libera
Sul numero di Skialper in edicola intervista esclusiva a Damiano Lenzi
Con Damiano Lenzi appuntamento in un bar? No meglio in un negozio di biciclette. «Mi diverto e mi alleno, meglio di così». Comincia così l’intervista di Luca Giaccone pubblicata nelle pagine di Uo & Down del numero di Skialper di giugno. Ecco alcune anticipazioni…
COPPA DEL MONDO - «La prima era davvero individuale, in questa sono entrate le gare a coppie e dunque un fattore determinante come il compagno. Di sicuro se fosse stata come l'anno passato, non l'avrei vinta, anche se una volta mi hanno fatto sbagliare strada, in un'altra ho avuto sfiga con i materiali... Ma al tempo stesso credo che il bonus delle gare LGC fosse giusto: non si possono dare 100 punti a una gara da dieci ore come la Pierra come e a una da qualche minuto. Lo ski-alp vero è quello là. E poi Bon Mardion il compagno forte per il Mezzalama c'è l'aveva, Kilian alla Pierra Menta poteva anche decidere di gareggiare con Palzer».
FUTURO - «Potrei essere diplomatico, ma nessuno ci crederebbe conoscendomi. In questo momento lo ski-alp è rappresentato dalle gare LGC, Sellaronda, Mountain Attack: prove dove ci sono pubblico, livello, attenzione mediatica e soldi. In Coppa del Mondo il livello è assoluto, ma il risalto nettamente inferiore. Quest'inverno abbiamo fatto il primo vertical in Francia alle 7 di mattina con gli impianti chiusi. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto: ‘cosa ci facciamo qui?’. Poi, è chiaro, se hai la divisa della Nazionale dai comunque il massimo, ma davvero era una gara di secondo piano e non di Coppa del Mondo. E poi c'è l'aspetto economico: faccio tredici gare di Coppa del Mondo, la vinco, ma guadagno di più se gareggio solo alla Mountain Attack e la vinco. Non dovrebbe essere così, ma preferisco vincere il terzo Mezzalama che la terza Coppa del Mondo…».
COMPAGNI - «Beh, Manny è un riferimento, qualche volta ci scontriamo, ma resta un esempio e un amico. E anche con tutta la camerata dell'Esercito i rapporti sono ottimi. Fuori dall'Italia mi trovo bene con Palzer: è uno dei nostri, genuino. Quest'estate l'ho invitato a pedalare con me nel Cuneese».
GIA' IN EDICOLA - Skialper di giugno-luglio è disponibile nelle migliori edicole. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per acquistarlo su smartphone o tablet è sufficiente scaricare la app per iOS/Android o procedere all'acquisto direttamente in-app!
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Corsa in montagna: Italia, oro agli Europei
Medaglia di bronzo per Alex Baldaccini
L’Italia della corsa in montagna è di nuovo, ancora una volta, campione d’Europa.Nella XIV rassegna continentale di Porto Moniz, nell’isola portoghese di Madeira, gli azzurri hanno conquistato il titolo continentale con il team maschile festeggiando anche il bronzo di Alex Baldaccini. Sesto è il valdostano Xavier Chevrier, settimo il campione uscente Bernard Dematteis. La squadra femminile, falcidiata dalle assenze, è invece costretta ad abdicare (quarta) ma l’Italia festeggia un’altra medaglia a squadre, quella degli juniores di nuovo sul podio dopo Gap.
