Lost in La Grave

Su Skialper di ottobre-novembre 15 pagine dedicate alla localita’ francese

«La Grave. Poco più di 500 abitanti, una manciata di hotel, due pub, una funivia vecchia di quarant’anni e uno ski-lift sul ghiacciaio per salire da 1400 m a 3600 m, poco più o poco meno. Chilometri di piste battute: zero. Definire La Grave una normale ‘stazione sciistica’, almeno secondo i nostri canoni, sarebbe quantomeno inappropriato: qui si viene per sciare liberi, il più possibile. Nelle strade del paese non  ci sono negozi di moda, non incontri signore con pelliccia e chihuahua al guinzaglio e i fighetti del freeride, quelli con tutoni colorati perfettamente puliti e sci da 130 mm al centro senza neanche una riga qui non si vedono. In compenso conosci guide in pensione che al mattino suonano il sax e bevono Pastis, ragazzi svedesi che passano qui la stagione con l’unico obiettivo di sciare e sciare ancora e americani che sfoggiano orgogliosi i portasci appartenuti a Glen Plake sulla loro auto». Inizia così l’articolo di 15 pagine di Federico Ravassard, autore anche delle favolose fotografie, sulla destinazione mito dello sci di montagna su Skialper 108 di ottobre-novembre 2016.

LO SCI – L’esperienza dello sci in questo villaggio fuori dal tempo e dalle regole comincia con la sua funivia. Trenta cabine, divise a gruppi di cinque, lente e scricchiolanti. Arrivati in cima, quello che ti si para non ha paragoni in nessun’altro comprensorio sciistico: qui non lo si può neanche chiamare sci fuoripista, perché, di fatto, la pista non esiste. Neanche un chilometro di neve battuta. Solo itinerari liberi, su tutti i versanti e di tutti i tipi. Larghi valloni di facili accesso, canali con avvicinamenti alpinistici, tour di più giorni attraverso i ghiacciai, boschetti verticali cosparsi di cliff. Le possibilità sono letteralmente infinite…

YANKEE E SVEDESI – Tra i personaggi che hanno il merito di aver reso La Grave quella che è, non si può non fare il nome di Doug Coombs (avete presente i K2 Coomback?). Famoso per aver vinto il primo World Extreme Skiing Championship nel 1991 a Valdez, Alaska, e aver dato anche il via all’heliski nella stessa zona, Coombs iniziò a organizzare camp di sci ripido a Jackson Hole dopo l’incontro con Patrick Vallençant, che aveva già avviato attività simili a Chamonix.  Come una calamita, diversi sciatori decisero poi di seguirlo, tra cui Pelle Lang e Joe Vallone, che hanno raccolto l’eredità di Doug, scomparso nel 2006 assieme a Chad Vander Ham in un incidente nel Couloir Polichinelle, sulla montagna che lo aveva adottato. Noi abbiamo avuto la fortuna di girare per couloir e pendii polverosi proprio con Joe Vallone, mentre con lo svedese Pelle Lang siamo stati allo Skiers Lodge, il ritrovo perfetto per una vacanza a dimensione sci, con 15 Guide alpine a disposizione dei clienti.

DISPONIBILE ANCHE SU APP – Skialper di ottobre-novembre è disponibile nelle migliori edicole da questa settimana e già scaricabile su app. Per ogni info si può scrivere una mail o chiamare il numero 0124 428051. (Per la pagina abbonamenti cliccare qui). Per chi lo volesse acquistare la copia su smartphone o tablet, è sufficiente scaricare la app per iOS o Android e procedere all’acquisto direttamente in-app!
Qui trovi la presentazione completa del numero 108 di Skialper

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