Makalu, Adrian Ballinger e la prima discesa con gli sci del Gigante Nero
Una data che entra nella storia dello sci himalayano quella del 9 di maggio 2022, giorno in cui Adrian Ballinger ha portato a termine la prima discesa integrale del Makalu, quota 8463 m.

Makalu, Il Gigante Nero, di neve e roccia, la cui cresta sommitale demarca il confine tra il Nepal e il Tibet, il tutto a meno di 20 km dall’Everest. La quinta montagna più alta del mondo, considerata dagli alpinisti uno degli ottomila più difficili da salire per la complessa logistica ed il per nulla semplice avvicinamento. Un obiettivo ambizioso per Adrian Ballinger, Guida alpina e sciatore di alto livello con all'attivo diverse imprese nella catena himalayana, che già nel 2012 e nel 2015 aveva tentato la discesa senza però ottenere successo a causa delle cattive condizioni.
https://www.youtube.com/watch?v=cKKU2S93C7g&t=277s
Il tentativo di discesa di Emily Harrington e Adrian Ballinger nel 2015
Il team composto da Ballinger, Dorji Sonam Sherpa e Pasang Sherpa è stato il primo a raggiungere la vetta nel 2022, lunedì mattina alle ore 9.00 in pieno whiteout. «Prima di parlare della discesa con gli sci...parliamo di chi l'ha resa possibile» scrive l'alpinista sui suoi canali social, ringraziando infinitamente i compagni senza i quali raggiungere la cima sarebbe stato impossibile. «Dai 7900 metri in su abbiamo battuto traccia, loro due trasportando 300 metri di corde fisse. Quando abbiamo raggiunto la cresta sommitale Dorji ha preso il comando su un terreno tecnico, difficile e poco proteggibile. Infine, si sono offerti di portare giù parte della mia attrezzatura in modo da consentirmi di sciare per tutti gli oltre 2400 metri di dislivello senza avere sulle spalle uno zaino enorme» continua Ballinger, ricordando come Dorji Sonam Sherpa fosse con lui anche nella spedizione al Manaslu nel 2011.

«Lo sci è sempre stata una delle mie più profonde passioni fin da quando ero bambino. La carriera da alpinista di alta quota mi ha poi portato a scalare diversi 8'000, fondere insieme sci e alpinismo è stato un processo naturale». Adrian è Guida IFMGA e CEO fondatore di Alpenglowe Expeditions, gruppo di Guide certificate che organizza spedizioni in tutto il globo e che utilizza tecniche avanzate di workout in camere iperbariche per ottimizzare le tempistiche di acclimatamento.
«La discesa è stata quasi completamente verticale e su terreno duro. Le curve buone erano su neve, quelle brutte su ghiaccio e roccia» racconta lo sciatore estremo, che confessa anche di aver dato fondo a tutti i «trucchi e stratagemmi» imparati negli anni di esperienza. Ballinger sottolinea, rivolto a «chi ci tiene e per chi vorrà fare una discesa migliore e più pulita in futuro», di avere iniziato la discesa 15 metri sotto la vetta, scelta dettata dalle «scarse condizioni di visibilità e dalla presenza di altri alpinisti». L'alpinista dichiara di aver tolto gli sci una sola volta per calarsi con una doppia di 60 metri lungo il French Couloir, a quota 8070m, e di aver utilizzato corde fisse come supporto nei tratti più critici e pericolosi. «È stato divertente sciare di fronte alle facce incredule degli oltre 25 sherpa e scalatori che risalivano le fisse mentre io scendevo, nei loro occhi si leggeva un'espressione del tipo 'questo è pazzo'!».
In qualsiasi caso, 15 metri sotto la vetta, con l'ausilio di corde dove necessario, lo zaino leggero e chi più ne ha più ne metta, Ballinger è riuscito in un'impresa unica nel suo genere che non può ricevere altro se non rispetto ed ammirazione: «It wasn't good skiing, but it was a great skiing», conclude Adrian, e noi non aggiungiamo altro.



