Ogni volta che andiamo in montagna, in qualche modo, lasciamo un’impronta. Non soltanto quella delle scarpe sul sentiero o delle lamine sulla neve, ma anche un impatto meno visibile, legato alla nostra presenza. Frequentare ambienti naturali significa consumare risorse, attraversare ecosistemi fragili e, talvolta, lasciare qualcosa che non dovrebbe esserci. Una parte di questo impatto è inevitabile, un’altra dipende esclusivamente dai nostri comportamenti. Riportare a valle una confezione, un fazzoletto o una bottiglietta vuota dovrebbe essere scontato. Raccogliere anche quello che troviamo lungo il percorso costa ancora meno: pochi secondi, qualche grammo in più nello zaino e un piccolo gesto che, moltiplicato per migliaia di persone, può fare una differenza enorme.
Che il problema sia tutt’altro che marginale lo raccontano i numeri del Clean-Up Tour, un progetto promosso da Summit Foundation, organizzazione svizzera impegnata dal 2001 nella riduzione dell’impatto delle attività umane in montagna. L’iniziativa organizza giornate di raccolta dei rifiuti lungo l’arco alpino, coinvolgendo località, associazioni, operatori turistici e volontari. Un modo per intervenire concretamente, ma soprattutto per sensibilizzare chi frequenta la montagna.

I risultati dell’edizione italiana 2026 sono significativi: 14 tappe, 497 partecipanti e 1.614 chilogrammi di rifiuti raccolti tra Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino e Alto Adige. Tra quanto recuperato ci sono anche circa 10.650 mozziconi di sigaretta, piccoli rifiuti che spesso sfuggono allo sguardo ma che possono contaminare suolo e acqua. A Courmayeur, una delle giornate più partecipate, 133 volontari hanno raccolto oltre 711 chilogrammi di materiale abbandonato, a Cervinia, altri 65 partecipanti hanno recuperato circa 350 chilogrammi.
In Svizzera nel 2026 sono stati coinvolti 1.915 volontari in 35 tappe, con 3.602 chilogrammi di rifiuti raccolti e quasi 30.000 mozziconi recuperati. Sommando i risultati dei due Paesi si arriva a circa 5,2 tonnellate di rifiuti e oltre 40.000 mozziconi rimossi dall’ambiente alpino.
Numeri che fanno riflettere su quanto materiale continuiamo a lasciare dietro di noi, anche in luoghi che immaginiamo incontaminati. Ma raccontano anche quanto possa essere efficace un’azione collettiva. Il Clean-Up Tour non vuole sostituirsi alla responsabilità individuale né trasformare ogni escursione in una giornata ecologica. Il suo messaggio è più semplice: la cura della montagna non è un’attività riservata ai volontari o alle associazioni, ma una responsabilità condivisa da chiunque la frequenti.
Non serve aspettare la prossima giornata organizzata per fare la propria parte. Basta infilare un piccolo sacchetto nello zaino e abituarsi a riportare a valle qualcosa in più di quello che abbiamo portato su. Perché la montagna non è un luogo che ci appartiene, ma un ambiente che abbiamo il privilegio di frequentare. E lasciarlo almeno nelle condizioni in cui lo abbiamo trovato dovrebbe essere il minimo.
© foto Clean Up Tour
