Trofeo Monte Chaberton, record di Cristian Minoggio

Emanuela Brizio a segno nella gara rosa

Domenica quasi 300 atleti alla conquista dei 3130 metri della vetta del monte Chaberton per poi tornare dopo 25,5 km e 2000 mt di dislivello positivo a Cesana. Alla seconda edizione del Trofeo Monte Chaberton, subito Cristian Minoggio (Valetudo) segna il passo con una cadenza impressionante, tanto da raggiungere la vetta in meno di 1h 50’ , secondo in vetta passa Simone Eydallin, atleta di Sauze d’Oulx più votato ai vertical (infatti si fermerà poi a Claviere), terzo Gianfranco Danesi (Valetudo), solo nono in vetta il vincitore della prima edizione Claudio Garnier (Valetudo), prima donna in vetta invece è Emanuela Brizio (Valetudo).
A Claviere Minoggio è sempre in testa, Danesi è secondo, la Brizio conduce e ha già un bel vantaggio sulla seconda, Raffaella Miravalle. Giù nelle Gorge di San Gervasio (un canyon stile Valsusa con ponte tibetano sopra la testa, una cascata e ponti sospesi attaccati alle rocce), Minoggio vola e poi va a tagliare il traguardo con un crono di 2h45’13’’ che è anche record del percorso, secondo Danesi in 2h53’05’’ e terzo in 3h01’23’’uno strepitoso Garnier che in discesa ha fatto la differenza.
In campo femminile Emanuela Brizio (Valetudo) conclude in 3h20’31’’ mentre seconda arriva Raffaella Miravalle (Atletica Monterosa Fogu) in 3h39’07’’ e conclude il podio Elisa Almondo (Brancaleone Elisa). Cristiano Minoggio e Emanuela Brizio si aggiudicano anche il titolo di campione e campionessa piemontese Fisky.


Nico Valsesia, record sul monte Elbrus

Nel progetto ‘From Zero To

Nico Valsesia ce l’ha fatta. Per il suo progetto ‘From Zero To’ ha completato domenica l’ascesa no-stop del monte Elbrus, partendo dal mare di Sochi. Il percorso prevedeva la partenza sulle rive del Mar Nero, con una pedalata di circa 650 km fino ad Azau, a 2600 metri di quota, quindi il percorso a piedi fino alla cima della montagna, la vetta più alta della Russia è considerata anche (secondo la scuola che pone i confini continentali in corrispondenza della catena del Caucaso) la vetta più alta d’Europa.
Ecco il racconto dell’impresa dal suo sito www.nicovalsesia.com
è stata durissima, molto più del previsto e molto più di ogni altro record precedente; ma anche questa volta Nico ce l’ha fatta. Alle 12.28 ha raggiunto la cima dell’Elbrus dopo essere partito, alle 4.33 del mattino del giorno precedente, dalla cittadina di Sulak, sul Mar Caspio, 5642 metri più in basso (anzi, 5671, considerato che il Caspio sta in una depressione a – 29 metri sul livello del mare) e 525 km lontano.
Non è stato facile, dicevamo: tanto che alla fine, quando Nico è sceso dalla funivia che lo ha riportato a valle, molti del team avevano gli occhi umidi dalla commozione.
Ma raccontiamo le cose con ordine: prima di tutto un po’ di dati. Partito alle 4.33 del mattino del 25 giugno dalla località di Sulak, sul mar Caspio (una depressione in ogni senso, sia perché si trova a meno 29 metri di quota, sia perché è una cittadina di raro squallore), Nico ha pedalato per 510 km fino a raggiungere alle 00.50 il villaggio di Azau, ai piedi del monte Elbrus, a 2350 metri di altitudine. Ci aspettavamo già che fosse una salita impegnativa e faticosa… Ma non pensavamo tanto: prima 400 km di nastro d’asfalto drittissimo e piatto, con temperature che nel corso della giornata hanno raggiunto i 35 gradi e con un traffico infernale, disordinato e pericolosissimo che non perdonava un solo istante di distrazione; poi con 100 km di valle caratterizzata da continui saliscendi spaccagambe e una serie di strappi con pendenze davvero impegnative, tanto da portare il dislivello positivo totale, nei nostri primi calcoli approssimativi, a oltre il doppio dei 2000 metri di quota guadagnati.
Così, Nico è arrivato nella notte ad Azau davvero provato. A creare problemi, oltre alla stanchezza generale, era soprattutto lo stomaco: dopo aver vomitato lungo la strada, per lo sforzo e per il freddo, non è riuscito a dormire neppure per l’ora e mezza prevista, a causa della nausea e del malessere. E quando si è alzato il suo aspetto era davvero pessimo: nessuno del team, inclusi quelli che lo avevano accompagnato alla RAAM, lo aveva mai visto in simili condizioni, e si iniziava ad avere forti dubbi sul fatto che riuscisse anche solo a rimettersi in cammino, per non parlare di completare un’ascensione tanto lunga e impegnativa come quella che lo aspettava. Ma tant’è, Nico è Nico: alla fine, dopo il trattamento di Luca (osteopata e capo spedizione) e una minestra calda faticosamente deglutita, alle 3.20 è ripartito a piedi per la seconda parte del percorso: 15 km di salita alla vetta del monte Elbrus, a 5642 metri di altezza.
Da quel momento in poi, nel corso della notte i collegamenti si sono interrotti: Nico è salito con la sua frontale, e gli aggiornamenti successivi li abbiamo avuti solo verso le 5 del mattino, quando è stato avvistato da Massimo (uno dei due cameraman saliti in quota la sera prima, che lo aspettava a 3500 metri). “Avanza molto lentamente”.
Da lì in avanti, è difficile rendere il senso di confusione e preoccupazione dell’intera mattinata. Luca, alla base di Azau, riceveva aggiornamenti via whatsapp da Massimo, che a quota 4000 era a sua volta in contatto radio con Nico (che stava salendo molto faticosamente) e con il secondo cameraman Alberto (che, dopo aver passato la notte in rifugio, si stava avviando verso la vetta per essere raggiunto da Nico nell’ultimo tratto). Ma le notizie sulla condizione fisica dei due erano frammentarie e preoccupanti, i black out della linea frequenti, l’impossibilità di valutare se Nico e Alberto fossero in grado di proseguire quasi totale…e nel frattempo le ore passavano e i rischi nel raggiungere la vetta aumentavano.
Mai come questa volta è stata una questione di testa e di volontà, assai più che di fiato e di gambe: Nico e Alberto, nonostante tutto, si sono incontrati, si sono dati la carica a vicenda e alla fine, alle ore 12.28, hanno raggiunto la cima, fissando così il tempo totale della prestazione di Nico a 31 ore e 55′ (“questa volta ho proprio raschiato il fondo del barile” è stata una delle prime frasi di Nico in vetta, stremato.
Tutto è bene ciò che finisce bene: il meteo, perfetto, ha continuato a tenere, e dalla base è stato organizzato il recupero dei due a quota 5100 con un acrobatico gatto delle nevi
’.


