Aspirante outdoor reporter

Aneddoti dietro a immagini, video e commenti dal vivo

 E’ stato bello alla Trans D’Havet, con un fuoco incrociato a livello mediatico come raramente si è visto in un’ultra in Italia. Carlo, Damien, Leonardo, Laca, Ian, Joana, Matteo, Maurizio, Riccardo e io, almeno tra i conosciuti, ognuno con la propria strategia, tutti con lo stesso sogno, ovvero di catturare l’immagine, il video o scrivere la frase che possano interessare il lettore, che riescano a trasmettere le stesse emozioni che si vivono sul campo a chi segue da casa. 

Ci si arrangia, si cerca di imparare, si sta attenti a cosa fanno glia altri. Ci si districa tra cellulare, macchina fotografica e PC. Il sogno per tutti è il Wi-Fi onnipresente. La cruda realtà, invece, e che spesso si combatte con quella flebile e unica maledetta tacca.

Ore 16: Vadagno – Urca ragazzi che bel lavoro, mai vista una cartella stampa fatta in questo modo. Grazie, ricordati di segnarti per la password del wi-fi. La partenza è subito qui nella piazza mentre il ritiro pettorali è al palazzetto, in fondo alla via dopo il ponte a destra. Ti serve il servizio navetta per seguire la gara? Ne abbiamo predisposto uno per la stampa. Ok, perfetto! Alle 11 partite subito dopo il briefing. Ci si vede questa notte a Rocchette.

Ore 17:00 Valdagno – A Chamonix mi sono ritrovato quasi tutte le foto mosse, mi aiuti a regolare la macchina? Si, devi regolare la messa a fuoco, così non va bene. E abbassa l’Iso e ricordati che il bilanciamento del bianco alle volte con la Nikon è una rogna. Ok, grazie. Domani sarà dura con questo caldo! Si ma mai come in inverno, alle volte ti trovi in condizione che non riesci neanche più a muovere le dita tanto le mani sono congelate. Lavorare in alto come al Mezzalama è sempre dura. Posso offrirvi un altro giro? Ok, due birre e un caffè, grazie.

Ore 21:00 Valdagno – Cosa faccio, vado a cercare un posto da qualche parte per chiudere occhio? No, non ne vale la pena, tra poco più di un’ora c’è il briefing e poi alle undici partono le navette per Piovene Rocchette. Preferisco andare al ritiro pettorali così faccio due foto e le carico subito su Facebook. Se non ci fosse la rete così in evidenza sarebbe bella, meglio entrare nel campo e fotografare da lì. Tutti seduti in fila mentre ascoltano, se da in fondo riesco a prendere anche Enrico mentre parla uso questa.

Ore 24:00 Piovene Rocchette – Questa è bella, la partenza di un campionato europeo nel bel mezzo di una festa in piazza con tanto di gente che balla il latino americano e di ragazzi tirati a puntino. Dai che ho almeno venti minuti di tempo, mi siedo a quel tavolo e mangio qualcosa. Il problema cellulare è risolto, il pulmino ha l’uscita USB, adesso cerco di rilassarmi. Dai che a quell’età anche noi eravamo così alle feste della birra. E poi chissà cosa pensano di noi, a mezzanotte vestiti in questo modo! Bella li, dai che mi viene bene la foto di quel concorrente in coda al bar di fianco a quella ragazza così tirata che lo guarda male. Ma cosa gli spunta a DROZ dallo zaino, ha messo un faro? Si non è la prima volta, l’aveva già usato a Chamonix. Boh, io non ho neanche il flash esterno, speriamo in bene. 

Ore 2:00 Verso Colletto Grande – Già di mio se non guido soffro la macchina, inoltre questi tornanti di certo non aiutano. Ci provo, voglio portarmi avanti con la gallery. Apro il Mac, infilo la scheda e incomincio a selezionare le foto. Nuova cartella, transdavet. Apro, ingrandisco, guardo, sposto. Diciamo che mi sono salvato, di notte pensavo peggio. Che senso di nausea con questi tornanti. Dai, tengo duro, almeno questa è fatta. Spengo e respiro profondo, cerco di non pensare alla strada. 