GARA MASCHILE - Il team maschile è per tre quarti quello che nel 2013 monopolizzò le prime quattro posizioni della rassegna europea, e non si fa cogliere impreparato. Questa volta però gli onori delle cronache sono tutti per Alex Baldaccini, capace di issarsi fino a una medaglia di bronzo prevista solo dai più acuti. La gara è durissima, con una prima parte da scalatori duri e puri - e infatti emerge un norvegese - e la seconda velocissima, tanto da assomigliare più a un cross che a una gara di montagna. Il risultato è una classifica incerta fino all'ultimo, in cui il campione uscente Bernard Dematteis corre da protagonista, spalla a spalla con il norvegese Johan Bugge per tre quarti di percorso (11,8km con un dislivello complessivo di oltre 1250 metri), pagando un conto salatissimo nel finale, quando affonda dalla seconda alla settima posizione. Vince proprio Bugge in 1h02.35, mentre Alex Baldaccini, settimo fino allo scollinamento, trova energie inattese per mettere la freccia e arrampicarsi fino al podio. Il 27enne così arriva vicinissimo all’argento, alla fine al collo dello svizzero David Schneider per soli sette secondi: 1h02.49 contro 1h02.56 dell’azzurro. E’ comunque grande festa, con il sesto posto di Xavier Chevrier (1h03:41) e il settimo del campione uscente Bernard Dematteis (1h03.51) e il 13° di Luca Cagnati (1h05.04) a suggellare un netto trionfo a squadre. Sul podio per team salgono anche i britannici (26) e gli svizzeri (27), nella classifica finale separati da un unico punto.
GARA FEMMINILE - La squadra femminile, falcidiata dalle assenze (infortuni, maternità, sostituzioni dell’ultimo minuto), e per niente aiutata da un percorso (7,900 chilometri con un dislivello di 850 metri) di salite impervie come in poche altre edizioni della rassegna, è costretta ad abdicare per la prima volta dopo anni di trionfi. La gara è come previsto un assolo della pluri campionessa iridata, l’austriaca Andrea Mayr, che scala - è il caso di dirlo - la cima con il tempo di 31'33", affibbiando alla seconda classificata, la norvegese Eli Anne Dvergsdal, un distacco di due minuti (33:20). Il bronzo va alla britannica Emma Clayton (34'03"), e la prima italiana al traguardo è l’iridata 2013 Alice Gaggi, che su pendenze di certo non adatte alle sue caratteristiche conclude in 36'04". Seguono Samanta Galassi quindicesima (35'58"), Antonella Confortola che arriva 19esima e zoppicante per un problema muscolare accusato nella seconda parte (35'13") e Sara Bottarelli 28esima (38'38"). L’oro finisce così nelle mani delle britanniche, che con 18 punti staccano le austriache ancora una volta a bocca asciutta (23). Bronzo alle francesi (38), quarte le azzurre con 44 punti.
JUNIORES MASCHILE - Fra i migliori risultati che arrivano dal Portogallo c’è proprio il secondo posto degli azzurrini, che salgono ancora una volta sul podio dopo la vittoria dello scorso anno. Una prestazione se possibile ancora migliore di quella di una anno fa, grazie a una squadra compatta come non mai: Davide Magnini è quarto in 50'32", Francesco Agostini settimo in 51:58, Alberto Vender ottavo in 52'03" e il calabrese Marco Casuscelli 12° in 52'27". Nella scalata di Madeira (7,900 chilometri e un dislivello di 850 metri) vince ancora un norvegese, Stian Øvergaard Aarvik (48:17), l’unico capace di avere la meglio degli scatenati turchi che occupano il resto del podio con Abdullah Yorulmaz (49'03") e Mustafa Goksel (49'08"), prendendosi l’oro a squadre con 15 punti, solo 4 di vantaggio sull’Italia vice campione continentale. Terzi sono i britannici con 25 punti.
JUNIORES FEMMINILE - Rispetto all’ottavo posto del 2014 a Gap, le azzurrine in questa edizione salgono fino al quinto, dimostrando un buona crescita nella consistenza tecnica. La migliore, a Madeira, è Roberta Ciappini che arriva decima in 23:25, seguita da Francesca Franchi 14esima in 23:49. Più indietro Alessia Zecca, oggi solo 18esima in 24'02", con Irene Glarey 36esima in 27'31". A mettersi al collo l’oro è la tedesca Sarah Kistner in 21'26" davanti alla ceca Michaela Stranska e alla francese Elsa Racasan. Germania, Repubblica Ceca e Turchia per il podio a squadre.
