Sci ripido: cronache di una stagione ordinaria

Su Skialper di agosto-settembre le principali discese del 2017

Agosto è il mese in cui puntualmente si tirano le somme della stagione del ripido. Infatti si sa che generalmente per lo sci di esplorazione e quello su grandi pareti si attendono proprio le condizioni del pieno della primavera, che spesso sanno regalare un buon manto da sciare anche dove abitualmente si trova del ghiaccio. Se l’anno scorso è stato anomalo con gran disappunto degli appassionati degli itinerari più invernali, ma poi si è riscattato alla grandissima da aprile in poi, regalando momenti epici in molte zone alpine, la stagione 2016-2017 è stata decisamente più anonima dal punto di vista delle condizioni. Però, anche in anni non eccezionali come questo, anzi del tutto ordinari, si scia eccome. Nel Bianco quasi tutte le linee tra Miage, Midi e Argentière sono state ripetute. Insomma, discese che fino a meno di dieci anni fa erano percorse poche volte l’anno ormai per materiali e livello tecnico possono essere reputate dei classiconi. E poi nel 2016-2017 si sono iniziati ad apprezzare i primi frutti dell’opera cult della passata stagione dove nel film La Liste Jérémie Heitz ha mostrato a tutti cosa può fare la gente col livello, quello vero, se si mette a sciare certi pendii in certe condizioni tendenti al polveroso. E quindi si sono potute registrare tutta una serie di discese, fino ad ora affrontate ‘con una certa cautela’, la Mallory all’Aiguille du Midi per citarne una simbolo, che sono state percorse in stile Heitz: fluidità massima, 120 mm sotto al piede, rocker e giù. E poi una quarantina di itinerari inediti negli Écrins e non solo… su Skialper di agosto-settembre il consueto bollettino della stagione dello sci ripido a cura di Andrea Bormida. Da non perdere!

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