Blogger Contest, raccontare la montagna dei vagabondi

In palio 2500 euro e un premio speciale assegnato da Skialper

La montagna come terreno di vagabondaggio, come ricerca della libertà più estrema intesa come quella di non avere una vera meta – o di cambiarla in corso d’opera, perché così ci è piaciuto – ma anche liberi da mode e condizionamenti, capaci di liberarsi del superfluo. Il senso del viaggio sta nella scoperta del sentiero, negli errori di percorso, negli incontri e nelle emozioni che viviamo, indipendentemente dalla meta. È questo il tema della quinta edizione del Blogger Contest indetto dalla rivista online altitudini.it.

2.500 EURO - Blogger professionisti e non sono invitati a presentare una loro micro-storia (al massimo di 400 parole) accompagnata da una foto. Per partecipare, entro il 10 settembre bisogna compilare il modulo di iscrizione on line su altitudini.it e presentare la propria ‘unità multimediale’, composta da un testo e da una foto. Entro il 30 settembre una giuria di esperti in diverse discipline provvederà a selezionare i tre blogger vincitori e a segnalare altri autori meritevoli. In palio ci sono 2.500 euro di materiali tecnici (offerti, tra gli altri, da AKU, CAMP, Ferrino), soggiorni in quota e la pubblicazione delle opere vincitrici su riviste digitali e cartacee. Verrà assegnato anche un premio speciale da Skialper, partner dell’iniziativa.

SENZA META - La parola vagabondo, dal latino vagus (errante) e bundus (terminazione che dà l’idea di sovrabbondanza) indica l’andare errando, senza una direzione certa. A sua volta il verbo errare ha il doppio significato del muoversi senza meta ma anche del deviare dal vero, sbagliare, ingannarsi. Tutto questo sembra molto distante dall’idea che ognuno di noi ha dell’andare in montagna. Scelta dell’escursione o della ascensione, pianificazione dell’itinerario e dei tempi di percorrenza, cartina o traccia GPS: quasi nessuno, e verrebbe da dire per fortuna, si limita a dire: 'andiamo là e poi vediamo'.Eppure, non potrebbe esistere un modo diverso di vivere la montagna? Decidere di seguire un sentiero solo perché ci attrae, voler salire una cima senza nome per averla vista dal fondovalle, esplorare una valle per il solo gusto di perdercisi dentro. Quando un trekking di più giorni diventa un vagabondaggio? Quando si ha la libertà necessaria (e l’esperienza) per cambiare programma solo perché abbiamo visto qualcosa di imprevisto che ci piace e che ci attira, quando ci affidiamo ai nostri sensi, quando decidiamo di seguire un sentiero antico per capire dove ci porteranno quelle tracce.


Domenica c'e' il Vertical Còl de Lana

Valida come campionato italiano Master

Domenica 24 luglio appuntamento a Pieve di Livinallongo con il Vertical Còl de Lana, valido in questa edizione come campionato italiano Master. Partenza in linea alle 10, in ‘placa nuova’ a fianco del tendone della festa patronale di San Giacomo; da affrontare 1000 metri di dislivello in 2 km. La gara fa parte del circuito vertical Tour con la Mühlwalder VK già disputata a Selva dei Molini e la Hühnerspiel del prossimo 4 settembre in Colle Isarco. Nella scorsa edizione affermazione di Manfred Reichhegger e Francesca Rossi. Info e iscirizioni: info@v.km.it


Dentro la Bettelmatt Ultra Trail

Tommaso de Mottoni ci racconta la sua gara

Per chi conosce le Alpi Lepontine, con le loro cime sempre innevate e protette da verdissime valli ignote al turismo di massa, una gara in questo scenario potrebbe creare aspettative di un percorso tecnico, a tratti alpinistico e alludere a sentieri appena accennati. Leggendo poi il regolamento di gara e soffermandosi su un ‘semi autonomia’, verrebbe da pensare ad un’organizzazione quasi assente e ad una cavalcata da fare quasi senza supporto. Insomma, 83 chilometri di avventura.
Con queste aspettative ho affrontato la gara, aspettandomi un terreno poco corribile e quasi nessuno lungo il percorso.

La Bettelmatt non è nulla di tutto questo.

