Skialprace Ahrntal, il backstage

I commenti a caldo dei protagonisti dei Campionati italiani senior

Gara organizzata in modo impeccabile. In Valle Aurina sanno accogliere con naturale efficenza, senza perdere in ospitalità.
Pubblico ben disseminato lungo il percorso, salito con ogni mezzo per le stradine innevate e battute coi gatti fino alle malghe.  

IL PERCORSO MIGLIORE –
I pericoli derivanti dalla quantità impressionante di neve in quota sono stati neutralizzati da una tracciatura perfetta e moderna, cui ha molto contribuito il local hero Manfred Reichegger. Alla fine sembra essere stato proprio questo, versione 2014, il percorso più apprezzato tra le sei edizioni di questa che è già una classica di inizio stagione. Il successo di partecipazione e di consensi ne è stata una bella conferma.  

IL BACKSTAGE –
Ecco qualche spunto del dopogara, raccolti random tra i concorrenti del campionato italiano individuale.

Robert Antonioli:«Sì, ci aspettavamo di fare una buona gara ma non così. Con Michi ci siamo aiutati: è stata anche una gara tattica, ci guardavamo attorno e ci dicevamo a vicenda quello che vedevamo degli altri. Ci sembrava di  correre in un sogno, andava tutto troppo bene. È stata una sorpresa dall’inizio alla fine».  

Francesca Martinelli:
«Sapevo che Elena parte forte, così non ho tentato di tenerla ma ho cercato di non perdere troppo. In cima alla prima salita l’ho raggiunta, e poi ho cambiato per prima. In discesa ha sicuramente recuperato un po’, io preferivo gestire, ma nella parte seguente della gara non ci siamo più viste».

Damiano Lenzi:
«Sarei curioso di vedere che tempi avremmo fatto se la prima salita fosse stata un Vertical. Secondo me avremmo fatto solo pochi secondi in meno!».  

Nadir Maguet:
«Sono andato bene ed ero lì attorno al decimo posto fino alla distanza junior. Dopo i 1300 metri comincio a calare. No, non cedo molto ne’ di colpo, ma piano piano i senior mi passano».

Omar Oprandi a Franco Nicolini: «Guarda che te l’avevo già detto. Non sei calato tu, sono io che quest’anno vado più forte. Dopo la stagione delle gare in bicicletta non ho mai smesso, non ho fatto il solito periodo di recupero. Sui miei percorsi-test sto impiegando oltre il 10% in meno che negli scorsi anni».

Franco Nicolini:«Mi sembra che ormai non valga più neanche la regola che la gara si fa soprattutto in discesa. Oggi son volati grandi distacchi in salita, e le discese invece non sono bastate per recuperare. È vero che la neve fuori era bellissima e che sotto, sulle stradine, non poteva cambiare più nulla. Però…»

Manfred Reichegger, ridendo: «Sì, alla fine mi difendo ancora, ma gli altri vanno di ritmo e io invece salgo ancora con il passo lungo come un vecchio scialpinista!»

Matteo Eydallin, appena arrivato, nel parterre: «Michela, se me lo dicevi prima che ti cambiavi così, qui davanti, mi davo una mossa e magari non perdevo neanche il podio».      

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