Lost in Hokkaidō

Dopo 15 anni di sci in Giappone arriva il momento di andare alla ricerca dell’Hokkaido meno conosciuto, senza stranieri e con pendii vergini da tracciare. E che nessun traccerà, se non tu

© Mattias Fredriksson

«Una settimana dopo il nostro arrivo nelle cuore dell’isola ci siamo trovati immersi in una valle stretta e carica di neve e abbiamo sciato su entrambi i lati della strada che la taglia in due. È una valle lontano da tutto, in una delle zone più selvagge e nevose dell’Hokkaido. Era quello che cercavamo: abbiamo pellato e sciato pendii ripidi ricoperti dalla quintessenza delle betulle bianche giapponesi dall’alba alle tenebre. Eravamo solo noi, non una traccia, non uno schiamazzo».

© Mattias Fredriksson

Inizia così l’ampio reportage sull’Hokkaido di Mattias Fredriksson che pubblichiamo su Skialper 135 di aprile-maggio. Frediksson, profondo conoscitore della zona da 15 anni, nel febbraio del 2020 è partito proprio alla ricerca dei luoghi più autentici, lontano dal resort frequentati dagli occidentali dove dopo le nevicate c’è la lotta per tracciare nella neve fresca. Così ha fatto base ad Asahikawa, la seconda città più grande dell’Hokkaido ed è partito alla scoperta di valli lontano da tutto e da tutti e della favolosa cucina giapponese. Quella autentica… Diciotto pagine da leggere ma soprattutto da guardare. 

© Mattias Fredriksson

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