Grande Italia ai Mondiali lunghe distanze
Oro per Tommaso Vaccina, bronzo per Francesco Puppi e Catherine Bertone
Grande Italia alla Zermatt Marathon, valida come campionato mondiale lunghe distanze. Tommaso Vaccina vince la medaglia d'oro con un grande finale: a Riffelalp in testa il keniano Francis Maina Ngare davanti allo statunitense Andy Wacker, l'azzurro li passa e taglia il traguardo in 3h01.51, secondo Wacker in 3h03.51, con bronzo per l'altro azzurro Francesco Puppi, quinto il bulgaro Mustafa Shaban Aliosman, ma c'è ancora Italia con Massimo Mei quinto, sesto lo sloveno Mitja Kosovelj, settimo il primo keniano, ma è Paul Maticha Michieka. Dodicesimo Alessandro Rambaldini. Ed è anche oro per l'Italia nella classifica per nazioni.
Nella gara rosa successo della svizzera Martina Strähl in 3h21.38, argento per la francese Aline Camboulives in 3h29.45, bronzo per l'azzurra Catherine Bertone in 3h33.56, quarta la statunitense Stevie Kremer, quinta la svizzera Daniela Gassmann Bahr; due azzurre nella top ten: settima Ivana Iozzia, decima Francesca Iachemet.
Tanti big alla Maratona del Cielo
Domenica la ventesima edizione
Mancano ormai poche ore alla ventesima edizione della Maratona del Cielo di domenica 5 luglio ai Corteno Golgi, competizione valida come Campionato Italiano Assoluto e Giovanile di SkyMarathon, oltre che come seconda tappa delle Skyrunner Italy Series. Scorrendo semplicemente i nomi degli iscritti, che ancora non sono del tutto completi, si leggono per la maratona, tra gli altri, i nomi di Cinzia Bertasa, Emanuela Brizio, Bruna Forni, Chiara Gianola, Lucia Moraschinelli, Silvia Rampazzo, Silvia Serafini, Carolina Tiraboschi. Tra gli uomini si notano Franco Bani, Ross Bannerman, Clemente Belinghieri, Fabio Bonfanti, Luciano Compagnoni, Fabio Congiu, Fabio Cristini, Gianfranco Danesi, Raf De Smet, Nicola Giovanelli, Abderahim el Hamzaoui, Mikhail Mamleev, Tadei Pivk, Sam Roberts. Nella gara più corta si annunciano al via Michela Acquistapace, Barbara Bani, Lorenza Combi, Raffaella Rossi e, nella categoria maschile, Giuseppe Antonini, Filippo Bianchi, Matteo Gianola, Francis Maina Njoroge e Samuel Njeru Karani (Kenia), Ismail Adim (Marocco), Alberto Meroni, Salvatore Tarabini. Dei vincitori storici, tutti invitati almeno al parterre di questa edizione, hanno assicurato la loro presenza Paolo Gotti, Fabio Meraldi (presidente onorario FISKY) e Mario Poletti, oltre a quelli in gara: Bonfanti, Brizio, Pivk e Serafini. Non mancherà il papà dello skyrunning, il cortenese Marino Giacometti, a fianco del presidente FISKY Sergio Roi.
Debutta la Pizzo Stella SkyRace
Ultimi giorni per iscriversi
In vista della chiusura ufficiale delle iscrizioni, prevista per mercoledì 8 luglio (ore 24) la segreteria gara della neonata Pizzo Stella SkyRace ha già raccolto 160 adesioni, vale a dire che restano da assegnare ancora solo una quarantina di pettorali: «Non abbiamo grossi problemi di logistica, ma essendo la prima edizione volevamo partire con il piede giusto, dedicando massima attenzione a ogni singolo concorrente – ha ammesso Stefano Della Morte dell’associazione Amici di Fraciscio -. Non andremo quindi oltre quota 200».