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Con il successo sul Makalu rimane una sola vetta tra i 14 ottomila ancora inviolata dalle lamine di uno sci: gli 8'586 metri del Kanchenjunga. Chissà se le nuove tecnologie, gli allenamenti mirati ed il continuo spostamento dell'asticella oltre il limite permetteranno a qualcuno di portare a termine l'impresa.
AKU Dolomiti Hike & Bike quota 1082
A San Tomaso Agordino (BL) il 2-3 luglio 2022 si terrà il primo raduno Hike & Bike by AKU, un evento dedicato alla felice convivenza tra e-Bike ed escursionismo a piedi. Due giorni di esperienze, incontri, musica e sapori tra le montagne più belle del mondo.
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AKU ha ideato Dolomiti Hike&Bike, il primo raduno di escursionismo a piedi e con l’utilizzo della bicicletta a pedalata assistita sulle Dolomiti bellunesi. Dal 2 al 3 luglio, due giorni di escursioni libere e guidate, incontri, musica e gastronomia a San Tomaso Agordino (BL) nell’incomparabile scenario dolomitico dominato dalla maestosa parete del Civetta, dalle Pale di San Lucano e dal Sasso Bianco.
Una manifestazione che si propone come punto di incontro e di condivisione fra l’escursionista tradizionale e il moderno e-biker. Un’occasione di confronto anche per discutere su come far convivere due attività solo apparentemente in contrasto e che possono trovare invece una felice convivenza attraverso un approccio responsabile all’esperienza di contatto con la montagna.
Il programma ed il modulo di iscrizione saranno pubblicati nelle prossime settimane sul sito www.aku.it .
Mantra, la nuova scarpetta da arrampicata indoor by LaSportiva
La Sportiva torna nelle palestre con il Climb Europe Tour 2022: un progetto dedicato a tutti gli appassionati di arrampicata che ha come obiettivo quello di avvicinarsi sempre di più al consumatore finale, per consolidare il legame con la community, conoscere e condividerne le abitudini, raccogliere feedback sui prodotti e presentare l'azienda attraverso la sua storia ed i suoi valori.
La filosofia del "Test&Feel", ovvero provare il prodotto per individuare quello più adatto alla propria anatomia, è la chiave per comprendere le necessità degli utilizzatori e sviluppare prodotti sempre più mirati alle varie categorie di climbers.
Il Tour, lanciato a livello europeo in più di 70 palestre, ha preso il via sabato 30 aprile e si protrarrà fino al 30 giugno. Nelle varie tappe è prevista la partecipazione di atleti e ambassador di alto livello come Stefano Ghisolfi, James Pearson, Hannah Schubert, i fratelli Pou, Jeremy Bonder e Martina Demmel.
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Sotto i riflettori troviamo il prodotto di punta della collezione SS22: la scarpetta Mantra.
Pensata per l'utilizzo indoor, è una scarpetta iper leggera concepita per l'utilizzatore intermedio-esperto che cerca il miglior feeling e polivalenza su prese in resina e volumi di grande superficie. Il prodotto combina le migliori tecnologie della casa produttrice quali la ormai rodata costruzione No-Edge (punta arrotondata) e la tecnologia D-Tech (Dynamic Technology): la suola avvolge la calzatura lateralmente per una totale assenza di spigoli laterali che favorisce gli appoggi dinamici e la spalmabilità sulle forme delle prese indoor più evolute. L'utilizzo della mescola Vibram Xsgrip2 consente infine il massimo grip su qualsiasi tipo di superficie.

SENSAZIONI E IMPRESSIONI
Abbiamo testato il prodotto nella condizione ideale di utilizzo, sulle linee appositamente tracciate per la prima tappa del tour presso la palestra Rockspot di Milano.
La sensazione alla calzata è di totale avvolgimento, la sottile tomaia rende la scarpetta super sensibile ed avvolge completamente il piede, le mescole morbide della suola, svincolata dal tallone P3 grazie all'assenza totale di intersuola, permettono di percepire un'incredibile aderenza sulle grandi superfici delle prese utilizzate ormai ovunque nella tracciatura moderna.
