Lorenzo Holzknecht, corsa in montagna primo amore

'L'allenamento? Mi ascolto e vado a sensazione'

Lorenzo Holzknecht is back. 
Lo troviamo contento della vacanza in Portogallo con la sua ragazza, due settimane a zonzo rigorosamente con mezzi pubblici e zaino in spalla. Poi ha ripreso ad allenarsi a casa sua in Alta Valtellina. Infatti è ricomparso sui podi di due belle gare della zona: terzo classificato all’Alta Valtellina Skyrace, a 4′ 30" dal vincitore Marco De Gasperi in 1h 40′ di gara; secondo in team con Gil Pintarelli al rally Estivo della Valtartano di domenica scorsa, giungendo a meno di 30 secondi dai vincitori Gotti-Bonfanti dopo aver condotto in testa per buona parte.  

…ma ti avevamo sentito parlare soprattutto di bicicletta, questo inverno.

«Sì, ma l’ho scoperta davvero solo tre anni fa, quando finalmente ho preso una mountain bike e ho iniziato a usarla qui dalle mie parti. Sono un ciclista ‘dell’ultima generazione’! Negli ultimi anni specialmente, con la corsa avevo sofferto ripetute infiammazioni del tendine d’Achille, quindi mi serviva variare. Ora giro anche sulla bici da strada, e con questa ho avuto migliori riscontri soprattutto per gli aspetti di preparazione della forza. E poi variare fa bene alla mente».  

Quindi eri prevalentemente un runner?

«Sì, provengo dalla corsa in montagna. Anzi, da allievo ero anche arrivato terzo ai Campionati Italiani di staffetta, con Miori.  Ci seguiva Adriano Greco, qui in Alta Valtellina, lo stesso che d’inverno ci ha impostato sulla neve con le pelli, in montagna. Vecchio stile, le basi giuste. Ma la corsa continua a piacermi e mi viene facile».  

Ti appoggi a qualcuno o fai di testa tua?

«Faccio da solo. Preferisco imparare ad ascoltarmi e poi andare a sensazioni. Un’infarinatura ci vuole: mi interesso a questi argomenti, seguo la logica di carichi e scarichi, magari programmo cicli di settimane.  Dopo l’impostazione del Greco, Chicco Pedrini mi ha consigliato molto, all’interno di un rapporto di amicizia, e mi ha fornito delle linee-guida solide. Magari passavo a trovarlo e si parlava anche di queste cose. Ma per esempio in questo periodo con le gare di corsa vado così, senza tabella e a sensazione».  

Sarai contento della tua stagione 2013 sulle pelli, no?

«Sì, è stata una bella stagione anche se mi spiace di essere ‘mancato’ ai Mondiali. Non me lo aspettavo, in quei giorni ero proprio sparito. Poi sono rinato con la Pierra Menta. Era andata meglio la stagione precedente, con i podi in Coppa, secondo nel Vertical di Andorra dietro a Kilian, e la Pierra l’avevamo vinta».  

Programmi, obbiettivi, cambiamenti per la prossima stagione?

«Andrei un po’ in caccia di quello che mi manca! Mi dà motivazione, anche se non si tratta della gara più importante in quel momento».  

Già finite le vacanze?

«A breve non penso di muovermi. Magari a settembre, anche perché in questo periodo la mia ragazza lavora. Ma quando prossimamente andrò a girare con L’Eyda e il Lenzi in bicicletta, be’, quelle sono delle belle occasioni!»      

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