Ore 5:00 Pian delle Fugazze – Philipp si è ritirato, si è tagliato il ginocchio cadendo. No… peccato! Hai voglia di un caffè? Di un te, gracias, ma abbiamo tempo? Si, li danno qui tra non meno di quindici minuti. Questa signora, oltre a essere una bella donna è anche la mamma del ragazzo che è in testa alla corsa, di Kilian. Ah, piacere, allora complimenti signora. Gracias. La foto la prendo più in alto, mentre scendono dal sentiero. Scusa, mi avvisi quando li vedi arrivare? Si ti fischio. Ok. Eccoli, davanti c’è Luis. Fatta! Corro al ristoro per prenderne altre. Ma partiamo subito? Si, altrimenti non arriviamo in tempo a Campogrosso. Ok, allora provo a caricarle in viaggio, magari la linea è migliore.

Ore 5:30 Passo Campogrosso – Certo che se riuscissi a usare il cellulare con la sinistra, potrei scattare le foto in contemporanea con la macchina fotografica. Oppure mi servirebbe un cavalletto e un telecomando come fa Ian. Farò pratica a casa, adesso non posso permettermi di sbagliare. Le inquadrerò in lontananza, così da avere almeno quattro o cinque secondi per usare il telefonino. Lo accendo già in modalità sport e lo tengo tra le ginocchia, così muovendolo sono sicuro che non si spegnerà nel momento buono, mi mancherebbe il tempo di riaccenderlo. Ok, prese, adesso le seguo fino al ristoro. Alè Emelie, alè Nuria, super! Qui ho qualche secondo in più, prima uso la macchina poi il telefonino ma senza stress. Ok è fatta, speriamo in bene. Per Facebook ne prendo una del ristoro, bella questa mentre ripartono insieme! No, non c’è campo, no! Provo andare su più in alto al punto di controllo, una tacca. Dai che ci riesco. Ritaglio quadrato, contrasto, salva. Devo tenere il telefono a terra immobile, la tacca va e viene. Ci provo, gestore pagine, condividi foto, e tra le donne, altro bel duello testa a testa tra Emelie Forsberg e Nuria Picas, ok. Si spegne il telefono, lo riaccendo. L’avrà caricata? Refresh, no, non c’è nulla. Ci riprovo ma non devo falo andare in stand-by. Refresh, ok, è andata. Tiro un sospiro di sollievo e corro di nuovo verso il ristoro. Mi dai i distacchi a Pian delle Fugazze? Trisconi a quanto è passato? Dai Stefano che stai facendo un garone, vai sereno, sei a quattro minuti da Csaba. Si, non voglio forzare troppo perché la salita è dura. Me la prendo comoda per poi andare sciolto dopo. Vai Stefano, sei un grande, grande gara!

Ore 10:00 Valdagno – Che pacchia, una sala stampa a 50 metri dall’arrivo con tanto di Wi-fi efficiente. Fantastico, mi posso dimenticare il telefonino. Vado, scatto e torno di corsa a scaricare le foto sul Mac. Se solo annunciassero gli arrivi prima dei 300 metri finali, eviterei ogni volta di correre all’impazzata. E’ un dettaglio, fosse sempre così ci sarebbe da metterci la firma. Certo che già fa caldo di suo, però sembra che il sole batta proprio sulla linea del traguardo. Caldo vero? Impressionante, oggi è dura. Arrivano, arrivano, sono insieme, nessuno sprint. Grandi! Grande Kilian, grande Luis! Bella questa mentre si versa l’acqua in testa. Dai, però spostati, di foto ne hai già fatte, lascia spazio anche agli altri. Oh, senza rancore! Perfetto, tanto adesso c’è confusione, gli parlo dopo, vado subito a scaricare le foto. Bella, proprio mentre si stringono la mano, dai che metto su questa. La ritaglio sempre quadrata e ci metto il bordino bianco, I campioni europei Ultra, Kilian Jornet e Luis Alberto Hernando.

Ore 13:00 Valdagno – Ciao Enrico, grazie di tutto, siete stati veramente grandi, tutto organizzato alla perfezione. Grazie a te, tra tutti avete fatto un gran bel casino. Dai che ci si sente presto.

Ore 16:00 Premana – Bello il tir della Rai, certo che qui fanno le cose in grande. Dai che ci facciamo una foto appoggiati alla macchina. Ok, però cattivi, del tipo never stop reporting! Silvia, hai voglia di fare una foto con Bernard e Martin che la metto su Facebook? Grazie ragazzi, in bocca al lupo per domani. Spero che ci sia ancora un letto dai ragazzi altrimenti se non mi faccio una doccia e mi corico va a finire che svengo.  

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