Domenica tempo di Maratona del Cielo

La Skimarathon Sentiero 4 Luglio e' campionato italiano

Sempre al prima domenica di luglio. Appuntamento fisso in agenda per gli skyrunner. Già, perché la Maratona del Cielo è una super classica. E per il secondo anno consecutivo anche prova unica di campionato italiano, la Skimarathon Sentiero 4 Luglio chiuderà ufficialmente le iscrizioni giovedì 30 giugno o al raggiungimento del tetto massimo di 400 concorrenti. «Oltre non vogliamo andare – ha dichiarato il presidente del comitato organizzatore Tom Bernardi -. La nostra, per tipologia e livello di difficoltà non è non potrà mai essere gara da grandi numeri. Anche la logistica ci impone dei limiti. Per questo non vogliamo andare oltre al fine di garantire un efficiente servizio agli atleti e regalare loro un’indimenticabile domenica di sport. Presso la segreteria stanno arrivando blocchi di 20/30 iscrizioni al giorno, i numeri stanno crescendo in modo costante; siamo quindi convinti di arrivare al sold out».
Al timone di una delle competizioni podistiche d’alta quota più rappresentative e prestigiose di tutto l’arco alpino, Tom Bernardi è riuscito con dedizione e passione a invertire un trend negativo che sembrava destinare la Skymarathon Sentiero 4 Luglio a un mesto epilogo. «Il merito non è solo mio ma di uno staff che conta oltre 250 volontari. Loro sono il cuore pulsante di questa gara. Ogni anno si aggrega qualche nuovo elemento che riesce a portare linfa ed entusiasmo a un gruppo coeso. Anni fa la tendenza sembrava premiare competizioni dal chilometraggio limitato e senza difficoltà tecniche oggettive. Nelle ultime stagioni, fortunatamente, il trend è cambiato: lo skyrunner è tornato a cimentarsi sui percorsi alpinistici come il nostro o quello del Kima. Da parte nostra stiamo lavorando con impegno per conquistare il top runner, ma cercando anche di coccolare lo skyrunner medio con tanta passione, un ricco pacco gara, un’organizzazione sempre puntuale e diversi premi di categoria».