Nello scambiare due parole prima dello start con l’organizzatore, Gianluca Barp, mi sento dire: “è una gara corribile, senza difficoltà tecniche ma che porta in alta montagna: una preparazione ideale alle gare lunghe di settembre e che toccano quote importanti”. Mi parla sereno, calmo e rilassato, con la semplicità e la schiettezza di chi vive in montagna. Lo ascolto e replico: “grazie Gianluca, poi facciamo quattro chiacchiere all’arrivo”, tra me e me penso: “questo la fa facile, il suo senza ‘difficoltà tecniche e corribile’, considerando che oltre a dover attraversare una trentina di nevai si devono scendere 500 metri di dislivello in due chilometri di ghiacciaio, e che le montagne qui sono spesso costellate da instabili pietraie moreniche, sarà ben diverso dal mio concetto di facile. Dubito fortemente che si possa definire una gara semplice e corribile.

Aveva ragione lui.

La Bettelmatt Ultra Trail è davvero una gara corribile, anzi, corribilissima, per chi ha gambe dal primo all’ultimo chilometro. Lo testimoniano le 10 ore e 39 minuti del primo classificato, Giulio Ornati seguito al secondo posto dopo 40 interminabili minuti da Andrea Macchi. Tutto il percorso si snoda lungo sentieri e mulattiere in ottime condizioni, senza nessun tratto esposto e senza alcuna difficoltà tecnica. Cinquemilacento metri di dislivello su ottantaquattro chilometri che si snodano interamente su vallate aperte, tra prati verdissimi affacciati su laghi e ghiacciai. Unica grande assente è l’ombra: tutta la gara è in quota e in piena battuta di sole, spesso amplificato dalla neve che è presente per lunghi tratti del percorso. Ed è proprio questo fortissimo contrasto che rende questa gara unica e di grande interesse: caratteristiche e scenari di alta quota in un contesto che consente di muoversi molto velocemente e non richiede grandi abilità tecniche.

Non fraintendetemi: la montagna è sempre la montagna e da sprovveduti non va affrontata mai.

Oltre a questo unico dialogo tra estremi, dove le vette ed il ghiacciaio conversano amabilmente con chi corre più che con chi arrampica, creando una sinfonia di passaggi tra erba verdissima, nevai accecanti e l’immensità delle nostre alpi che si affacciano sul Rosa e sulle Alpi Svizzere, non può non saltare all’occhio un’organizzazione con livelli di sicurezza nettamente al di sopra della media. Se molti organizzatori gettano fumo negli occhi per far iscrivere più gente possibile trascurando poi il percorso, qui è avvenuto esattamente il contrario.
Oltre ad un balisaggio perfetto, a tratti quasi imbarazzante e talmente tanto capillare da far pensare che i partecipanti siano delle capre poco pensanti e non esseri umani dotati di buon senso, spicca una presenza di volontari sul percorso mai vista prima.
Ancor più di rilievo il modo in cui sono stati disposti: quasi su tutto il percorso, la totalità dei passaggi alti era presidiata con volontari uno a vista dell’altro. Muniti di binocolo monitoravano ogni centimetro del percorso. Un’attenzione rarissima da riscontrare ed assente anche nelle competizioni più prestigiose e rinomate, ma che dovrebbe essere la norma.
Questo aspetto riassume perfettamente lo spirito ed il lavoro che c’è dietro questa competizione: molta sostanza, conoscenza perfetta del territorio ed un approccio alla sicurezza che solo chi conosce bene la montagna può mettere in atto.

Tutto questo con una cordialità e modestia da parte di un’organizzazione che potrebbe permettersi anche di ostentare un filo di boria, visti i 9 anni di successi alle spalle.

La Bettelmatt Ultra Trail si merita di essere considerata l’evento di punta per chi cerca il connubio tra velocità ed esperienza d’alta quota, senza però sconfinare nell’alpinismo. Un appuntamento che sembra, visto il successo di quest’anno, che l’anno prossimo potrebbe allungarsi ad avvicinarsi ai cento chilometri, se non addirittura a superarli e che merita sicuramente più interesse delle ‘cento o più’ dolomitiche che si tengono a fine giugno. Un monito molto forte a chi si iscrive a questa gara: se è vero che non ci sono passaggi tecnici o esposti, è altrettanto vero che è impossibile finirla camminando o prendendosela comoda. I cancelli orari predisposti dall’organizzazione sono solo apparentemente generosi, ma in realtà obbligano ad un ritmo piuttosto sostenuto.
Proprio questo è un aspetto che dà grande interesse a questa competizione: la gestione delle proprie risorse e la necessità di una partenza spingendo forte sulla prima salita, quasi 1400 metri, che va in netto contrasto con l’esigenza di gestire e centellinare le energie nelle ultramaratone. Forte è il rischio di “scoppiare” o di non fare in tempo ai cancelli: una difficoltà che compensa perfettamente l’assenza di insidie alpinistiche; un fattore che forse ha determinato un altissimo numero di abbandoni, quasi il 50%, numero ancor più significativo vista la semplicità del terreno e delle condizioni meteo assolutamente ideali.
Il successo e l’unicità di questa gara dovrebbe restare proprio questo: velocità e quota con cancelli molto selettivi, che a mio avviso non andrebbero rivisti o semmai andrebbero resi ancora più stretti, proprio per non svilire il carattere adrenalinico della manifestazione.