A primo impatto la suola potrebbe sembrare molto sottile, con uno spessore di soli 3.5mm in punta, ma la distribuzione omogenea del peso in appoggio grazie alla tecnologia No-Edge garantisce un'ottima durata del materiale nel tempo, evitando che si consumi troppo velocemente.
I volumi del prodotto sono minimi e forniscono supporto e struttura anche nei movimenti di tallonaggio, evitando che la scarpetta si scalzi grazie al robusto materiale elastico utilizzato sul collo del piede. Come per gli altri prodotti appartenenti a questa categoria in casa LaSpo il consiglio è quello di scegliere la misura scendendo di almeno una taglia e mezza o 2 rispetto al proprio numero di piede.
Nel complesso possiamo quindi confermare i rumors che parlano di un prodotto performante di alta qualità che si colloca perfettamente nel segmento di mercato indicato dal brand.
Se siete curiosi di testare Mantra e gli altri prodotti La Sportiva, a questo link trovate tutte le informazioni sul tour e le date nelle palestre più vicine a voi.
Ortovox Zoom+ Software update
In data 3 maggio 2022 Ortovox ha rilasciato il software update 2.2 per tutti i dispositivi Ortovox Zoom+.
L'aggiornamento gratuito riguarda la funzione di ricerca e consente una ricezione/trasmissione del segnale più stabile. L'aggiornamento è disponibile per tutti i ricetrasmettitori da valanga Zoom+ e non è in alcun modo correlato alla sicurezza del dispositivo. I controlli regolari del ricetrasmettitore da valanga, una revisione professionale presso rivenditori autorizzati ogni due anni e l'aggiornamento delle funzionalità tramite software update fanno parte dell'uso delle apparecchiature di emergenza e sono esplicitamente raccomandati da ORTOVOX.
Gli utenti possono registrare il proprio dispositivo tramite questo link:
https://www.ortovox.com/de-de/service-card/login.
Saranno quindi informati dei passaggi che devono eseguire per aggiornare il proprio dispositivo.
In alternativa tutti i rivenditori ORTOVOX possono richiedere l'aggiornamento del dispositivo attraverso l'Ortovox Service HUB3. Trovate la lista aggiornata dei rivenditori nella sezione FAQ sul sito ufficiale di ORTOVOX. Consigliamo di registravi alla newsletter del brand per rimanere sempre aggiornati su novità e update dei vostri dispositivi di sicurezza.
Più informazioni su www.ortovox.com.
Nuova intersuola ZipFoam per la Trailventure 2 WP di Topo Athletic
È tempo di escursionismo e arriva la v2 di Topo Athletic Trailventure 2 WP lo scarponcino da hiking che porta il feeling trail del marchio di Tony Post sui sentieri. La seconda edizione è stat potenziata in termini di comodità, robustezza e impermeabilità. Nonostante il leggero incremento dell’altezza da terra (33 mm x 28 mm), confermato il drop di 5 mm. La principale novità è l’inserimento dell'intersuola ZipFoam, la speciale mescola brevettata dal marchio. Grazie all’unione di TPU ed EVA, il modello presenta una doppia densità, confortevole direttamente sotto il piede, più rigida nello strato inferiore per garantire un buon ritorno di energia. Anche la piastra rock ESS conferisce ulteriore sensazione di sicurezza e stabilità, proteggendo da possibili urti contro radici e rocce.
L’ampio spazio in punta, che permette alle dita di muoversi e allargarsi in modo naturale secondo la tipica filosofia del marchio americano, è perfettamente equilibrato dall’avvolgente parte centrale e posteriore del piede, protetta da un tallone esterno in TPU. La tomaia in mesh, integrata da un collare in schiuma sagomata intorno alla caviglia, favorisce il contenimento del piede attribuendogli una copertura impermeabile attraverso l’applicazione della membrana eVent, microporosa e resistente all’acqua, oltre che traspirante.
Il plantare antimicrobico è firmato Ortholite, la suola utilizza mescola Vibram Megagrip. Anche Trailventure 2 WP è dotata di due attacchi sul tallone e di un terzo anello alla base della linguetta compatibili con la ghetta performance del brand per tenere fuori lo sporco.
Trailventure 2 WP è acquistabile su topoathletic.it/ e nei punti vendita specializzati segnalati nella sezione Store Locator del sito.