MARATONA - La partenza della maratona 2015 è da Corteno centro (950 metri) e l’arrivo a Santìcolo (900 metti), con dislivello di circa 2700 metri in salita. Il percorso, da piazza Giovanni Venturini - Medaglia d'Oro davanti al municipio, una volta attraversato il centro storico del capoluogo e l’unito nucleo di Piazza su selciato, va dapprima su un tratto di strada ondulata in asfalto, fino al borgo di Sant’Antonio (1127 metri). Da qui si continua a destra su sentiero in terra battuta e acciottolato, in salita moderata, fino a raggiungere il Rifugio Alpini di Campovecchio (1310 metri), dove ha inizio il Sentiero 4 luglio vero e proprio (segnavia n. 7). C’è subito una ripida salita di circa un km fino al crinale di Premàlt, poi ulteriori due in pendenza meno accentuata per raggiungere, con dislivello di 700 metri complessivo, lo Zappello dell’Asino (a quota 2026). Da qui il sentiero passa di nuovo dal crinale al versante e si caratterizza, oltre che per 6 km di continui saliscendi fino alla Val Rösa, che non fanno praticamente guadagnare quota, anche per un andamento quasi sempre trasversale al versante e dunque non del tutto agevole. A partire dall’ampio canale della Val Rösa si punta lungo la linea di massima pendenza e, su morene e terreno misto, si giunge dopo lunga salita a Passo Telènek (2642). Successivamente, attraverso un’impegnativa cresta, si guadagna Cima Sèllero (tetto della gara a 2744 metri). Una discesa impegnativa porta quindi a Passo Sèllero (2423 metri) e poi, proseguendo per non difficili creste, tratti esposti, canalini e infine pezzi di vecchie mulattiere, passando per il Bivacco Davide (2645), si arriva al Piz Tri (2308). La discesa finale che porta a Santìcolo si snoda dapprima lungo mulattiere e sentieri, quindi su tratti di strada carrabile.

MEZZA MARATONA - Partenza da Corteno Golgi e arrivo a Santìcolo, con un dislivello complessivo in salita di circa 1500 metri. Il percorso è lo stesso della maratona per i primi 4 km. A Sant’Antonio si prende a sinistra in direzione Val Brandét, dapprima su ripido acciottolato, poi su strada sterrata in leggera salita, percorrendo praticamente tutta la valle. Poco prima di Malga Casazza, in località Piazzale Bondone (1382) si gira di nuovo a sinistra su un bel sentiero che sale snodandosi in mezzo a boschi e pascoli, e arriva, dopo più di mille metri, al Passo Salina (2433), dove s’innesta nel Sentiero 4 Luglio. Da qui il tracciato è lo stesso della maratona.
Per maggiori informazioni e iscrizioni: www.maratonadelcielo.it


Ciak, action cam

Su Skialper in edicola le migliori telecamere ai raggi X

Senza aver paura di esagerare, si può affermare che l’avvento delle action-cam ha veramente cambiato il modo di raccontare lo sport. Se prima creare delle immagini di qualità in ambiente era appannaggio di campioni con troupe cinematografica al seguito, nel giro di 10 anni (la prima GoPro Hero è infatti uscita nel 2006) il mercato è letteralmente esploso: tutti i maggiori brand di elettronica hanno in catalogo almeno un modello e chiunque, dotato di un minimo di creatività e buon gusto, può ora creare video che hanno se stessi come soggetto. Su Skialper di giugno-luglio abbiamo provato i modelli più adatti per gli sport outdoor.

COSA GUARDARE - La qualità d’immagine è importante, ma non bisogna trascurare anche altri fattori: l’ergonomia, la facilità d’uso (essenziale, perché a nessuno piace tirare fuori il foglietto delle istruzioni in un powder-day), la durata della batteria e la qualità degli accessori.

IN PROVA - Abbiamo provato Sony HDR AZ1 VR, Garmin Virb XE, Ricoh WG M2. GoPro Hero Session, GoPro Hero 4 Silver e Ricoh Theta M15 (immagini a 360 gradi).

DISPONIBILE ANCHE SU APP - Skialper di giugno-luglio è disponibile nelle migliori edicole e su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui. Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!

A questo link la presentazione completa del numero.