Unica grande pecca, il Bettelmatt ha dato forfait! Secondo i produttori troppo presto per il formaggio nuovo e troppo tardi per quello dell’anno precedente. Un’ottima scusa per tornare presto in queste valli.


Massimo Farcoz da record alla Aosta-Becca di Nona

Chiara Giovando prima nella gara rosa

Massimo Farcoz a segno nella Aosta-Becca di Nona, tornata, dopo quattro anni nella versione di sola salita. Il valdostano ha chiuso in 1h54'26”, nuovo record di salita alla Becca di Nona, con un grande finale, staccando in zona Gran Sex a quota 2609 metri, il francese Jean-François Philippot, secondo a quasi 5’ (1h59'22”) e Nadir Maguet, terzo in 2h01'02”. Completano la top ten Fabio Bazzana in 2h01'33”, Giovanni Bosio in 2h05'01”, Pierre-Yves Oddone in 2h06'42”, Stefano Stradelli in 2h09'24”, Luca Gronchi in 2h10'21”, Alessandro Plater in 2h10'48” ed Henri Grosjacques in 2h11'53”. A Marco Bethaz la classifica Master Over50, precedendo Ezio Sardanapoli e Roberto Maguet.
Nella gara rosa affermazione di Chiara Giovando in 2h27'42”, davanti a Christiane Nex  in 2h28'39”, alla francese Corinne Favre in 2h29'35”, quarta Gloriana Pellissier  in 2h32'49” e quinta Alma Rrika in 2h35'44”. Flavia Giovara si aggiudica la classifica Master-Over50 su Claudia Titolo.
Nel percorso più corto sino a Comboè (9 km per 1500 metri di dislivello) vittoria di Matteo Savin in 1h17'35”, su Savino Quendoz in 1h18'49” e Fabrizio Cheillon in 1h21'03”, e di Elisa Brocard in 1h29'11”, su Giulia Collavo in 1h35'44” e Valeria Poli in 1h41'28”.


Minoggio, Brizio e gli altri

Ecco come sono andate le altre gare della Bettelmatt

In una giornata meravigliosa sotto ogni profilo si sono svolte oggi le altre gare in programma nel weekend di Bettelmatt Ultra Trail: Bettelmatt Sky Race (35 km per 1.940 m D+), Bettelmatt Race (22 km per 750 m D+) e la non competitiva Giro del Lago.

SKYRACE - La 35 km ha visto trionfare per la terza volta consecutiva Cristian Minoggio (Team Salomon Valetudo) ed Emanuela Brizio (Valetudo Skyrunning); Minoggio ancora una volta ha vinto nettamente, chiudendo in 3h16'25"; al secondo posto si è piazzato l'elvetico Roberto De Lorenzi (Team Vibram Bellagio), nazionale svizzero di Corsa in Montagna, che ha terminato la propria prova in 3h32'47"; terzo il portacolori del Salomon Bergteam Riccardo Borgialli in 3h33'05”. Tra le donne Emanuela Brizio non ha avuto, come spesso accade, rivali, ed è stata l'unica donna a chiudere in meno di 4h; 3h55'02" il suo tempo, contro 4h18'15" della seconda classificata, la forte Daniela Rota, e 4h32'01" della terza classificata, Cecilia Pedroni (Trailrunner Finale Ligure).