Ragni di Lecco e Scarpa insieme al Museo della Montagna di Torino
Lunedì scorso, 11 aprile, i Ragni di Lecco sono stati ospiti e protagonisti della serata organizzata da Scarpa presso il Museo della Montagna di Torino a suggellare una collaborazione iniziata nel 2018. Il luogo, carico di significato e di romanticismo, si è trasformato nel teatro perfetto in cui raccontare le ultime realizzazioni dei Ragni, che anche quest’anno, come di consueto, hanno lasciato la loro firma nell’albo della storia dell’arrampicata e dell’alpinismo.

Protagonisti principali dell’evento Luca Schiera (presidente del Gruppo) e Paolino Marazzi, che nell’arco della serata hanno raccontato la loro recente avventura patagonica alla scoperta del Campo De Hielo Norte, una zona poco conosciuta a nord di El Chalten, dove si sono cimentati in un’esperienza unica alla ricerca di quel raro sapore di esplorazione dell’ignoto che è sempre più raro. Qui hanno percorso diversi chilometri in un territorio complesso e pieno di insidie, con l’obiettivo di raggiungere un’ombra nel mezzo del ghiacciaio, scoperta per caso osservando le immagini dal satellite. Poteva essere tranquillamente un errore di elaborazione dell’immagine fotografica. Poteva essere dello sporco sull’obiettivo delle fotocamere. Poteva essere qualsiasi cosa, ma per chi ha scelto di crederci, era la cima da conquistare, quell’obiettivo che avrebbe implicato un’avventura unica ed indimenticabile.
Per la spedizione (in realtà è stato il loro secondo tentativo dopo un primo approccio di acclimatamento nel 2018) avevano la necessità di muoversi agili e veloci su un terreno glaciale, senza però caricarsi di troppo peso non necessario. Per questo motivo hanno collaborato con Scarpa nell’upgrade scialpinistico del Phantom 6000, scarpone da alpinismo e alta montagna di punta del marchio di Asolo al quale hanno fatto aggiungere degli inserti pin per poterlo utilizzare come scarpone unico anche sugli sci.

/Col·la·bo·rà·re/, dal dizionario Treccani, “Partecipare attivamente insieme con altri a un lavoro per lo più intellettuale, o alla realizzazione di un’impresa, di un’iniziativa, a una produzione”. Il significato del termine in questo caso va ben oltre a quello puramente letterale. Collaborare vuol dire costruire insieme un percorso che punta all’innovazione, sviluppare un rapporto basato sulla fiducia, animare dei progetti alimentati dalla motivazione con l’obiettivo di essere di supporto l’uno all’altro nel raggiungimento della propria cumbre, per quanto folle o lontana essa sia.
La serata è terminata con una cena che sotto molti punti di vista ha ricordato un’adunata di alpini, tra racconti di spedizioni scialpinistiche in Russia ai tempi della guerra fredda, ricordi degli obiettivi raggiunti dai Ragni nel 2021 (trovate tutto sul loro nuovo annuario) e qualche birretta fresca a mantenere alto l’umore del gruppo.

Passione
Se dovessi descrivere la passione, direi con certezza che per me ha l’aspetto di un volto stropicciato e l’odore di sonno. Sonno rubato al confortante tepore del proprio letto, a un sacco a pelo buttato da qualche parte al lato della strada o nel baule di un’auto corazzata di ghiaccio. Niente numeri, tempi, record o calorie consumate. L’amore per la montagna e per l’inverno si misura solo con i cinque sensi, nelle aree più profonde e antiche della corteccia cerebrale. L’olfatto appunto, quello inebriato del primitivo raggomitolarsi in un bozzolo di calore, che si converte poi nel profumo del caffè senza orari precisi. L’udito, disturbato dal suono di una moderna sveglia digitale e successivamente rigenerato dal silenzio della notte, nei passi felpati per uscire di casa o nel regalare qualche minuto ai compagni che ancora riposano. La vista, che appena desti può essere traditrice. Per quanto ci sforziamo, non siamo più animali da foresta e nel buio andiamo facilmente a sbattere da qualche parte.