Nadir Maguet e Denisa Dragomir primi alla Stava

Record di Nicola Pedergnana nel Vertical

Nemmeno un forte temporale ha fermato i 300 atleti impegnati nell’undicesima Stava Mountain Race e nel sesto Verticale del Cornon – Felicetti Cup. Anzi, è arrivato addirittura il nuovo record nella gara di sola ascesa, per merito di Nicola Pedergnana del Team La Sportiva, mentre la competizione lunga è stata accorciata per questioni di sicurezza ed ha visto trionfare per la prima volta il valdostano Nadir Maguet e la rumena Denisa Dragomir, mentre la prova ladies del vertical è stata vinta dall’atleta di casa Beatrice Deflorian.
Quattro volti nuovi dunque hanno lasciato il segno nella gara valida come terza prova del circuito La Sportiva Mountain Running Cup ed organizzata dall’Us Cornacci di Tesero. In particolare Nicola Pedergnana, capace addirittura di stracciare il record di Urban Zemmer nel Verticale, migliorandolo di 41 secondi con il tempo di 43’40”, mentre Beatrice Deflorian ha chiuso i 5,050 km del percorso con 1080 metri di dislivello con il tempo di 57’44”, lontano dal primato di Antonella Confortola. Senza riscontri cronometrici rispetto al passato invece le sfide della Stava Mountain Race, visto che il tracciato è stato ridotto a 13 km con un dislivello positivo di 1080 metri, togliendo il transito per il Monte Agnello e Doss dei Branchi, con Nadir Maguet dominatore dal primo all’ultimo chilometro e con Denisa Dragomir, capace di una grande rimonta nel finale che le ha consentito di superare la spagnola Maite Maiora.

STAVA MOUNTAIN RACE -  Nadir Maguet, atleta del Centro Sportivo Esercito, specialista fino allo scorso anno delle sfide vertical quest’anno ha deciso di puntare sulle gare lunghe e alla prima uscita importante ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per giocarsi traguardi importanti. Ha forzato subito il ritmo quando la strada è iniziata a salire dopo la partenza da Tesero. Già in località Piazzol aveva preso una decina di secondi su Christian Varesco de La Sportiva e su Andrea Debiasi del Crazy Idea, mentre al secondo rilevamento in località Sforzelin il vantaggio di Maguet su Varesco era aumentato a 30 secondi, con Alessandro Follador terzo e Michele Tavernaro quarto. Sul punto più alto della gara, a Croce Cornon il valdostano è giunto dopo 48’01” di gara in mezzo a lampi e tuoni, precedendo di 2’02” Christian Varesco, di 2’42” Alessandro Follador, di 3’26” Paolo Bert che ha preso il via nonostante l’infortunio, quindi Andrea De Biasi a 3’27”, Michele Tavernaro a 3’30”, Andreas Reiterer a 3’43” e il favorito Ionut Zinca a 4’09” non ancora in forma dopo l’infortunio.
Le difficili condizioni meteo hanno costretto in fretta e furia gli organizzatori e il soccorso alpino a far deviare la gara da questo punto, iniziando così la discesa verso Tesero. Una picchiata sotto il diluvio verso il traguardo. Nadir Maguet è riuscito a mantenere il suo vantaggio, chiudendo la prova a braccia alzate con il tempo di 1h19’38”. La piazza d’onore invece si è risolta alla sprint con Christian Varesco che è giunto dopo 2’49”, riuscendo a superare proprio negli ultimi cento metri lo spagnolo Alfredo Gil, che ha sua volta si era reso autore di una strepitosa rimonta di ben 8 posizioni, riuscendo pure a superare Varesco nella discesa nel bosco, ma il teserano voleva fortemente la piazza d’onore ed ha dato il tutto per tutto nel finale. Quarta posizione a 3’29” per il falcadino Alessandro Follador, quindi quinto Andrea De Biasi del Team Crazy a 4’09”, Michele Tavernaro a 4’31”, lo stoico Paolo Bert settimo a 4’49”.
Come spesso accaduto in passato la Stava Mountain Race ha visto rivoluzioni in classifica nella ripida discesa. Ed è stato così anche nella gara femminile, con la rumena Denisa Dragomir che è riuscita a superare la spagnola Maite Maiora all’ultimo chilometro, precedendola di 42 secondi sul traguardo, dopo che la forte skyrunner catalana aveva dominato tutta la gara. Al Monte Cornon Maite Maiora aveva infatti un minuto e mezzo sulla Dragomir, quindi due minuti e mezzo su Ingrid Mutter e 7 minuti su Wiktoria Maria Piejak.