RACE - Se Brizio e Minoggio sono ormai degli habitué in Val Formazza, nella 22 km c'è stata la prima vittoria del giovane Marcello Ugazio (Azzurra Triathlon Team), Campione Italiano di Cross Triathlon, che si è imposto in 1h53'49" dopo una avvincente sfida con Alessandro Turroni (Ossola Sky Running), piazzatosi poi secondo in 1h55'54", e Mauro Stoppini (Team Salomon), che ha conquistato il terzo gradino del podio in 1h57'11”. Una grande Elena Colonna (Ossola Sky Running) ha vinto la gara femminile della 22 km tagliando il traguardo dopo 2h29'08"; al secondo posto l'atleta di casa Arianna Matli (Caddese) in 2h32'22", mentre terza si è piazzata Daniela Bona in 2h38'57”. Un po' di numeri: 460 iscritti (438 partiti) alla BR e 282 iscritti (267 partiti) alla BSR; sommati ai 216 iscritti della BUT (198 partiti) di ieri - ricordiamo le vittorie di Giulio Ornati e Simona Morbelli - e ai 113 del Giro del Lago di 8 km possiamo dire che nel weekend oltre mille persone si sono recate in Val Formazza per correre sui sentieri di questo magnifico territorio (e i partecipanti della BUT si sono spinti fino all'Alpe Devero)!


Domenica c'e' la Dolomites SkyRace

Sabato a Canazei spazio alle gare dei giovani

Domenica mattina alle ore 8,30 da piazza Marconi a Canazei, in Val di Fassa, scatterà la Dolomites SkyRace, che vedrà in gara 1.200 concorrenti provenienti da ben 26 nazioni. Il percorso è pronto per ospitare la carovana dei corridori del cielo e non mancano le sorprese, ovvero un tunnel nella neve in località Forcella Pordoi a quota 2.829 metri, a rendere ancora più suggestiva una sfida che ha nel contesto ambientale il suo punto di forza. Si partirà dai 1.450 metri di Canazei, salendo ai 2.239 di Passo Pordoi, quindi Forcella Pordoi con le sue zeta nel ghiaione, ed ancora il transito nel punto più alto, ai 3.152 metri di Piz Boè, punto da dove inizierà la discesa che riporta a Canazei, transitando al rifugio Boè, per la magica Val Lasties e Pian Schiavaneis.

TOP RUNNER - Il lotto dei partenti, essendo prova del circuito Skyrunner World Series, si annuncia di assoluto livello. In campo maschile favori del pronostico per il vincitore di dodici mesi fa Tadei Pivk, atleta del Team Crazy Idea, ma occhio anche al giovane catalano Jan Margarit Sole del team Salomon, ed ancora Saul Padua Rodriguez, l’emergente altoatesino Martin Stofner, Remì Bonnet, che però deve sciogliere gli ultimi dubbi legati ad un piccolo infortunio, lo spagnolo del team La Sportiva Alfredo Gil Garcia, l’altro spagnolo Aritz Egea Caceres, Jessed Hernandez Gispert, Alexis Sevennec, Martina Anthamatten, mentre ci proveranno gli atleti di casa, il fiemmese Christian Varesco, il primierotto Michele Tavernaro e il giovane di Vermiglio Davide Magnini.

DONNE - Fra le ragazze è assente la vincitrice di dodici mesi fa, quindi si annuncia una sfida per il podio fra la dominatrice del Dolomites Vertical Kilometer di venerdì Laura Orgué Vila, l’italiana Elisa Desco, la spagnola Maite Maiora, la norvegese Yngvild Kaspersen, la svizzera Victoria Kreuzer, ed ancora le azzurre Raffaella Rossi, Elisa Sortini e Silvia Rampazzo.

FONDISTI STARTER - In serata la piazza centrale di Canazei ha ospitato la cerimonia di consegna dei pettorali ai big, alla quale hanno preso parte i quattro alfieri azzurri medagliati olimpici di fondo alle Olimpiadi di Torino del 2006, Giorgio Di Centa, Cristian Zorzi, Fulvio Valbusa e Pietro Piller Cottrer, che faranno da starter domani mattina.