Il gusto, smorzato dalla bocca impastata di primo mattino ed esaltato da una buona colazione in via di partire, che rende un lusso anche il giaciglio più scomodo e improvvisato. Infine, il tatto: bruscamente messo all’opera dal repentino cambio di temperatura, è forse il senso più importante in questa fase. Ci si muove a tentoni nell’ora antelucana, le mani sono ancora tiepide mentre allacciano gli scarponi e chiudono lo zaino, i gesti sono consuetudine ormai, basta toccare gli sci per sapere cosa fare. Probabilmente si tratta di un compendio di sensazioni, una si lega all’altra, dando vita a un momento armonico che in qualche modo caratterizza sempre i preparativi per una salita. Ovunque essa sia.
Ma la passione ha anche un altro aspetto. Quello dei momenti che gli altri ci donano nelle settimane, che scorrono sempre più veloci. Il ritmo scandito dal metronomo è al massimo ogni giorno: sveglia, colazione, bimbi a scuola, lavoro, riunioni, allenamenti, spesa, incombenze domestiche, di nuovo lavoro, giochi, impegni dei bimbi, contrattempi e ancora lavoro. Negli anni da bradipo del liceo e dell’università credevo che avessimo tutto il tempo del mondo, invece ci ritroviamo a vivere in apnea, arrancando nell’impossibilità di afferrare tutte le occasioni possibili. E soprattutto di non trascurare qualcuno. I bambini capiscono subito che domani andrò in montagna, non c’è bisogno che glielo dica. In giro per casa sono parecchi gli aggeggi strampalati con cui giocano sotto lo sguardo sospettoso del papà, e ancor di più i suoni onomatopeici verso i quali ormai hanno familiarità.
Il tintinnio dei moschettoni, lo strappo delle pelli incollate, il clac più o meno pronunciato di agganci vari. Ma solo le cerniere dello zaino sanciscono definitivamente il programma del giorno dopo, in una tacita comunicazione alla piccola tribù. Essere figli di un appassionato alpinista e sciatore è un destino che, come altri, non si può scegliere, ma forse più di tanti influenza enormemente la propria vita, spesso – io credo – in positivo. Pur non essendo unica nel suo genere, la montagna è una passione assoluta- mente totalizzante, che richiede uno sforzo intenso e costante per essere perseguita. In primis, vi è il benestare e il benessere di coniuge e figli, faccenda tutt’altro che scontata, considerato che per diversi motivi le uscite possono essere programmate in anticipo solo fino a un certo punto. Subito dopo, i doveri quotidiani: alcuni si possono anche rimandare, altri, come il lavoro, invece devono trovare il giusto incastro.
A seguire, lo studio scrupoloso del meteo e delle condizioni ambientali, che sia neve, ghiaccio o roccia. Eccezionalmente si può anche azzardare, magari sulle montagne di casa delle quali conosciamo i capricci e le abitudini, però solitamente io tendo a sconfinare nell’eccessiva prudenza. Ultimo ma non meno importante dettaglio è la ricerca di compagnia. A volte, si rivela necessario fare un giro da soli, con ritmi conosciuti e in compagnia unicamente dei propri grovigli mentali. Più spesso, è fondamentale avere almeno un compagno, con cui smezzare fatiche, dubbi e quell’indescrivibile senso di liberazione nell’aver raggiunto un obiettivo a lungo sognato. La maggior parte delle volte, appunto, si rivela più complicato organizzare l’uscita che effettuare la salita stessa, nonostante l’ingaggio tecnico del terreno o la somma di sforzi richiesti sul campo.
