Abbiamo provato il percorso del Vertical di Canazei

LIVE – La gara al via domani alle 10 o alle 10,30 in funzione del meteo

Il ‘sentiero del fulmine’ parte da Alba di Canazei a 1465 metri di quota e totalizza i 1000 metri regolamentari proprio pochi metri sotto la vetta della Crepa Neigra, la ‘rupe nera’. In realtà non è un sentiero di quelli cui siamo abituati: piuttosto li incrocia e li taglia più volte con una linea retta tracciata costantemente sulla massima pendenza. Il lavoro iniziato pochi anni fa per creare una direttissima ‘a goccia d’acqua’ è proseguito con una manutenzione continua e oggi il risultato è davvero impressionante: a volte un tunnel negli abeti fitti, altre una rampa che anche un camoscio preferirebbe aggirare e poi una scalinata in rami d’abete per sostenere il terreno, oppure strappi superabili solo grazie ai gradini scavati… come nelle salite alpinistiche su ghiaccio! Insomma, ogni volta che si alza la testa – ma bisogna sollevarla bene, all’indietro! – una nuova sorpresa.

IL VIA – La partenza è sul prato pianeggiante di Ciasates a Alba, a 400 metri dalla zona dell’ufficio gara di Canazei. Dopo pochissimi secondi di corsa ci si infila in due tunnel paralleli, ricavati nel bosco fitto di conifere, ed è subito pendenza sostenuta. La ricongiunzione delle due tracce, che si equivalgono per resa, avviene dopo circa 80 metri di dislivello.
Il fondo è terra di bosco con erbe fini, oggi rasate al punto che ci si potrebbe giocare a golf. Nonostante i passaggi ripetuti e le edizioni precedenti del Vertical, resta un terreno morbido su cui senza dubbio le suole a tasselli rari e pronunciati sono perfette… per non parlare delle chiodate!

CAMBIO DI RITMO –
Ai 200 m+ un cortissimo traverso a sinistra fa perdere un metro scarso di quota, e quasi dispiace di poter tirare il fiato e rialzarsi… ma si potrebbe sfruttare per accelerare ‘cambiando il treno’, cioè guadagnando in pochi secondi posizioni che si rivelano decisive più sopra quando i distacchi si dilatano. Sarà l’unico cedimento della pendenza in mille metri e ai 400 m+ la prima chicca: una rampa a gradini scavati in un’apertura del bosco per circa 80 m+ che possono fare la differenza. Ai 600m+ il bosco si dirada e un’altra impennata risale un costolone sostenuto da radici. Invece la scalinata di rami d’abete che trattengono la terra morbida non è particolarmente ripida, ma costringe ad alzarsi di potenza su ogni gradino, una delizia quando si è al limite.

FUORI DAL BOSCO – A circa 800m+ finisce il bosco e i pendii superiori, a prato alpino, sono leggermente meno ripidi. Chi ‘ne ha ancora’, subira’ meno la pendenza e potrà sviluppare più velocità. Qui Zemmer lo scorso anno aveva attaccato. La selletta di cresta non è il traguardo! Ma quando si scollina bisogna sparare tutto perché i traversi a sinistra sono più scorrevoli e alzando la testa – fatelo! – la zona arrivo sarà a vista.

Beh… noi ci siamo divertiti! Una linea particolarissima, creata appositamente per lanciare la sfida ai mountain-runners più competitivi, e quando ci si spinge sopra si capisce che non è retorica!
E l’ambiente dolomitico unico al mondo… un consiglio: dopo l’arrivo, fate i venti m+ che vi separano dalla cima e date un’occhiata attorno. Poi il comodissimo sentiero creato appositamente dagli impiantisti di Ciampac vi depositerà in un quarto d’ora alla stazione di monte della funivia. Guarda la gallery del percorso
 

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