METEO - Le previsioni meteo promettono bel tempo e temperature non elevate, quindi condizioni ottimali anche per ritoccare i record della competizione: 2 ore e 11 minuti, stabilito nel 2013 da Kilian Jornet Burgada e 2 ore e 26 minuti fatto registrare dodici mesi fa da Megan Kimmel. In palio anche i primati per la migliore prestazione in salita e in discesa.
Come avviene ormai da cinque edizioni, la giornata di sabato, nel weekend della Dolomites Skyrace, è stata dedicata ai bambini. Quest’anno sono stati 105 gli under, divisi in tre categorie, che si sono sfidati lungo il circuito cittadino costruito appositamente per i virgulti della corsa in montagna. La categoria Baby ha affrontato un percorso lungo 490 metri, la categoria Ragazzi uno lungo 1.490 metri, infine gli Allievi hanno corso per 3.070 metri con 191 di dislivello. Tantissimi i genitori, amici e curiosi, che hanno affollato Piazza Marconi, creando una cornice assai simile a quella che ritroveremo domani per i big.
Per quanto concerne gli Allievi vittoria di Manuel Garnier, seguito da Simone Deflorian ed Elia Zeni, fra le Allieve ha vinto Jasmine Albrecht, precedendo Elisa Tron e Jara Meneghel. Fra i Ragazzi ha vinto Alessandro Manzoli, seguito da Stefano Mazzel e Gabriele Vaia, fra le Ragazze successo di Giuditta Mazzel, davanti a Elena Mazzel e Laura Tessadri. Infine fra i Baby primo gradino del podio per Giacomo Casadei, secondo per Emanuele Mava e terzo per Alessandro Baldini, al femminile primo per Maria Aorono Araldi, secondo per Emma Antonelli e terzo per Anja Compagoni. Dopo la fatica Nutella Party per tutti.


Diego Pazos primo all'Eiger Ultra Trail

Nella gara rosa a segno la svizzera Andrea Huser, sesta la Canepa

Diego Pazos firma la Eiger Ultra Trail, tappa UTWT: sul traguardo di Grindelwald, il crono dell’atleta di casa, dopo 101 km e 6.700 metri di dislivello, è di 11h39’11”. Piazza d’onore per il tedesco Mathias Dippacher in 12h04’34” con lo spagnolo Jordi Gamito-Baus in 12h08’01” sul terzo gradino del podio. Completano la top ten il francese Arnaud Lejeune, lo spagnolo Javier Bodas, ottimo sesto l’azzurro Jimmy Pellegrini, davanti all’ungherese Csaba Nemeth, all’altro azzurro Francesco Cucco del team francese Cilaos, al britannico Robin Houghton e all’austriaco Gerhard Schiemer.
Nella gara rosa affermazione della svizzera Andrea Huser in 13h09.38”, sulla connazionale Kathrin Götz in 13h39’22” e la francese Juliette Blanchet in 13h43’32”, quarta la tedesca Ildiko Wermescher, quinta la svizzera Helene Ogi con sesta la valdostana Francesca Canepa.

 


Hardrock, vittoria per due

Insieme sul traguardo Kilian Jornet e Jason Schlarb

Si sono dati battaglia per tutta le 100 miglia, alla fine sono arrivati insieme sul traguardo e insieme hanno baciato la pietra. La Hardrock 2016 è di Kilian Jornet e Jason Schlarb: 22h58’28” il loro tempo. Kilian avanti nella prima parte, il catalano passa per primo a Handies Peak, ma lo statunitense lo ha raggiunto e dal 72esimo miglio hanno fatto gara parallela, sino alla decisione di tagliare insieme lo striscione d’arrivo di Silverton. Terza piazza per il francese Xavier Thevenard in in 23h57’10”.
Ottava e nona assolute le prime due classificate della gara rosa: nuovo successo di Anna Frost con il tempo di 29h02'09", seguita da Emma Roca in 29h36’ e Bethany Lewis (31h57').


Bettelmatt UltraTrail a Giulio Ornati e Simona Morbelli

Prima edizione della gara in Val Formazza

Giulio Ornati e Simona Morbelli iscrivono il proprio nome nell'albo d'oro della prima edizione della Bettelmatt Ultra Trail. Il portacolori del Team Salomon Isostad ha vinto piuttosto nettamente: 10h39'59" il suo tempo sul durissimo percorso di 83 km per 5.080 m D+; nettamente staccato il secondo classificato, Andrea Macchi (Team Eolo Elmec) che, complice un piccolo errore di percorso, ha concluso in 11h19'10", terzo posto, in rimonta per Daniele Fornoni (Team Tecnica) in 11h35'37". In campo femminile Simona Morbelli (Salomon Italia Isostad) non ha avuto rivali: nonostante la gamba destra dolorante si è involata sin dalle prime battute di gara, concludendo in 12h53'22"; seconda, in rimonta, Lara Crivelli (Team Vibram) in 13h56'04", mentre terza si è classificata Michela Uhr (Insubria Sky Team) in 14h46'51". Tutti gli atleti hanno sottolineato la bellezza e la durezza di un percorso reso ulteriormente più difficoltoso da un vento gelido che ha soffiato ininterrottamente per l'intero giorno; 198 i partenti (216 gli iscritti) questa notte alle 3 da Ponte.