Per nostra fortuna, ogni tanto arriva il momento: le contingenze sono favorevoli, non abbiamo ancora deciso dove andare, ma a nessuno importa troppo, di progetti in testa ne abbiamo a volontà. L’ennesima notte persa è quella che dà più soddisfazione, mentre chiudo la porta cercando di fare più piano che posso. Le montagne di casa sono ancora carenti di neve, qui l’inverno è dispettoso: ci sono annate in cui tentenna e altre che butta giù carichi sproporzionati di neve, da dicembre a marzo. Oggi andiamo 300 chilometri a Nord, verso le amate Alpi, e in men che non si dica eccoci teletrasportati dal buio verso l’alba: siamo in un altro contesto meteo, una nuova stagione. Secondo caffè al volo e via a scaldare le gambe in salita, avidi di fatica, in debito di gelida aria pura. Le giornate trascorse sulla neve al freddo sono le più belle, impagabili nella loro semplicità. Il vento, il ghiaccio, le cornici sporgenti, le rocce scivolose, la barba incrostata, le dita doloranti, l’immobile e sconfinato panorama di vetta... Adoro elencare a voce alta i nomi di ogni rilievo attorno a me, stupefatto ancora una volta che sia proprio lì, dove dicevano le mappe.
Tutto è così meraviglioso tra le montagne, tutto è passione.
Marco Confortola, obiettivo Kangchenjunga e Nanga Parbat
Marco Confortola è partito venerdì scorso per il Nepal. Obiettivo Kangchenjunga, la terza montagna più elevata della terra, con i suoi 8586 m s.l.m., e poi Nanga Parbat (8.125 m), in Pakistan, la nona vetta più alta del pianeta. Se le salite avranno successo, saranno rispettivamente il dodicesimo e tredicesimo ottomila per il valtellinese che è salito su Everest, Shisha Pangma, Annapurna, Cho yOu, Broad Peak, K2, Manaslu, Lhotse, Makalu, Dhaulagiri e Gasherbrum II. Al Kangchenjunga sarà la terza volta, dopo i tentativi del 2014 e 2018 e la spedizione durerà circa tre mesi. A supportare il valtellinese, lo sponsor tecnico Ferrino.
A Jacquemoud-Equy Millet Tour Du Rutor e Mondiale long distance
Doppietta francese al ventesimo Millet Tour Du Rutor Extrême, valido anche come Campionato del mondo long distance. All’arrivo della terza tappa, a Planaval, hanno trionfato nella classifica di tappa e in quella finale Mathéo Jacquemoud – Samuel Equy e Axelle Mollaret – Emily Harrop. Nonostante tre giorni di condizione meteo a dir poco complicato, anche oggi i tracciatori dello Sci Club Corrado Gex sono riusciti a proporre ai 348 atleti a rappresentanza di 15 differenti nazioni un tappone di 2.340 m di dislivello positivo con partenza e arrivo nel cuore della Valgrisenche, a Planaval. Due importanti salite, temperature che, in vetta allo Château Blanc (3.442 mslm), hanno sfiorato i -20°, e una picchiata in discesa su neve fresca di quasi 2.000 m.
Al termine di tre giornate tirate, i francesi Mathéo Jacquemoud e Samuel Equy si sono conquistati l’oro iridato tagliando per primi il traguardo con tempo finale di 2h18’20”. Seconda piazza che vale l’argento mondiale per gli italiani Davide Magnini – Matteo Eydallin 2h21’11” e terzo posto per gli altri francesi William Bon Mardion – Xavier Gachet 2h24’34”.
Al femminile, come da pronostico, le francesi Axelle Mollaret – Emily Harrop vittoriose per la terza volta consecutiva. Per loro finish time di 2h51’22” e medaglia d’oro. Come nelle precedenti tappe, seconde al traguardo le azzurre Giulia Murada – Alba De Silvestro (2h57’27”). Terze di giornata in classifica, ma non nel ranking iridato perché appartenenti a nazioni diverse, la slovacca Marianna Jagercikova e la polacca Iwona Januszyk (3h01’43”). Quarte assolute e terze nella classifica mondiale le azzurre Mara Martini – Ilaria Veronese.
Thomas Magnini, Vanessa Marca tra gli Under 16, Marcello Scarinzi, Clizia Vallet nella categoria Under 18 e Rémi Cantan, Noemi Junod in gara Under 20 sono i vincitori del TDR Giovani. Anche oggi, come ieri, spazio alle giovani leve che hanno avuto la possibilità di gareggiare su itinerari di alta montagna. Per le 67 promesse dello skialp, un tracciato loro dedicato, meno duro, ma non per questo meno spettacolare. Gli Under 20 (maschili e femminili) e gli under 18 si sono affrontati su un tracciato di 1.278 m di dislivello positivo (due salite, altrettante discese, due tratti a piedi e, passaggio al GPM di giornata sul Ghiacciaio dello Château Blanc a 2850 di quota ). Le under 18 e gli under 16 (maschili e femminili) hanno invece corso su percorso di 900 m (due salite, due discese, un tratto a piedi).