PEDERGNANA DA RECORD NEL VERTICALE - Una cavalcata trionfale quella del 23enne della Val di Rabbi, che ha forzato subito il ritmo nel Verticale del Cornon – Felicetti Cup, valido per il trofeo Ana Tesero. Nei primi metri aveva fatto il ritmo Patrick Facchini che era riuscito a staccare tutti, poi però Nicola ha deciso di aumentare le falcate e, nonostante il terreno viscido per il primo dei due temporali, nessuno è riuscito a resistergli, chiudendo i 5,050 km con 1080 metri di dislivello con lo straordinario tempo di 43’40”, migliorando di ben 41 secondi il primato che fece registrare nel 2012 il re del vertical Urban Zemmer, oggi assente giustificato dopo le fatiche di Coppa del Mondo. Ha provato in tutte le maniere a contrastarlo il compagno di squadra del Team La Sportiva Patrick Facchini, che però si è dovuto accontentare della piazza d’onore a 1’07”7 di distacco, quindi terzo lo sloveno Nejc Kuhar a 2’27” e quarto l’atleta di casa Stefano Gardener a 3’00”4.
Nella sfida femminile ha primeggiato la teserana Beatrice Deflorian con il tempo di 57’44”, in testa dal primo all’ultimo metro di gara, riuscendo a staccare di 1’18” la fassana Nadia Scola, quindi in terza posizione la francese Corinne Favre a 3’21”, quindi quarta Serena Vittori del Gs Torre Villa a 3’44”.


Marathon du Mont-Blanc a Cedric Fleureton

La svedese Ida Nilsson vince la gara rosa

Cedric Fleureton si aggiudica la Marathon du Mont-Blanc: sulla 42 km da Chamonix a Planpraz il francese chiude in 4h04’23”. Classifica tutta transalpina nelle prime cinque posizioni: secondo Xavier Thevenard (4h07’51”), terzo Matthieu Brignon (4h08’26”), quarto Tony Moulai (4h08’38”), quinto Grégory Vollet (4h14’32”). Ritirato Remì Bonnet, uno dei favoriti alla vigilia, partito con il il pettorale uno.
Nella gara rosa a segno la svedese Ida Nilsson in 4h46’18” sulla francese Amandine Ferrato in 4h57’07” con terza la russa Ekaterina Mityaeva in 4h58’04”, quarta la sudafricana Landie Greyling, quinta la francese Stephanie Duc.

80 KM - Nella gara lunga successo dello svizzero Diego Pazos in 10h52'45” davanti al francesi Guillaume Beauxis in 11h05'10” e Remi Berchet in 11h16'14 (out al quarantaduesimo chilometro il favorito Aurélien Collet), mentre nella prova rosa vittoria netta della francese Caroline Chaverot in 11h40’59” sulla connazionale Maïlys Drevon in 14h34’11” e la cinese Li Dong in 15h16’07”. Quindicesima Lorenza Bernardi.

VERTICAL - 
Doppietta norvegese. Stian Angermund-Vik si aggiudica il VK in 35’51” sull’americano Andy Wacker 37’39” con terzo il francese Emmanuel Allenbach in 38’33”, mentre in campo femminile prima Hilde Aders in 43’40” sulle francesi Jessica Pardin in 45’03” e Celia Chiron in 45’06”. Settima la valdostana Christiane Nex.


Livigno Skymarathon, buona la prima

250 atleti al via, doppietta azzurra con Tadei Pivk e Elisa Desco

250 partenti in una timida giornata di sole a Livigno per la prima edizione della Livigno Skymarathon, percorso tecnico e muscolare lungo i 34,5 chilometri sulle creste al confine tra Italia e Svizzera nel Piccolo Tibet. Tranne i primi, veloci e fortunati, gran parte dei concorrenti ha corso la seconda parte di gara sotto una fitta pioggia, prima che ritornasse, finalmente il sole. Idea di successo per la squadra coordinata da Marco De Gasperi, Adriano Greco e Mario Poletti, direttori del percorso, per una prima edizione entrata di diritto nelle World Series del campionato Skyrunning come confermato da un entusiasta Marino Giacometti prima della partenza: «Livigno è un territorio che grazie alla sua morfologia, alle sue montagne, alle sue strutture organizzative e al vantaggio di trovarsi a 1700 metri di quota, ben si presta ad una tappa delle World Series».