Ponte di Legno Sky night pronto al debutto

La prima edizione venerdi' 22 luglio

Count-down partito per la prima edizione della Ponte di Legno Sky night. Venerdì 22 luglio debutta la gara sul percorso che da piazza XXVII Settembre lancerà i concorrenti verso la risalita notturna della Pista del Corno d’Aola, la ‘nera’ per eccellenza del comprensorio sciistico locale, fino a raggiungere il Gran Premio della Montagna posto ai 2000 metri del rifugio Petit Pierre al Corno d’Aola. Dopo gli arrivi la festa proseguirà in piazza XXVII Settembre con buffet, musica e premiazioni. Tutti i servizi di carattere logistico, dall’ufficio gara agli spogliatoi dotati di ogni comfort, potranno invece contare sulle strutture del moderno Palazzetto dello Sport, posto a poche centinaia di metri dalla piazza.
Info e iscrizioni su www.prolocopontedilegno.it


Riecco la Aosta-Becca di Nona

Domenica torna la classica valdostana

Domenica torna l'Aosta-Becca di Nona. Dopo lo stop dal 2012, riecco la classica valdostana, con la formula biennale, grazie alll'Associazione Sportiva Becca di Nona 3142, il comune di Charvensod e a Laurent Chuc, che oltre ad essere vice-sindaco e assessore allo sport, è anima e cuore della rinascita di questa manifestazione
Partenza dal centro di Aosta, in piazza Chanoux e arrivo in vetta alla montagna che si vede dalla piazza, la Becca di Nona, con il traguardo posto in vetta, ai piedi della statua della Madonna, a quota 3142 metri. Tracciato di 13 km con 2562 metri di dislivello in salita con passaggi a Charvensod, Bondine (1.043m), Ponteille (1.706m), Comboé (2.122m), Le Plan Vallée (2.316m), Gran Sex (2.609m), Bivacco Federigo (2-907m) sino alla Becca di Nona. Previsto anche un traguardo a Comboè, dopo 9,3 km e 1.500 metri di dislivello. Per tutti ci sarà la possibilità di ritornare ad Aosta grazie alla telecabina Pila-Aosta.
Attesi 500 atleti: tra i favoriti i ‘local’ Nadir Maguet e Massimo Farcoz o i bergamaschi Fabio Bazzana e Riccardo Faverio. Ci sarà anche Jean Pellissier, che pur non avendo mai vinto la versione di sola salita della Becca di Nona, ma quella di salta e discesa, è stato il più veloce a salire in vetta nel 2005 in 1h53'. Nella gara rosa attese protagoniste Gloriana Pellissier, Sonia Glarey, Christiane Nex, Alma Rrika, con la detentrice del record femminile Elisa Brocard che si cimenterà nell'Aosta-Comboè. L'Aosta-Becca di Nona è gemellata con l'Ivrea-Mombarone di settembre: due corse per il Challenge 4662m, con una classifica combinata sommando i due tempi di gara.


Sabato si corre l’Eiger Ultra-Trail

Tappa dell’Ultra Trail World Tour

Dopo la tappa italiana della LUT, si torna a gareggiare nell’Ultra Trail World Tour in Svizzera con l’Eiger Ultra-Trail. Sabato 16 luglio quarta edizione della gara di casa di Ueli Steck (al via anche quest’anno) disegnata su un percorso di 101 km e 6.700 metri di dislivello che da Grindelwald tocca anche Wengen, Männlichen, Kleine Schneidegg, sino all’ormai famoso passaggio sotto la Nord dell’Eiger North Face. In casa azzurra occhi puntati su Franco Collè che se la dovrà vedere con Cyril Cointre, Freddy  Thevenin, Sangé Sherpa, Jordi Gamito-Baus, Diego Pazos, mentre nella prova femminile al via l’azzurra Francesca Canepa che avrà in Andrea Huser e Denise Zimmermann le avversarie più temibili. 


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