Sprint mondiale, solo i giovani azzurri a medaglia

Nadir Maguet e’ quarto con tanto rammarico

Le previsioni meteo annunciavano peggioramento su Piancavallo martedì mattina, ma in pochi si aspettavano così tanta pioggia. Magari un po’ di neve. Invece, tutti sotto l’acqua, con un po’ di nebbia e qualche raffica di vento durante le qualificazioni. Insomma una sprint mondiali più tosta del previsto.
Italia a secco tra i grandi, protagonista a livello giovanile. Questa in sintesi la giornata azzurra.

GIOVANI – Quattro medaglie, una d’oro e tre d’argento per il team giovanile azzurro. Il nuovo campione mondiale Junior è Nicolò Canclini: ha vinto la semifinale e poi il testa a testa nella finale con lo svizzero Arno Lietha, con bronzo per il belga Maximilien Drion. Davide Magnini, out in semifinale (quarto nella semifinale vinta da Canclini), alla fine è settimo, undicesimo Enrico Loss.
Argento junior per Giulia Murada. L’oro è della russa Ekaterina Osichkina: grande motore in avvio, prende subito margine, nei cambi e in discesa, non solo si difende, ma allunga ancora, andando a vincere in solitaria. Bronzo per la Spagna con Julia Casanovas Cuairan. Mancano la finale Mara Martini e Melanie Ploner, in classifica ottava e nona.
Tre azzurri nella finale Cadetti. Ma sul podio ci va solo Alessandro Rossi. Il titolo è dello svizzero Aurélien Gay, argento in rimonta per Rossi dopo una volata finale con lo statunitense Quinn Simmons. Quinto Simone Antonioli, sesto Mirko Sanelli.
Stesso copione al femminile, con un po’ di rammarico. Samantha Bartolina tiene botta alla francese Justine Tonso ed è al comando sulla discesa finale, ma cade proprio sui saltini finali, cedendo la prima piazza a pochi metri dalla fine. Oro francese, argento italiano con terza la svizzera Caroline Ulrich. Quarta Sophie Poernbacher, sesta Anna Folini.

ASSOLUTA MASCHILE – Solo due gli azzurri senior in gara, ma con ambizioni. Robert Antonioli e Nadir Maguet. Il ‘Mago’ alla finale ci arriva, il valtellinese no. Ha fatto la team race rispetto agli avversari, è carico, si prepara alla sua maniera, riscaldandosi con la musica nelle cuffiette, ma alla fine la fatica si fa sentire. E poi c’è come un tarlo nella testa, il vertical di mercoledì vale per la Coppa del Mondo, porta punti pesanti e lui adesso è in testa alla generale. E quando vede che non è giornata, alza bandiera bianca in semifinale. Alla fine è dodicesimo.
Nadir Maguet, invece, è tra i migliori sei, vincendo anche la semifinale. Ci sono anche Anton Palzer e Iwan Arnold, primo e secondo nell’altra. Lo svizzero parte subito all’attacco, il tedesco tiene testa, ma il Mago è subito lì. Anzi arriva anche davanti a Palzer. Poi? «Ho pasticciato nel cambio, ho perso tempo e mi hanno passato», racconta deluso. A passarlo, oltre a Palzer anche Oriol Cardona Coll: il valdostano prova il tutto per tutto in discesa, ma lo spagnolo è bronzo e oro Espoir, lui quarto. Quinto e argento Espoir lo spagnolo Martínez De Albornoz Marqués, sesto lo svizzero Andrea Steindl. Bronzo Espoir per il francese Simon Bellabouvier, davanti a Pietro Canclini, quarto e quinto nella stessa semifinale. Nella classifica finale Espoir quinto Federico Nicolini, ottavo Valentino Bacca.    

FEMMINILE – Nessuna azzurra in finale. Alba De Silvestro vince anche la batteria dei quarti, ma cede in semifinale. Out anche Martina Valmassoi, Giulia Compagnoni ed Elena Nicolini. Alla fine Alba De Silvestro è nona assoluta e quinta Espoir, Martina Valmassoi quattordicesima, Giulia Compagnini quindicesima e settima Espoir, Elena Nicolini sedicesima.
Il titolo se lo giocano Claudia Galicia Cotrina e Emelie Forsberg. La spagnola prende margine, la svedese tiene il passo e si avvicina in discesa. Nel finale skating è quasi una volata, manca davvero poco alla Forsberg (incitata da Kilian, oggi a riposo) per raggiungere l’oro. Che va invece alla Galicia Cotrina. Bronzo per la svizzera Marianne Fatton che è anche la migliore Espoir davanti alla francese Lena Bonnel, anche lei in finale dove ha chiuso sesta superata dall’altra spagnola Marta Garcia Farres e dall’altra svizzera Séverine Pont Combe.

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