Nata dall’idea di un gruppo di amici, accomunati dalla passione per la montagna e lo sport, questa new entry del palcoscenico podistico estivo ha subito fatto parlare di sè: «Inizialmente il progetto proporre una garetta ferragostana da affiancare alle varie attività che la nostra associazione svolge – ha continuato Della Morte -. Gli Amici di Fraciscio ci saranno da 30-40 anni. In paese e in zona si sono fatti conoscere ed apprezzare per la festa di San Rocco, la fiaccolata di San Silvestro o il mega presepe.. Una corsa che valorizzasse le nostre valli e le nostre montagne proprio ci mancava. Degli amici hanno lanciato l’idea e la cosa c’ha subito preso».
Detto, fatto. Avvalendosi della consulenza di due atleti locali di comprovata esperienza agonistica/organizzativa – Giovanni Tacchini & Mirco Rosina - il sogno è divenuto realtà. E’ stato disegnato un percorso vario e suggestivo che tocca 3 valli e 3 comuni: «Domenica 12 luglio, la Pizzo Stella SkyRace si snoderà sui comuni di Campodolcino, San Giacomo di Filippo e Piuro, unendo le valli Spluga, Lei e Bregaglia. Il tutto con uno sviluppo di 35km e un dislivello positivo di 2650m. Lunghina, ma davvero suggestiva visto che andrà a toccare mete da veri gourmet dello scialpinismo invernale e del trekking estivo. E’ stata disegnata alle pendici del Pizzo Stella (3163 m) e incarna appieno lo spirito dei primi skyrunner con un tracciato tecnico e selettivo che premia chi sa correre, ma anche chi sa muoversi in ambiente tra sassi, creste aeree e panoramici single track che si snodano sopra i 2000m di quota».
Con queste premesse in Alta Valle Spluga si sta lavorando per quella che si prospetta una bella domenica di sport: «Sicuramente si – ha concluso Della Morte -. In questi giorni è un continuo via vai di atleti intenti a provare parti del percorso. Sentire i loro entusiasti commenti ci è servito da stimolo per impegnarci ancora di più. Questo fine settimana saremo attivi al 100% per definire il grosso della segnaletica. Domenica 12 tutto sarà pronto per una prima edizione che ci auguriamo vada al meglio. Da parte nostra non ci resta che invitare tutti a venire a vedere la Pizzo Stella Skyrace… Ne resterete piacevolmente impressionati».
Bettelmatt Sky Race, tempo di novita'
Il 19 luglio la nona edizione, nel 2016 arriva la Bettelmatt Ultra Trail
Si avvicina rapidamente la nona edizione dell'International Bettelmatt Sky Race in programma il prossimo 19 luglio a Riale, in Alta Val Formazza. In occasione della presentazione alle Terme di Premia gli organizzatori di Formazza Event hanno confermato i percorsi del 2014. La partenza sarà quindi come sempre a Riale - Formazza, a quota 1.731; gli atleti si dirigeranno quindi verso il Lago Toggia, a quasi 2.200 metri dopo una salita che farà sicuramente selezione; la salita continuerà, in modo più dolce fino Passo San Giacomo (2.308 m), e poi al Passo Gries (2.479 m). Da qui ci sarà una vera e propria 'picchiata' verso l'Alpe Bettelmatt. Dall'alpeggio che ha dato il nome al rinomato formaggio gli atleti della gara corta si dirigeranno direttamente all'arrivo, a Riale - Formazza: dislivello positivo di quasi 750 m, quindi, per la 22 km.
Gli atleti della gara da 35 km, dopo l'Alpe Bettelmatt si dirigeranno invece verso il Ghiacciaio del Siedel, per poi arrivare al punto più alto della gara, il Rifugio 3A, a sfiorare quota 3.000 m di altezza. Dal Rifugio inizierà la lunga discesa, che, costeggiando prima il Lago del Sabbione e poi il Lago di Morasco, riporterà gli atleti ai 1.731 di Riale - Formazza.
