Morbelli, una vita con tuta da sci e scarpe da trail

L'atleta piemontese che ha vinto il Trail Tour fara' anche la CCC

Piemontese di nascita e valdostana d’adozione, Simona Morbelli è un nome nuovo nel panorama del trail running italiano. Con la vittoria nel Salomon Trail Tour Italia 2012 ha centrato un obbiettivo importante, merito del suo talento e della sua determinazione. Abbiamo cercato di scoprire qualcosa di lei.

Simona, raccontaci qualcosa, dove abiti, cosa fai nella vita di tutti i giorni, quando e perché hai incominciato a correre.
«Vivo a Courmayeur e nei mesi estivi torno in campagna a Rivalta Bormida in Piemonte, dove ho la casa da sempre. Mi sono trasferita in montagna per amore degli sport legati a essa. Pratico sci ‘libero’ come si definisce il fuoripista, l’alpinismo e l’arrampicata su roccia. Vivevo a Milano e pratico questi sport da quando ho deciso di lasciare un frenetico lavoro per diventare mamma di due bimbe che ora hanno 5 e 7 anni, e lo sport e’ diventato il mio magnifico ‘lavoro di diletto’.  Vivo con la tuta da sci in inverno, pantaloncini, t-shirt e scarpe da arrampicata e trail nei mesi restanti. Ho iniziato a correre lo scorso anno per migliorare la capacità polmonare in quota, non sapevo nemmeno cosa fosse il trail, poi la mia prima gara ad aprile del 2011 dove sono arrivata terza e via… non mi sono più fermata!».

Ti sei presentata alla partenza di tutte le prime quattro tappe del Salomon Trail Tour Italia e a una gara dal termine l’avevi già vinto. Te lo saresti aspettato?
«Assolutamente no. Ricordo ancora il giorno in cui Fulvio Massa, che oltre a essere il mio medico/fisioterapista e’ diventato il mio preparatore, mi ha proposto questa sfida. Ha creduto in me anche quando io ero titubante, ha avuto pazienza e se siamo qui a parlarne e’ solo grazie a lui».

Un ricordo su tutti di questa fantastica avventura.
«La prima tappa, l’Elba Trail. Ero nelle prime posizioni e intorno al ventinovesimo chilometro mi sono persa. Tra l’altro mi ero procurata una bruttissima storta al ventesimo, avevo la caviglia gonfia e dolorante. Mentre vagavo tra le rocce imprecando, tre atlete mi hanno superato. Ritrovata la strada ho dovuto dare l’anima per riprendere la posizione, ho tagliato il traguardo mano nella mano con l’ultima che avevo ripreso, abbiamo fatto gli ultimi chilometri insieme e parlato tutto il tempo. E’ nata un’amicizia, ad agosto verrà ad allenarsi con me a Courmayeur».

La prova in cui senti di esserti espressa meglio?
«La Cro Magnon. Era la prima volta che affrontavo un percorso così lungo ed estremo. Non sapevo come avrebbe reagito il mio corpo. Abituata alle ascensioni so che difficilmente la testa mi tradisce, purtroppo però, la poca esperienza può farti gestire una gara nel peggiore dei modi. La disidratazione e gli errori nell’alimentazione possono farti spegnere il motore in un attimo. Fortunatamente è andato tutto a meraviglia, ho sempre sentito il corpo in armonia con se stesso».

Come reputi le tue prestazioni in generale? Pensi di avere dei margini di miglioramento?
«Al termine di ogni allenamento non sono mai pienamente soddisfatta, anche nella corsa, come nel resto, pretendo sempre molto da me stessa. Penso però di aver raggiunto dei buoni risultati personali e, con pazienza ed esperienza, forse potrò migliorare ancora».

Quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti della stagione?
«Dalla prossima settimana i miei allenamenti saranno focalizzati nella preparazione della CCC (Courmayeur-Champex-Chamonix) di fine agosto. Non era un obbiettivo a inizio stagione ma dal momento che quello del Salomon Trail Tour Italia è stato raggiunto, cercherò di fare del mio meglio senza risparmiarmi.
Poi, dopo appena due settimane, ci sarà l’ultima tappa del Salomon Trail Tour, il Sellaronda trail che, per fortuna, potrò affrontare con meno apprensione».
 

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