GARA MASCHILE - Successo di giornata per un grandissimo Tadei Pivk che si conferma campione vero nelle gare di lunghe distanze: dopo il successo (tra gli altri) a Zegama del 2015 e il titolo di Campione del Mondo Skyrunning, il portacolori del Team Crazy Idea-La Sportiva, ha ricominciato il 2016 così come aveva chiuso l'anno, vittorioso con un tempo di 3 ore 55 minuti e 27 secondi. Nella prima parte di gara lo svizzero Pascal Egli, Team Dynafit, vincente meno di un mese fa alla Resegup di Lecco (con record del percorso) e il forte scialpinista francese del Team Scott, Alexis Sévennec hanno provato a fare il buco ma il friulano non ha mollato un centimetro e già alla prima discesa si è rifatto sotto. Nel frattempo il giovane Jan Margarit (anno 1997) del Team Salomon a debita distanza ha controllato i giochi e in Val Federia, intorno al ventesimo km, ha sferrato l'attacco decisivo ai due atleti Egli e Sevennec, sfiancati dall'avvio troppo veemente, e ha cercato di staccare anche Tadei Pivk. Il friulano è però riuscito a resistere e, all'ultimo passaggio in salita, a quota 2700 del Carosello, Tadei conduceva con più di un minuto di vantaggio sul giovane catalano. Le posizioni si sono cristallizzate e Jan Margarit ha chiuso arrivando in Plaza da Comun due minuti e mezzo dopo il campione del Team Crazy. Otto minuti più tardi accolti da un grande pubblico, nonostante la forte pioggia, sono arrivati Pascal Egli (terzo in 4h 06' 52") e Sevennec (4h 07'). Al quinto posto Pablo Villa Gonzales (Team Salomon), nei dieci anche André Jonsson, Hassan Ait Chaou, Marc Mir Casal, Albert Garcia Puyol e Dani Garcia Gomez.

GARA ROSA - Al femminile l'atleta di casa, Team Scott, Elisa Desco ha dominato in lungo e in largo: dopo una prima fase di studio in cui Katrine Villmussen e Oihana Cortazar hanno provato a fare il vuoto, Elisa alla fine della prima salita, all'attacco delle catene ha preso la testa della gara e nonostante temesse potessero riprenderla lungo la tecnica ed aerea cresta, si è presentata in solitaria all'arrivo con un tempo di 4 ore 48 minuti e 54" davanti a Aitziber Ibarbia (5h 04') della Selezione Basca e Megan Kimmel, la forte statunitense del Team Asics con 5 ore e 05'. Chiudono le cinque, Sheila Aviles Castano e Marta Molist Codina.


Andy Symonds, record alla LUT

Nella gara rosa a segno la svizzera Andrea Huser

Il britannico Andy Symonds si aggiudica la The North Face Lavaredo Ultra Trail, tappa italiana dell'UTWT: il portacolori del Team Scott taglia per primo il traguardo di corso Italia a Cortina con il tempo di 12h15'06", nuovo record della gara. Con lui sul podio i due atleti del Team Vibram, il lituano Gediminas Grinius in 12h23’06” e lo spagnolo Javier Dominguez in 12h36’45”, quarto il francese Sylvain Court, quinto il neozelandese Hawker Scott. Due azzurri nei 10: ottavo Marco Zanchi del Team Vibram, decimo Giuliano Cavallo del Team Salomon Isostad.
Nella gara rosa a segno la svizzera Andrea Huser del Team Mammut in 14h32’39” sulla basca del Team Vibram Uxue Fraile in 15h13’09” con la brasiliana Fernanda Maciel del Red Bull The North Face Team in 15h20’57” a completare il podio. Ottima quarta piazza per Cristiana Follador: l’atleta dell’Aldo Moro termina in 16h30’37”.
Lo sloveno Sebastjan Zarnik si aggiudica la Cortina Trail in 4h47’03” davanti a Manuel Speranza in 4h53’29” con terzo Francisco Mendoza Guil in 4h54’44”, ai piedi del podio Giacomo Forconi del Total Training Team e Roberto Mastrotto del Durona Team.
Al femminile a segno la statunitense Hillary Allen, settima assoluta in 5h15’56”  davanti a Silvia Serafini dello Scarpa Team in 5h46’28” e Barbara Giacomuzzi dell’Atletica Cortina in 5h54’02”, quarta la polacca Viyaleta Piatrouskaya, quinta Angela De Poi dell’Aldo Moro.