Dal punto di vista agonistico si annuncia grande battaglia con la riproposizione del duello dello scorso anno tra il vincitore dello scorso anno Cristian Minoggio e l'azzurro Stefano Trisconi; in campo femminile da segnalare, tra le atlete già iscritte, Emanuela Brizio, vincitrice della passata edizione, nonchè Michela Piana. Nella gara corta ha già dato conferma della propria presenza la vincitrice del 2014 Francesca Fracassi. Come ogni anno si terrà infine anche la classica non competitiva intorno al Lago di Morasco, di circa 7 km: parte del ricavato di quest'ultima manifestazione sarà devoluto come di consuetudine all'Operazione Mato Grosso, il movimento che si propone l'educazione dei giovani attraverso il lavoro gratuito per i più poveri in alcuni paesi dell'America Latina.
NOVITA' 2016 - Tempo di novità in casa Formazza Event: lo staff stava pensando però a un evento ancor più spettacolare, da organizzare nel 2016, in occasione della decima edizione. È nata così l'idea, in sinergia con i Comuni di Formazza, Premia e Baceno e il Consorzio Produttori Bettelmatt, di una corsa sulle Alpi Lepontine, che toccasse, o almeno sfiorasse, tutti gli alpeggi in cui si produce il famoso formaggio da cui la Bettelmatt prende il nome: ha preso così forma un percorso di ben 83 km, la Bettelmatt Ultra Trail, per un dislivello positivo totale di 4.552 m, che da Ponte, il 'capoluogo' del Comune di Formazza, porterà gli atleti fino all'Alpe Devero per poi arrivare a Riale - sede storica di partenza e arrivo della Sky Race - compiere il giro della classica 33 km, compreso il passaggio ai 3.000 del Rifugio 3A, per poi concludersi nella magnifica conca di Riale.
Un percorso davvero spettacolare che toccherà alcuni dei punti più belli delle montagne del Verbano Cusio Ossola e che comporterà un grande sforzo organizzativo: proprio per questo motivo si è pensato al lancio più di un anno prima dell'evento, in programma il weekend del 16/17 luglio 2016. «Siamo consci dell'impegno che comporterà l'organizzazione della BUT - spiega il presidente di Formazza Event Gianluca Barp - ma siamo anche convinti che con l'aiuto delle Istituzioni, degli Enti Territoriali e soprattutto degli abitanti delle nostre valli potremo realizzare un evento che saprà dimostrarsi un formidabile veicolo di promozione turistica del nostro territorio; ci piacerebbe anche che, partendo dalla nostra iniziativa, attraverso il contributo di pro loco, associazioni culturali, musicali e turistiche, prendesse forma un progetto più ambizioso: un’intera estate di spettacoli ed iniziative culturali e gastronomiche legate al Bettelmatt e più in generale al formaggio ossolano».
Ski-alp, la squadra ASIVA pronta per la nuova stagione
Dopo gli ottimi risultati nell'ultimo inverno
La squadra del comitato valdostano è pronta alla nuova stagione: il consiglio dell'ASIVA ha già ratificato la formazione per la prossima stagione sempre guidata da Gloriana Pellissier. L'ultima è stata una stagione ricca di vittorie per la squadra giovanile rossonera, per la prima volta sponsorizzata da Millet.
Una stagione iniziata con l’ottima performance di Nadir Maguet (Corrado Gex) che si è aggiudicato i Campionati italiani individuali Espoir il 18 gennaio in Alta Badia. Successo che verrà bissato il 29 marzo a Prato Nevoso alla finale di Coppa del Mondo: Maguet sale sul podio Espoir. A conclusione della stagione arriva un’altra bella prova degli atleti Asiva in occasione della Mezzalama Jeunes, inserita nel circuito internazionale della Grande Course, che si è disputata a Gressoney-La-Trinité il 24 aprile. I gemelli di Cogne, Fabien e Sebastien Guichardaz (Gran Paradiso) trionfano nella categoria Cadetti, mentre Enrico Cognein (Corrado Gex), in coppia con il piemontese Erik Pettavino, vince tra gli Junior.