Prossimo appuntamento con La Grande Course alla Patrouille des Glaciers nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio.

La Sellaronda è di Boscacci-Eydallin
Non cambia il tempo di riferimento, ma l’adrenalina è sempre alta alla Sellaronda Skimarathon. Ieri sera il crono da battere era 2h56’59’’ (Filippo Barazzuol-William Boffelli) e quel crono resterà lì anche l’anno prossimo, se qualcuno vorrà provare a ritoccarlo sui quattro passi dolomitici Campolongo, Pordoi, Sella e Gardena. La premiata ditta del CS Esercito composta dal valtellinese di Albosaggia Michele Boscacci e dal piemontese di Sauze Matteo Eydallin ha vinto l’edizione 2022 chiudendo il tour di 42 chilometri e 2700 metri di dislivello positivo in notturna in 3h03’03”. A seguire Alex Oberbacher-Davide Magnini (secondi in 3h05’51”) e Jakob Herrmann-Christian Hoffmann (terzi in 3h06’02”). Completano la top five di giornata Daniel Ganahl-Paul Verbnjak quarti in 3h07’49” e Filippo Beccari–Martin Stofner quinti in3h16’14”. Fin dalle prime battute le coppie più forti hanno imposto un ritmo insostenibile che ha sgranato il gruppo di testa. Da metà gara i due alpini hanno però preso il largo mettendo in cassaforte il successo finale.

GARA DONNE
Colpo di scena al femminile. Con una gara tutta in rimonta vincono le esperte Katia Tomatis – Elena Nicolini (3h46’56”) sulle favorite Alba De Silvestro - Alessandra Schmid (3h47’31”). Davanti con margine fino a metà gara, Alba De Silvestro non è riuscita a inanellare uno storico tris di successi (quest’anno ha vinto la Monterosa Skialp in Valle d’Aosta e la Mountain Attack in Austria). Sulle ultime rampe la svizzera Alessandra Schmid ha infatti cominciato a perdere colpi: la veneta l’ha aiutata con il cordino, ma non è servito a evitare il rientro del duo piemontese - trentino. Terzo posto per Sarah Dreier e Victoria Kreuzer (3h50’14”).

GARA MIXED
Nella speciale gara delle coppie miste a dominare è stata la squadra composta da Lukas Hiemer (GER) e Johanna Hiemer (AUT) con il tempo di 3h45'53. In seconda posizione si sono classificati Mirco e Paola Pervangher (SUI). Il podio è completato da Martin Kaschmann e Stephanie Kroll (AUT) in 3h57'00''.
IL PERCORSO
La partenza da Corvara (1.535 M) e la prima salita verso Passo Campolongo e Bec de Roces (2.080 m) affrontata con le luci del tramonto. Giunti al primo scollinamento, frontali accese e giù dritti verso il secondo cambio d’assetto posto nel centro di Arabba (1.605 m). Il viaggio continuava verso Passo Pordoi (2.239 m), Canazei, Passo Sella (2.174 m) e Selva Gardena. Da qui l’ultima salita verso Passo Gardena (2.298 m).