Enzo Benvenuto vince il Trail della Becca di Viou

Alessandra Perona prima nella gara rosa

Quasi 200 trailers si sono ritrovati nella Valpelline per la terza edizione del Trail della Becca di Viou, seconda prova del Tour Trail della Valle d’Aosta. A vincere la gara lunga di 40 chilometri – accorciata leggermente per la neve ancora presente in cima alla Becca di Viou – è stato Enzo Benvenuto. Il trailer di Gressan, portacolori del Team Grivel, ha tagliato il traguardo di Roisan in 4h 06’41”. Per il valdostano una partenza controllata, poi la perdita della frontale all’interno della galleria poco prima di Ollomont. In testa, fino a quel momento, c’era Daniele Nicco, che successivamente è stato ripreso e superato da Benvenuto. Dalla salita che portava alle condotte in avanti, Benvenuto ha proseguito in solitaria, trionfando proprio davanti a Nicco, arrivato in 4h 19’39”. Terza posizione per Fabrizio Fiorito dello Ski Sport House Châtillon che nel tratto finale ha recuperato quasi tutto, finendo a soli 20” dalla piazza d’onore.
La gara femminile è stata vinta dalla torinese Alessandra Perona, dopo 5h 12’ 42”. La piemontese a poco meno di dieci chilometri dal traguardo ha superato la biellese Gabriella Boi, in testa fino a quel momento. Boi ha chiuso in 5h 30’06”. Terzo gradino del podio per Marzia Longoni delle Fiamme Gialle Aosta, in 5h 56’ 15”.
La 21 chilometri è stata vinta da Massimo Farcoz, portacolori del Pont-Saint-Martin in testa già nei primi chilometri. Il Senior ha vinto in 1h 55’06” e battuto Stefano Bertucci (2h 06’ 24”) e il compagno di squadra Nadir Vuillermoz (2h 09’18”), autore di un bel recupero nel finale.
La prova femminile è andata alla valdostana Stefania Canale. L’atleta della Polisportiva Sant’Orso è partita subito davanti e ha corso in testa fino al traguardo. Ha chiuso in 2h 30’37”, precedendo Jessica Gerard del Team Technos Medica (2h 31’26”) e Natalia Mastrota (2h 47’18”), figlia del noto conduttore televisivo, Giorgio.
Nel pomeriggio, prima delle premiazioni, spazio alla prima edizione del Kids Trail, corso nei dintorni del campo sportivo di Roisan su un percorso di circa un chilometro. Nei 6-9 anni vittoria di Mathieu Aguettaz e Giulia Agnesina, mentre nella categoria 10-14 anni successi di Emanuele Glarey e Fabienne Aguettaz.
Il Trail della Becca di Viou è stato organizzato dai Comuni di Doues, Ollomont, Roisan e Valpelline, con l’intento di promuovere lo sport e il territorio locale. Oltre 130 volontari hanno assistito i trailers lungo i due percorsi e al traguardo.
Il Tour Trail della Valle d’Aosta ora si ferma e riprenderà a fine luglio con il MonteRosa Walser Trail, una gara che si presenta con diverse novità. È infatti in programma una prova di 114 chilometri che partirà il 30 luglio e si concluderà il 31 luglio, giorno in cui partiranno – e arriveranno - anche la 50 km e la 20 km. Tante le iscrizioni già pervenute, anche per la 114 chilometri, dove tutti i concorrenti saranno dotati di dispositivo GPS.


Philip Goetch vola a Santa Caterina

Primo nel vertical World Series, nella gara rosa vince Christel Dewalle

Philip Götsch da record nel Vertical di Santa Caterina, prima prova delle World Series in Alta Valtellina. L’altoatesino ha chiuso i 3 km con 1000 metri di dislivello, in 33'52”, nuovo miglior crono della gara. Alle sue spalle i due atleti del Team La Sportiva, Hannes Perkmann in 36'17" e Urban Zemmer in 36' 38”. Quindi i francesi Jean Francois Philipot e William Bon Mardion, mentre nei 10 anche lo svizzero Pascal Egli, l’andorrano Ferran Teixido, lo sloveno Nejc Kuhar, lo spagnolo Jan Margarit e il piemontese Marco Moletto
Nella gara femminile a segno la francese Christel Dewalle del Team Adidas in 40'40”, seconda la spagnola del Laura Orguè del Team Salomon in 42'56”, terza l’azzurra Francesca Rossi del Team La Sportiva in 43'04”, quindi Elisa Desco e la polacca Katarzyna Kuzminska, Ohiana Kortazar, Maria Zorroza, Laura Sola De Miguel, Serena Vittori e Marta Perez.