Corsa in montagna, si parte anche per Madeira
La squadra azzurra pronta per gli Europei
Da Zermatt a Madeira, dal Cervino all'isola atlantica portoghese. Nelle stesse ore in cui la squadra delle Lunghe Distanze si sposta verso la Svizzera, partono anche gli azzurri impegnati sabato nei Campionati Europei. Weekend ricco come raramente mai per la corsa in montagna internazionale, con 16 atleti (otto seniores e altrettanti juniores) pronti a mettersi in gioco nella stessa isola portoghese che nel 2002 ospitò la prima rassegna continentale ufficialmente riconosciuta dalla Federazione atletica europea. Tredici anni dopo Camara de Lobos tocca a Porto Monitz, questa volta lato sud-ovest di Madeira. Percorsi di sola salita, come nel 2013, quando nella bulgara Borovets, Bernard Dematteis portò a casa il suo primo titolo europeo, poi bissato lo scorso anno sull'up and down di Gap. Ancora Bernard, il recuperato Berny, nel ruolo di capitano di una squadra azzurra che, alla forzata rinuncia di Agnes Tschurschenthaler, nell'immediata vigilia deve aggiungere anche quella dello sfortunato Erik Rosaire, costretto a casa dall'influenza.
Sara Bottarelli e Luca Cagnati a sostituirli, con la prima all'esordio in azzurro e a completare un team guidato da Antonella Confortola e Alice Gaggi, cui va aggiunta Samantha Galassi. Cagnati, settimo lo scorso anno, va invece a chiudere quartetto che a Dematteis abbina il talento di Alex Baldaccini e Xavier Chevrier: ovvero i tre uomini che nel 2013 monopolizzarono le prime quattro posizioni della rassegna europea, lasciando il solo bronzo al turco Ahmet Arslan, grande incognita di questa rassegna.
TRACCIATO - Su un tracciato che ad una prima parte di salita molto dura fa seguire un secondo tratto decisamente più veloce, sono differenti le ambizioni con cui si presentano le due squadre seniores azzurre. Se il quartetto maschile parte con gli occhi puntati addosso tanto in campo individuale quanto in quello a squadre, quello femminile, sulla carta, lascia invece i favori del pronostico all'Austria di Andrea Mayr e alla Gran Bretagna di Emma Clayton.
Poco meno di 12 chilometri e un dislivello complessivo di oltre 1200 metri: questo il percorso dei seniores uomini, lungo il quale le speranze azzurre si misureranno, ad esempio, con la voglia di rivincita dell'argento 2014 Robbie Simpson, peraltro quest'anno già battuto dai connazionali Andrew Douglas e Chris Smith. Terzetto ostico per una squadra azzurra compatta come raramente mai e all'interno della quale, alla luce dei risultati stagionali, diventa difficile anche indicare una punta sola. Forse meglio così, in una sfida in cui saranno da seguire anche Turchia e Francia, con il rumeno Ionut Zinca alla ricerca di ulteriore medaglia dopo il bronzo di Pamukkale 2012.
Non è invece difficile ipotizzare che la gara femminile (8200 metri - dislivello 850 mt) si possa trasformare nell'ennesimo assolo della cinque volte iridata Andrea Mayr, che proverà a guidare la sua Austria ad un oro a squadre che al di là del Brennero manca da una vita o quasi.
Con Sabine Reiner e Susanne Mayr sono indubbiamente loro le favorite, con Gran Bretagna, Russia, Francia e Italia ad inseguire una medaglia. In chiave individuale, ambizioni azzurre legate soprattutto ad Antonella Confortola e Alice Gaggi. Sullo stesso tracciato delle donne saranno impegnati anche gli juniores uomini, categoria che lo scorso anno, a Gap, regalò all’Italia uno storico successo. Di quel team, in squadra, è rimasto il solo Alberto Vender, che in Francia chiuse al sesto posto, la stessa posizione che la punta azzurra di questa trasferta, Davide Magnini, colse nel Mondiale di Casette di Massa nel settembre scorso. Allora il trentino che d'inverno vola nello sci alpinismo era ancora allievo, ora, juniores a tutti gli effetti, sogna qualcosa d'importante al cospetto della solita corazzata turca. Con lui il figlio d'arte Francesco Agostini e Marco Casuscelli, il secondo calabrese della storia a vestire l'azzurro della corsa in montagna.