Blogger Contest: ecco i vincitori
La decima edizione del Blogger Contest chiedeva a scrittori, blogger, podcaster e illustratori di raccontare una storia unica e inclassificabile come Il Monte Analogo dello scrittore e poeta francese René Daumal. La giuria di selezione, composta da Simonetta Radice, Lara Cesati, Giulia Ficicchia, Livia Olivelli, Nicola Carpene e Piero Carniel, ha ritenuto di ammettere tutte le 74 unità multimediali alla fase finale. Dal mese di febbraio a marzo 2022 la giuria di premiazione, composta dalla presidente Luisa Mandrino (autrice e sceneggiatrice), Leonardo Bizzaro (giornalista e giurato del Premio Itas del Libro di Montagna), Marzia Coronati (giornalista radiofonica e audio documentarista), Nadia Bordonali (editrice e curatrice di mostre ed eventi culturali dedicati al fumetto), Simona Righetti (direttrice della nostra casa editrice), Luciano Caminati (vincitore del Blogger Contest 2020), ha esaminato le 74 opere finaliste, applicando i criteri di giudizio indicati nel regolamento, e ha decretato vincitori della 10a edizione del Blogger Contest:
Alessandra Cella, Giacomo Revelli e Irene Borgna sono i vincitori della sezione racconti brevi; Silvia Benetollo, Raffaele Negri e Sara Filippi Plotegher vincono nella sezione web comics; Vincenzo Picone, Aronne Pel e Francesca Camilla D’Amico sono i vincitori della sezione audio storie.
Oltre ai vincitori il regolamento stabilisce che la giuria può segnalare anche le opere di alcuni autori meritevoli di menzione, ai quali viene attribuito un premio speciale offerto da un’azienda partner del Blogger Contest. In questa edizione vengono assegnati sette premi speciali. Gli autori premiati con una esperienza o viaggio outdoor, avranno la qualifica di inviato speciale di altitudini con il compito di raccontare la loro esperienza.
A Marco Rossignoli il premio PalaRonda, ad Alessandro Carletti il premio Alta Via Dolomiti Bellunesi, ad Angelo Ramaglia il premio il Giro del Confinale, a Giulio Carcani il premio Unione Valdostana Guide Alta Montagna, a Sara Invernizzi il premio Carnet de Voyage di Rene Daumal, a Francesco Cestari il premio Mulatero Editore, a Marina Consolaro il premio MonteRosa Edizioni.
La premiazione avverrà in occasione della Réunion di altitudini, incontro aperto a chi ama le belle storie e i luoghi fuori traccia. Si svolgerà ad inizio giugno nelle Dolomiti Bellunesi, tra le montagne dove dieci anni fa è nato altitudini e il Blogger Contest. A breve verrà pubblicata la data e il programma.
Qui tutti i vincitori e i premiati: www.altitudini.it/vincitori-premiatidel-bc2021

Kilian con Camper per creare il marchio di scarpe NNormal
I rumour tra i ben informati giravano già da qualche mese, ora è ufficiale: Kilian Jornet ha dato vita a un nuovo marchio di scarpe, abbigliamento e accessori per il trail running e l’hiking. Si chiama NNormal - The Normal Company ed è stato creato in collaborazione con il noto marchio di scarpe Camper. Kilian ha annunciato la nascita di NNormal con un post sui suoi canali social nel quale chiedeva ai follower se volessero sapere che cosa ci fosse dietro ai pixel degli ultimi mesi, abbinato a una foto pixelata di lui che corre e dando appuntamento sul suo blog per oggi.
NNormal sta per NORvegia e MALlorca, perché scarpe, abbigliamento e accessori sono stati studiato a Maiorca e testati in Norvegia. La mission del marchio è soprattutto ecologica.«Condividere gli stessi valori è stata una forte motivazione per iniziare questo progetto. Abbiamo concordato che abbiamo bisogno di un nuovo modo di pensare e di agire in relazione al nostro ambiente e alle attività all’aperto - ha detto Kilian Jornet - Vogliamo essere molto onesti su come produciamo le attrezzature e sul ruolo che l'azienda vuole svolgere per la società e l'ambiente. Questo significa trasparenza e lavorare per evitare il consumo eccessivo, costruendo prodotti che siano durevoli. Per avere un impatto minore sull'ambiente, dobbiamo lavorare con vari materiali ed esplorare diversi design. È un percorso lungo e difficile, ma è ciò che motiva me e il team a iniziare questo progetto». La prima collezione NNormal verrà lanciata in autunno, per i mercati europeo e nordamericano e sullo shop online di nnormal.com
I prodotti sono ancora top secret, ma, a giudicare dalla foto che pubblichiamo qui sotto, i battistrada saranno Vibram.