E' il giorno della LUT

Alle 23 di venerdi' il via da corso Italia a Cortina

Alle 23 di venerdì scatta la The North Face Lavaredo Ultra Trail: in corso Italia a Cortina al via la tappa italiana dell’Ultra-Trail World Tour. 1500 atleti provenienti da 64 nazioni dovranno affrontare 119 chilometri con 5850 metri di dislivello immersi nelle Dolomiti. L’arrivo del vincitore è previsto per le 11.30 di sabato, mentre la prima donna taglierà il traguardo verso le 12:40. La Cortina Trail (47 chilometri e 2.650 di dislivello positivo) prenderà il via alle 8 di sabato mattina. I 1500 concorrenti (numero chiuso) avranno 12 ore di tempo a disposizione per coprire il tracciato ad anello, che seguirà i primi 10 e gli ultimi 37 km del percorso lungo.
Per quanto riguarda i top runner, confermate le presenze del francese Sylvain Court, campione del mondo in carica di trail running, di Gediminas Grinius, di Mike Foote e di Yeray Duran Lopez. Mike Foote e Gediminas Grinius nel 2014 si sono classificati rispettivamente secondo e terzo, mentre Yeray Duran Lopez ha conquistato il terzo gradino del podio lo scorso anno. Occhi puntati anche sugli spagnoli Pau Bartolo, Javier Dominguez e Pau Capell Gil e i francesi Julien Chorier, Anhony Gay e Alexandre Mayer. Tra gli outsider italiani Fulvio Dapit, Ivan Geronazzo, Marco Zanchi, Giuliano Cavallo, Stefano Trisconi, Christian Modena, e Alexander Rabensteiner. Tra questi anche Giulio Ornati. Tra le donne, Team The North Face® al completo con Rory Bosio, vincitrice alla LUT 2014, Lizzy Hawker, plurivincitrice dell’UTMB, Fernanda Maciel. Al via anche la forte spagnola Uxue Fraile e l’inglese Sophie Grant. Tra le italiane, presenti le più forti interpreti della disciplina: Francesca Canepa, Lisa Borzani e Federica Boifava.


Bettelmatt Ultra Trail, si prova il percorso

Nei primi due weekend di luglio con gli atleti dell'Ossola Sky Running

Si avvicina il giorno della Bettelmatt Ultra Trail, la cavalcata sulle Alpi Lepontine in programma il 16 e 17 luglio: proprio per testare il percorso in vista dell'impegnativa gara da 83 km per 5.080 m di dislivello positivo, nei due weekend precedenti la gara sarà possibile provare il percorso in compagnia degli atleti dell'Ossola Sky Running. La prova percorso sarà suddivisa su due uscite previste una il 2 e 3 luglio e l'altra il 9e 10 luglio.
Nel primo weekend, quello del 2e 3 luglio si proverà la prima parte del percorso: da Ponte a Vanninoee Devero (dove è previsto il pernotto) e il rientrp a Ponte, toccando anche Riale. Il ritrovo è previsto per le ore 9.30 presso l’area sportiva di Ponte; l'organizzazione assicurerà il trasporto borse all'Alpe Devero e poi, la domenica, a Ponte. Per prendere parte alla prova percorso e prenotare il dormitorio (massimo 20 posti) contattare formazzaevent@gmail.com.
Il 9 e 10 luglio si percorrerà la seconda parte dal Riale passando per Gries e Capanna Corno. Si sta definendo la disponibilità o meno di un dormitorio (su prenotazione ed assegnato fino al raggiungimento di 25 persone). Nel caso in cui non fosse possibile mettere a disposizione il dormitorio, una volta raggiunto il numero massimo di persone, o chi volesse prenotare una stanza in un B&B può fare riferimento alla sezione ospitalità del sito www.formazzaevent.com.
In occasione di Bettelmatt Ultra Trail, Formazza Event offre la possibilità di pernottamento in struttura pubblica la notte precedente la partenza della gara (notte tra il 15 e il 16 luglio); sono disponibili circa una quarantina di posti all'interno della palestra delle scuole elementari di Ponte con servizi annessi.
L'organizzazione mette a disposizione esclusivamente la postazione a pavimento, per cui è necessario munirsi di materassino o brandina o sacco a pelo; chi volesse usufruire del servizio (a offerta libera) può contattare l'organizzazione via mail: formazzaevent@gmail.com.


Iscriviti alla newsletter


Mulatero Editore utilizzerà le informazioni fornite in questo modulo per inviare newsletter, fornire aggiornamenti ed iniziative di marketing.
Per informazioni sulla nostra Policy puoi consultare questo link: (Privacy Policy)

Puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento facendo clic sul collegamento a piè di pagina delle nostre e-mail.

Abbonati a Skialper

6 numeri direttamente a casa tua
43 €per 6 numeri

La nostra sede

MULATERO EDITORE
via Giovanni Flecchia, 58
10010 – Piverone (TO) – Italy
tel ‭0125 72615‬
info@mulatero.it – www.mulatero.it
P.iva e C.F. 08903180019

SKIALPER
è una rivista cartacea a diffusione nazionale.

Numero Registro Stampa 51 (già autorizzazione del tribunale di Torino n. 4855 del 05/12/1995).
La Mulatero Editore è iscritta nel Registro degli Operatori di Comunicazione con il numero 21697

Privacy Policy - Cookie Policy

Privacy Preference Center

X