In campo femminile, dopo la forzata rinuncia a Giulia Zanne, toccherà ad Alessia Zecca, la migliore delle azzurrine nel 2014, guidare le giovani italiane, impegnate su un tracciato di poco più di 4 Km e 400 metri di dislivello positivo, lungo il quale si rinnoverà la sfida tra la campionessa uscente, la britannica Georgia Malir, e la turca Shaban Atalay, seconda nel a 2014 Gap e fresca di vittoria nella Youth Cup della scorsa settimana a Smolyan in Bulgaria. Per le azzurrine obiettivamente difficile pensare al podio, ma con Roberta Ciappini, Francesca Franchi e Irene Glarey l'Italia spera magari di scalare qualche posizione rispetto all'ottavo posto dello scorso anno.Loro, in ogni caso, le prime a partire, alle ore 9.00 locali, seguite da juniores uomini (ore 10), seniores donne (10.30) e seniores uomini (11.30).
De Gasperi record sull'Ortles
Salita e discesa da Solda in 2 ore e 36. Al via BoyMountainDreams
Era già conosciuto per i sei titoli iridati di Corsa in Montagna, ma da ieri Marco De Gasperi può inserire nel suo palmarès un nuovo, importante primato, quello della salita e discesa da Solda all’Ortles in 2h36’. L’impresa si inserisce nel progetto BoyMountainDreams.
L’IMPRESA - Dopo un paio di sopralluoghi sulla montagna nelle settimane precedenti, culminati con un primo tentativo chiuso con il tempo complessivo di 2h49’, l’atleta bormino, classe 1977, ha affrontato la sfida decisiva partendo dal piazzale della chiesa di Solda alle ore 8:20 di mercoledì mattina. Nonostante l’innalzamento repentino delle temperature che hanno reso più complicata la situazione nella parte alta sul ghiacciaio, la sua è stata una performance di assoluto valore con tempi parziali, rispettivamente, di 1h45’30’’ per l’intera salita e di 50’ per la discesa. I riscontri cronometrici parziali e il tempo finale sono stati certificati da un responsabile della ISF (International Skyrunning Federation) presente sul percorso.
LE PRIME DICHIARAZIONI - Queste le parole di Marco De Gasperi di ritorno a Solda al termine del suo record: «Affrontare l’Ortles dopo averne studiato attentamente il percorso e pianificato la salita nell’ottica di essere il più veloce possibile, è stata un’esperienza unica ed emozionante. Le condizioni della montagna nella sua parte alta si sono rivelate alquanto difficili a causa delle alte temperature che hanno ammorbidito eccessivamente lo strato di neve sul ghiacciaio. Sento invece di aver corso bene, sia in salita che in discesa, nella prima parte, quella tra Solda e il rifugio Payer, e nel successivo tratto tecnico sulla cresta che conduce all’inizio del ghiacciaio. Nel tratto chiave su roccia, ho cercato di rimanere concentrato nel miglior modo possibile perché consapevole che stavo affrontando la montagna per una performance cronometrica e, quindi, a discapito della sicurezza. In questo momento, però, la mia felicità maggiore, ancora prima del solo riscontro cronometrico, è legata allo spirito di condivisione che si è creato intorno a questo mio progetto. Mi sento di ringraziare profondamente mio cugino Michele Compagnoni per la supervisione tecnica, tutto lo staff e gli amici che mi hanno incoraggiato lungo il percorso e a distanza, tutti i professionisti del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di silandro (BZ) coordinati dal maresciallo Matteo Andreoni, le guide della scuola d’alpinismo Ortler di Solda e i gestori dei rifugi Tabaretta e Payer. Senza di loro, sicuramente, questo mio primo sogno non si sarebbe potuto realizzare».
