Ci sono gare che assegnano una vittoria e gare che, invece, definiscono un immaginario. La Zegama-Aizkorri appartiene alla seconda categoria. Da oltre vent’anni la maratona basca è molto più di una semplice tappa del calendario internazionale: è una delle gare simbolo del trail running europeo, dove il pubblico trasforma i sentieri in uno stadio a cielo aperto e dove il fango, quasi ogni anno, diventa parte integrante della leggenda.

Nata nel 2002 nel piccolo paese di Zegama, nei Paesi Baschi, la corsa attraversa il massiccio dell’Aizkorri lungo 42 chilometri e oltre 5.000 metri di dislivello. Numeri importanti, certo, ma ciò che rende unica questa gara è l’atmosfera: migliaia di persone assiepate sui prati di Sancti Spiritu, campanacci, urla, nebbia e pioggia che spesso trasformano il percorso in una lunga lotta contro il terreno.

Negli anni Zegama è diventata il riferimento assoluto per il trail tecnico e alpino. E inevitabilmente il suo nome si è legato a quello di Kilian Jornet. Il catalano qui ha costruito una parte fondamentale della propria leggenda: undici vittorie in dodici partecipazioni, un dominio probabilmente irripetibile.

Per questo il suo ritorno nel 2026 era uno degli elementi più attesi dell’edizione del venticinquesimo anniversario. Dopo un periodo dedicato soprattutto ai suoi progetti personali tra Alpi, Pirenei e Stati Uniti, Kilian si è ripresentato sulla linea di partenza della gara che più di ogni altra sembra appartenergli.

Ma Zegama, anche per i più grandi, non regala nulla. L’edizione 2026 si è corsa in condizioni durissime, tra pioggia e fango, in pieno stile basco. Kilian è partito nelle prime posizioni, sostenuto da un pubblico che lo ha accolto come una leggenda vivente, ma nel corso della gara ha dovuto rallentare a causa di problemi fisici alla gamba sinistra. Ha comunque concluso la prova, chiudendo lontano dalle posizioni di vertice ma ricevendo lungo tutto il percorso l’omaggio della folla.

Davanti, invece, è stata la giornata di Elhousine Elazzaoui, capace di vincere per il secondo anno consecutivo, impresa riuscita prima soltanto a Kilian. Alle sue spalle grande prova dell’azzurro Daniel Pattis, autore di una gara solidissima che gli è valsa un prestigioso secondo posto.

Al femminile, invece, la protagonista assoluta è stata Tove Alexandersson. La svedese ha dominato all’esordio a Zegama firmando anche il nuovo record della gara con una prestazione impressionante nonostante le condizioni proibitive.

Zegama-Aizkorri 2026 – podio uomini
Elhousine Elazzaoui – 3h45’07”
Daniel Pattis – 3h45’27”
Taylor Stack – 3h52’17”

 

Zegama-Aizkorri 2026 – podio donne
Tove Alexandersson – 4h08’09”
Malen Osa – 4h23’56”
Sara Alonso – 4h25’51”

 

© foto iRunFar/Meghan Hicks

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