Corsa in montagna, azzurri in partenza per Zermatt
Si corrono sabato mattina i mondiali lunghe distanze
Saluteranno il Colle del Sestriere nella mattinata di giovedì gli azzurri della corsa in montagna. Sabato si corre la Zermatt Marathon, valida per i Campionati Mondiali di Lunghe Distanze. In terra elvetica, l'Italia riparte dai due argenti a squadre ottenuti lo scorso anno in Colorado, quando sul Pikes Peak, sfruttando al meglio anche il fattore quota, i padroni di casa degli Stati Uniti monopolizzarono il podio individuale, al netto del solo argento dell'eritreo Azerya Teklay. Rispetto al 2014, protagonisti diversi, almeno in parte, quelli attesi sui quarantadue chilometri e spiccioli di gara che vedrà al via anche il Kenya che punta al colpo grosso con Francis Njoroge, Francis Ngare, Isaac Kosgei e Paul Maticha Michieka. Quest'ultimo, vincitore delle ultime tre edizioni della Zermatt Marathon, detiene anche il record della gara, portato lo scorso anno a 2h55'04". Dai 1116 metri di St. Niklaus ai 2585 di Riffelberg, con il passaggio a Zermatt (1616 metri) fissato attorno a metà gara: all'ombra del Cervino, è una sfida che al maschile vede tra i protagonisti annunciati anche il bronzo iridato 2014, lo statunitense Andy Wacker, e lo sloveno Mitjia Kosovelj, iridato nelle Lunghe Distanze nel 2013 in Polonia.
Cinque gli uomini azzurri in gara, con Tommaso Vaccina, sesto lo scorso anno in Colorado e annunciato in ottima condizione, a caccia di ulteriore piazzamento di prestigio, insieme agli esordienti in azzurro Alessandro Rambaldini e Francesco Puppi, a Massimo Mei, sedicesimo nel 2014, e a Gerd Frick. L'esperto altoatesino, in particolare, è di casa da queste parti, avendo vinto l'edizione 2008 della gara ed avendo chiuso altre tre volte al secondo posto, l'ultima delle quali nel 2013. Al podio individuale si candida anche il bulgaro Shaban Mustafa, terzo nel 2014, ma per la classifica a squadre l'Italia dovrà guardarsi, oltre che dagli Stati Uniti campioni in carica, anche dalla Svizzera di Patrick Wieser e dal Sudafrica di Thabang Madiba.
In campo femminile, due le punte azzurre, tenute in alta considerazione dall'intero lotto di partenti. Maratonete di livello anche su strada, Catherine Bertone e Ivana Iozzia coltivano sogni che parlano magari anche di podio, in una prova in cui Francesca Iachmet, già in azzurro lo scorso anno sul Pikes Peak, e l'esordiente Gloria Giudici saranno chiamate a dare il loro importante contributo nella classifica per Nazioni, data dalla somma dei tre migliori tempi.
Per gli Stati Uniti iridati in carica, da seguire soprattutto Stevie Kremer e Megan Kimmel, oltre a Roche, Dalzot ed Erholtz: sfida aperta dunque per un successo cui ambisce anche la Svizzera guidata dalla due volte campionessa europea Martina Strahl, una delle maggiori favorite a livello individuale, e dalla non più giovanissima detentrice del record della gara, Daniela Gassman (3h29'13" nel 2012). Per la vittoria finale, fari però puntati con decisione anche sulla francese Aline Camboulive, qui vincitrice tanto nel 2013 quanto nel 2014.
Gara open quella iridata delle Lunghe Distanze: alla maratona individuale, risultano iscritti circa 1500 atleti, cui vanno aggiunti i 700 partecipanti alla prova a staffetta. Non solo maratona però nel weekend elvetico, perché in giornata totalmente dedicata alla corsa in montagna troveranno spazio anche una mezza maratona (600 iscritti) e un'Ultra Marathon di 45 km, con 800 partenti al via.












